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2013
18
Mar

Intervista con Modena City Ramblers

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NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE
 
I MODENA CITY RAMBLERS
si ripresentano nel 2013 con un nuovo lavoro discografico: 

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE

(Mescal/MCRecords – distribuzione Universal)

 Dal 5 Febbraio in tutti i negozi di dischi e store digitali.

 

Un doppio CD dalla duplice anima: un “Lato A” (come nella grafica del disco viene sottolineato, chiamato ironicamente “Niente di nuovo”) elettrico ed aggressivo, con cavalcate combat-folk e canzoni rock meticce, quasi sperimentali per le coordinate artistiche della band, che fa da contraltare ad un “Lato B”  (chiamato “Sul fronte occidentale”) più tradizionale, dove le ballads e le suggestioni acustiche e cantautorali disegnano con grande maturità orizzonti sonori, da vent’anni abituali per i nostri “Delinqueint”.
 
Il tredicesimo capitolo firmato dalla band, si compone di un totale di 18 brani che parlano di storie del nostro Paese e dell'attualità di questi giorni. Vicende talvolta drammatiche, talvolta eroiche, talora allegre e commoventi, in qualche caso narrazioni più mediate e metaforiche, a comporre un quadro d’insieme che rappresenta un deciso passo in avanti nel definire il patrimonio di canzoni (quello che gli anglosassoni definirebbero “songbook”) della band e nel consolidare il suo percorso da protagonista nella moderna canzone folk.
 
Tutto il lavoro è stato realizzato negli ultimi mesi del 2012, da Ottobre a Dicembre, tra il Vox Recording Studio di Reggio Emilia e lo Yonder Studio di San Polo d’Enza (RE), lo studio del chitarrista Luca Serio. La produzione, come da anni avviene, è stata curata dalla stessa band, come pure l’intera grafica del disco che presenta in copertina il disegno, a opera dell’artista sassolese Andrea Garlato, di una donna di mezz’età un po’ “provata” e dallo sguardo ambiguo, avvolta in un drappo tricolore: forse una personificazione della nostra Repubblica?
 
Limitate a poche canzoni, le collaborazioni musicali presenti nel disco: Eusebio Martinelli, virtuoso trombettista emiliano, colora con le sue note la title track del disco e un paio di altri brani; il vecchio compagno Daniele Contardo si unisce col suo organetto ai cuneesi Talu Costamagna (il fonico live della band, qui alla voce) e Anna Lometto (alla ghironda) in una collaborazione emiliano - piemontese ed infine Luciano Gaetani, appena fuoriuscito dalla band, si cimenta alla cornamusa elettrica per una canzone.
 
I Modena City Ramblers nel disco sono:
 
Davide Dudu Morandi: voce solista
Luca Serio Bertolini: chitarra acustica & elettrica e voce
Franco D'Aniello: flauti, tromba, sax e uillean pipes
Massimo Ice Ghiacci: basso, contrabbasso e voce
Francesco Fry Moneti: violino, mandolino, banjo & plettri vari e chitarra elettrica
Leonardo Sgavetti: fisarmonica, pianoforte, hammond e tastiere
Roberto Zeno: batteria, djembé & percussioni varie e voce
 
 
Ufficio Stampa Mescal: Manuela Longhi
Ufficio Stampa Radio & Live: Paolo Pastorino
 
Disco 1
 
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Occupy world street
E’ primavera
C’era una volta
La guèra d’l Baròt
Pasta nera
Fiori d’arancio e baci di caffè
La luna di Ferrara
Beppe e Tore
 
Disco 2
 
Il violino di Luigi
Due magliette rosse
Tarantella Taranto
La strage delle fonderie
Afro
Kingstown regatta
Il giorno che il cielo cadde su Bologna
Nostra Signora dei depistati
Briciole e spine 
 

 

 

Intervista a Massimo Ghiacci

 

Davide
Ciao Modena. Anzitutto bentornati! Un altro gran bel disco doppio… Però, a guardare la durata del primo e del secondo cd, poteva stare tutto in un unico cd da 80 minuti. Perché dunque avete preferito dividerlo in due dischi distinti, uno rosso, l’altro viola-blu?
 
