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2013
17
Apr

Intervista con i Down To Ground

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 EARLY IN THE MORNING
Il nuovo singolo estratto dall’omonimo album di debutto
In rotazione su Radio 105 e Virgin Radio
 
 
Early in the morning è l’album di debutto dei Down To Ground, gruppo pop rock di Treviso dalle radici multietniche che ha nell’inglese l’espressione più naturale della sua anima multiculturale. L’anima della band è rappresentata dal suo stesso nome: Down To Ground è una tipica espressione anglosassone utilizzata per indicare una persona che persegue i propri obiettivi, sogni e speranze ma sempre con i piedi per terra.
 
Dopo il primo singolo One Last Time che ha accompagnato l’uscita dell’album lo scorso ottobre, è il momento del secondo singolo Early in the morning, la ballad che dà il titolo al disco, in radio da venerdì 15 marzo e a grande sorpresa in rotazione anche su Radio 105 (nello spazio Supersonic) e Virgin Radio.
 
"Early in the Morning rappresenta quel viaggio emotivo che attraversa ogni persona nel corso della propria vita.
Quando le più belle esperienze finiscono, lasciando quell'amaro in bocca all'idea di dover affrontare la monotonia di un passato che non ci appartiene, si cerca rifugio tra la dolcezza dei ricordi e la voglia di sfuggire dalla dura realtà. 
Per noi ha un significato molto profondo, poiché è la prima canzone che abbiamo composto assieme quando è nata la band. Contiene tutti i ricordi del nostro viaggio musicale trascorso insieme, e lo abbiamo voluto rappresentare nel video."
 
La regia del videoclip di Early in the morning è di Cristian Tomassini.
 
 
Ufficio stampa
WellDone Promotion: Antonella Marautti  antonella.marautti@welldonepromotion.com
 
Promozione radio
Casi Umani srl: Paola Conforti 
 
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Intervista
 
 
Davide
Album d’esordio, dunque. Quando e come è nata la band e qual è l’attuale line up?

Down To Ground
Il progetto è nato nel settembre del 2007 quando al nucleo originario della band, composto da Michele Cesca (voce), Van Thai Truong (basso), Alessandro Morgan (batteria), si è unito Giovanni Leiballi (chitarra) che ha completato la formazione della band portando nel giro di pochi mesi alla realizzazione del primo demo.

Davide
Quali sono i vostri obiettivi?
 
Down To Ground
Un obiettivo a breve termine sarà la realizzazione di un tour a livello nazionale, inoltre vorremmo esportare la nostra musica verso un mercato estero, magari negli U.S.A. 

Davide
Se fosse una ricetta, come si scrive e si arrangia una canzone dei “Down To Ground”?

Down To Ground
Una manciata di idee e un sacco di passione sono quei pochi ingredienti che non devono mancare mai.
I nostri pezzi nascono quasi sempre da un riff di chitarra, poi si inserisce la linea vocale e da qui si inizia a capire in che direzione portare la canzone.  Il passo successivo è scrivere il testo e gli arrangiamenti, per creare quel giusto intreccio di atmosfera. "La musica deve scorrere come le parole" disse Marcel Lureș nel film "The Pacemaker", e noi seguiamo questa filosofia.

Davide
Come e con chi avete lavorato per fare questo vostro primo disco?
 
Down To Ground
Il disco nasce unicamente dalle nostre idee, sia a livello di composizione che di arrangiamento e ci sono volute parecchie settimane di preparazione per sviluppare al meglio la tessitura del disco. Una volta entrati in studio di registrazione, il fonico Andrea De Marchi, ci ha dato dei preziosi consigli a livello di arrangiamenti.
Inizialmente la track list doveva essere di 14 brani, ma in fase di registrazione abbiamo scartato quelli che si allontanavano dall'essenza del disco, riducendo la scaletta a 10 brani.

Davide
Cosa funge da ispirazione in queste canzoni? C’è un filo conduttore? Da cosa è causata, secondo voi o nel vostro caso, l’ispirazione?

Down To ground
L'ispirazione nasce dalla spinta del proprio inconscio verso la consapevolezza di dire qualcosa di se stessi che era nascosto dentro di noi. Nel nostro caso questa trasformazione di emozioni remote avviene attraverso la musica.
Possiamo dire che non c'è un'ispirazione comune, ma solo l'obiettivo di creare qualcosa di unico e caratteristico.

