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2011
18
Apr

Intervista con Duemanosinistra

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COMUNICATO STAMPA
DUEMANOSINISTRA: intimo rock
CD MEXICAT/AUDIOGLOBE
 
La foto di copertina rappresenta in modo inequivocabile Orlando Manfredi, così come è lui, dal vivo. Per giunta, in un luogo simile a quello dove l'ho incontrato la prima volta. Cantava e suonava, con un gruppo di amici suoi intorno, Duemanosinistra, quasi a proteggerlo. Narciso, tu sei solo uno specchio d'acqua. Percezione fortissima di un "brivido allegro". Come se avessi trovato un diario segreto. Come se, incurante dell'intimità delle parole in esso contenute, morbosamente la curiosità mi spingesse a leggerlo, mio malgrado. Da quanti anni Orlando era chiuso in quel posto angusto? Un giorno ho avuto la presunzione di distogliermi dal suo sorriso gentile e dal suo sguardo intimorito: era ora che si rivestisse e uscisse da quella soffitta. Duemanosinistra annuirono all'unisono. E chissà da quanto erano pronti. Orlando è un carismatico Cristo, ancora inconsapevole ma puntuale e acerbo cantautore di parabole. Duemanosinistra sono imprevedibilmente rock, pronti a dimostrarlo anche sui palchi e se capiterà, cercate di non perderli. Qualche amico "fuori" dal microcosmo di Duemanosinistra ha dato un importante contributo alla prima uscita e crescita del poliedrico artista. Nel disco, oltre al supporto produttivo di Fabio Perugia (Gatto Ciliegia) e Gianni Condina (Condimix, Casasonica rec), c'è Lalli, indiscussa icona della musica d'autore, le cui corde vocali vibrano emotività fin dagli anni dell'antagonismo (Franti). C'è Tommaso Cerasuolo, voce dei precursori e buoni maestri del rock intimo, Perturbazione. Siate pronti ad affrontare impegnative cadute, nel tentativo di afferrare le parole di "intimo rock". Potreste stancarvi subito o continuare a "volere volare" dentro le storie scritte da Duemanosinistra. ll gatto col sombrero non ha avuto alcun dubbio, a voi ora il libero arbitrio: far uscire Orlando dalla sua gabbia ne sarà valsa la pena o desidererete l'immediato rientro nel suo microcosmo?
 
Presentazione di: Paolone 'Aka' Ferrari
 
Duemanosinistra scrive e costruisce canzoni che profumano di artigianato sano, capace di crescere senza fretta e al riparo dall'ansia di scorciatoie. Le dieci tracce esprimono una varietà di tinte che spazia dal sangue del pastello ai tenui paesaggi d'acquerello; rispetto a quanto ascoltato in precedenza, il gruppo mostra un salto di qualità evidente, sia per quanto concerne la compiutezza dei brani che in materia di varietà di soluzioni. Piace l'agilità con cui figure mitologiche e letterarie come Icaro, Narciso e Atlantide convivono con l'esistenzialismo quotidiano, anche crepuscolare, di un delicato Signor Io; un susseguirsi di sguardi all'insù e occhiate verso il basso cui corrisponde con coerenza l'equilibrio tra acustico, elettrico e spruzzate digitali, nonché melodia distesa e racconto intimo, quasi sussurrato.
 
