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2012
11
Dic

Intervista con Gianni Resta

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“DISCOROCKSUPERSEXYPOWERFUNKY”
 
 
Da venerdì 16 novembre il singolo in radio
Dal 20 novembre l’album nei negozi e su iTunes distribuzione Venus

“Discorocksupersexypowerfunky” è una definizione che mi torna parecchio utile, soprattutto quando mi chiedono: “Che genere fai?”
“Discorocksupersexypowerfunky”, rispondo. Dentro ci trovi la mia passione per il funk, il soul, la black music. È la musica che ascoltavo da bambino e che ascolto ancora oggi. Mi sono ispirato ai miei miti, naturalmente: Stevie Wonder, Kool and the Gang, James Brown, Ohio Players, George Clinton, Lionel Richie, i Bee Gees, Jamiroquai, i N.e.r.d… per ri-aprire, a modo mio, la porta di questa musica, che oggi in Italia sembra chiusa... Forse anche perché dopo mostri sacri come Pino Daniele o il primo Zucchero, oggi la scena black italiana appare orfana di esponenti di rilievo che la spalanchino nuovamente, magari con una ventata di aria nuova... Ecco, spero che “Discorocksupersexypowerfunky” possa essere un primo passepartout: un nuovo inizio, mi auguro.

DUE NOTE SULL'ALBUM, LE CANZONI E LA LORO PRODUZIONE:
 
Questo è il mio primo vero progetto, pensato e curato dal principio alla fine, e non una semplice raccolta di canzoni come era successo per l’album che ho inciso nel 2004. Fin dalla copertina ho cercato di esprimere il senso dell’intera idea: ho la pelle nera ed è ormai inutile spiegare il perché, ma la cosa più interessante forse è che non porto vestiti, mi metto a nudo come faccio nei miei testi che senza giri di parole ti raccontano sempre qualcosa, ti lasciano comunque sempre un bigliettino nella giacca. Semplici, diretti, come sono io… e la prova ce l’hai sotto gli occhi, vedi? Ti dò del “tu”…. e non è mica un caso

1 _ Discorocksupersexypowerfunky
Bhe è il mio stile, se proprio vuoi darmi un’etichetta.. Altrimenti se preferisci barra la crocetta su “black music”. Questo brano è un po’ la mia Prisencolinensinainciusol per vari motivi e inoltre cita Franco Battiato quando nel ritornello nomino il finto rock… (come certamente ricorderai, il maestro cantava “Non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese...”)

2 _ Autommobele
“ …Anche le tipe da invasate strillano per salire, ma purtroppo tutto questo a niente mi può servire.” Ognuno di noi ha il suo status symbol da coccolare o esibire; può essere una macchina, uno smartphone non fa differenza, sfioriamo uno schermo, ingraniamo la marcia e ci capita di pensare d’avere tutto o di poterlo avere a breve, comodamente. D'altronde i nostri amici e quelli che ci circondano non solo ce lo lasciano pensare, ma anzi, ci incoraggiano a credere sempre di più in questo meccanismo! L’illusione però dura soltanto finchè un faro illumina il paesaggio. Solamente a quel punto, scopriamo che quel che c’è rimasto accanto è solo un’autommobele… appunto.
 
3 _ Dancing like a fool
“Dancing like a fool, balli e ti diverti come uno scemo. Dancing like a fool, il mondo va a puttane e tu sei sereno”.

4 _ Occhio ai movimenti
“ - Eccoci, che si fa? Partiamo? Vorresti.. Però chi lo sa se lasciare agli altri il paese è la soluzione”.

5 _ La donna scimmia
Il testo è liberamente ispirato dall’omonima opera di Marco Ferreri, “La donna scimmia”, lungometraggio del 1964 con Ugo Tognazzi e Annie Girardot.

6 _ Vuoi venire a letto con me, stasera?
“Vuoi venire a letto con me, stasera? Adesso guardo un po’ tra gli impegni che ho..”
È tutta solo una questione di organizzazione...

7 _ Holostress
Una canzone in cui, credo, si ritroveranno in molti.

8 _ John Stay in undici mosse - intermezzo musicale (John Stay è Gianni Resta...)

9 _ Un luogo comune
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno ma questa casa, non è un albergo.”

