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2011
10
Apr

Intervista con Fraulein Rottenmeier

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Elettronica maccheronica, l'esordio full length dei Fraulein Rottenmeier, è un sorprendente mix di melodia pop, ritmi dance, attitudine punk e teatralità in bilico tra il kitsch e la canzone d'autore. 
Con Discgust Production (Sick Tamburo) alla regia, i Rottenmeier sostituiscono la scarna essenzialità degli EP precedenti con un'elettronica grezza e diretta, di matrice artigianale e poco avvezza a carinerie, cucendo una trama sonora fortemente legata alla musica POPolare, senza nascondere un'autentica ansia di comunicazione, che li spinge a presentarsi nel modo che più di tutti gli è congeniale: onestamente.
Con elettronica maccheronica il gruppo tesse un ipotetico e audace filo tra gli Abba e i Depeche Mode, mentre i testi, in italiano, sono lucide fotografie postmoderne del mondo circostante. I Fraulein Rottenmeier baciano il pop melodico, accarezzano il dark e leccano il punk. Sul palco si presentano nelle vesti di pagliacci decadenti e metropolitani, portando in scena uno spettacolo sfrenato, coinvolgente e teatrale, che mischia i brani originali del gruppo a ironiche citazioni in bilico tra la dance anni 90 e il pop trash più colorato.  
elettronica maccheronica segna il valido punto di partenza con cui i tre ragazzi si candidano ad essere la next big thing della musica italiana…!
 
- Giorgio Laini voce
- Mauro Comelli basso
- Franco Bruna batteria, programmazione beat e synth
 
Prodotto da Gian Maria Accusani; registrato tra il GM HOUSE RECORDING e il MUSHROOM Studio da Gian Maria Accusani e Enrico Berto. Mixato da Gian Maria Accusani al Mushroom Studio. Assistente al mixaggio Enrico Berto. Testi e linee vocali di Giorgio Laini Musiche di Mauro Comelli e Franco Bruna eccetto 1, 5, 6, 9 di Mauro Comelli, Franco Bruna e Gian Maria Accusani Chitarre e programmazioni aggiunte a cura di Gian Maria Accusani.
 
La storia
La Signorina Rottenmeier è nata nel gennaio del 2008 nel cuore della Valcamonica, in provincia di Brescia.
Un progetto estremamente scarno nella musica - basso/batteria/voce – al servizio di canzoni dirette e senza fronzoli: con questo loro singlare pop punk i Fraulein Rottenmeier vengono presto segnalati come una delle novità più interessanti di una città ricca di fervore indipendente. Il 2009 vede la pubblicazione di due EP: il concept album di presentazione Sangue e Paillettes e la collaborazione con l'etichetta Kandinsky Records per un minicd della serie EureKa. Ma la strada per i tre ragazzi è appena iniziata, e nel 2010 lavorano all'acquisizione di uno stile ancora più personale, aggiungendo alla struttura originaria un collage di suoni elettronici grezzi e caratteristici, concepiti in un'ottica molto più vicina al punk che alle complesse sperimentazioni che il sintetizzatore suggerisce. Questo percorso li ha portati a passare un mese in Friuli, tra il GM House Recording (Prozac+, Sick Tamburo) ed il Mushroom Studio (Amari, Tre Allegri Ragazzi Morti), per dare alla luce elettronica maccheronica.
7 marzo: è il giorno in cui i Fraulein Rottenmeier ci presentano il primo singolo estratto da elettronica maccheronica. Si tratta di DANCEFLOOR, che i Fraulein Rottenmeier ci spiegano così: "DANCEFLOOR - Nel periodo buio che segue la rottura di una relazione, la discoteca diventa il luogo dove esorcizzare il vuoto ballando fino allo sfinimento senza pensare, senza esistere realmente. DANCEFLOOR sarà accompagnato da un videoclip con la regia di kovre, che ha curato anche l'artwork dell'album.        
 
Comunicato stampa
CASI UMANI
Paola Conforti
 
 
 
 
Davide
Ciao Fraulein Rottenmeier. Scegliersi un nome vuol già dire molto… E voi vi siete dati quello della acida e severa governante nota come signorina Rottenmeier… Ricordi di casa alto-borghese Seseman, fredda dimora di benestanti signorotti svizzeri, di uno stile pedagogico poco accomodante e di Heidi, ovviamente, che è sempre motivo di scandalo e rimproveri. E voi?
 
Fraulein Rottenmeier
Ciao Davide. Noi… Motivo di scandalo forse è un po' troppo, ma ci piace tentare di scuotere il pensiero dei benestanti signorotti svizzeri. È una specie di necessità che in Italia in questo periodo è quasi impossibile non avere.
 
