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Intervista con Duemanosinistra

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COMUNICATO STAMPA
DUEMANOSINISTRA: intimo rock
CDMEXICAT/AUDIOGLOBE
 
La foto di copertina rappresenta inmodo inequivocabile Orlando Manfredi, così come è lui, dal vivo. Per giunta, inun luogo simile a quello dove l’ho incontrato la prima volta. Cantava esuonava, con un gruppo di amici suoi intorno, Duemanosinistra, quasi aproteggerlo. Narciso, tu sei solo uno specchio d’acqua. Percezionefortissima di un “brivido allegro”. Come se avessi trovato un diario segreto.Come se, incurante dell’intimità delle parole in esso contenute, morbosamentela curiosità mi spingesse a leggerlo, mio malgrado. Da quanti anni Orlando era chiusoin quel posto angusto? Un giorno ho avuto la presunzione di distogliermi dalsuo sorriso gentile e dal suo sguardo intimorito: era ora che si rivestisse euscisse da quella soffitta. Duemanosinistra annuirono all’unisono. E chissà daquanto erano pronti. Orlando è un carismaticoCristo,ancora inconsapevole ma puntuale e acerbo cantautore di parabole. Duemanosinistrasonoimprevedibilmente rock, pronti a dimostrarlo anche sui palchi e se capiterà,cercate di non perderli. Qualche amico “fuori” dal microcosmo diDuemanosinistra ha dato un importante contributo alla prima uscita e crescitadel poliedrico artista. Nel disco, oltre al supporto produttivo di FabioPerugia (GattoCiliegia)e Gianni Condina (Condimix, Casasonica rec), c’è Lalli,indiscussa icona della musica d’autore, le cui corde vocali vibrano emotivitàfin dagli anni dell’antagonismo (Franti). C’è Tommaso Cerasuolo, voce deiprecursori e buoni maestri del rock intimo, Perturbazione. Siatepronti ad affrontare impegnative cadute, nel tentativo di afferrare le paroledi “intimo rock”. Potreste stancarvi subito o continuare a “volere volare”dentro le storie scritte da Duemanosinistra. ll gatto col sombrero non ha avutoalcun dubbio, a voi ora il libero arbitrio: far uscire Orlando dalla sua gabbiane sarà valsa la pena o desidererete l’immediato rientro nel suo microcosmo?
 
Presentazione di: Paolone ‘Aka’Ferrari
 
Duemanosinistrascrive e costruisce canzoni che profumano di artigianato sano, capace dicrescere senza fretta e al riparo dall’ansia di scorciatoie. Le dieci tracceesprimono una varietà di tinte che spazia dal sangue del pastello ai tenuipaesaggi d’acquerello; rispetto a quanto ascoltato in precedenza, il gruppomostra un salto di qualità evidente, sia per quanto concerne la compiutezza deibrani che in materia di varietà di soluzioni. Piace l’agilità con cui figuremitologiche e letterarie come Icaro, Narciso e Atlantide convivonocon l’esistenzialismo quotidiano, anche crepuscolare, di un delicato Signor Io; unsusseguirsi di sguardi all’insù e occhiate verso il basso cui corrisponde concoerenza l’equilibrio tra acustico, elettrico e spruzzate digitali, nonchémelodia distesa e racconto intimo, quasi sussurrato.
 