duemanosinistra scrive nuova musica d'autore
e la chiama intimo rock

duemanosinistra canta canzoni vere
di quelle da leggere per leggerti dentro

duemanosinistra urla a tutti
il proprio intimo maldestro


Bio

2003 – 2005
È così che Orlando Manfredi, torinese classe 1976, cantautore, attore e giovane drammaturgo – dà vita a duemanosinistra, che è, insieme, nom de plume d'artista e collettore di rockettari, poco virtuosi ma molto stilosi.
L'attitudine al songwriting di duemanosinistra si manifesta in creazioni contemporanee, ai limiti della forma canzone, dai testi insieme autentici e autoriali. Una manciata di pezzi che, per loro emblematicità, sfuggono tanto all'indie rock di matrice euroamericana quanto al cantautorato di stampo classico, e che trovano una definizione ridanciana-ma-non-troppo in intimo rock.
Parte la lavorazione dell'ep Lima (2003-2004) con la produzione artistica di G.U.P. e Davide Tomat (Namb), dove già si apprezza una pronuncia musicale in equilibrio tra nitore elettroacustico, abrasivi squarci elettrici ed elettronica minimale. Subito, un segno di attenzione viene dal web contest New Sound Festival 4, che conferisce un "Premio speciale della giuria", presieduta da Roberto Vernetti e Gianni Maroccolo.


2006 – 2008
Nel 2006 la canzone "Narciso/a" vince il Primo Premio e il Premio speciale per il Miglior Testo al Festival Sesia 2006. Nello stesso anno l'incontro con Tatè Nsongan (Mau Mau), e la partecipazione di Orlando, in qualità di voce recitante, ad una traccia del disco del Tatè Nsongan Trio e all'audio-libro per l'infanzia, La falsa nota di Nyambè.
Nel 2007 duemanosinistra scala il podio del Green Age Festival VIII, piazzandosi secondo, con premio speciale della giuria, presieduta da Cristian Bugatti, in arte Bugo.
Nel 2008 arriva "2", secondo ep, stavolta autoprodotto. Intanto avviene l'incontro più importante: quello con i celebrati Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo. Sarà l'inizio di una storia artistica di stima e collaborazione. Tanto che Gatto Ciliegia decide di condividere alla pari il palco del Traffic Festival 2008, per lo speciale evento "Gibson Soundscapes". A fine stagione, per la festa dei 15 anni dello storico locale torinese Café Liber, dividono il palco coi popolari Perturbazione.

2009 – 2010
Nel 2009 stop ai live, per dedicarsi esclusivamente allo studio del debutto discografico - insieme ad Alberto Daviso, Stefano Micari, Andrea Pagliardi, Davide Ferraris - e ad alcuni progetti trasversali. Uno di questi vede Orlando Manfredi, in autonomia, approfondire la sua vicinanza alla canzone d'autore con la scrittura del recital "Un posto per volare. Opera lieve per Tenco e Pavese" (con Luca Occelli e lo stesso Orlando e prodotto da SantiBriganti Teatro), di cui compone anche le musiche originali, oltre ad interpretare alcuni brani di Luigi Tenco. Lo spettacolo viene invitato al Pavese Festival 2009. Dopo quasi un anno di "gestazione", duemanosinistra raccoglie brani vecchi e nuovi e, per il debutto in grande stile, affida la produzione artistica alla sensibilità di Max Viale (Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo), deciso a dare profondità e densità sonora e strumentale ai brani selezionati, avvalendosi ai mix e alla post-produzione di un collaboratore quale Gianni Condina e del sostegno di Casasonica. A fine anno "Sonno lento", il videoclip di lancio di "intimo rock", (regia di Isabela Doriana Giurgiu, produzione Flylab/Mexicat), si aggiudica il riconoscimento di finalista al PIVI 2010 (Premio Italiano Videoclip Indipendente) di Faenza (BO).
 
2011
Seguono l'uscita del disco ottime recensioni su tutte le più importanti riviste di settore (Rockerilla, Il Mucchio, Blow up, Rumore, Jam). Nel mese di Marzo, dopo soli tre mesi di promozione, le consacrazioni alla "Musica d'Autore, di Qualità e Ricerca", con l'invito del prestigioso FolkClub di Torino, al fianco di stelle già alte come Petrina, Giua, Samuel Katarro, e con la joint venture con i canadesi Woodpigeon, progetto multiforme del cantautore Mark Hamilton (talento acclamato da Calexico, Broken Social Scene, Grizzly Bear, Iron and Wine), in esclusiva per Musica90.
 
duemanosinistra è

Orlando Manfredi

e anche

Alberto Daviso / Elvis D'Elia
Stefano Micari, "Il Killer"
Andrea "Pacia" Pagliardi
Davide Ferraris
 
 
 
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Orlando. La domanda è banale, ma non è banale il tuo nom de plume… E chissà quante volte ancora te lo chiederanno… Perché, dunque, duemanosinistra?
 