Davide
Cos'è l'elettronica maccheronica? Qualcosa di burlesco e una qualche parodia? Il linguaggio maccheronico, nato per altro in area "padana", con un gioco di parole, mi rimanda all'elettronica della "pedana"…
 
Freulein Rottenmeier
L'elettronica maccheronica è un gioco e un esperimento. Non abbiamo la presunzione di dire che facciamo elettronica. L'elettronica ha una storia impressionante, fatta di veri geni. Noi abbiamo preso degli strumenti elettronici e ci abbiamo giocato senza troppe conoscenze. Ne è uscito qualcosa di spontaneo e istintivo, ma anche inevitabilmente grezzo, se giudicato coi canoni del genere.
 
Davide
Nati in Valcamonica nel 2008… Un riepilogo di questi tre anni? Inoltre, in che modo influisce il "territorio" sulla vostra musica?
 
Fraulein Rottenmeier
La Valcamonica, come molte provincie, non è un territorio facile. Vivere in provincia, però, dà sicuramente molti stimoli. Le periferie sono luoghi contradditori, ma credo che questa sorta di bipolarismo tra la spinta verso l'emancipazione cittadina e l'orgoglio dei monti possa dare frutti interessantissimi nell'arte e nella musica. Ne sono stati ottimi esempi gruppi come Prozac+ o Ustmamò, per citare i primi che mi vengono in mente.
Anche la nostra musica mantiene qualcosa di provinciale. Dal 2008 ad oggi sono cambiate le consapevolezze e, forse, le capacità, ma è rimasta inalterata la sostanza del fare musica per esigenza comunicativa. Un'esigenza che sicuramente è dettata anche dal luogo in cui viviamo.
 
Davide
Oggi ho provato ad osservare / la gran ricetta per la plastica / stavo tentando di non fallire / per assicurarmi la popolarità… / E allora passami in questa merda di radio!... Un problema della plastica è che anche la plastica non è più la "plastica" di un tempo, decomponibile a lungo termine o non decomponibile… Questo fa sì che ancora oggi girino certe canzoni del passato anche veramente orrende… Tuttavia, la ricetta stessa per la plastica è cambiata e, diciamo così, sono tempi ormai di bioplastica… Oggi sembra che nun duri più nulla, che non stiamo consegnando più niente, se non per poco tempo, sia bello, sia trash, alla memoria della musica e della canzone. Il problema non è la qualità del prodotto, generalmente alta, ma che siamo stracarichi di musica, di media, di tutto. Come affrontate voi il pensiero di emergere e rimanere in questo incessante e gigantesco flusso di cose odierno?
 
Fraulein Rottenmeier
La tua analisi è assolutamente corretta. Spaventa guardare alla situazione della musica (e di ogni forma artistica) odierna. Tuttavia fare musica continua ad essere una priorità per migliaia di persone. Se tenessimo veramente conto delle dinamiche dei tempi moderni non potremmo fare quello che facciamo. Raramente è permesso ai musicisti di vivere di musica. E raramente, come dici, si riesce a lasciare qualcosa di permanente nella memoria collettiva. Forse, però, non dovremmo sopravvalutare la memoria collettiva in quanto esistenza giostrata dai media. Rimanere nella memoria delle singole persone è quello che conta; scendere da un palco con la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di vero con i presenti è più importante della fama.
 
Davide
Quaggiù / si finirà male, lo so./ Pemetteremo a nefasti figuri / di scaraventarci ignoranti e placidi… Perché usare il futuro, quando è sempre andata così? Ma, per stare al presente, in Italia sento ormai chiunque avere gli stessi nefasti presagi o gli stessi lamenti sulla situazione, ma poi?
 
Fraulein Rottenmeier
Ognuno deve combattere la situazione come può. Non ci si può improvvisare eroi, è chiaro (e sarebbe probabilmente anche inutile e fuori dal tempo). Quello che si può fare è vivere contrastando i principi che hanno portato a questa situazione. Per dirla in modo semplice: è inutile fare i cantastorie della legalità se poi si parcheggia l'auto nel posto dei disabili. Non fa rock, lo so, ma sono le piccole cose a fare la differenza. Fregarsene del piccolo e lamentarsi di un grande che ne è diretta conseguenza è l'atteggiamento sbagliato.
 
Davide
Torniamo alla musica… In realtà mi pare che siate al quarto o quinto cd… Questo però è l'esordio "full length"… Oltre a questioni di durata, come vi pensate oggi rispetto agli inizi? Qual è il progetto in origine e come si sta evolvendo?
 