duemanosinistrascrive nuova musica d’autore
e la chiama intimo rock

duemanosinistra canta canzoni vere
di quelle da leggere per leggerti dentro

duemanosinistra urla a tutti
il proprio intimo maldestro

Bio

2003 – 2005

È così che Orlando Manfredi,torinese classe 1976, cantautore, attore e giovane drammaturgo – dà vita a duemanosinistra,che è, insieme, nom de plume d’artista e collettore di rockettari, pocovirtuosi ma molto stilosi.
L’attitudine al songwritingdi duemanosinistra si manifesta in creazioni contemporanee, ai limiti dellaforma canzone, dai testi insieme autentici e autoriali. Una manciata di pezziche, per loro emblematicità, sfuggono tanto all’indie rock di matriceeuroamericana quanto al cantautorato di stampo classico, e che trovano unadefinizione ridanciana-ma-non-troppo in intimo rock.
Parte la lavorazione dell’ep Lima(2003-2004) con la produzione artistica di G.U.P. e Davide Tomat(Namb), dove già si apprezza una pronuncia musicale in equilibrio tranitore elettroacustico, abrasivi squarci elettrici ed elettronica minimale.Subito, un segno di attenzione viene dal web contest New Sound Festival 4, checonferisce un “Premio speciale della giuria”, presieduta daRoberto Vernetti e Gianni Maroccolo.

2006 – 2008

Nel 2006 la canzone”Narciso/a” vince il Primo Premio e il Premio speciale per ilMiglior Testo al Festival Sesia 2006. Nello stesso anno l’incontro con TatèNsongan (Mau Mau), e la partecipazione di Orlando, in qualità di vocerecitante, ad una traccia del disco del Tatè Nsongan Trio e all’audio-libro perl’infanzia, La falsa nota di Nyambè.
Nel 2007 duemanosinistra scala il podio del Green Age Festival VIII, piazzandosisecondo, con premio speciale della giuria, presieduta da Cristian Bugatti,in arte Bugo.
Nel 2008 arriva “2”, secondo ep, stavolta autoprodotto. Intantoavviene l’incontro più importante: quello con i celebrati Gatto Ciliegiacontro il Grande Freddo. Sarà l’inizio di una storia artistica di stima ecollaborazione. Tanto che Gatto Ciliegia decide di condividere alla pari ilpalco del Traffic Festival 2008, per lo speciale evento “GibsonSoundscapes”. A fine stagione, per la festa dei 15 anni dello storicolocale torinese Café Liber, dividono il palco coi popolari Perturbazione.

2009 – 2010
Nel 2009 stop ai live, perdedicarsi esclusivamente allo studio del debutto discografico – insieme ad AlbertoDaviso, Stefano Micari, Andrea Pagliardi, Davide Ferraris – e ad alcuniprogetti trasversali. Uno di questi vede Orlando Manfredi, in autonomia,approfondire la sua vicinanza alla canzone d’autore con la scrittura delrecital “Un posto per volare. Opera lieve per Tenco e Pavese”(con Luca Occelli e lo stesso Orlando e prodotto da SantiBriganti Teatro), dicui compone anche le musiche originali, oltre ad interpretare alcuni brani di LuigiTenco. Lo spettacolo viene invitato al Pavese Festival 2009. Dopo quasiun anno di “gestazione”, duemanosinistra raccoglie branivecchi e nuovi e, per il debutto in grande stile, affida la produzioneartistica alla sensibilità di Max Viale (Gatto Ciliegia contro il GrandeFreddo), deciso a dare profondità e densità sonora e strumentale ai braniselezionati, avvalendosi ai mix e alla post-produzione di un collaboratorequale Gianni Condina e del sostegno di Casasonica. A fine anno”Sonno lento“, il videoclip di lancio di “intimorock”, (regia di Isabela Doriana Giurgiu, produzione Flylab/Mexicat), siaggiudica il riconoscimento di finalista al PIVI 2010 (Premio ItalianoVideoclip Indipendente) di Faenza (BO).
 
2011
Seguono l’uscita del disco ottimerecensioni su tutte le più importanti riviste di settore (Rockerilla, Il Mucchio,Blow up, Rumore, Jam). Nel mese di Marzo, dopo soli tre mesi di promozione, leconsacrazioni alla “Musica d’Autore, di Qualità e Ricerca”, con l’invito delprestigioso FolkClub di Torino, al fianco di stelle già alte comePetrina, Giua, Samuel Katarro, e con la joint venture con i canadesi Woodpigeon,progetto multiforme del cantautore Mark Hamilton (talento acclamato daCalexico, Broken Social Scene, Grizzly Bear, Iron and Wine), in esclusiva per Musica90.
 
duemanosinistra è

Orlando Manfredi

e anche

AlbertoDaviso / Elvis D’Elia
Stefano Micari, “Il Killer”
Andrea “Pacia” Pagliardi
Davide Ferraris

 
 
 
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Orlando. La domanda è banale,ma non è banale il tuo nom de plume… E chissà quante volte ancora te lochiederanno… Perché, dunque, duemanosinistra?
 
