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2013
13
Mar

Intervista con i Verlaine

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I Verlaine (orchestrina scalcinata ad assetto variabile) nascono nel 2000. Hanno inciso decine di ballad da rimorchio alcolico perlopiù inedite, hanno vinto e molto spesso pareggiato moltissimi concorsi ed aperto i concerti di Benvegnù, Raina, Perturbazione, Marco Parente etc. etc. I Verlaine hanno partecipato alla colonna sonora di A/R di Marco Ponti, fondato festival indipendenti (tra cui l'eroico Revolver). Secondo gli addetti ai lavori i 5 Verlaine suonano: “Indie-rock in italiano che assapora la malinconia ma sorride con l'ironia, concedendosi raggi di delicato e intelligente pop”.
I Verlaine hanno pubblicato nel 2010 il disco d’esordio “Rivoluzioni a pochissimi passi dal centro” prodotto da Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele dei Perturbazione con la straordinaria partecipazione di Lalli, Tommaso Cerasuolo ed Enrico Allavena dei Bluebeaters.
 
I Verlaine hanno inventato il genere degli anni Dieci… l’outside jazz. Il cuore della musica consiste praticamente nell’ereditare dai grandi jazzisti gli aspetti maggiormente interessanti (vizi, rapporti morbosi, vite bruciate, attrazione per donne più o meno pericolose).
Incompresi ed osteggiati dai critici jazz per la scarsa attitudine tecnica e l’eccessiva malinconica ironia delle composizioni, si stanno inaspettatamente affermando in tutta la penisola come la next big thing del pop underground italiano.
“…e ti proteggerò dal jazz” sorpassa da destra il neocantautorato mansueto per consegnarci undici storie crude….in sintesi i My latest novel in tackle proibito su Lucio Battisti dopo troppi Negroni.
 
Bio tratta da
 
 
 
INFO: titolo:.....e ti proteggerò dal jazz
Prodotto, registrato e mixato da gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele (Perturbazione) nell'estate 2012 
Masterizzato a Officina Sonora (TO)

 
VERLAINE:
Andrea: viola, tastiere, cori
Cito: Chitarre elettriche e acustiche, piano, tastiere
Chiodo: batteria, loop station
Dani: voce, testi, chitarre elettriche, rumori
Giorgio: Chitarre elettriche e acustiche, ukulele
Mauri: basso e cori

 
TRACKLIST:
1.            Piccoli trascurabili errori
2.            Respirare
3.            Ifiatinonsonosuonatidaenricogabrielli
4.            Garrincha
5.            Chetamina e beaujolais (pugile pt. 2)
6.            Passare l'inverno
7.            2007
8.            Daria
9.            Branduardi in Iran
10.         Gli anni in tasca
11.         Saluggia
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Verlaine. Viene immediato chiedere le ragioni del titolo “ E ti proteggerò dal jazz”…
 
Verlaine
Deriva da uno scambio di battute che riassume un po’ il disco, che ti riporto fedelmente:
Lei, con un sorriso così largo da apparire quasi spietato: “grazie… sembri determinato. Qual è il tuo piano?”
Lui: “Riparerò il tetto, ti terrò lontana dagli uomini con le agende di pelle e i diplomi di gestione del tempo, da chi è troppo occupato a tenere i piedi all’asciutto e sputa controvento. Ci attrezzeremo per affrontare i venti freddi in una preghiera di ininterrotta sincerità, impareremo a tollerare una certa dose di ottimismo. Ti ricoprirò di complimenti davanti a un mare che non è mai stato più blu di così… e ti proteggerò dal jazz”
 
Davide
L’album è pronto: quando uscirà e per quale etichetta?
 
Verlaine
L’album uscirà il 5 marzo. L’etichetta scelta è la Dead end Street. Piccola, dinamica e artigianale. Gli altri artisti della label sono i farmer sea e starving pets.
 
Davide
Come “Rivoluzioni a pochi passi dal centro”, il disco è stato prodotto da Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele dei Perturbazione? Di quali collaborazioni vi siete avvalsi in questa occasione?
 
Verlaine
I produttori sono rimasti gli stessi ma hanno suonato con noi Ilaria D'angelis degli A toys orchestra ai cori, Niccolò Bosio alla fisarmonica, Enrico Allavena al trombone e lo stesso Gigi che ha fatto un paio di tastierine metà catchy, metà colpogrosso.
 
Davide
Perché avete scelto di chiamarvi “Verlaine”?
 
