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Intervista con Roberto Tiranti

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Roberto Tiranti, è uscito finalmente “Sapere Aspettare”
 
È finalmente disponibile sul mercato discografico “Sapere Apettare”, il primo disco solista di Roberto Tiranti edito su Old Mill Records (www.oldmillrecords.com). Attivo sulle scene musicali nazionali ed internazionali dal 1996, Roberto Tiranti ha militato per sette anni nei New Trolls in qualità di cantante/bassista, partecimando a due festival di Sanremo, prendendo parte ad oltre 400 show live. Dal 1997 al 2014 è stato cantante del gruppo Labyrinth, leader nel genere heavy metal in Italia con cui ha registrato 7 album ed affrontato tour in tutto il mondo. Diverse le collaborazioni di spessore nel suo percorso artistico, tra cui: Ian Paice (Deep Purple) Martin Barre e Clive Bunker (Jethro Tull), Glenn Hughes, Fairport Conventions etc. Attualmente è il cantante bassista di Ken Hensley storico tastierista degli Uriah Heep con cui ha registrato un disco dal titolo “Trouble” nel 2013. Fanno parte della band anche Ken Ingwersen (chitarra) e Tom Arne Fossheim (batteria), con i quali Roberto Tiranti ha dato vita al progetto Wonderworld. “Sapere Aspettare” nasce con l’intento di dare sfogo alla sua visione della musica e della vocalità. Il disco racchiude l’essenza di 26 anni di musica, passando da brani elettrici a brani acustici e solo vocali con naturalezza, risultando complessivamente composto da 9 brani inediti, uno edito nel 2004 e una cover. Tanti ospiti che per amicizia hanno partecipato alla realizzazione di questo primo importante passo verso ciò che Roberto definisce libertà, tra cui: Stef Burns, Aldo De Scalzi, Irene Fornaciari, Mattia Stancioiu, Marco Canepa, Marco Fadda e Marco Barusso.  Oltre ad aver cantato tutte le parti sia soliste che corali, Roberto Tiranti ha suonato: chitarre acustiche, elettriche, basso, ukulele ed ha arrangiato gran parte dei brani. È l’autore di testi e delle musiche tranne su “Nero Cenere” poiché il testo è dell’amico cantautore Matteo Mugnai Robles. Sapere Aspettare oltre ad essere acquistabile direttamente dal sito della label Old Mill Records (www.oldmillrecords.com), è disponibile su tutte le piattaforme di vendita digitali. La promozione e l’ufficio stampa sono curati dal Mazzarella Press Office.
 
Intervista
 
Davide
Ciao Roberto. Per cominciare devo dirti che “Sapere aspettare” è a mio avviso un bellissimo disco, tecnicamente notevole quanto equilibrato, capace di impressionare subito e suscitare o far risuonare emozioni come pochi di questi tempi. Dal 1988 sulla scena musicale italiana e poi anche internazionale, cosa finalmente ti ha fatto sentire di essere pronto per un progetto solista?
 
Roberto
Grazie davvero Davide! sono molto contento di ciò che dici, ho essenzialmente cercato di fare musica senza porre limiti dati da modelli, regole, dettami che avrebbero reso il tutto decisamente meno spontaneo.
Sapere Aspettare è nato da una reale “impellenza” di dare sfogo alla mia visione della musica, dopo anni al servizio di bands ho deciso di essere totale padrone  delle mie scelte nel bene e nel male.
 
Davide
Cosa significa per te, oggi più che in ogni altra epoca della storia dell’uomo, il sapere aspettare?
 
Roberto
Ormai viviamo nell’epoca del “tutto e subito”, nulla si costruisce più come un tempo, non si ha quasi più neppure la volontà di coltivare gli affetti, si fa troppo presto a voltare pagina o addirittura a cambiare libro. Sapere Aspettare paga, non è di moda ma per me resta vero più che mai il detto che recita “il tempo è galantuomo” e con pazienza ed impegno i frutti saranno decisamente più maturi e succulenti. Avrei potuto scrivere almeno 10 dischi solisti in questi anni, ma non avendo materiale musicale all’altezza ho atteso il momento giusto avendo imparato nella vita che se non si ha nulla da dire è meglio tacere.
 
Davide
Sono rimasto anche molto favorevolmente colpito dalle tue qualità vocali. Con chi hai studiato musica e soprattutto canto? Quali voci e cantanti hai amato e ami sopra tutte e tutti?
 
