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2013
25
Ago

Le parole non dette - Alberto Pellai

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Come genitori e insegnanti possono aiutare i bambini a prevenire l’abuso sessuale
 
“Le parole non dette” è un programma di prevenzione contro gli abusi sessuali rivolto a genitori e insegnanti di bambini della scuola primaria per favorire il dialogo e la capacità di questi piccoli alunni di difendersi nei confronti di questo fenomeno che purtroppo negli ultimi decenni ha segnato sempre più le cronache dei nostri paesi.
Questo ricco manuale della Erickson, curato da Alberto Pellai,  riporta in modo completo il progetto, nato a Milano nel 1999, con le linee di intervento generali, che si ispirano agli “Standard Nazionali statunitensi di Educazione Sessuale”, e una serie di materiali, come percorsi didattici, schemi di lezioni per insegnanti e genitori, materiali video presenti in un interessante DVD allegato al testo.
Come gli adulti possono aiutare i bambini a parlare di eventuali abusi che possano avere subito? Come vincere il muro di silenzio, i sensi di colpa e la vergogna che spesso rendono muti tanti bambini che subiscono violenza per lo più da persone insospettabili, conosciuti in ambito di vicinato o famigliare? Che tipo di azioni promuovere per favorire un dialogo sereno nei bambini perché loro stessi si rendano consapevoli dei pericoli che a volte il mondo adulto rivolge loro?
Con uno stile semplice e chiaro, forte di un’esperienza ricchissima che l’autore ha maturato come formatore per insegnanti e genitori e anche come autore di libri di favole che descrivono in modo molto profondo il mondo dei bambini, il libro di Pellai si presenta come un testo molto interessante per conoscere la realtà degli abusi sessuali sui minori e i modi per affrontare questo tema così delicato adeguatamente.
L’opera è costituita da tre parti:
a)           La prima parte (l’abuso sessuale: impariamo a conoscerlo) definisce l’entità del problema degli abusi sessuali, portando anche interessanti dati statistici che descrivono le diverse tipologie di abusi, la diffusione , le principali caratteristiche delle conseguenze, così come l’identikit più comune sia delle vittime degli abusi, sia dei pedofili. La riflessione in questa parte è molto accurata e riguarda uno sguardo generale alla nostra cultura e alla nostra società, con anche i nuovi orizzonti che la rete web ha aperto; Pellai si chiede in effetti se il contesto culturale in cui noi siamo immersi non sia in parte ambiguo nei confronti della sessualità dei bambini e se esso, pensando soprattutto a certi tipi di pubblicità, non favorisca se non tanto la pedofilia almeno uno sguardo non rispettoso dello stesso bambino che la società dovrebbe tutelare.
b)           La seconda parte (la prevenzione in famiglia) presenta l’importanza dei genitori per favorire un dialogo positivo dei bambini con il mondo degli adulti. Il ruolo dei genitori è fondamentale per i bambini, che scoprono in un corretto rapporto con loro che si possono fidare e si possono aprire al mondo degli adulti, confidando quegli aspetti che si dovessero presentare come problematici e “malati” nei confronti di alcuni adulti “sospetti”. All’interno del percorso, la parte rivolta ai bimbi tra i 5 e gli 8 anni e che viene descritta in questa parte del libro si chiama “Niente segreti per me” e descrive proprio il compito dei genitori rispetto alla competenza di creare un clima di fiducia in cui i bimbi possano liberamente parlare di sé.
c)            La terza  (la prevenzione a scuola) descrive quella parte del progetto che si chiama “Grido no, scappo via, corro a dirlo a qualcuno” rivolta ai bambini del secondo ciclo della scuola primaria (9-11 anni) presentando una proposta di percorso in cinque lezioni in cui entra in gioco soprattutto il ruolo degli insegnanti. Gli incontri sono descritti in modo dettagliato presentando il materiale occorrente e la diversa scansione degli incontri con tante attività da svolgere a scuola e a casa.
 
Un aspetto molto interessante del libro è il nesso con gli  Standard Nazionali statunitensi di Educazione Sessuale; queste linee guida americane, infatti, costituiscono un importante punto di riferimento in quanto sono un tentativo solido di proporre un percorso scolastico razionale e completo, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, dalle materne alla secondarie di secondo grado, di educazione sessuale. Tramite questo percorso, a cui lo stesso progetto italiano si ispira, si crea un collegamento importante fra la scuola e l’educazione sessuale, intesa non tanto e non solo come prevenzione rispetto a comportamenti a rischio per quanto riguarda gravidanze indesiderate, ma come itinerario più ampio che aiuta il bambino in tutto il suo percorso di crescita per quanto riguarda la sessualità. In questo modo la difesa che il bambino progressivamente impara nei confronti degli abusi sessuali è inserita in un ambito più ampio di rapporto con la propria sessualità e di difesa rispetto a modi di concepire la sessualità devianti e malati che tendono a insidiare il bambino e l’adolescente in una fase in cui è facile essere confusi e vittime di un rapporto asimmetrico nei confronti di adulti pericolosi.
Il percorso del progetto “Le parole non dette”, quindi, costituiscono per insegnanti e genitori di bimbi della scuola primaria un’ottima occasione per riflettere sul fenomeno degli abusi sessuali in modo ampio e per progettare percorsi di intervento concreti e di ampio respiro.
Anche il materiale in appendice al libro è molto ricco: testimonianze, materiali colorati per lavorare anche con i bambini dai 5 agli 8 anni, un dvd in allegato che contiene un video interessante per introdurre il percorso e presentarlo.
Il percorso proposto in questo manuale può offrire, in definitiva, anche spunti per creare cammini educativi che non si limitano solo a prevenire le conseguenze degli abusi sessuali, ma che pongano al centro la dignità della persona del bambino; per questi motivi può essere un sussidio importante e utile rivolto non solo a singoli adulti che vogliano farsi un’idea di questo problema, ma anche per enti e associazioni come scuole, associazioni sportive, pediatri e pure oratori e parrocchie,  che siano interessati a proporre itinerari educativi di ampio respiro anche di questo tipo.
 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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