MCR
Ciao e grazie! A dire il vero non ci sarebbero state tutte le canzoni in un unico cd. Rispetto ai cd masterizzabili, quelli "ufficiali" possono tenere al massimo 78 minuti circa. E noi l'abbiamo saputo a registrazioni ultimate! Al che, invece di togliere una canzone, abbiamo ben pensato di rivoluzionare la scaletta e di realizzare un doppio, con due anime sonore abbastanza distinte, al prezzo di un solo disco!
 
Davide
Per titolo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, come il romanzo di Remarque, da cui fu tratto il film di Delbert Mann. Paul, il protagonista, dopo essersi arruolato nell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, morì con il volto a terra e con un mezzo sorriso. Era una giornata così serena e tranquilla che il comando francese scrisse: "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Perché dunque avete scelto questo titolo?
 
MCR
Il legame col romanzo sta proprio nel titolo, nella suggestione che esso evoca. La canzone, che poi ha dato il titolo anche all'intero lavoro, parla di questa sensazione di accerchiamento, ineluttabilità e impotenza che ci pervade, nella quotidiana, ancorché figurata, trincea nella quale la vita ci ha volenti o nolenti proiettato. Ci piace pensare che questa raccolta di canzoni, sostanzialmente racconti legate a storie, antiche o più attuali, sia rappresentata dall'idea che, nonostante il tempo che passa sia inesorabile, alla fine ci si può riconoscere nel soldato piemontese di 150 anni fa che assiste al massacro di inermi civili del nostro Meridione così come nel magistrato che cerca di scardinare i segreti più oscuri degli ultimi trent'anni della nostra Repubblica, o nella coppia di giovani precari innamorati che progettano una vita assieme in questi anni '10, nonostante tutto.
 
Davide
La copertina ha i disegni di Andrea Garlato e le fotografie di Dante Farricella e si articola intorno allo stellone, l’emblema della Repubblica Italiana con la ruota dentata simbolo del lavoro e del progresso, il ramo di quercia, forza e dignità del popolo italiano, e quello d’ulivo, volontà di pace della nazione. La stella d’Italia, simbolo dell’Italia come avvenente donna cinta di corona turrita è stata da voi sostituita da una donna di fatto in languida – diciamo così - posa, magari non più nel fiore degli anni ma ancora prospera, e con in mano la bilancia della Giustizia che pare sbilanciata e un occhio bendato… Ovvero?
 
MCR
È una rappresentazione di quello che ci appare lo stato della nostra Repubblica, una signora di mezza età un poco malconcia: chissà se preferirà nascondere le sue rughe con un'operazione di lifting, così tanto in voga oggi, oppure piuttosto vorrà eroicamente fare i conti col suo passato e con la sua età e cominciare una nuova vita fatta di dignità e onestà. Anche le rughe hanno fascino, se ben portate!
 
Davide
Qual è il tema conduttore di questo vostro ultimo lavoro?
 
MCR
Come dicevo prima è una raccolta di storie, alcune legate a pagine drammatiche altre a momenti particolari che riaffiorano dal passato o che abbiamo scovato nella recente cronaca. Il tema conduttore credo rimanga la Memoria, sostanzialmente sono storie d'Italia che vivono attraverso una canzone. Di un'Italia del passato e dell'Italia di oggi, dai confini diversi, geografici, politici, culturali ed economici, ma per tanti aspetti immutata.
 
Davide
Ci sono canzoni che parlano e ricordano di Federico Aldrovandi, di Beppe e Tore, i bambini morti con la madre, Barbara Rizzo il 2 aprile 1985 a Pizzolungo, in un attentato mafioso e altro ancora. Bella anche la storia scritta intorno al violino di Luigi Freddi, partigiano, ritrovato in una soffitta a Luzzara, in una casa danneggiata tra le tante dall’ultimo terremoto. Cosa fa decidere i Modena City Ramblers a dedicare canzoni a fatti e persone in particolare?
 
MCR
Non ci sono decisioni prese per così dire "a tavolino".  Le canzoni nascono sempre da suggestioni. Che arrivano spesso per caso, a seguito di incontri, di racconti, letture, visioni, ascolti. Noi, da sempre, "riportiamo tutto a casa"...
 
