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2011
12
Mar

Il ladro di suoni - Vittorio Giacopini

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Fandango (Roma, 2009)
pag. 160, euro 15.00
 
"Nelle rare occasioni in cui usciva in paese, sembra un bradipo in processione, un vecchio con la faccia ancora da ragazzino, insomma un mostro. Ma, quasi sempre, restava in casa nel fresco sigillato di una stanza in penombra, con le serrande eternamente socchiuse a proteggerlo dai raggi del sole, anzi dal mondo. Viveva su un'antica poltrona malandata nel cono di luce di una fioca lampada elettrica e passava le ore a divorare stupidi romanzi e a prendere appunti su sdruciti foglietti che poi appallottolava e gettava via. Ascoltava pochissimi dischi, sempre quelli". A leggere la quarta di copertina. E ogni capitolo del romanzo "Il ladro di suoni", di Vittorio Giacopini, è introdotto da un pezzo di fiaba preso da quelle di H. C. Andersen. Tra la Versilia degli anni Cinquanta e il Nevada dalle spoglie montagne, tra la morte di Charlie Parker e il fine vita di Dean Benedetti esiste un sottile e forte filo. Il brillante romanzo di Vittorio Giacopini nasce sulla spinta di quella che appariva una leggenda. Prendiamo questa volta la bandella. "Gira la voce che nascoste da qualche parte, chissà dove, ci siano ore e ore di registrazioni di Bird, suoni rubati da un pazzo spacciatore, un parassita che lo (a C. Parker, n.d.r.) seguiva ovunque, come un'ombra, e registrava tutte le sue serate, i suoi concerti. Quei nastri diventano il Sacro Graal del Jazz. Ma chi era il ladro di suoni, e dove si trovava?". Dean Benedetti, insomma? Ovvero quello strano personaggio che s'era trasferito dagli Usa in Toscana? Lo spacciatore italiano che avrebbe voluto imparare a suonare bene il sassofono, ma che con lo strumento non riusciva a trovare legame? Tutto vero, dunque, e tutto falso. Il tutto vero è tutto falso. E viceversa. Di Torre del Lago, per l'esattezza, nel romanzo che Giacopini forma nello spessore d'un saggio musicale, c'è poco. Perché il Jazz è Usa. Allora la maggior parte delle pagine non entra nelle dimensioni della Versilia degli ultimi due anni di vita di Benedetti, deceduto nel '57, tranne che di squincio. Ma s'appropria di buona parte della storia del jazz. Per raccontare un furto storico. Una ragione d'arte. E per spiegare le strane risposte alla devozione per la musica. In pratica Benedetti, sassofonista fallito, giorno dopo giorno in America segue Parker (Bird) per rubare' lui i frangenti in assolo. Abitudine nota alla gente che ruota e vela intorno alla figura del mito e mitico Parker. Che Benedetti alla fine vuole doppiare Parker. Il romanzo dice d'una desolazione intima. Nonostante tutto. Mentre parla persino d'una via d'uscita, non imboccata. Per le amanti e gli amanti della musica, in maggior misura, è il libro da non lasciare. 
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
MAIL: nunzio8@msn.com
WEB:
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