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2013
19
Nov

Intervista con Walter Catania

media 5 dopo 3 voti
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Walter Catania, classe ‘92, nasce a Catania. Inizia il suo percorso di studi presso l’accademia musicale “Lizard”, indirizzo Blues & rock. Le innumerevoli esperienze vissute all’interno delle band rock locali, abbinate al proprio percorso di studi, lo inducono ad affacciarsi al mondo della musica classica, aggiudicandosi il terzo premio al Concorso Internazionale di Musica "Città di Castrovillari-Pollino", spianando la strada ad una vera e propria carriera da solista. Condivide il palco in importanti manifestazioni musicali con artisti di fama nazionale ed internazionale, come Dino Fiorenza, Joe Caruso e Nuccio Lo Presti band, Giulio Stracciati e Tony Esposito. Negli ultimi anni, affascinato dal Jazz, ne intraprende lo studio nella realtà senese.  Da tale esperienza, scaturiscono importanti novità stilistiche che cambiano profondamente il rapporto tra lo strumento e l’artista. L’esperienza Jazz continuerà nel capoluogo della propria regione, entrando a far parte dell’Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale “V. Bellini”. In lui cresce sempre più la voglia di voler sintetizzare ciò che accade nella popular music contemporanea. La ricerca di un fondamento razionale all’ampliamento del linguaggio musicale, in pieno e veloce sviluppo, risulta essere uno dei motivi che spingono Walter Catania, alla realizzazione del suo primo progetto discografico, l’album “I am Here”. Il peregrinare tra le proprie sensazioni, connesso ad un lavoro di perfezionamento stilistico circa la composizione e l’esecuzione dell’opera, accompagnano l’artista ad una necessaria espressione della propria sensibilità nella musica che compone ed esegue. Egli si prefigge come fine ultimo, l’apporto di novità linguistiche importanti in ambito musicale. In tale occasione ha avuto modo di collaborare con artisti di fama internazionale come Gaetano Nicolosi, Luccio Nicolosi, Mistheria e Dino Fiorenza.
 
Track-list
1.            Azione dirompente
2.            I am here
3.            Equinox of love
4.            Introspection
5.            Remember
6.            Attraverso il silenzio
7.          
Intervista
 
Davide
Ciao Walter. I am here, eccomi, sono qui, un titolo direi anche adatto a presentarsi a un esordio. Un ottimo disco di jazz rock fusion. Come e perché hai trovato la tua vena creativa in questo genere musicale?
 
Walter
Studiare uno strumento musicale, ritengo che non sia solo acquisire delle tecniche, è anche un lavoro di ricerca e approfondimento. Ho sempre ascoltato brani di ogni genere, ed epoca. Ad un certo punto della mia vita, mi lasciai trasportare dalla mia chitarra, e ho iniziato a tradurre in note il mio personale diario. Ciò che è uscito mi è piaciuto, esprime la mia personalità. Attraverso la continua ricerca, ho percorso diversi generi quali rock&blues,  jazz, fusion, classica... ma tutto condotto ad esprimere il mio linguaggio musicale.
 
Davide
Parlaci di chi ha suonato e collaborato con te in questo tuo primo disco.
 
Walter
In tale occasione ho avuto modo di collaborare con artisti di fama internazionale, come Gaetano Nicolosi alla batteria, Luccio Nicolosi e Mistheria alle tastiere e Dino Fiorenza al basso. Sono felice, ma soprattutto grato di aver condiviso professionalmente questa mia prima esperienza con loro. Mi sento soddisfatto del sinergico lavoro svolto in studio che oltre ad evidenziare grandi abilità artistiche, lascia trapelare quella che risulta essere la grande personalità del singolo. Personalità che viene fuori attraverso i sette brani contenuti all’interno dell’album, “I am here” con le relative scelte stilistiche.
 
Davide
Oltre a presentarti come chitarrista e compositore, sono sette brani strumentali che, se avessero dei testi, parlerebbero di cosa in particolare? 
 