Roberto
Ti ringrazio! io canto da sempre, non ho davvero memoria del giorno in cui cominciai, ero un bimbo molto piccolo. Nel 1988 entrando nella mia prima band decisi d’intraprendere lo studio del canto, negli anni ho avuto diversi insegnati, sono diventato insegnante a mia volta nel 1998. Tanti i miei punti di riferimento, su tutti Stevie Wonder, Al Jarreau, Ian Gillan, Robert Plant, David Byron, Freddie Mercury, Gino Vannelli etc.
Ricordo volentieri a tutti i lettori che a cantare s’impara cantando, tradotto: è inutile frequentare insegnanti e corsi se poi non si canta con un gruppo e non si applica ciò che s’impara sul campo.
 
Davide
Cos’è per te il potere del canto, della voce? Cosa, quello della musica?
 
Roberto
La voce è lo specchio dell’anima, del carattere della persona e da qui nasce appunti l’unicità di ogni voce……..è anche un potente mezzo di comunicazione, che unito alla musica può avere enorme importanza. A me la musica e la voce hanno e continuano a salvarmi la vita, sono il primo vero amore che non mente e che mi da la forza quotidiana di andare avanti.
 
Davide
Molte le collaborazioni in questo tuo primo lavoro. “Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia”, scrisse Darwin. Come nasce e cos’è per te una collaborazione in un tuo o in un altrui  progetto musicale?
 
Roberto
Non può esistere musica senza condivisione, oggi siamo testimoni della “masturbazione” musicale, musicisti incredibili che sciorinano le loro qualità suonando da soli, alcuni rari esempi sono davvero incredibili, altri no, fanno solo  “ginnastica” e youtube ne è pieno.
Sapere Aspettare è pieno di amici che hanno partecipato per il gusto di farlo arricchendo ciò che io da solo ho scritto, coesione, condivisione, unione, credo che oggi più che mai abbiamo bisogno di questi valori per risollevarci da una situazione davvero penosa.
 
Davide
Oggi la società sembra tutta più intenta a creare il bisogno piuttosto che a soddisfare il bisogno di creare. Cos’è per te il bisogno di creare musica?
 
Roberto
Ci spingono ad aver bisogno di cose che non ci servono, ma basterebbe fermarsi un attimo a ragionare per capire finalmente dove stiano e in cosa consistano i reali bisogni dell’uomo.
La musica come altre arti spesso e volentieri viene lei a prenderti, è nell’aria, basta assecondarla e lasciarsi andare, altra cosa che oggi non è più così naturale come un tempo. Sapere Aspettare, sempre e comunque poiché ci sono brani che nascono in mezz’ora testo incluso, altri per cui ci vuole più tempo.
 
Davide
Porterai queste canzoni dal vivo? Quali musicisti ti accompagneranno?
 
Roberto
Dal prossimo autunno partirà un piccolo tour, sto già facendo alcuni live per promuovere il disco e la formazione è quella di sempre, amici di grande spessore umano e musicale, Aldo De Scalzi musicista arrangiatore autore di colonne sonore che lo scorso anno ha fatto incetta di premi (globo d’oro, nastro d’argento etc.) alle tastiere, Andrea Maddalone chitarrista musicista incredibile, Massimo Trigona ottimo bassista e l’eccellente Roberto Maragliano alla batteria, oltretutto loro sono presenti anche nel disco.
 
Davide
Hai una carriera molto lunga e articolata, dal canto lirico ai musical come Jesus Christ Superstar, da corista in Rai all’heavy metal, dai 999 Police Tribute ai New Trolls, dall’eurobeat al progressive… Cos’è per te la maturità di un artista? E cosa c’è sempre e ancora da imparare?
 
Roberto
Credo che la “maturità” sia per ognuno qualcosa di diverso ed arrivi in modalità e tempi diversi, per me è ancora un obiettivo da raggiungere ma sono piuttosto contento dei risultati di questo album che non è altro che il sunto delle esperienze delle domande da te  citate. Imparare? non si finisce mai non si deve finire mai non ci si deve mai sentire “arrivati” o appagati, c’è troppo da vedere vivere e sperimentare in una piccola vita come la nostra.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Roberto
Di certo un secondo capitolo nel 2016 a cui sto già lavorando, un nuovo disco coi miei Woderworld e con Ken Hensley, e poi spero in tanta gioia e amore ed il poter sistemare alcuni aspetti della mia vita che ultimamente mi stanno mancando e che sono fondamentali per vivere e per fare musica.
 
Davide
Grazie e ù suivre…
 
Roberto 
Grazie a te e a tutti i lettori

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