Davide
La guera d’l baròt”. Intanto vorrei chiederti/vi cosa più affascina della cultura, anzi della “nazione” (proibita) occitana?
 
MCR
Personalmente, m’incuriosisce molto la sua caratteristica di "resistenza transnazionale", nel senso che l'Occitania esiste e resiste (nel mantenimento della sua identità culturale) da sempre, prescindendo da confini politici, e sopravvive a re e Presidenti vari. La canzone che tu citi, comunque, più che di Occitania (che pure per le sonorità della curenta viene chiamata senz'altro in causa), parla dell'Italia di 150 anni fa, e di come oggi si ignori che il Regno venne "fatto" a colpi di cannone e moschetto, anche sulla pelle di migliaia di civili inermi, donne e bambini, che col "brigantaggio"  avevano ben poco a che fare.
 
Davide
In questa canzone ricordate la degenerata guerra al brigantaggio, iniziata forse proprio quando Enrico Cialdini fu mandato a Napoli con poteri eccezionali. Qual è il senso di ricordare o indicare e far conoscere oggi agli italiani l’altro lato del Risorgimento, in particolare quello legato alle questione meridionale?
 
MCR
Non crediamo certo che una canzone possa sostituirsi ai libri e alle ricerche storiche. Ciononostante, tramandare anche per via musicale la memoria storica è una delle caratteristiche principali della folk music, delle folk songs. Ed è quello che noi facciamo, da sempre. Ci sono tante anime scure, tante pagine buie nella Storia d'Italia, la lotta al brigantaggio, e in generale com’è "maturata" nel nostro Paese la "questione meridionale", ne è una delle più evidenti, nonostante, anche dopo le celebrazioni dei 150 anni dell'unità, la si voglia spesso ignorare. Garibaldi ha unito l'Italia con mille arditi, punto e fine. Semplice e comodissimo, no?
 
Davide
Pasta Nera… Tra il 1945 e il 1952 più di 70.000 bambini del Sud più svantaggiato furono ospitati temporaneamente da famiglie del Centro-Nord. Quei bambini presero in quegli anni il primo treno della loro vita, per lasciarsi alle spalle la povertà e le macerie del dopoguerra e vivere un’esperienza che non avrebbero mai più dimenticato. Pasta Nera riporta alla luce uno dei migliori esempi di solidarietà e spirito unitario nella storia del nostro Paese. Questa la sinossi del film “Pasta Nera” di Alessandro Piva. Quali più begli esempi di solidarietà avete visto invece agire (e sicuramente anche agito voi stessi) nel 2012?
 
MCR
La solidarietà, come tante altre virtuose pratiche di volontariato militante, oggi si realizza attraverso quell'arcipelago di associazioni, comunità e comitati che operano, sul nostro territorio come altrove. Da sempre, siamo legati a tante di queste associazioni: noi facciamo poco, e con poca fatica, prestiamo semplicemente alla causa la nostra musica! È capitato anche per il terremoto che ha colpito l'Emilia lo scorso anno, abbiamo suonato un po' in giro. Ci avete visto anche in tv al "concertone" di Bologna, ma ne abbiamo fatti altri, lontano dai riflettori e vicino, per quanto possibile, alla gente colpita nell'intimo dal dramma del sisma. Avremmo voluto farne di più ma non ci è stato possibile, conservo però in particolare il ricordo del concerto del 5 luglio a San Possidonio (MO); in quel caso tutto il nostro staff di produzione, i tecnici e il service dell'impianto - Big Talu, che viene dal Piemonte - si sono resi disponibili gratuitamente per organizzare un concerto come quelli che normalmente ci pagano per fare. 
 
Davide
"Panatta milionario, Pinochet sanguinario"… Tremendi oggi gli slogan di quegli anni.  Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, finale di coppa Davis del 1976, in provocatoria maglietta Fila rosso fuoco (il che non piacque a Pinochet) contro Fillol e Cornejo in polo Adidas bianche… Una vicenda ora rievocata dal film del bravo regista Mimmo Calopresti "La maglietta rossa". Cosa pensate della sinistra di allora (anni di Berlinguer ma non solo) e quella di oggi?
 