Orlando
Perché se dovessi scegliere unaparola generosa o scanzonata per la mia inadeguatezza quella sarebbe “maldestrezza”;dalla maldestrezza è nato duemanosinistra: come dire, talmente mal-destro daritrovarsi due volte mancino. E alla fine, duemanosinistra  è stato preferito alletterale due mani sinistre: più interessante, più individualizzante.
Ma fammi dire che niente di quelloche “esce” come duemanosinistra inizia e finisce col proprio ombelico. Ritengoche il senso di inadeguatezza (la mia maldestrezza) e la difficoltà a trovaredimensione ed equilibrio in questa nostra epoca siano tratti diffusi allastessa stregua delle impronte digitali.
E poi una curiosità: il nome”duemanosinistra” ha molto “appeal” tra gli anglosassoni; lo traducono in “twolefthand”e sembrano coglierne immediatamente le implicazioni. Come mai?! Devo indagaresu questa cosa!…
 
Davide
In effetti “having two left hands“in inglese vuol dire diverse cose, tra cui goffo, maldestro… Hai una scritturamusicale pregevole e notevoli sono i tuoi testi. Quando hai scritto la tuaprima canzone? Come nacque in te questo bisogno? Oggi è ancora lo stesso o cosaè diventato?
 
Orlando
Sai come sciogliere il mio “aplomb”torinese. Grazie! La prima canzone, dunque. Ricordo che la mia prima volta si ètrasformata in un plagio d’autore quasi integrale. Avevo più o meno 12 anni ed erorimasto folgorato da una canzone di Giorgio Gaber, che mi faceva sempre sentiremio padre: “l’uomo che perde i pezzi”. Così decisi di scriverne una miaversione ma feci l’errore di basarmi sulle stesse armonia e melodia. Dunquealla fine venne fuori una brutta copia. La presentai al mio gruppo. E poi per isensi di colpa, mi smascherai da solo. Fu comunque molto apprezzata. Venneapplaudito il gusto.
In seguito, la musica e il suorapimento divennero una specie di difesa autistica da tutto ciò che mirisultava ostile, cioè praticamente tutto. Tra i banchi di scuola ero unaspecie di spaventapasseri muto, gli unici pensieri andavano a Neil Young e allasua chitarra piangente, a Van Morrison, a Dylan, a Nick Drake. Lì studiavo lamia mitologìa. E in tutto quel casino è arrivata naturalmente la scrittura,come una compagna segreta. A conti fatti, credo che fino a oggi  il nocciolocentrale della “vocazione” sia rimasto comunque qualcosa di molto intimo,necessario, tremendamente imparentato con quegli anni bui. Da domani non so.
 
Davide
Quali gruppi o autori musicali equali poeti o scrittori, o chi e cos’altro, ti hanno “indicato la via” dellacanzone?

Orlando
Tre sicure vie della canzone, per me,sono state: Paolo Conte, il Teatro, e come suonavano le canzoni inglesi all’orecchiodi uno che non sapeva l’inglese.
Conte è il Proust e, insieme, ilSalgari della canzone. Ha danzato sulla forma canzone facendole dire tutto conniente, e null’altro che Bellezza con pirotecniche invenzioni poetiche. Haraccontato la provincia, la solitudine, il Sogno, il Ricordo, il Cinema, universiletterari più reali del reale e latitudini e angoli del mondo nel tinello dicasa.
Il Teatro – mia casa adottiva e atutt’oggi unico vero ambito di lavoro – è la più grande Accademia di Estetica,la più grande scuola di trattamento della forma, il più immediato dispositivomultimediale esistente: ci sono la parola, la musica, il corpo e tutto devevolgere all’efficacia. La parola, in particolar modo, è tiranneggiata dallamusicalità, dal ritmo e da una certa qualità plastica. Se non ha almeno una diqueste cose è parola al vento, non funziona, non spacca.
Le canzoni inglesi all’orecchio diun ignorante sono meravigliose: suonano da dio, le parole suonano, sono essestesse suono, al pari di uno strumento. Questo è quello che ho cercato di fareio con l’ “intimo rock”, cioè il nome che ho dato alle mie canzoni. Tentare diconiugare significante e significato. Cercare di fare dire delle cose alleparole, facendole però suonare, sottoponendole al giudizio severissimo dellamusica. Ma naturalmente questo deve avvenire a partire dalle specificità dellalingua italiana. Cioè in maniera totalmente differente dalla canzone anglofona.Questa per me è la grande sfida per uno che scrive canzoni in italiano.
 
