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Rebeldìa y esperanza. Storia di un esilio – Osvaldo Bayer

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traduzione e cura di Alberto Prunetti
Ouverture (Grosseto, 2016)
pag. 128, euro 12.50
 
Pubblicato in collaborazione con il ministero degli Affari esteri, del Commercio internazionale e del Culto della Repubblica argentina, grazie all’instancabile e cocciuto lavoro d’Alberto Prunetti, grande conoscitore della cultura e quindi della politica latinoamericana, la breve raccolta di scritti tenuta sotto il titolo “Rebeldìa y esperanza”, raggruppa una serie di riflessioni pregne di spirito di “ribellione e speranza contro l’oblio” che lo scrittore argentino esiliato in Germania Osvaldo Bayer elaborò durante il suo esilio tedesco fra il 1975 e il 1983. “Il Novecento, la guerra mondiale, la violenza e l’appoggio delle democrazie agli Stati totalitari. Per ragionare di diritti umani e desaparecidos. Della storia della Germania e di quella dell’Argentina. La ribellione e la speranza sono pietre scagliate contro l’oblio”, spiega uno dei lanci editoriali. Ma abbiam voglia di segnalare uno dei passaggi che maggiormente dovrebbero farci ragionare. Quando, spiegheremo prima di farci intendere meglio, da più parti e per più ragioni siano accanitamente e caldamente invitati a guardare alla ‘moderazione’ in qualità d’unica possibilità di scelta quasi esistenziale. Erano gli anni, insomma, degli atroci assassini della dittatura argentina, e una piccola truppa di parlamentari di Germania, un democristiano e due socialdemocratici, devono visitare proprio l’Argentina per capire che situazione reale lì si vive. Questi tre bellimbusti tornano con resoconti culinari.  

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