MCR
Domandona! Intanto occorre premettere che io all'epoca ero troppo piccolo per maturare un'idea al proposito. Quindi posso basarmi solo sulle testimonianze altrui e su ciò che è stato scritto. Un tratto in comune alle due "sinistre", quella dell'epoca e quella attuale, mi pare di coglierlo nella comune mancanza di unità di pensiero su tante cose. Questa è la vera difficoltà del pensiero "di sinistra" in Italia. Troppo divisi su tanto, persino sull'opportunità di giocare una partita di tennis. All'epoca fu l'intervento di Berlinguer a "sbloccare" la situazione. Oggi non c'è manco un leader a unire le differenti anime, o perlomeno a cercare di farlo. Basta guardare quest'ultima elezione, Sel con il Pd, la lista Ingroia per conto suo... 
 
Davide
La strage delle fonderie”, 9 gennaio del 1950… Dopo Portella della Ginestra, l’assassinio di Togliatti, la repressione politica di Mario Scelba, un’Italia sull’orlo di una guerra civile, anche la strage alle Fonderie Riunite di Modena… Bello che abbiate ricordato anche questa cupa e orrenda ma importante e dimenticatissima pagina di storia italiana. Diceva Francesco De Sanctis: “di noi muore la miglior parte, e non c'è memoria che possa resuscitarla e, dunque, a che giovano le memorie?” E invece?
 
MCR
Senza Memoria non ci può essere, a mio avviso, alcun futuro consapevole. L'essere umano può progredire solo facendo i conti col proprio passato, con fatica, magari sbagliando, ma non riesco a immaginare un domani senza l'esperienza del passato. Come cantiamo ne "Il giorno che il cielo cadde su Bologna", la Memoria deve continuare a vivere con noi, a sbocciare in ogni stagione. Non è una mera esibizione retorica. Deve essere un esercizio vitale, una pratica quotidiana, occorre coltivare la Memoria, leggendola nella nostra quotidianità.
 
Davide
Luigi Carluccio, uno degli Italienische Militar-Internierte, scrisse: “Nel 1945 l’avvento della pace significava prima di tutto il ritorno della libertà: libertà di pensare, di conoscere, di fare; tante parti di un bene che in vaste zone dell’Europa, non solo in Italia, era stato negato a lungo; o era stato elargito con tale parsimonia e tali condizioni limitative da far sentire, già nell’assaporarlo, un vago sentore di muffa, un sentore di cosa andata a male”. Che sapore, sentore ha oggi secondo voi la libertà?
 
MCR
In passato vi abbiamo dedicato un intero disco, "Onda Libera". La "libertà" oggi ha tanti sapori, tante declinazioni e interpretazioni. Credo che il suo senso ultimo sia quello di "poter immaginare un proprio futuro". Il suo sapore mi sembra troppo amaro, per i giovani come per i tanti precari, sottopagati o esodati. Gente che vive alla giornata, altro che futuro!
 
Davide
Ci fate un bilancio del 2012 e del vostro precedente “Battaglione Alleato”? Quali i momenti più belli, le più belle soddisfazioni o i più bei risultati?
 
MCR
È stata una bella esperienza, dal sapore collettivo, di cui andiamo molto fieri. Il disco non ha venduto tanto, e non è che rispetto a tanta musica che gode del favore dei media, abbia avuto quella grande visibilità. Nonostante i patrocini e i bellissimi concerti che hanno seguito la sua pubblicazione. Noi rimaniamo convinti della sua importanza, nel nostro percorso artistico e umano.
 
Davide
Che ne pensate di quest’ultima campagna elettorale che, credo, passerà alla storia come quella dei 160 miliardi di promesse fiscali? Come andrà, secondo voi, questo 2013 italiano?
 
