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2017
28
Feb

Intervista con Davide Solfrini

Commenti () - Page hits: 250
Davide Solfrini – “Véstiti Male” dal 27 gennaio 2017 in CD e digitale da New Model Label 
 
Nuovo disco per Davide Solfrini, cantautore che vive tra la Romagna e le Marche, una raccolta di sei brani in cui prosegue il suo poetico viaggio dalle sonorità rock/wave nella canzone d’autore italiana. Si parla ancora di un mondo cinico e tutt’altro che amorevole, dove i personaggi mostrano tutti i lati più spigolosi della loro umanità.
Il mondo di Solfrini infatti non fa sconti a nessuno, tanto meno all’autore stesso quando parla in prima persona. Il cantautore infatti non si pone su un piedistallo al di sopra degli altri ma mostra al mondo le stesse debolezze di chiunque e sembra addirittura andarne fiero. Ormai la salvezza, o qualcosa di simile, è possibile solo in una fuga metaforica ed interiore dove si riesce a trovare un po’ di quell’umanità e di quei sentimenti altrove nascosti (“Un Giorno Piove”). “Portiere Notturno” apre il disco in maniera decisa, è uno sguardo sul mondo del lavoro e sulla vita al ribasso dei giorni nostri, una ripresa in soggettiva e claustrofobica. Vi ricordate il primissimo Fantozzi quando, dopo aver letto “Il Capitale”, solleva la testa dal libro ed esclama “Ma allora non è vero che mi fanno lavorare perché sono buoni!”? Oggi il ragioniere dovrebbe avere più paura che mai ad esclamare una cosa del genere, anche perché la protagonista del brano è terribilmente convinta del contrario.
Ma la padrona dell’albergo di “Portiere Notturno” è solo la prima delle voci che si accaniscono a gridare la loro; “Cose Buone” è un rimprovero interiore in una mattina prima di andare al lavoro, mentre in “Vèstiti Male” l’intero sistema diventa naìf e privo di senso e la rabbia diventa divertente e scanzonata. In “Una Volta Ero Un Uomo Diverso” si ritorna sempre a fare piccoli ma mai scontati bilanci interiori in chiave pop e malinconica.
La ricchezza dei testi è accompagnata da una diversa cura negli arrangiamenti dove, insieme alle chitarre in stile R.E.M. e Smiths (ormai un marchio di fabbrica del nostro) compaiono inserti di elettronica, synth e archi. il disco è stato realizzato con la collaborazione di Cristian Bonato (co-produzione, registrazione, mixaggio, Farfisa su “Portiere Notturno” e Juno-6 su “Un Giorno Piove”), poi c’è l’impeccabile batteria di Tommy Graziani e gli archi di Federico Mecozzi su “Un giorno piove” mentre il mastering è opera di Giovanni Versari.
 
 
Tracklist: 1. Portiere Notturno / 2. Cose Buone / 3. Un Giorno Piove / 4. Vèstiti Male / 5. Alto Mare / 6. Una Volta Ero Un Uomo Diverso
 
 
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D.R.
Ben tornato Davide su Kult Underground. Un ritorno lungo però solo 22 minuti. Essendomi piaciute molto tutte le sei canzoni, ho fatto particolarmente caso alla sua brevità e quando è finito avrei voluto ascoltarne qualcun'altra... Perché dunque hai voluto farne uscire solo sei?
 
Davide Solfrini
Ciao Davide, grazie per avermi dedicato nuovamente il tuo spazio. Comincio subito con duro bagno di realtà: più che “voluto” ho “dovuto” far uscire solo 6 pezzi, nel senso che, anche se avevo pronto altro materiale su cui lavorare, tempo, energie e disponibilità mi avrebbero portato a finirlo più o meno nel 2029! Di pubblicare cose di cui non ero soddisfatto o rimandare all’infinito non mi andava proprio, così… ecco il motivo delle 6 canzoni! Poi a dire la verità non è stata nemmeno una decisone così sofferta, visto infatti che i dischi non si vendono e, soprattutto, sembra che nessuno abbia più tempo di ascoltarli ho fatto qualcosa che è abbastanza in linea coi nostri tempi. Infine, il fatto che qualcuno arrivi alla fine delle tracce con la voglia di sentirne ancora rende il lavoro più affascinante…
 
D.R.
Ci presenti i musicisti che ti hanno accompagnato in queste registrazioni e gli altri contributi?
 
Davide Solfrini
…Anche qui ho suonato quasi tutto io eccetto la batteria, suonata da Tommy Graziani, collaboratore di vecchia data del co-produttore Cristian Bonato, entrambi professionisti ineccepibili da ogni punto di vista. Cristian ha suonato il Farfisa su “Portiere Notturno” ed ha sistemato qua e là le tastiere suonate o campionate da me, ed ancora più decisivo è stato il suo mixaggio, del quale siamo veramente soddisfatti! Infine c’è la piccola parte di archi su “Un Giorno Piove” che è stata fatta quasi per caso da Federico Mecozzi un giorno che era capitato in studio, ma che ha dato un tocco decisivo al brano e per il quale glie ne sono molto grato.
 