Verlaine
Abbiamo estratto a sorte anni fa tra una rosa di nomi ed è uscito quello…non immaginavamo all’epoca che avrebbe generato un problema di visibilità per la fama di  gloriosi omonimi (Paul e Tom su tutti). Ormai ci siamo affezionati.
 
Davide
Il simbolismo di Paul Verlaine e degli altri poeti simbolisti a lui contemporanei nasceva da una crisi della ragione e da una profonda sfiducia nella possibilità di descrivere razionalmente la vita e l'uomo. Quale filo rosso o visione di fondo della vita e dell’uomo vi guida nella scrittura dei testi?
 
Verlaine
I testi per la prima volta non sono tutti in prima persona ma raccontano anche storie altre in maniera quasi-cantautorale. In generale i temi cardine sono legati ad una certa difficoltà nella comunicazione sia a livello di approccio che di immaginario.
 
Davide
La verità è che nulla amo di Torino: non il suo ordine, non la sua mediocre civiltà piena di sussiego. Odio i suoi impiegatucci, i suoi militari, i suoi uomini politici. Così ha scritto di Torino la scrittrice Anna Banti, autrice di “Noi credevamo”. Cosa amate e cosa altresì odiate di Torino?
 
Verlaine
Siccome anche nel rock vigono chiare regole di lottizzazione territoriale: i Subsonica sono i padroni dei murazzi (Capossela è in subaffitto), i nuovi cantautori torinesi sorvegliano San Salvario. Ai Verlaine è rimasto il quadrilatero, ci va bene così perchè sembra un pochino Parigi ed i prezzi dei bar si stanno abbassando.
 
Davide
 “Garrincha” l’ho subito immaginata come storia per un videoclip. State già pensando di fare qualche video?
 
Verlaine
In questi giorni è in montaggio il video del primo singolo “Respirare” con regia di Andrea “il genio” Spinelli. Ne faremo sicuramente anche un secondo, può darsi che sarà Garrincha…stiamo cercando l’attore con le gambe diseguali nei campetti di periferia in partite scapoli-ammogliati.
 
Davide
Garcia Marquez diceva: “Più la scrittura è trasparente e più la poesia è visibile”. Quando una composizione e un arrangiamento vi soddisfano?
 
Verlaine
Ti parlo per me ben sapendo che per gli altri membri della band è sicuramente diverso. Il mio sforzo principale consiste nel realizzare la composizione scheletro: melodia, costruzione armonica e testuale. La canzone mi soddisfa quando riesco a non essere troppo verboso e quando il ritornello è da “sotto la doccia”. Chiusa questa fase io mi fido del gusto dei Verlaine e faccio un passo indietro, lavorando quasi solo da moderatore democristiano o franco tiratore. A volte prima a volte con più lentezza gli arrangiamenti si sistemano grazie a lunghe sessioni abbastanza conflittuali (almeno nelle prime ore..)
 
Davide
Tra i vostri dischi migliori di sempre?
 
Verlaine
Sparklehorse: goodmorningspider
Spain: Blue mode of spain
Elliott Smith: Either/or
Mojave3: Excuses for travellers
Lucio Battisti: Anima latina
Marlene Kuntz: Il vile
Notwist: Neon golden
Piero Ciampi: Andare, camminare, lavorare
Beatles: Revolver
Arab Strap: Philophobia
 
Davide
Uto Ughi ha detto che la musica può sicuramente aiutare un risveglio delle coscienze, perché un paese che scade moralmente inevitabilmente scade anche culturalmente (o viceversa). Cosa pensate a proposito di una funzione educativa della musica nella società, specialmente quella attuale in Italia?
 
Verlaine
La domanda è interessante e difficile. Penso che in assoluto la musica italiana di qualità possa ed abbia la forza di incrinare il torpore. Che essa si declini attraverso modalità di contestazione più fisica ed emotiva (tipo teatro degli orrori) o attraverso un pop intelligente fintamente scanzonato (tipo Nobraino o Carpacho) non importa. Si parla in ogni caso alle minoranze e questo è un dato di fatto oggettivo e inconfutabile. Però ogni tanto qualcosa si incrina e si spezza e qualche canzone con la C maiuscola diventa una hit per davvero (quelli che benpensano di Frankie hi.nrg, Charlie fa surf dei Baustelle, Centro di gravità permanente di Battiato) e tutto sembra meraviglioso e potenzialmente funzionale. Poi tutto svanisce e tornano i Modà.
 
Davide
Programmi vari per il 2013?
 
Verlaine
Fare tanti concerti in tutta Italia, portando in giro queste canzoni con grazia, sorriso e come sempre qualche birretta di pulizia… 
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Verlaine
Grazie a te
 

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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