MCR
Ti dico solo che questa campagna è stata la prima, da quando come MCR facciamo musica, per la quale non abbiamo potuto, come band, schierarci apertamente. Non abbiamo infatti mai sostenuto un partito in particolare. Abbiamo sempre suonato per i centri sociali così come per i Ds, e oggi per il PD come per Rifondazione o i Comunisti italiani. Non ci sentiamo il gruppo di questo o quel partito, e proprio per questo, alla luce della divisione - per noi dolorosa - politica totale della Sinistra a queste elezioni ci siamo trovati così spiazzati da decidere di non schierarci. Non certo per convenienza ma per sincerità. Personalmente, sono molto curioso di vedere come si muoveranno i neo eletti in questa nuova legislatura. Il "pungolo" dei grillini può far fare passi importanti alla coalizione PD-Sel… spero davvero i Cinque Stelle lo comprendano perché se si tornasse presto a votare io non credo che i tanti che, da sinistra, hanno guardato a Grillo come a una grande speranza di cambiamento ci crederebbero ancora.
 
Davide
Attribuita a voi l’origine del termine “combat folk”, credo ispirati dall’album “Combat Rock” dei Clash. Era il 1993. Del vostro “combat folk”, che definizione dareste ancora delle origini e cosa vi aggiungereste di nuovo a vent’anni da allora?
 
MCR
Il termine ci rappresenta perfettamente, oggi come allora. Folk militante, memoria e voglia di cambiare il presente. Argomenti e note come pallottole con le quali sfidare ipocrisie e pensieri dominanti, senza paura di risultare retorici o demodé.
 
Davide
Dal 1994, con “Riportando tutto a casa”, uscito per Helter Skelter, poi ripubblicato grazie a Valerio Soave (Mescal) con Universal e poi dal 2005, con “Appunti partigiani”, continua il sodalizio con la Mescal…
 
MCR
Il prossimo anno saranno vent'anni di collaborazione con Valerio, nostro manager da quando, grazie a lui, firmammo il contratto con la major Polygram (poi divenuta Universal). Non siamo una band facile da seguire, e interpretare. Valerio ci ha sempre assicurato indipendenza e ci ha sempre dato la possibilità di realizzare quanto volevamo! Assieme a lui non dimentichiamo la famiglia Mescal, a cominciare da Manuela Longhi, da sempre il "braccio armato" con la stampa!
 
Davide
A seguire?
 
MCR
Concerti e canzoni! :-)
 
Davide
Grazie e à suivre…
MCR
Grazie a te per l'intervista e lo spazio concessoci!
 

