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2017
14
Gen

Intervista con Haniwa

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Gli Haniwa sono una band fiorentina formata da tre elementi: David Degl'Innocenti basso e voce, Angelo Colletti chitarre, Mr.Crini batteria.
Le esperienze musicali dei nostri eroi sono molteplici: dal Thrash Metal passando per il progressive Metal e dal Grunge, fino alle varie Tribute e Cover Band maturate in più di venti anni di musica suonata dal vivo. I componenti degli Haniwa hanno un bagaglio personale piuttosto ampio e mantengono ancora oggi un'apertura mentale che consente di attingere dalla vasta conoscenza del genere per creare brani originali.
La musica è serrata, a volte con aperture melodiche, i suoni sono taglienti e fondono assieme le varie influenze dei protagonisti per dare vita ad un genere Modern Metal dal sapore misto Vintage/Moderno.
Questo album è il frutto di un duro lavoro fatto di sudore, passione e attitudine dove gli Haniwa hanno dato libero sfogo a tutta la loro esperienza ed irruenza musicale.
Abbiamo composto 11 brani dove crediamo sia racchiusa tutta la nostra singolare e personale visione della musica, che comprende l’ascolto di decenni di generi totalmente differenti ma che vengono rappresentati in chiave Haniwa.
Haniwa significa brutalità, aggressività, melodia e ritmo con un attitudine fresca e diretta, che prende naturale ispirazione dal background dei singoli componenti ma la cui miscela esplosiva va oltre la somma degli stessi.
L’album è l’evoluzione di un EP viscerale, suonato d’impulso, il quale ha consentito alla band di creare una sinergia e una maturità compositiva che ha permesso nel giro di un anno di concepire Helleven.

 

 
Intervista
 
Davide
Ciao. Quando e come nascono e si evolvono gli Haniwa fino a Helleven, con quali premesse e quali obiettivi?
 
Haniwa
Ciao! Gli Haniwa nascono alla fine del 2014 come spin off di un progetto che proponeva un metal melodico cantato in italiano. L’allora cantante ha deciso di non continuare l’esperienza assieme e noi tre e, visto l'affiatamento musicale e l'amicizia che ci lega tutt'ora, abbiamo deciso di continuare la nostra avventura in una nuova forma.
Iniziammo a suonare alcune cover metal, con l’obiettivo di capire quale fosse la nostra ispirazione, dopodiché ci siamo cimentati in un brano originale ed in un paio di prove era bello che pronto: “Tomorrow”! Gli Haniwa avevano preso vita e di lì a poco abbiamo realizzato cinque brani che hanno dato vita al nostro primissimo lavoro, l’EP OUR!
Ci siamo resi conto che le cose funzionavano tra noi vista la relativa scioltezza con la quale riuscivamo a sfornare brani originali; dopo aver registrato l’EP abbiamo dunque deciso di lavorare ad un full length e realizzare quello che era il sogno di una vita!
 
Davide
Gli Haniwa sono figure di terracotta fabbricate a scopo rituale per essere seppellite con i morti soprattutto in un preciso periodo storico del Giappone. Perché avete scelto questo nome al gruppo?
 
Haniwa
Il nome della band nasce in maniera molto casuale. Quando abbiamo visto che funzionavamo come trio, ci siamo messi a pensare a quello che poteva essere un nome che ci rappresentasse, che fosse aggressivo ma anche autoironico ed ovviamente è uscito fuori di tutto, da nomi carini ad altri improponibili. Una sera dopo le prove vennero citati i mostri Aniba, quelli di Jeeg! Dopo una breve ricerca in rete scoprimmo che in realtà il nome corretto giapponese è proprio Haniwa, leggendarie figure di terracotta giapponesi come tu accennavi. Vista la nostra passione per il paese del sol levante per il discorso dei cartoon giapponesi ed altro, fummo catturati da questo nome e decidemmo di usarlo per il nostro progetto, visto che abbracciava le caratteristiche ricercate.
 
Davide
Cosa vuol dire Helleven e qual è il filo rosso o quali le principali tematiche dei vostri testi?
 