D.R.
I protagonisti dei testi sembrano tutti assorti in bilanci della propria vita. Qual è oggi il tuo di artista?
 
Davide Solfrini
È un bilancio un po’ amaro… anche se la musica rimane il lato più importante di me mi rendo conto che in realtà non le ho mai dedicato le giuste energie o il giusto coraggio. Inoltre l’ambiente, si sa, non è dei più facili e per me che ho 36 anni e proprio non sono mai stato capace di “vendere” o di sbracciare per ottenere l’attenzione, il sospetto di avere sbagliato tutto nel mio percorso è sempre più martellante!
 
D.R.
Ho scoperto che una lumaca con le ali esiste: è la Limacina helicina, una minuscola lumaca di mare detta anche farfalla di mare, e sembrano volare su e giù nell'acqua. Pare che i suoi movimenti stiano ispirando un robot volante che imiti la sua "tecnica". Invece quella sulla tua copertina, cosa rappresenta?
 
Davide Solfrini
Ecco! Hai smontato la mia intenzione di creare un disegno senza senso!!! Tornando seri (o quasi…): volevo appunto creare qualcosa di naif e nonsense, disegnato da me, che contrastasse un po’ con i contenuti più pesanti dei brani.
 
D.R.
Continua il tuo sodalizio con la New Model Label di Govind Khurana. Cosa ti lega in particolare a questa etichetta discografica?
 
Davide Solfrini
È un rapporto sereno e onesto, a loro piace quel che faccio e a me piace come lavorano, sembra una banalità ma non lo è. Prima di incontrare loro ho ricevuto da altre piccole case discografiche proposte terribilmente scorrette o addirittura demenziali…
 
D.R.
Come si conciliano in te orecchiabilità e originalità, bisogno lirico-musicale ed esplorativo soltanto tuo e mestiere della canzone che deve arrivare agli altri?
 
Davide Solfrini
Ci tengo molto a concentrare i mie sforzi sul fatto che i testi siano musicali ma anche con dei contenuti, la canzone pop ideale dovrebbe essere orecchiabile, un po’ psichedelica ma anche e soprattutto con messaggi e immagini, quello che odio è la morale! Spessore e orecchiabilità non dovrebbero essere in contrasto. Di fatto da sempre mi capita che gli intellettuali o le giurie più raffinate giudichino la mia musica un po’ troppo sempliciotta perché non scrivo testi tipo Verdena o Marlen Kuntz o non ho le tipiche caratteristiche del cantautore serio e, al contrario, alcuni produttori mainstream o editori radiofonici mi hanno cassato perché incapace di creare ritornelli o perché i miei testi sembrano loro ermetici… Io comunque continuerò nella ricerca del mio infruttuoso equilibrio!
 
D.R.
Qual è stato l'ultimo disco che ti ha profondamente colpito? Quale fu il primo? Che nessi ci vedresti ora tra uno e l'altro?
 
Davide Solfrini
L’ultimo disco che mi ha colpito è stato “Antics” degli Interpol e… ne è passato di tempo! Ma mi è piaciuto molto anche l’ultimo dei Built To Spill uscito l’anno scorso. Per quel che riguarda il primo mi perdo in un mare magnum dove navigano “Out of Time” dei R.E.M., “Harvest” di Neil Young “Sgt. Peppers” dei Beatles, “Hollywood Town Hall” dei Jayhawks e… lo so: non è una risposta, ma non saprei scegliere. Anche per quel che riguarda il nesso… l’unico è il fatto che mi hanno emozionato, anche se ovviamente i “primi dischi” hanno la capacita di permearti, suggestionarti e staccarti dalla realtà, poi col tempo questa capacità di farsi ingannare diminuisce, così adesso anche un disco capace di regalarmi 2 o 3 piccole visioni diventa prezioso!
 
D.R.
Più che in Dio, l’italiano crede nei miracoli, diceva Gervaso. In cosa crede Davide Solfrini?
 
Davide Solfrini
Solfrini crede a tutto, crede a tutto quello che gli raccontano, poi però cambia idea, si dimentica ogni cosa ed è come se non credesse in niente!
In ogni caso in Dio credo, è sul suo ruolo che non ne vengo a capo. Ogni tanto lo rinnego ma poi non ho nemmeno il coraggio di andare fino in fondo in quella direzione, se per caso fosse veramente il vecchio incazzoso e vendicativo che immaginano i cattolici non credo che si sia fatto una buona idea di me, devo affrettarmi a recuperare credito ai suoi occhi…
 
D.R.
Cosa seguirà?
 
Davide Solfrini
Sto già sistemando nuove canzoni, date live per ora ce ne saranno poche perché al momento, tempo ed energìe sono ai minimi storici, ma giuro che prima di morire un altro album o EP lo farò, ho già in mente il titolo…
 
D.R.
Grazie e à suivre...
 
Davide Solfrini
Grazie a te!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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