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2014
29
Ott

La letteratura tamil a Napoli - Alessio Arena

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Neri Pozza (Milano, 2014)
pag. 240, euro 17.00
 
Che cazzo può succedere sotto una città! Diverse città hanno avuto, realmente, vite e vita vera sotto la superficie che vediamo; messe fra parentesi le necropoli, in buona sostanza, ci sono esempi concreti di città esistite sotto la pelle di quel che vediamo: ma, appunto, dobbiamo rivolgere la testa indietro secoli e secoli - se vogliamo ritrovare certe immagini: tranne quando entriamo, per esempio, e nel correre dell'attualità, nelle fogne ungheresi... Oppure, di certo, nell'immaginifico (visionario) e realistico “Il venditore di pianeti” (edito prima dalla storica Malatempora di Quattrocchi nel 2006 e poi da Marco Tropea due anni dopo) del folle Marco Sommariva. Ma avevate mai pensato cosa può bollire al di sotto del livello d'una metropoli chiamata Napoli? E se proprio lì, fervesse un sogno di riscatto? Addirittura lì s'inseguisse una causa letteraria? “Nascosti nel sottosuolo della città, e pronti a farsi saltare in aria per far conoscere al mondo la tragica causa di Tamil Eelam, la loro patria perduta, dopo la resa definitiva delle Tigri e l'uccisione del loro capo Velupillai Prabhakaran da parte delle forze governative dello Sri Lanka, i tamil di Napoli in vent'anni di lavoro hanno creato un mondo altro, quasi un doppio della città, e hanno formato una società segreta, l'Accademia dei sotterranei, che va producendo opere letterarie napo-tamil”. Questa impareggiabile fantasia si sviluppa nel racconto di “dieci dei loro scrittori”. In dieci capitoli: “quanti sono gli avatára (le reincarnazioni) di Vishnu, i cui altarini campeggiano nei bassi dei tamil di Materdei, della Sanità, dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia”. Contaminando il capoluogo campano, tanto da accogliere niente poco di meno che “madonne con proboscidi e code di elefante, patroni nati dalla fusione di Buddha e San Gennaro, e una disperata attività letteraria espressa sulle pagine di una rivista underground che s'intitola Cannarutizia...”. Si ricordi, adesso, che Napoli ha un'università dal nome “L'Orientale”. Un romanzo che ha meravigliato moltissimo. Un romanzo che stupisce fin dalle prime pagine. Alessio Arena questa volta sceglie di raccontare una Napoli disperata sopra e fervente sotto. Fino all'evento annunciato, in un certo senso. Quanto comunque imprevisto. Un'opera letteraria apparentemente molto semplice da leggere. Che ti fa perdere nei suoi meandri. Epperò, com'è noto, trama facile non è necessariamente sinonimo di libro da svago. Questo romanzo d'Alessio Arena, per nostra fortuna, intanto ci fa soffermare davvero su mondi vicini e distanti allo stesso tempo. Arena porta al paradosso un concetto, delle esperienze. Fino a catapultarci in visioni parallele alla nostra realtà. 
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
MAIL: nunzio8@msn.com
WEB:
http://www.nunziofesta.nelsito.it/
 
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