Haniwa
Helleven è una parola “coniata” in fase di composizione del testo della canzone stessa, ci è piaciuta a tal punto da dare il nome a tutto il lavoro! In realtà questo album prevedeva dieci brani, ma quando eravamo già indirizzati verso la definizione del disco uscì fuori come da nulla questo pezzo! Era l'undicesima canzone e volevamo che racchiudesse in una parola l'essenza del disco, composto da tematiche derivanti da vari aspetti della vita, odio, amore, religione, ingiustizie e sentimenti vari, alcune ispirate da ragionamenti su veri episodi vissuti, altri dall'elaborazione emotiva su quello che accade nel mondo per colpa degli uomini! Ma non potevamo certamente essere così seri!!! Il tutto è condito da una certa dose di autoironia e divertimento, il tipico marchio degli Haniwa!!!
 
Davide
Come descrivereste la chiave Haniwa con la quale reinterpretate personalmente decenni di ascolti di generi musicali totalmente differenti? Cos'è il "modern metal" in una vostra definizione?
 
Haniwa
Il tutto nasce in maniera molto spontanea ed intuitiva, fino adesso non è mai successo di fare un pezzo “a tavolino” per ricercare quel tale suono o tale brano. La modalità tipica di composizione parte da un riff di chitarra, a volte da un giro di basso o più raramente da un pattern di batteria, i quali poi vengono elaborati e strutturati per diventare delle tracce complete. Evidentemente abbiamo assimilato così tanta musica negli anni che quest’ultima si ripresenta in autonomia nelle nostre menti; il risultato che ne esce è un thrash metal molto “ritmato”, con richiami al passato ma con un’intenzione ed una scelta di note che abbraccia anche periodi più recenti. Questo noi lo definiamo “modern metal”, anche se le definizioni rischiano sempre di essere un po’ restrittive o riduttive. Su brani tipo Tides Of Time secondo noi ci sono anche elementi progressive, in Suffer qualcosa di molto vicino al punk e così via.
 
Davide
In copertina è rappresentata la massa della neo Terra quando fu un agglomerato di roccia, metalli e gas in uno stato di fusione. Poi, dopo che i materiali più pesanti si concentrarono verso il centro e si formò una crosta, una sorta di pangea, credo. Qual è il significato di questa immagine?
 
Haniwa
In realtà la nostra intenzione era quella di rappresentare tre aspetti del pianeta, che non è necessariamente il pianeta Terra ma che può rappresentare proprio Helleven, un luogo immaginario dove coesistono una parte incontaminata (Heaven), una parte tecnologica ed avanzata ed una parte primordiale e non adatta alla vita (Hell); giocando sulle parole e sul fatto che è l’undicesimo brano del disco abbiamo “coniato” la parola Helleven che racchiude tutti questi aspetti.
 
Davide
Che valore attribuite alla vostra presenza nel catalogo della QuaRock records?
 
Haniwa
Siamo molto contenti della collaborazione con QuaRock Records sia per il risultato della produzione che a nostro avviso è ottimo sia per la relazione che si è creata con Jac Salani e Gabriele Bellini i quali ci hanno spronato a dare il meglio di noi in fase di registrazione e ci hanno indirizzato in modo da rendere il tutto molto fruibile e completo. Riteniamo importante far parte di una delle più attive etichette in ambito metal che ci sono adesso in Italia e siamo molto fieri di far parte di questa compagine.
 
Davide
Se il rock non fosse entrato nella mia vita sarei diventato un pessimo scassinatore, disse Ozzy Osbourne. Voi invece cosa sareste diventati?
 
Haniwa
Diciamo che il rock è sempre stato a fianco delle nostre vite ma abbiamo comunque proseguito la nostra carriera professionale indipendentemente da questo, anche perché altrimenti avremmo davvero dovuto fare gli scassinatori per campare! Ah Ah! Sicuramente siamo stati bravi e fortunati a non smettere mai con questa passione e questo ha fatto in modo che arrivassimo alla realizzazione di Helleven, cosa che non era assolutamente scontata e che come dicevamo all’inizio è il coronamento di un sogno!
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Haniwa 
Nell’immediato una data nella nostra Toscana e a febbraio un mini tour come gruppo spalla dei Master! Storica band statunitense Death Thrash! Faremo Romania e Bulgaria, seguite le news sulla nostra pagina social!
A seguire è prevista l’uscita del secondo video, dopo quello di Helleven già disponibile su Youtube; insomma tante cose all’orizzonte, avanti tutta!!
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
Haniwa 
Grazie a voi! Stay Rock!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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