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2013
25
Ago

Intervista con i Tristema

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“Dove tutto è possibile”: il nuovo album dei Tristema
 
Pop, rock, elettronica, classica, folk, e prog ispirano i suoni, le melodie e i riff del nuovo album dei Tristema: “Dove tutto è possibile” contiene 12 tracce, ognuna legata a un pensiero ben preciso il cui concetto ispiratore è la “violenza morale” praticata ogni giorno dall’azione politicizzata delle multinazionali,  confezionata ad hoc attraverso le azioni di marketing dei media.
Esorcizzare questo tema è stato l’obiettivo principale dell’artista spagnolo Felideus, impegnato nella realizzazione grafica dell’album: all’interno dell’artwork viene infatti raffigurata una ragazza “indotta” a nutrirsi di “cibi animati intenti a fuggire per salvarsi da tale destino…”, rappresentazione appunto della mortificazione quotidiana che l’uomo subisce rispetto al proprio “libero arbitrio” nella realtà odierna.
Brani come “La penisola che non c’è” (con la partecipazione straordinaria dei Fuossera), “L’Impercorribile”, “Vortice”, “Maryland” e la stessa title track, “Dove tutto è possibile”, incarnano “senza filtri” questo messaggio con l’invito a “svegliarsi da un brutto sogno”.
"L'assenza (roses and thorns)" è uno dei brani di spicco dell’album, grazie alla partecipazione di Daniel Gildenlöw, cantante dei Pain of Salvation, alla voce. Il testo del brano è scritto dal cantautore inglese Daniel Zappi.
Sono presenti nei testi anche forti richiami al sentimento dell’amore, seppur rappresentati con un’ottica strettamente personale in quanto ispirati al proprio vissuto, in brani come “Nel silenzio”, “Immagini riflesse”, “Constanze”. Quest’ultimo brano, con melodia e tematica ispirata alla “Lacrimosa” di Mozart, nasce immaginando la storia di Amadeus e sua moglie Constanze. Il brano “L’eclissi”, realizzato con le partecipazioni di Francesco Citera (fisarmonica), Paola Salurso (voce), Rocco Basile (basso) e Marco Bruno (batteria), narra della storia di due amanti in lotta con la clandestinità di tale rapporto. “Tra gli spazi della mente” resta un brano di natura metaforica, con riflessioni strettamente interiori e, pertanto, personali.
“Dove tutto è possibile” esce intenzionalmente fuori da ogni schema pur conservando le caratteristiche della “musica d’autore”, sperimentando diverse sonorità, e “spingendo sul pedale dell’emozione”.
 
 
BIOGRAFIA
 
I Tristema nascono nel Cilento (provincia di Salerno) alla fine del 2005.
La formazione della band è composta da Candido Di Sevo (basso e voce), Alessandro Galdieri (chitarra e voce), Romolo D’Amaro (chitarra e cori) e Dario Bruno (batteria).
Il primo album, “Come ti vorrei”, interamente autoprodotto, vede la luce nel 2007. L’album ottiene da subito critiche e consensi entusiasmanti: “Rock Star” qualifica il lavoro con 4 stelle su 5; “Rock Hard” definisce i Tristema una delle migliori realtà musicali emergenti del panorama nazionale.
Nel 2006, all’interno del concorso “Expo Music”, la giuria tecnica capitanata dal direttore artistico di MTV premia i Tristema con il primo posto nella categoria delle band emergenti.
Il 2010 è un anno proficuo per la band: partecipano al programma “Salaprove” presso gli studi di Rock TV, accedono alle finali nazionali di “Rock Targato Italia” e il 28 settembre aprono il concerto di Vasco Rossi presso il Futur Show di Bologna.
Oltre a Vasco Rossi i Tristema fanno da opening act per altri artisti quali la Premiata Forneria Marconi, i Subsonica, Uli Jon Roth (Scorpions) e J-Ax.
Del 2012 è “Dove tutto è possibile”, ultima prova in studio della band.
 
SITI
 
Intervista
 
Davide
Ciao Tristema. Parafrasando Balzac, non sarà solo il successo a fare un grande disco o un grande gruppo. Ed è  il vostro caso. Per intanto il grande gruppo e il grande disco ci sono; poi il meritato successo ve lo auguro. “Dove tutto è possibile” segue a sei anni di distanza il primo album “Come ti vorrei”. Perché così tanto tempo è intercorso tra i due lavori e come ne fareste un confronto?
 