Davide
I tuoi testi mi ricordanol’esperienza dell’ermetismo… Uno stile difficile e chiuso nella ricerca diapprofondire le nascoste esperienze interiori… Ma anche  una presa di posizionecontro la manipolabilità e la facilità comunicativa della società di massa… Allorafacilità nascente, oggi facilità più che mai… anzi proprio usa e getta… Perseguianche tu l’ideale di una “poesia libera e pura” o, meglio, di una “canzonelibera e pura”? Oppure?
 
Orlando
L’ideale che perseguo è più o menoquello che ti ho descritto poc’anzi. Ma non lo chiamerei ideale. Piuttosto unadisciplina. E vale per me, non so se possa valere per altri. Nel caso, mettiamosu un consorzio di cantautori difficili e chiusiJ. Scherzi a parte,si può essere liberi in mille modi. Non necessariamente scrivendo “difficile”.Tenco scriveva in maniera, talvolta, semplicissima, disarmante. Matremendamente libera.
 
Davide
L’eutanasia continua, e continuerà alungo, a essere oggetto di accese controversie.  A chi pensaviquando hai scritto “La caduta di un passero“?
 
Orlando
Welby. La sua vicenda, la suabattaglia e la sua umanità mi impressionarono in maniera ossessiva, angosciosa.In quel periodo stavo studiando Shakespeare. Nell’Amleto c’è una fraseche dice: “c’è uno speciale destino nella caduta di un passero”. A un certopunto pensai a Welby come a un passero che sceglie quello speciale destino.
 
Davide
Ci parli del recital “Unposto per volare. Opera lieve per Tenco e Pavese”? Cosa rappresentanoper te questi due grandi e perché li hai accostati nel dedicare a entrambiun’opera?
 
Orlando
Sono tantissime le cose che leganoTenco e Pavese, e sorprendenti. Ma non farmele rivelare, fanno parte dellascoperta e dell’emozione dello spettacolo. Quella evidente a tutti è una sola:il suicidio, uno dei temi del recital.
È interpretato da Luca Occelli,straordinario attore che mi ha imbarcato in questa impresa, e da me che sonoanche autore del testo.
È la storia di due epigoni di Tencoe Pavese. In fondo l’epigono è un figura centrale della Contemporaneità. Apartire dalla riproduzione tecnica di massa siamo diventati tutti un po’epigoni, anche perché i modelli sono centuplicati, fissati per sempre in unaforma cui riferirsi. Comunque, i due epigoni intraprendono un pellegrinaggioesistenziale lungo le tappe tracciate in vita da Tenco e Pavese, in una sortadi disperata e tragicomica replica delle vite dei padri. Ma anche il finale è asorpresa.
 
Davide
Torino è come non mai in fermentomusicale – di qualità – (e non solo)… Cos’è successo secondo te?
 
Orlando
Musicalmente Torino ha iniziato acoltivare una vocazione musicale “dal basso” dai tempi dell’antagonismo, tra iSettanta e gli Ottanta. Pensiamo ai Franti. Da lì è stato un lungo passaggio ditestimone, all’insegna dell’indipendenza e della ricerca. È proseguito qualcosaa livello transgenerazionale, nel senso più genuino e generale di un impulso allacreazione, cosa che ha consentito l’emersione di realtà davvero differenti, irriducibilil’una all’altra, ma derivanti da un sedìme comune.
 