Davide
Nel vostro nome c’è un richiamo a stare con i piedi per terra. Come in voi si conciliano l’arte (che ha più suo il modo di dire della “testa tra le nuvole”) e l’essere “realistic”, coi piedi per terra appunto, due cose di solito antitetiche nell’immaginario collettivo?

Down To Ground
Le parole "Down to Ground" sono lo specchio della nostra personalità. Diciamo che a volte i luoghi comuni andrebbero sfatati, perchè, se è vero che per creare qualsiasi forma d'arte bisogna staccare la spina dal mondo reale, è anche vero che bisogna essere consapevoli del prodotto che si vuole ottenere

Davide
A cosa serve, o a cosa vi serve la musica?

Down To Ground
Personalmente ci aiuta a modellare le nostre emozioni più intime attraverso le vibrazioni della musica, ed essendo la vibrazione una forma di energia, ci aiuta a scaricare quelle tensioni emotive che ogni giorno ci portiamo dentro.
Non a caso molti artisti riescono ad emozionare con le loro canzoni migliaia di persone che li ascoltano; riuscendo a portare in superficie queste tensioni, vengono trasformate a nostro piacimento creando un messaggio positivo verso chi ascolta.

Davide
Quali sono le vostre differenti origini descritte come multietniche? Che significato ha avuto questo particolare nella vita della band e nella realizzazione di questo disco
 
Down To ground
Michele, il cantante, è nato a Turangi in Nuova Zelanda da padre Italiano e madre Maori. 
Van Thai, il bassista, nasce invece in Italia nel 1981 da genitori di origini cinesi nati e cresciuti in Vietnam. 
Non sappiamo se questo possa aver contribuito al nostro sound, quello che sicuramente ci lega è la passione per la musica internazionale e la ricerca delle novità.

Davide
A quali band o artisti siete più riconoscenti, che vi hanno cioè a un certo punto fatto
nascere e crescere il desiderio di fare musica?

Down To Ground
Fare musica non è un desiderio, è un istinto naturale intrinseco nello spirito di chi la musica la vive nel pieno della sua essenza.
Non c'è una regola, secondo noi il segreto per fare musica è riuscire a catturare inconsciamente tutte le informazioni apprese da altri artisti, arrivando a quella maturità personale in cui si è liberi di concretizzare le proprie idee ed emozioni in musica.
Artisti a cui dobbiamo la nostra maturità sono tantissimi tra cui: Pearl Jam, Daughtry, Incubus, Bon Jovi, Foo Fighters, Brad Paisley, Ben Harper e molti altri.

Davide
Si può parlare di pop rock di stile USA? L'America non è soltanto una parte del mondo. L'America è uno stato d'animo, una passione. E qualunque europeo può, da un momento all'altro, ammalarsi d'America. Così scrisse Mario Soldati in America primo amore. Per voi?
 
Down To Ground
Avremo la fortuna di andare il prossimo anno a Los Angeles, quindi sapremo se effettivamente ci catturerà questo "mal d'America". Parlare di pop rock in stile USA, nel nostro caso, vuol dire avvicinarsi a un sound oltreoceano, ma con sfumature europee a causa della mancanza della cultura di quella terra. Di fatto, grazie alla tecnologia e alla possibiltà di viaggiare siamo in un'epoca in cui l'abbattimento delle barriere culturali e delle distanze ha fatto si che gli stili musicali non siano poi così lontani tra loro come tempo fa.

Davide
Come si vive a Treviso, Dove Sile e Cagnan s'accompagna… Che tipo di influenze ricevete invece dalla vostra bellissima città ricca di ricordi e di capolavori dell’età comunale e del periodo veneziano?

Down To ground
Treviso è una bellissima città dal punto di vista storico, che raccoglie opere d'arte di famosi pittori e scultori, ed è sicuramente una terra dalla quale nascono tanti artisti. Ma dal punto di vista musicale non abbiamo ricevuto influenze così evidenti. Lo dimostra il fatto stesso che il nostro sound richiami le lontane terre americane.

Davide
Cosa state facendo ora e a seguire?

Down To  Ground
In questi mesi saremo impegnati nella promozione del secondo singolo Early in the Morning, attualmente in rotazione su Radio 105 e Virgin Radio.
Nel frattempo stiamo già lavorando alla composizione di altri pezzi, nell'ottica di conquistare anche il mercato estero, ma è ancora presto per parlare di un secondo album.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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