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2013
21
Nov

Intervista con Der Noir

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"Numeri e figure" ・ il nuovo disco dei Der Noir, composto da 9 tracce: simboli e suggestioni di un presente plasmato dal fato. Una title track che racconta i trascorsi di uno spaccato di esistenza e che svela l'intima natura dell'intero lavoro. Partendo da "Carry on", grido di autodeterminazione iniziale e arrivando a "The Forms", confessione poetica finale, si percorre un viaggio musicale fatto di emozioni viscerali ("L'inganno", "Metamorfosi"), oscuro e allo stesso tempo bramoso di luce ("Zero", "Kali Yuga", "She's the arcane"), un gioco di contrasti ("Sunrise") che crea il contorno indefinito dell'opera e rappresenta a pieno l'anima eterogenea del gruppo. Un passo avanti, un affacciarsi al pubblico in nuovo stile meno legato alle atmosfere gelide del primo "A dead summer".  
 
TRACKLIST 
1. Carry On
2. Numeri e Figure
3. Zero
4. L'Inganno
5. Sunrise
6. Kali Yuga
7. Metamorfosi
8. She's The Arcane
9. The Forms
 
 
Il progetto Der Noir nasce a Roma nell’estate del 2011 dal desiderio di creare qualcosa di nuovo rispetto ai precedenti percorsi musicali dei tre componenti. Prosecutori in chiave moderna della New Wave e Dark Wave, nel gennaio 2012 pubblicano il loro album d’esordio “A Dead Summer”, con il quale riescono a conquistare il pubblico grazie ai suoni di matrice vintage. I numerosi consensi raccolti permettono ai Der Noir di raggiungere il palco dei Duran Duran, il 18 luglio 2012 aprono infatti la tappa romana della band inglese. A più di un anno di distanza dal successo dell’album d’esordio i Der Noir danno alle stampe “Numeri e Figure”, album distribuito da Goodfellas che vede nuovamente la duplice produzione di RBL e BloodRock Records, oltre alla collaborazione di nomi come Die Selektion, Anna Martino e Pierluigi Ferro/Macelleria Mobile di Mezzanotte.  
 
Uscita nei negozi e nei principali digital store dal 04/10/2013 
I Der Noir sono: 
Manuele Frau: voce, basso elettrico, synth
Manuel Mazzenga: chitarra elettrica, synth
Luciano Lamanna: batteria, synth   
 
Contatti Der Noir: http://www.dernoir.com
 
Contatti Label: www.rblmusicitalia.it
 
Ufficio Stampa: Safe&Sound
Sara Salaorni sara@safeandsound.it
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Der Noir. Cominciamo dal nome, un articolo determinativo nominativo maschile tedesco e una parola francese. Cosa avete racchiuso nella scelta di questo nome?
 
Der Noir
DER NOIR nasce dalla ricerca di un nome breve e diretto. L’accostamento del tedesco “Der” con il francese “Noir” racchiude nella sua musicalità un significato per noi determinante. Il nero è il colore di partenza da cui scaturisce l’attitudine della nostra musica.
 
Davide
Musica di riferimento è la darkwave inglese/coldwave francese anni ’80 che combina le atmosfere oscure e malinconiche del gothic rock con la musica elettronica, il synth-pop. Come siete arrivati alla scelta di queste sonorità?
 
Der Noir
Durante i nostri primi incontri, antecedenti alla nascita effettiva del progetto, abbiamo riscontrato di avere una passione comune per un certo tipo di sonorità a tinte «nere». Nei nostri singoli passati musicali abbiamo però esternato queste caratteristiche interpretando altri generi, dalla Techno al Black Metal passando per il Doom, il Punk e la Psichedelia.˜ Confrontarsi quindi con la Dark-wave è stata un’esigenza rinnovatrice. A dire il vero è stata anche una specie di sfida, visto che per la prima volta ci siamo cimentati nella stesura di brani a struttura classica, più «forma canzone». L’approccio è stato meno violento rispetto ai nostri precedenti progetti, più romantico e intimista ma sempre decadente.
 
Davide
“Numeri e figure” è il vostro secondo lavoro. Analogie con e differenze da “A dead summer”?
 
Der Noir
Nel primo album «A Dead Summer», in termini di «sound», possiamo trovare principalmente influenze di stampo anni 80', derivate da stili come la cold-wave, lo  shoegaze e new-wave italiana. Nel nuovo «Numeri e Figure» troviamo una continuità con quel sound, ma in maniera  più variegata ed eterogenea. Ogni traccia ha un suo mood e un suo stile di riferimento, proprio perché non volevamo limitarci. Ricordo che in fase di composizione siamo partiti da idee diverse, senza precluderci nessuna possibilità. Durante la stesura del primo disco abbiamo seguito una linea più rigida, facendo volutamente risultare il sound più derivativo.
 
Davide
Cosa sono i numeri e le figure di questo titolo? E di cosa parlano i vostri testi?
 