Davide
Torino e i 150 anni… Qual è il tuopensiero? 
 
Orlando
Uff…tanto si sta dicendo alriguardo, che mi sembra già tutto un po’ consumato. Dico solo che è stato unesperimento antropologico incredibile vedere le città riempirsi di folle efamiglie festanti e sensibili ad un richiamo di unità civile e democratica e,nel frattempo, assistere mediaticamente alle più incivili condotte parlamentarie alle peggiori prove di democrazia che si potessero dare.
Per Torino sono contento delprossimo Traffic150enne. Questa volta solo artisti italiani. In una grandepiazza “unitaria”: quella dei cortei del 25 Aprile, del 1°Maggio. Ancora unavolta una connotazione unica e molto chiara per il Traffic. Mi pare al momentol’unico Festival che abbia dato un segnale in tal senso.
 
Davide
Parliamo dei tuoi ospiti. TommasoCerasuolo (Perturbazione) canta in Signor io e Lalli (Icaro grigio),unadelle più belle voci italiane… C’è una rete a Torino di musicisti sempre piùricca e trasversale, ma soprattutto compartecipe, solidale, pronta a dare unamano… In passato era l’esatto contrario. Quali sono stati, da questo punto divista, gli incontri più belli e importanti per te in città?
 
Orlando
Innanzitutto quelli con i musicistiche hanno concepito e registrato  “intimo rock”, così belle persone daconferire un senso ancora più intimo al lavoro (Alberto Daviso, Andrea “Pacia”Pagliardi, Stefano Micari, Davide Ferraris, Elvis D’Elìa ). E poi quelli da tecitati. Con Tommaso continuiamo a cercare occasioni per cui collaborare e farecose insieme. Ogni tanto, penso di aver scritto una canzone che parlava di lui,credendo di parlare di me. E viceversa. È una persona speciale, come Lalli.Infine su tutti, Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo (Max Viale ha prodottoartisticamente tutto “intimo rock”, con qualche generoso aiuto di FabioPerugia). Una piccola famiglia, un gruppo di amici e poi, ragazzi, continuanoad essere un oggetto “non identificato”, una versione plausibile del futuro.
 
Davide
Il cd è uscito nell’ottobre del2010… Stai ora pensando al prossimo?
 
Orlando
Non sarà cosa breve, oltre chefacile. Per ora sto iniziando a shakerare un po’ di idee. Anche se mi pare cheoggi dischi (soprattutto debutti) come “intimo rock” possano vivere di unastriscia promozionale molto lunga. Non destinati a fare il botto ma aguadagnare credito a poco a poco. In ogni caso, non è la fretta la compagna chevoglio per il prossimo disco. E poi,  come si fa a desiderare qualcosa di megliodi Gatto Ciliegia alla produzione e di Gianni Condina,  come sound engineer?
 
Davide
Il 27 maggio suonerai allo Spazio211 di Torino. Ci saranno anche Francesco Stabile e I Treni all’Alba. Poi? La domandaè ancora “Che vuoi fare nel futuro?”
 
Orlando
Signori e Signore, quest’uomo è ungrande: mi sta citando. Citerò anch’io qualcuno, dicendo: “the future isunwritten”. Ma guardando a dopodomani, direi almeno un paio di altri clipmusicali e un workshop tenuto da me stesso e rivolto a me stesso, per impararea rilassarmi.
 
Davide
Joe Strummer… Ma anche Lawrenced’Arabia… Citando ora Bono… “Noi pensiamo di avere le risposte. Sono ledomande ad essere sbagliate”?
 
Orlando
Citando Sergio Leone: “Le domandenon sono mai indiscrete. Le risposte lo sono, a volte”.
 
Davide
Esatto… e “L’esattezza nelcitare è una qualità molto più rara di quanto si pensi” (Pierre Bayle). Graziee… à suivre…
 
Orlando
Grazie a te. Ci siamo divertiti, no?

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