Tristema
Prima di tutto grazie per la bella presentazione. Sono passati già sei anni? Cavolo, come passa in fretta il tempo. Scherzi a parte... In questi anni sono successe tante cose ma non abbiamo mai sentito la necessità di creare un nuovo album fino all’anno scorso. “Come ti vorrei” è stato il nostro trampolino di lancio nel mondo della musica e, come ben saprai, soprattutto per le realtà emergenti, è difficile farsi conoscere in un ambiente saturo ormai da tempo. Ma, pian piano, siamo riusciti a creare un nostro percorso che ci ha portato delle grandi soddisfazioni, dall’ottima critica della stampa all’apertura di grandi concerti. In questi anni siamo maturati tantissimo, sia a livello musicale che umano, riuscendo così a trovare una dimensione per dare vita ad un nuovo lavoro, un album dalle molteplici sfaccettature, che solo questi sei anni di attività potevano farci raggiungere.
 
Davide
Com’è nata e com’è cresciuta la musica dei Tristema nei suoi otto anni di vita, com’è nato e si è evoluto il progetto della band e cosa vuol dire Tristema?
 
Tristema
Una delle nostre caratteristiche è che ognuno di noi viene da un modo e da una dimensione diversa e personale di fare e ascoltare musica. Nel passar degli anni l’esperienza ci ha portato ad affinare i nostri gusti personali e nello stesso tempo ad esplorare sonorità o argomenti che non avevamo mai approfondito prima. Infatti, come avrai potuto notare nell’ascoltare “Dove tutto è possibile”, possiamo trovare un’infinità di suoni diversi, e penso che possiamo anche dire che il nostro punto di  forza è riuscire a miscelare dei generi diversi conservando, come matrice, la musica tradizionale italiana. Per quanto riguarda il nome… Tristema vuol dire “Speranza”: è una parola inventata da noi per esorcizzare la tristezza. “Triste ma”: un semplice gioco di parole che al primo impatto può sembrare l’opposto di quello che è,  dimostrazione che spesso noi dobbiamo andare oltre quello che vediamo.
 
Davide
Molto bella la copertina dal gusto onirico e magico vittoriano, molto Arthur Rackham. Come siete arrivati a Felideus?
 
Tristema
“Onirico”: hai preso in pieno la parola esatta per definire questo capolavoro del maestro Felideus. Siamo venuti a conoscenza di Felideus per caso: eravamo alla ricerca di chi poteva curare l’artwork del nostro album e così, un giorno, navigando su internet abbiamo trovato i suoi disegni e immediatamente abbiamo capito che lui era la persona che stavamo cercando. Felideus, entusiasta del nostro progetto, ha creato dal nulla tutta la grafica, avendo come input soltanto la nostra musica. Un artista raro che noi abbiamo avuto l’onore di avere alla nostra piccola corte.
 
Davide
Il concetto ispiratore di ogni traccia o il tema ispiratore di fondo che le lega è la “violenza morale” praticata ogni giorno dall’azione politicizzata delle multinazionali, la mortificazione quotidiana che l’uomo subisce rispetto al proprio “libero arbitrio”  nella realtà odierna… L’eterna questione è: Il determinismo è certo? Esiste il libero arbitrio? Scherzi a parte, ché la questione è seria, cosa per voi può fare la musica e in che modo per migliorare, pur nel suo piccolo, la qualità della vita tanto del singolo quanto di una società?
 
Tristema
La musica, fin dall’alba dei tempi, è stato sempre uno dei maggiori mezzi di comunicazione per arrivare diretto alla massa e di conseguenza alla singola persona. Noi, con l’ultimo album, abbiamo voluto affrontare delle tematiche spesso provocatorie, soprattutto per quando riguarda la situazione della nostra penisola. Non sappiamo fino a che punto la musica può cambiare le cose ma sicuramente può sensibilizzare l’ascoltatore: per noi continua ad essere la nostra linfa vitale.
 
Davide
 “L'Impercorribile” è diventato un cortometraggio. Com’è nato questo progetto alternativo al videoclip?
 
Tristema
L'idea de “L'Impercorribile” nasce circa un anno fa, nel periodo di uscita di “Dove tutto è possibile”. Le parole e l'atmosfera suggerivano la creazione di un mondo basato sugli eccessi. Da qui l'idea di evolvere il concetto classico di videoclip musicale, costituito da troppe limitazioni temporali/narrative, per spostarsi sul principio del corto. Il progetto è nato dalla collaborazione con il giovane regista Andrea Cilento e una troupe di Firenze di cui Andrea fa parte.      Teniamo a precisare, che questo video è la dimostrazione di come delle persone, senza spendere grandi somme, possano creare qualcosa di particolare e d’impatto unendo le proprie “arti”.
 