Orlando
Perché se dovessi scegliere una parola generosa o scanzonata per la mia inadeguatezza quella sarebbe "maldestrezza"; dalla maldestrezza è nato duemanosinistra: come dire, talmente mal-destro da ritrovarsi due volte mancino. E alla fine, duemanosinistra  è stato preferito al letterale due mani sinistre: più interessante, più individualizzante.
Ma fammi dire che niente di quello che "esce" come duemanosinistra inizia e finisce col proprio ombelico. Ritengo che il senso di inadeguatezza (la mia maldestrezza) e la difficoltà a trovare dimensione ed equilibrio in questa nostra epoca siano tratti diffusi alla stessa stregua delle impronte digitali.
E poi una curiosità: il nome "duemanosinistra" ha molto "appeal" tra gli anglosassoni; lo traducono in "twolefthand" e sembrano coglierne immediatamente le implicazioni. Come mai?! Devo indagare su questa cosa!...
 
Davide
In effetti "having two left hands" in inglese vuol dire diverse cose, tra cui goffo, maldestro… Hai una scrittura musicale pregevole e notevoli sono i tuoi testi. Quando hai scritto la tua prima canzone? Come nacque in te questo bisogno? Oggi è ancora lo stesso o cosa è diventato?
 
Orlando
Sai come sciogliere il mio "aplomb" torinese. Grazie! La prima canzone, dunque. Ricordo che la mia prima volta si è trasformata in un plagio d'autore quasi integrale. Avevo più o meno 12 anni ed ero rimasto folgorato da una canzone di Giorgio Gaber, che mi faceva sempre sentire mio padre: "l'uomo che perde i pezzi". Così decisi di scriverne una mia versione ma feci l'errore di basarmi sulle stesse armonia e melodia. Dunque alla fine venne fuori una brutta copia. La presentai al mio gruppo. E poi per i sensi di colpa, mi smascherai da solo. Fu comunque molto apprezzata. Venne applaudito il gusto.
In seguito, la musica e il suo rapimento divennero una specie di difesa autistica da tutto ciò che mi risultava ostile, cioè praticamente tutto. Tra i banchi di scuola ero una specie di spaventapasseri muto, gli unici pensieri andavano a Neil Young e alla sua chitarra piangente, a Van Morrison, a Dylan, a Nick Drake. Lì studiavo la mia mitologìa. E in tutto quel casino è arrivata naturalmente la scrittura, come una compagna segreta. A conti fatti, credo che fino a oggi  il nocciolo centrale della "vocazione" sia rimasto comunque qualcosa di molto intimo, necessario, tremendamente imparentato con quegli anni bui. Da domani non so.
 
Davide
Quali gruppi o autori musicali e quali poeti o scrittori, o chi e cos'altro, ti hanno "indicato la via" della canzone?

Orlando
Tre sicure vie della canzone, per me, sono state: Paolo Conte, il Teatro, e come suonavano le canzoni inglesi all'orecchio di uno che non sapeva l'inglese.
Conte è il Proust e, insieme, il Salgari della canzone. Ha danzato sulla forma canzone facendole dire tutto con niente, e null'altro che Bellezza con pirotecniche invenzioni poetiche. Ha raccontato la provincia, la solitudine, il Sogno, il Ricordo, il Cinema, universi letterari più reali del reale e latitudini e angoli del mondo nel tinello di casa.
Il Teatro – mia casa adottiva e a tutt'oggi unico vero ambito di lavoro – è la più grande Accademia di Estetica, la più grande scuola di trattamento della forma, il più immediato dispositivo multimediale esistente: ci sono la parola, la musica, il corpo e tutto deve volgere all'efficacia. La parola, in particolar modo, è tiranneggiata dalla musicalità, dal ritmo e da una certa qualità plastica. Se non ha almeno una di queste cose è parola al vento, non funziona, non spacca.
Le canzoni inglesi all'orecchio di un ignorante sono meravigliose: suonano da dio, le parole suonano, sono esse stesse suono, al pari di uno strumento. Questo è quello che ho cercato di fare io con l' "intimo rock", cioè il nome che ho dato alle mie canzoni. Tentare di coniugare significante e significato. Cercare di fare dire delle cose alle parole, facendole però suonare, sottoponendole al giudizio severissimo della musica. Ma naturalmente questo deve avvenire a partire dalle specificità della lingua italiana. Cioè in maniera totalmente differente dalla canzone anglofona. Questa per me è la grande sfida per uno che scrive canzoni in italiano.
 