 MODENA CITY RAMBLERS: la Biografia

I MODENA CITY RAMBLERS nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese, innamorati della musica e delle tradizioni dell’isola di Smeraldo. Dopo lo storico demo-tape COMBAT FOLK (MCR, 1993), nel 1994 esce il primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA, piccolo e raro caso d’immediato successo a livello underground, poi ripubblicato dalla Blackout / Mercury. E' un disco con cui i Ramblers rivendicano un’identità meticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e degli anni ‘60, di viaggi e di lotte.
Nel 1996 arriva nei negozi il secondo lavoro, LA GRANDE FAMIGLIA (Black Out / Mercury). Il suono comincia a cambiare e il folk (fin dall'inizio suonato con attitudine punk) a indurirsi, contaminandosi con il rock. Terzo capitolo discografico nel 1997: esce TERRA E LIBERTA’ (Black Out / Mercury), fortemente influenzato dai viaggi nel continente latino-americano, dalla lettura e dalla frequentazione di molti scrittori di quelle terre. Il combat folk si arricchisce di suggestioni letterarie, di suoni più elettrici e di collaborazioni di prestigio con Bob Geldof, Paolo Rossi, Paco Taibo II e Luis Sepulveda. Nel 1998, dopo oltre 500 concerti, i Ramblers realizzano RACCOLTI (Black Out / Mercury), a oggi l’unico cd registrato dal vivo, completamente in acustico.
Nel 1999 il gruppo pubblica FUORI CAMPO (Black Out / Universal), ultimato come i precedenti all’Esagono di Rubiera (RE) con il nuovo marchio Universal che si sostituisce al vecchio Polygram: nelle sue canzoni convivono i suoni del folk irlandese degli esordi e la nuova ricerca espressiva più “contaminata”. FUORI CAMPO viene pubblicato anche in Giappone, per la locale consociata Universal. Nello stesso anno la Giunti dà alle stampe la prima vera biografia dei Ramblers, Combat Folk: l’Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, scritta da Paolo Ferrari e Paolo Verri. Dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dai campi Saharawi nel deserto con esibizioni solidali, dalla Bolivia al Sudafrica all’interno d’importanti festival, i Modena City Ramblers macinano km e impegni, proponendosi come fenomeno non solo italiano.
Dopo un’importante tournée “resistente” realizzata assieme ai Gang col nome di “Gang City Ramblers” gli MCR registrano il nuovo disco a Napoli, affidandosi ad un produttore esterno: Enzo “Soulfingers” Rizzo, scelto per i  lavori fatti tra gli altri, coi Mano Negra e Les Negresses Vertes. RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout / Universal; nelle sue tracce il punk, l’elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani, latini e balcanici s’inseriscono sull’originaria base folk / popolare in maniera personale e innovativa.
Nello stesso anno il gruppo inaugura una propria etichetta di produzione discografica: la Modena City Records. Il primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel Febbraio del 2002 è PAZIENZA SANTA dei “Paulem”, folk band dell’Appennino modenese. La tournée di RADIO REBELDE dura un anno e mezzo senza confini per gli MCR: nei primi mesi del 2003 sono ospiti della comunità zapatista del Chiapas e suonano per gli indios del vicino Guatemala. Nel Giugno 2003, viene pubblicato il mini-cd MODENA CITY REMIX (Black Out / Mercury), un progetto per i dancefloor  con remix di artisti e dj particolarmente apprezzati per il loro stile dai Ramblers: tra gli altri i britannici Transglobal Underground e  i Feel Good Productions. In esclusiva per la campagna di solidarietà internazionale “Acqua per la Pace” lanciata da Coop, nel Dicembre 2003 la Coop pubblica il mini-cd GOCCE, i cui interi proventi vanno a finanziare la costruzione di un pozzo in Palestina. Il nuovo album ¡VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE! arriva nei negozi nel Gennaio 2004,  prodotto da Max Casacci dei Subsonica, sempre per la Blackout-Mercury/Universal. Diventerà disco d’oro, superando le cinquantamila copie vendute, mentre la canzone “Ebano” vincerà il prestigioso premio “Amnesty – Voci per la libertà”, come esempio di brano impegnato nell’ambito delle tematiche dei diritti umani. Sempre nel 2004 arriva nei negozi il primo DVD ufficiale della band, CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia in Movimento (Universal/ Black Out).
Nell’Aprile 2005 vede la luce APPUNTI PARTIGIANI (Mescal/ MCRecords), in coincidenza con il sessantesimo anniversario della Liberazione. La produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, vede la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Guccini, Moni Ovadia, Piero Pelù, Goran Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band nonché il britannico Billy Bragg, tutti a interpretare brani legati al tema della Resistenza. Il cd è il primo a essere pubblicato dalla Mescal, fino a questo momento Management e Booking Agency del gruppo, seppure con distribuzione Universal. Come già i precedenti due cd, l’album arriva nella Top Ten italiana di vendite discografiche, diventa disco d’oro e si accompagna a un ennesimo fortunato tour che porta la band in giro per l’Italia.
Alla fine del 2005, arriva l’abbandono del cantante Stefano “Cisco” Bellotti: dopo 14 anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per altri abbandoni (Alberto Morselli, cantante assieme a Cisco nel primo album, Marco Michelini, violinista nei primi due dischi della band prima dell’ingresso di Francesco “Fry” Moneti, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, chitarra e fisarmonica fino a FUORI CAMPO), è figlia soprattutto di esigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori.
I nuovi elementi – che colmano il vuoto vocale - provengono dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: Davide “Dudu” Morandi, cantante dei conterranei “Mocogno Rovers” (compare anche nella copertina di GRANDE FAMIGLIA) e, prima presenza femminile stabile nel gruppo, la cantante e attrice Betty Vezzani. Per la produzione artistica del nuovo disco la band chiama il noto produttore inglese Peter Walsh, già collaboratore, tra gli altri, di Simple Minds e Peter Gabriel. Tra gli ospiti di rilievo che partecipano alle registrazioni la brass band macedone Original Kocani Orkestar e il celebre musicista irlandese Terry Woods, membro dei Pogues e tra i principali esponenti del folk irlandese dagli anni ‘70 ad oggi. DOPO IL LUNGO INVERNO (Mescal/MCRecords) esce nel Novembre 2006 ed entra immediatamente in classifica all’undicesimo posto.