Der Noir
"Numeri e Figure" è la traccia che da nome all'album perché il suo testo, il primo ad essere stato scritto per questo nuovo capitolo, esprime a pieno il concetto generale su cui si basa il significato dell'intero lavoro. Noi tutti abbiamo a che fare quotidianamente con i numeri, con le figure e con i simboli perché la Vita, in tutte le sue sfumature, ci comunica qualcosa in ogni istante e per questo va ascoltata. Ciò che ci siamo prefissi di trasmettere è relativo a questa comunicazione, incita a non perderla d'occhio e a trovare, sempre e comunque, il significato nascosto delle nostra esistenze.   
 
Davide
Perché un vostro brano si riferisce al kaliyuga dei Veda induisti, l’era oscura dei  conflitti e dell’ignoranza spirituale? Direi tra l’altro a tutti i catastrofisti che aspettino l’ennesima fine del mondo che tornare all’Età dell’Oro, al paradiso terrestre in Terra non ci riguarderà per molto tempo in questo caso. il Surya Siddhanta del calendario indù ci dice che questa era oscura, che stiamo attraversando a cominciare del 3102 a.C. durerà 432.000 anni, e si concluderà nel 428.899 d.C. …
 
Der Noir
 Il testo descrive le conseguenze dell’epoca del “Kali Yuga”, ovvero l’era oscura, l’era della discordia, dell’ipocrisia, del materialismo e del consumismo. Anche se il «Surya Siddhanta» ci ricorda che potremmo vivere migliaia di anni in quest'epoca discendente noi non dobbiamo farci risucchiare da essa. Nel nostro piccolo, che in verità è un mondo, dobbiamo lottare a tutti i costi riconoscendo i mali del nostro tempo.
 
Davide
Perché cantate sia in italiano che in inglese?
 
Der Noir
Non avevamo particolari preferenze riguardo l'uso di una lingua piuttosto che un'altra. In entrambi i casi troviamo sfumature che donano un'atmosfera particolare, che legano bene con un brano piuttosto che con un altro. Questa scelta deriva anche dal nostro stile compositivo perché le liriche trovano il loro posto soltanto dopo che la musica è stata concepita e registrata. Nel nuovo disco «Numeri e Figure» troviamo, come nel precedente, un maggior numero di brani in inglese, dando però un'importanza speciale a quelli cantati in madrelingua: vedi il titolo dell'album e la scelta di promuovere il secondo brano estratto «L'Inganno», di cui troviamo anche un video scritto, diretto e montato da Simone Mogliè e Fernanda Veron. Quest'ultima ha contribuito anche all'artwork del disco, curando copertina e foto.
 
Davide
Chi ha suonato e collaborato in “Numeri e Figure”?
 
Der Noir
Troviamo la collaborazione di Anna Martino (aka Malheur) in «Carry On» con le tastiere e in Kali Yuga con il violino, senza dimenticare la precedente collaborazione in «A Dead Summer», dove è stata protagonista della foto di copertina. Troviamo inoltre la band tedesca «DIE SELEKTION»  nel brano «L'inganno», dove il frontman Luca Gillian canta le prime strofe della canzone e Hannes Rief, con la sua tromba, scolpisce la melodia principale dove si appoggia anche la voce. Nel brano «Sunrise» troviamo nuovamente la collaborazione di Andrea Merlini (aka Andreas Herz) nella base ritmica e armonica del pezzo. Infine in «The Forms» il sax sensuale di Pierluigi Ferro dei «Macelleria Mobile di Mezzanotte», band romana a noi molto cara.
 
Davide
Inevitabile chiedervi cosa avete provato ad aprire il concerto dei Duran Duran, il 18 luglio 2012…
 
Der Noir
Immensa emozione e ammirazione. Emozione perché ci siamo esibiti per la prima volta davanti a migliaia di persone in un contesto come quello del Centrale del Tennis di Roma. Ammirazione perché abbiamo aperto lo show ad una band storica che si è esibita con lo stesso impatto dei tempi migliori, non risentendo di una lunga carriera alle spalle. Un’esperienza da ricordare.
 
Davide
Per cosa vale la pena vivere? Non lo so, se lo sapessi ve lo rivelerei. Anzi: direi per il tai chi, per una chitarra Fender, una Harley Davidson e un Porsche gialla. Così disse Lou Reed. A voi invece chiedo: per cosa vale la pena fare musica?
 
Der Noir
E’ un’esigenza, non ne potremmo fare a meno. È una ragione di vita, una luce nei momenti bui. L’ancora di salvezza delle nostre vite.
 
Davide
Cosa c’è in programma per promuovere e diffondere il disco?
 
Der Noir
Per quanto riguarda i live, abbiamo fatto tappa prevalentemente nel centro-sud Italia. Nei prossimi mesi continueremo il giro passando per il centro-nord, mentre le date per l'estero sono ancora in fase di organizzazione.
 
Davide
Altri progetti?
 
Der Noir
Siamo sempre in movimento: stiamo lavorando all’album di Malheur con la quale stiamo collaborando ormai da tempo; Manuel sta registrando il nuovo album del suo progetto Nocturnal Degrade; Luciano è alle prese con la techno della sua label Love Blast e sta lavorando alle tracce nuove di Lunar Lodge; io sto preparando i brani del mio progetto elettronico Fides In Arcana… l’anno prossimo ne sentirete delle belle!
 
Davide
Grazie e à suivre.
 
Der Noir
Grazie a voi.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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