Davide
I tuoi testi mi ricordano l'esperienza dell'ermetismo… Uno stile difficile e chiuso nella ricerca di approfondire le nascoste esperienze interiori… Ma anche  una presa di posizione contro la manipolabilità e la facilità comunicativa della società di massa… Allora facilità nascente, oggi facilità più che mai… anzi proprio usa e getta… Persegui anche tu l'ideale di una "poesia libera e pura" o, meglio, di una "canzone libera e pura"? Oppure?
 
Orlando
L'ideale che perseguo è più o meno quello che ti ho descritto poc'anzi. Ma non lo chiamerei ideale. Piuttosto una disciplina. E vale per me, non so se possa valere per altri. Nel caso, mettiamo su un consorzio di cantautori difficili e chiusiJ. Scherzi a parte, si può essere liberi in mille modi. Non necessariamente scrivendo "difficile". Tenco scriveva in maniera, talvolta, semplicissima, disarmante. Ma tremendamente libera.
 
Davide
L'eutanasia continua, e continuerà a lungo, a essere oggetto di accese controversie.  A chi pensavi quando hai scritto "La caduta di un passero"?
 
Orlando
Welby. La sua vicenda, la sua battaglia e la sua umanità mi impressionarono in maniera ossessiva, angosciosa. In quel periodo stavo studiando Shakespeare. Nell'Amleto c'è una frase che dice: "c'è uno speciale destino nella caduta di un passero". A un certo punto pensai a Welby come a un passero che sceglie quello speciale destino.
 
Davide
Ci parli del recital "Un posto per volare. Opera lieve per Tenco e Pavese"? Cosa rappresentano per te questi due grandi e perché li hai accostati nel dedicare a entrambi un'opera?
 
Orlando
Sono tantissime le cose che legano Tenco e Pavese, e sorprendenti. Ma non farmele rivelare, fanno parte della scoperta e dell'emozione dello spettacolo. Quella evidente a tutti è una sola: il suicidio, uno dei temi del recital.
È interpretato da Luca Occelli, straordinario attore che mi ha imbarcato in questa impresa, e da me che sono anche autore del testo.
È la storia di due epigoni di Tenco e Pavese. In fondo l'epigono è un figura centrale della Contemporaneità. A partire dalla riproduzione tecnica di massa siamo diventati tutti un po' epigoni, anche perché i modelli sono centuplicati, fissati per sempre in una forma cui riferirsi. Comunque, i due epigoni intraprendono un pellegrinaggio esistenziale lungo le tappe tracciate in vita da Tenco e Pavese, in una sorta di disperata e tragicomica replica delle vite dei padri. Ma anche il finale è a sorpresa.
 
Davide
Torino è come non mai in fermento musicale - di qualità - (e non solo)… Cos'è successo secondo te?
 
Orlando
Musicalmente Torino ha iniziato a coltivare una vocazione musicale "dal basso" dai tempi dell'antagonismo, tra i Settanta e gli Ottanta. Pensiamo ai Franti. Da lì è stato un lungo passaggio di testimone, all'insegna dell'indipendenza e della ricerca. È proseguito qualcosa a livello transgenerazionale, nel senso più genuino e generale di un impulso alla creazione, cosa che ha consentito l'emersione di realtà davvero differenti, irriducibili l'una all'altra, ma derivanti da un sedìme comune.
 