Dopo un tour di 100 tappe e oltre duecentomila presenze, il 6 Ottobre giunge la tragica notizia della scomparsa, in seguito ad un incidente stradale, di Luca “Gabibbo” Giacometti, mandolinista e bouzoukista nella band dal 2002.  I Ramblers e Cisco lo piangono assieme a migliaia di fans giunti da tutta Italia a Correggio (RE), dove “Gaby” aveva vissuto i suoi anni emiliani.
Col nuovo anno è pronto il disco “internazionale” su cui i Ramblers avevano nei due anni precedenti lavorato assieme a Terry Woods: BELLA CIAO (Italian Combat Folk For The Masses), pubblicato nel Gennaio 2008 dalla MESCAL/MCRecords in Italia, Germania, Olanda e Svizzera.  Il disco contiene alcune delle canzoni più significative dello stile e del percorso musicale dei Ramblers “rilette” con l’aiuto di Terry Woods, nonché alcuni inediti tradizionali incisi per l’occasione. Nel Novembre 2008, Massimo “Ice” Ghiacci, storico bassista della band, pubblica per la Mescal/MCRecords il suo cd d’esordio solista, COME UN MANTRA LUMINOSO, registrato l’anno precedente durante i mesi di pausa del tour. L’album si caratterizza per essere il primo disco “parallelo” al percorso della band licenziato da un membro che rimane a pieno titolo nella formazione.
Nello stesso periodo gli MCR rientrano tra le mura amiche dello studio di registrazione Esagono. La produzione torna a essere curata direttamente dai Ramblers, che scrivono e arrangiano tutte le dodici canzoni del disco, molte delle quali legate al concetto di libertà, in tutte le sue diverse declinazioni personali e sociali. ONDA LIBERA (Mescal/MCRecords) è l’undicesimo album nei sedici anni di attività discografica della band e vede la luce nell’Aprile 2009; al disco partecipa anche il nuovo fisarmonicista e tastierista Leonardo Sgavetti.
A un mese dalla pubblicazione del disco, i Ramblers e LIBERA - l’associazione di cooperative creata da Don Luigi Ciotti - portano in giro per l’Italia “Onda Libera in Libera Terra”, un tour particolare che vede la band, assieme ad una serie di numerosi ospiti (fra i quali Dario Fo e Marco Paolini), esibirsi presso i beni confiscati alle mafie sui quali operano le cooperative di LIBERA. Da questa bellissima e originale esperienza, Libera in collaborazione col gruppo Abele, realizza un Dvd, edito da Giunti, dal titolo “ONDA LIBERA”, che ben documenta i giorni della carovana. Dopo un’intensa estate di concerti, giunge la notizia dell’abbandono della band da parte di Kaba Cavazzuti  (già primo produttore e poi musicista nel gruppo) e Betty Vezzani. Per entrambi la decisione è dettata da scelte di vita strettamente personali.
Nel mese di Novembre, prende il via il tour dei 15 anni da “RIPORTANDO TUTTO A CASA“, che vede l’ingresso del chitarrista Luca Serio Bertolini, cantautore e tecnico al seguito della band ormai da tempo, nonché l’ennesimo “ritorno” del fondatore, Luciano Gaetani. Terminata la lunga serie di concerti, nell’autunno 2010 il gruppo si concentra nella realizzazione di uno spettacolo teatrale, “SALA D’ASPETTO – Storie e musiche di viaggiatori di terza classe”, prodotto assieme all’attore Bruno Cappagli e alla compagnia bolognese La Baracca. Lo spettacolo ripercorre gli ultimi sessant’anni di storia del nostro Paese, attraverso le musiche dei MCR.
Con gli ultimi mesi dell’anno la band si chiude tra le consuete mura dello studio Esagono di Rubiera (RE) per la registrazione del nuovo disco. 
SUL TETTO DEL MONDO viene pubblicato da MESCAL/MCRecords nel Marzo 2011 ed è il dodicesimo capitolo della vicenda artistica della band, nata esattamente vent’anni prima. Tredici sono le canzoni del cd; tutte scritte, arrangiate e prodotte dai MCR stessi. Tra i pochi amici musicisti ospiti nelle canzoni, spicca il nome di Tony Esposito, storico percussionista napoletano. In concomitanza con l’uscita del disco parte anche il nuovo tour, che si svilupperà nel corso dell’anno con oltre 80 date, tra le quali la partecipazione al tradizionale concerto del Primo Maggio di piazza San Giovanni a Roma e l’Italia Wave Love Festival di Lecce, dove gli MCR fanno saltare e ballare uno stadio intero; la sua conclusione avviene l’ultimo  giorno dell’anno in Piazza del Duomo a Modena, gremita all’inverosimile.
La band non si concede riposo e già nel Marzo 2012, dopo averci lavorato a lungo come progettazione e scrittura, pubblica un doppio CD a nome BATTAGLIONE ALLEATO (MESCAL/MCRecords distribuito Universal): uno speciale progetto curato dai MCR che firmano anche buona parte delle 26 canzoni presenti, sia come MCR che come gruppi di lavoro aperti a collaborazioni esterne. I dischi celebrano la memoria di un episodio particolare della Lotta di Liberazione avvenuto in terra reggiana nel marzo del ‘45: l’assalto al comando nazista della Linea Gotica occidentale, a opera di cento valorosi combattenti di una forza alleata appunto chiamata “Battaglione Alleato”,  nella quale militarono, al fianco dei partigiani, paracadutisti britannici, soldati russi e disertori tedeschi. Dopo APPUNTI PARTIGIANI (2005) e la partecipazione a MATERIALE RESISTENTE (1995), questa pubblicazione rappresenta per gli MCR un ulteriore capitolo di un lavoro musicale sulla Memoria Storica che non cessa di essere preminente esigenza artistica e culturale. Nello stesso mese di Marzo, la band riparte coi concerti dal vivo, la prima tranche dei quali, denominata “Battaglione Alleato Tour”, li vede esibirsi in una speciale scaletta in gran parte composta da canzoni legate alla memoria della Resistenza e della Liberazione, per poi trasformarsi sul palco in buskers, i musicisti da strada, e macinare KM tra Italia ed Europa con il Modena City Buskers Tour, tra un’ospitata all’Infedele di Gad Lerner su LA7 e una partecipazione solidale al Concerto per L’Emilia, che con la diretta su Rai Uno dallo Stadio Dall’Ara di Bologna, ha raccolto fondi per i conterranei della band colpiti dal “sisma infinito”.
 