Fraulein Rottenmeier
Consideriamo Elettronica Maccheronica l'esordio non solo per questioni di durata, ma  perché è il primo disco che facciamo con una consapevolezza solida. È il primo che punta a farsi conoscere in Italia, perché è solo ora che ci sentiamo pronti.
Potrebbe sembrare che ce la siamo presa comoda, ma questi sono stati anni di lavoro per conoscerci e raggiungere un nostro modo di dire le cose. Gli Ep o mini precedenti sono passi nei quali ci riconosciamo perfettamente, ma facevano parte di una preparazione.
Evolveremo ancora, perché è così che ci piace vivere la musica. Non è il genere delle canzoni la cosa di cui ci preoccupiamo.
 
Davide
Un po', anche per il look decadente, mi avete ricordato gli Sparks di Ron e Russell Mael. Quali sono le vostre influenze musicali, come le coniugate e come soprattutto le personalizzate?  
 
Fraulein Rottenmeier
Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un giorno. All'interno del gruppo abbiamo gusti molto distanti tra loro, che vanno dal punk al dark-wave, fino al pop elettronico. Quindi non ci sono delle influenze comuni. Quello che è successo è che abbiamo lasciato che ognuno contaminasse l'altro.  Quindi nel cd può capitare di trovare giri di basso quasi grunge che si appoggiano a basi più simili ai tormentoni da discoteca degli anni 90 che non a roba cosiddetta "alternativa".  È divertente vedere cosa può succedere mischiando le carte in tavola senza darsi troppe regole.
 
Davide
Cos'è una attitudine punk?
 
Fraulein Rottenmeier
Nel nostro caso l'attitudine punk è l'assenza di regole di cui parlavo. La fase di costruzione delle nostre canzoni è simile a un rigurgito senza controllo. E anche il nostro approccio alla musica tenta di non farsi condizionare dalle costruzioni imposte, siano esse di genere o di tecnica.
 
Davide
Quanto influisce un produttore e una eminenza come Gian Maria Accusani?
 
Fraulein Rottenmeier
Gian Maria ha avuto un ruolo essenziale. La scelta di contattarlo ci è sembrata la più naturale, perché in lui vedevamo (e continuiamo a vedere) una sana follia compositiva slegata dal pensiero altrui. In Elettronica Maccheronica l'intervento di Gian Maria è significato l'intrusione, poi diventata fusione, di un ulteriore gusto musicale che, anziché imporsi, si è aggiunto formando un prezioso collante per tutto il resto.
 
Davide
L'opening track, "Dancefloor", parla della discoteca come luogo dove esorcizzare il vuoto ballando fino allo sfinimento, senza pensare, senza esistere realmente… Alcuni esorcizzano il vuoto "riempiendosi" (o arricchendosi) con libri, cinema etc., altri svuotandosi (ma non necessariamente impoverendosi)…  La ricetta ideale e universale non esiste, a ciascuna la propria. A parte questo, cos'è per voi la discoteca?
 
Fraulein Rottenmeier
Ho scoperto il ruolo benefico che poteva avere la discoteca in un pessimo periodo della mia vita. Se usato nel modo giusto il dancefloor (alcuni dancefloor, non tutti) è in grado di sfogare gli istinti primordiali dell'essere. Non è un'idea nuova quella del ballo come liberazione.
Stranamente, la discoteca è soprattutto un luogo dove restare soli. Non si presta alle relazioni, ma alle riflessioni sì.
 
Davide
E il cd "Dancefloor remix"? Otto versioni remix oltre alla versione edita… Respect the Robot remix, Simone N.V.R. Dancedub remix, Dancefloor (Dj Plata remix), Dancefloor (Envy Lectronic edit), Dancefloor (Simone N.V.R. DanceFunk70 remix), Dancefloor (Avgust Maiowka remix, Simone N.V.R. DanceMashUp remix, Dancefloor (Beero's PrOpulsE rmx)Qual è lo scopo di così tanti remix?
 
Fraulein Rottenmeier
Lo scopo era soprattutto quello di fare di Dancefloor un fatto comune. Abbiamo chiesto su Facebook chi volesse divertirsi con i remix e così facendo abbiamo coinvolto persone che normalmente non si avvicinerebbero alla nostra musica. L'abbiamo fatto lasciando che fossero loro a darci un punto di vista su quella canzone. Sicuramente ripeteremo presto l'esperienza.
 
Davide
La vita è troppo breve per concentrarsi sul passato. Guardo piuttosto al futuro (Lou Reed). A cosa guardate nel vostro e cosa c'è di prossimo?
 
Fraulein Rottenmeier
Nel nostro futuro ci sarà sicuramente la musica. Stiamo già sperimentando cose nuove e certamente non staremo fermi a lungo. Ci piacerebbe approfondire l'aspetto collaborazioni, perché l'esperienza con Gian Maria ci ha entusiasmato. Per ora, ci auguriamo di poter portare Elettronica Maccheronica su più palchi possibile.
 
Davide
Grazie e à suivre
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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