Davide
Torino e i 150 anni… Qual è il tuo pensiero? 
 
Orlando
Uff…tanto si sta dicendo al riguardo, che mi sembra già tutto un po' consumato. Dico solo che è stato un esperimento antropologico incredibile vedere le città riempirsi di folle e famiglie festanti e sensibili ad un richiamo di unità civile e democratica e, nel frattempo, assistere mediaticamente alle più incivili condotte parlamentari e alle peggiori prove di democrazia che si potessero dare.
Per Torino sono contento del prossimo Traffic150enne. Questa volta solo artisti italiani. In una grande piazza "unitaria": quella dei cortei del 25 Aprile, del 1°Maggio. Ancora una volta una connotazione unica e molto chiara per il Traffic. Mi pare al momento l'unico Festival che abbia dato un segnale in tal senso.
 
Davide
Parliamo dei tuoi ospiti. Tommaso Cerasuolo (Perturbazione) canta in Signor io e Lalli (Icaro grigio), una delle più belle voci italiane… C'è una rete a Torino di musicisti sempre più ricca e trasversale, ma soprattutto compartecipe, solidale, pronta a dare una mano… In passato era l'esatto contrario. Quali sono stati, da questo punto di vista, gli incontri più belli e importanti per te in città?
 
Orlando
Innanzitutto quelli con i musicisti che hanno concepito e registrato  "intimo rock", così belle persone da conferire un senso ancora più intimo al lavoro (Alberto Daviso, Andrea "Pacia" Pagliardi, Stefano Micari, Davide Ferraris, Elvis D'Elìa ). E poi quelli da te citati. Con Tommaso continuiamo a cercare occasioni per cui collaborare e fare cose insieme. Ogni tanto, penso di aver scritto una canzone che parlava di lui, credendo di parlare di me. E viceversa. È una persona speciale, come Lalli. Infine su tutti, Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo (Max Viale ha prodotto artisticamente tutto "intimo rock", con qualche generoso aiuto di Fabio Perugia). Una piccola famiglia, un gruppo di amici e poi, ragazzi, continuano ad essere un oggetto "non identificato", una versione plausibile del futuro.
 
Davide
Il cd è uscito nell'ottobre del 2010… Stai ora pensando al prossimo?
 
Orlando
Non sarà cosa breve, oltre che facile. Per ora sto iniziando a shakerare un po' di idee. Anche se mi pare che oggi dischi (soprattutto debutti) come "intimo rock" possano vivere di una striscia promozionale molto lunga. Non destinati a fare il botto ma a guadagnare credito a poco a poco. In ogni caso, non è la fretta la compagna che voglio per il prossimo disco. E poi,  come si fa a desiderare qualcosa di meglio di Gatto Ciliegia alla produzione e di Gianni Condina,  come sound engineer?
 
Davide
Il 27 maggio suonerai allo Spazio 211 di Torino. Ci saranno anche Francesco Stabile e I Treni all'Alba. Poi? La domanda è ancora "Che vuoi fare nel futuro?"
 
Orlando
Signori e Signore, quest'uomo è un grande: mi sta citando. Citerò anch'io qualcuno, dicendo: "the future is unwritten". Ma guardando a dopodomani, direi almeno un paio di altri clip musicali e un workshop tenuto da me stesso e rivolto a me stesso, per imparare a rilassarmi.
 
Davide
Joe Strummer… Ma anche Lawrence d'Arabia… Citando ora Bono… "Noi pensiamo di avere le risposte. Sono le domande ad essere sbagliate"?
 
Orlando
Citando Sergio Leone: "Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono, a volte".
 
Davide
Esatto… e "L'esattezza nel citare è una qualità molto più rara di quanto si pensi" (Pierre Bayle). Grazie e… à suivre…
 
Orlando
Grazie a te. Ci siamo divertiti, no?
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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