Walter
Parlerebbero in particolare di quelle sensazioni che per pudore o per superficialità non vengono mai espresse .L’album risulta essere strutturato su 7 brani, scritti interamente da me.
Apre Azione Dirompente, tramite quei sentimenti che sono propri della giovinezza, osservo il mondo in veloce e continua evoluzione e con il mio messaggio musicale  la voglia di cambiarlo! Segue  I am here, dalla quale prende nome l’album,che descrive forse per intero il mio percorso musicale. Con questo brano ho voluto creare nell’album un certo grado di tensione che si risolve in Equinox Of Love. Prende vita il 22 Settembre, giorno dell’equinozio d’autunno. Dopo un lungo peregrinare tra le mie sensazioni, mi accorsi di un particolare  stato di armonia tra me e la mia chitarra, amo creare l’analogia tra quest’armonia e quella di due orologi che scandiscono il tempo in perfetta sincronia. Il tutto conduce ad una profonda analisi dei sentimenti , spesso contrastanti, con il fine ultimo di identificare l’amore nel rapporto di coppia. Introspection, la composizione del brano, nasce da un percorso riflessivo sulla nostra identità e studio del nostro animo. Immaginando un rapporto di interlocuzione tra il nostro io ed il nostro essere. Un dialogo interiore tra le nostre sensazioni, quasi sempre in contrasto, che alla fine sfociano in un angolo di armonia, che non sempre riusciamo a cogliere, ma è li, esiste ed è in noi. Io per armonia intendo quei piccoli angoli dove si nascondono i nostri sogni, il nostro credo, le nostre inquietudini. “Remember” qui ho cercato di descrivere quella parte che è in noi e custodisce i ricordi. Cercarli attraverso le note mi fa gustare il fascino di un viaggio. Penultima composizione Attraverso il silenzio. Qui quando ascolti, immagini quante cose non dette, e ti rendi conto di quante verità si celano nel silenzio, verità che potrebbero fare male ma che ti danno la libertà di esprimerti, senza pudore e senza reticenze. A chiudere questo mio primo album,  Iò, che esprime un mio preciso pensiero :quante volte nell’arco del giorno diciamo “io”, “io sono”, “io faccio”, “Io avrei voluto”,“chi io?...”, quindi il nostro io al centro dell’universo. 
 
Davide
Quando si dice Catania a me vengono subito in mente molti nomi importanti della musica: Battiato, Denovo, Carmen Consoli e molti molti altri in ambito rock e pop (senza scordare Bellini, Sangiorgi e Clementi nella musica cosiddetta “colta”). Com’è invece la scena jazz a Catania?
 
Walter
Sicuramente Catania risulta essere deficitaria di un circuito che riesca a veicolare negli appositi spazi a livello globale, gli innumerevoli talenti della sua realtà jazz e non solo. Molte iniziative lodevoli, hanno già colmato in parte tali lacune, ma bisogna far ben altro per incentivare l’arte ed il profilo artistico tutto di questa splendida città. Capisco che l’Italia ed in particolar modo il meridione vive un periodo di regresso, probabilmente senza precedenti, ma a parer mio risulta essere fondamentale spronare ed incentivare l’Italia bella che da sempre si è distinta tra i vari paesi. Sono sicuro che Catania così come in passato, anche oggi può dire la sua e dare il suo contributo significativo nel mondo della musica.
 
Davide
Il termine “mediterraneo” possiede la stessa radice del termine “mediazione”, descrive la qualità di stare in mezzo alle terre, della medialità, della mezzanità e dell’interazione fra popoli diversi. Porti il nome della tua città nel tuo cognome. Cosa rappresentano per te e per la tua musica Catania, la Sicilia, la “mediterraneità”?
 
Walter
La mediterraneità... nel mio caso, essendo  anche siciliano, parlerei di  sicilianietà, e sicilitudine, che è quella condizione  che ti porti dentro, perché ce l’hai nel DNA. La Sicilia è una terra che si racconta, una terra difficile da capire, come la definiva Sciascia. Posta al centro del mediterraneo, è stata ed è tuttora un crocevia attraversato da persone provenienti da paesi e culture diverse, dai greci, ai  romani ecc, nel passato, ai nord africani oggi. Noi siamo un popolo aperto all’accoglienza, alla solidarietà, forse perché anche il siciliano è stato un popolo peregrino. Il  siciliano manifesta la sua solarità che è presente nella sua indole. Spinto da ciò è portato ad aprirsi agli altri, nella consapevolezza e nella fierezza di sentirsi diverso, concretizza i suoi progetti, perché proprio dallo scambio e dal confronto avviene la crescita, ma in contrapposizione al suo essere solare vi è chiusura e solitudine. Tutto ciò porta il siciliano a cercare di esprimere e designare una propria identità che io cerco di esprimere con la mia musica.
 
Davide
Cosa ti aspetti o ti aspetteresti da questo disco di debutto, cosa ha già fatto per te?
 
Walter
 Sinceramente, non so cosa accadrà, però so quello che voglio trasmettere. Io oso definire il mio album un diario. Tutti nella vita, almeno una volta, abbiamo iniziato a scriverne uno. Io spero che attraverso la mia musica, ognuno possa riscrivere un diario, per ricordare, per ascoltarsi, per meditare sul suo passato, sul suo presente e sognare il proprio futuro.
 
Davide
Lo scopo e fine ultimo di tutta la musica non dovrebbe essere altro che la gloria di Dio e il ristoro dell'anima, scrisse Bach. Tu cosa cerchi attraverso la musica?
 
Walter
 E dice bene Bach, la musica  per me è il ristoro dell’anima che puoi condividere con tutti. Io spero di poter condividere le mie creazioni con il mio pubblico e poter ristorare le loro anime!
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Walter
Se la mia vena musicale non si esaurisce, spero di avere ancora tanto tempo per comporre e suonare. Stiamo organizzando il tour, ho già molte idee con qualcosa di molto interessante!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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