A tour concluso, Luciano Gaetani, dopo tre anni in pianta stabile nella band, ritorna alla sua occupazione principale di psicologo mentre i sette Ramblers si concentrano nel lavoro d’arrangiamento e registrazione di un nuovo progetto discografico, impegnandosi per gli ultimi mesi dell’anno nello studio del chitarrista Luca Serio Bertolini e, dopo tanti anni di Esagono (lo storico studio di registrazione di Rubiera, chiuso nel 2011) nel Vox Recording Studio di Reggio Emilia.
 
Dal 5 Febbraio 2013 NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE (MESCAL/MCRecords - distribuito Universal), doppio CD a prezzo speciale,  tredicesimo  disco e lavoro dalla duplice anima, “combat” e poetica,  incentrato su storie d’Italia di ieri e di oggi. Contestualmente alla sua uscita i Ramblers ripartono con i concerti, in lungo e in largo per i club e le piazze della penisola.
 
I MODENA CITY RAMBLERS sono:
 
Davide “Dudu”Morandi: voce
Luca Serio Bertolini: chitarra acustica ed elettrica e cori
Franco D'Aniello: tin whistle, flauto, sax, tromba e cori
Massimo “Ice” Ghiacci: basso e cori
Roberto Zeno: batteria, percussioni e cori
Francesco “Fry”Moneti: violino, mandolino, chitarra elettrica e plettri vari
Leonardo Sgavetti: fisarmonica e tastiere
 

www.ramblers.it

www.facebook.com/pages/Modena-City-Ramblers/72562536188

 
Ufficio Stampa & Promozione per Mescal: Manuela Longhi
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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