Davide
Eddie Baird degli Amazing Blondel disse una volta: "Alcuni ci chiedevano: come descrivereste la vostra musica? Beh, non chiedetecelo, non ne abbiamo idea". E allora vi chiedo quale musica, quali dischi o autori, vi hanno fatto per primi innamorare della musica?
 
Tristema
Come ti dicevamo prima, ognuno di noi viene da un genere diverso ma sicuramente la musica che più ci accomuna è il rock. Da piccoli ascoltavamo Queen, Alan Parsons Project, Genesis, Mahavishnu Orchestra, Banco del Mutuo Soccorso e, soprattutto, una buona dose di musica classica contemporanea come Rachmaninov, Debussy, Chopin, ecc… Nel tempo abbiamo poi iniziato ad aprire sempre di più gli orizzonti avvicinandoci alla musica jazz, al metal e, negli ultimi anni, all’elettronica, quindi evitando ogni tipo di “cataloghismo” che spesso rovina la musica.
 
Davide
A volte mi avete ricordato i Muse, come in “Costanze”. Perché avete scelto la   “Lacrimosa” di Mozart, quelle sole otto battute lasciate incompiute,  per immaginare la storia di Amadeus e sua moglie, fuggita col figlio prima della commissione del Requiem?
 
Tristema
Hai preso quasi in pieno la storia, Davide. Con “Constanze” abbiamo voluto raccontare l’amore “malato” tra Amadeus e la sua compagna, e quale miglior modo, se non richiamare uno dei temi più conosciuti del Maestro che è il “Lacrimosa”? Un brano  misterioso così come la vita del nostro protagonista. I Muse? Bhè, mr Bellamy non ha fatto altro che prendere l’armonia della musica classica, spesso citando di proposito Rachmaninov, e trasformarla in chiave rock. Essendo anche noi dei grandi ascoltatori, come appunto dicevamo sopra, dei grandi Maestri dell’epoca, è facile sentire anche nella nostra musica dei richiami a quelle armonie. Non dimentichiamoci che la mamma della musica è una sola... e si chiama “CLASSICA”.
 
Davide
Come e perché sono nate le partecipazioni nel disco di Daniel Gildenlöw, cantante dei Pain of Salvation, e con i Fuossera?
 
Tristema
Avere Daniel in un nostro brano è stato sempre un sogno nel cassetto da quando il progetto Tristema è nato. Alessandro (chitarra/tastiera/voce) ha seguito più volte  i Pain of Salvation in diverse parti d’Europa instaurando così un rapporto con la band.
Appena iniziate le riprese del nostro ultimo album abbiamo contattato Daniel facendogli ascoltare la demo di una canzone e proponendogli questo featuring. Te la facciamo breve: dopo un paio di mesi ci siamo ritrovati la sua voce sul nostro brano... increduli (ride). Un bel sogno che si avvera.
Con i Fuossera abbiamo calcato lo stesso palco in Piazza Dante a Napoli, nel 2007: da quel giorno è nata una forte amicizia ed era inevitabile avere la loro presenza in uno dei nostri brani, forse il pezzo più attuale, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti in Italia.
 
Davide
Avete già suonato su molti e importanti palchi. Quando e dove suonerete prossimamente e cosa significa per voi suonare dal vivo?
 
Tristema
Il live è l’essenza del musicista. Ormai nei nostri tempi chiunque può creare un CD ma non tutti riescono a rendere grazie alle proprie opere in sede live. Proprio per questo portare i nostri brani dal vivo ha richiesto mesi di prove, ma ne è valsa la pena. Spostarsi di città in città, conoscere persone nuove e realtà differenti dalla tua, è davvero qualcosa di magico. In questi mesi stiamo girando per portare a più orecchie possibile la nostra musica e far conoscere il progetto. A settembre ritorneremo su palco insieme a una delle band che stimiamo, soprattutto per la loro nobile causa: i Rezophonic, capitanati dal buon Mario Riso.
 
Davide
Altro a venire?
 
Tristema
Sicuramente la nostra priorità è portare “Dove tutto è possibile” in tutta Italia e, perché no, anche all’estero non ci dispiacerebbe. Intanto stiamo già registrando delle demo per un prossimo lavoro. Possiamo dire che siamo operativi su tutti i fronti, quindi vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Facebook per essere sempre aggiornati su tutte le nostre novità.
 
Davide
Grazie e à suivre.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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