L’album è masterizzato a Los Angeles da Brian "Big Bass" Gardner (che ha masterizzato i lavori di Michael Jackson, George Clinton, Donna Summer, Santana, Tina Turner, Beck, Outkast, Christina Aguilera, Patty Labelle, Nelly Furtado e un’infinità d’altri...) per ricreare una “coerenza” di suono con le produzioni di black music a cui mi ispiro.
In “Discorocksupersexypowerfunky” hanno suonato, tra gli altri:
Don Joe dei Club Dogo - firma il remix della traccia 3, un bonus inserito nell'album su iTunes
Gianluca De Rubertis (Il Genio) - pianoforte e hammond, tracce 1, 4, 5 e 6
Federico Dragogna - chitarra acustica nella traccia 4 - e Davide Autelitano (Ministri) - coro nella traccia 7
Doriana Bellani (Orchestra di Sanremo, sul palco con gli U2 per il concerto a San Siro nel 2007) - violino, tracce 1, 3 e 4
Enrico “Reepo” Beretta (Octopus, Rezophonic) - chitarre in tutti i brani
Raffaele Kohler (collaboratore di Banda Osiris e Vinicio Capossela) - fiati, tracce 1, 2, 4, 5, 6 e 8
Il Coro Polifonico dei Bambini dell’Istituto Buon Pastore di Milano - coro, tracce 5 e 8

Inoltre ho voluto regalare qualcosa in più a chi deciderà di comprare il mio disco… Per esempio comprando l'album fisico, cioè in negozio, si avrà in omaggio una suoneria per il cellulare che otterrà tramite link segnalato tra le pagine del booklet, mentre invece chi si scaricherà l'intero album su iTunes troverà in omaggio il remix di Dancing Like a Fool creato appositamente da Don Joe dei Club Dogo.
 
Il video di “Discorocksupersexypowerfunky” è diretto da Claudio Cecconi con la sceneggiatura di Gianni Resta e lo stesso Claudio. Si ispira agli action movie (che guarda caso hanno sempre avuto colonne sonore molto black, soul...) e potremmo definirlo a tutti gli effetti il primo “Action Clip” italiano.
La protagonista femminile è Martina Panagia (un passato da vj di All Music, un presente da conduttrice di “X-Style” su Canale 5, e ha recitato al fianco di George Clooney nello spot Nespresso).
Per realizzare le scene d’azione Gianni Resta si è allenato per 6 mesi sotto la direzione di Garcia Amadori, atleta pluripremiato, coach e grande esponente di discipline di lotta moderna come la Mma e Vale Tudo.
Per la sua realizzazione è stata utilizzata la tecnologia dei droni e degli elicotteri radiocomandati per le riprese aeree

BIOGRAFIA

Gianni Resta è il mio nome, nasco per caso a Milano, compongo canzoni e invento parole.
Il mio stile compositivo affonda le radici nella black music, i testi che scrivo sono ironici, pungenti e attuali.
Dopo la vittoria di Rock Targato Italia nel ’97, dal ‘97 al 2001 affronto un’intensa attività live aprendo i concerti di Tiromancino, Bluvertigo, Bandabardò e molti altri, e nell’Ottobre 2001 approdo sul palco de "La casa 139" a Milano col progetto Caravanserraglio, movimento fulcro della nuova scena cantautorale del capoluogo lombardo che nell'arco di cinque anni s'impone come una realtà artistica di grande interesse per le nottate milanesi. In questa specie di palestra mi faccio i muscoli, fino ad arrivare ad aprire il concerto di Eugenio Finardi al Palamazda di Milano nel Luglio 2002.
Del 2004 è il mio primo album "Vinco e Torno" (V2, Sony Music) che contiene "La visione del gioco di quelli del bar" che, durante gli europei di calcio, diverrà la sigla di "Bar Sport" su Radiopopolare) e "Non è Domenica" il cui video, premiato al M.E.I., vede la partecipazione del noto attore comico, Natalino Balasso.
Come autore, firmo le liriche e le melodie dell'album di debutto, omonimo, dei Lombroso e dei due loro album successivi.
Nel 2010 la Bonelli Editore (Dylan Dog, Tex, Zagor...) pubblica una mia canzone nel n.9 della collana “Caravan” di Michele Benevento.
Ma il 2012 è l’anno del mio vero “debutto”.
È l’anno di “Discorocksupersexypowerfunky”!
 
 
 
Ufficio Stampa
 
 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Gianni… allora, che genere fai? Scherzi a parte, quando e perché ti sei innamorato della black music?
 
Gianni
Ciao Davide, in casa mia quand’ero piccolo giravano molti vinili degli anni ’70, a me piaceva soprattutto la musica dei neri come Stevie Wonder, Alvin Cash e quella dei bianchi che cantavano come i neri, tipo Joe Cocker. I miei genitori prima di portarmi a letto mi addormentavano ogni sera con la sua cover di With a little help from my friends. Credo che questa cosa abbia influito parecchio.
 
Davide
Hai detto che, dopo Pino Daniele o il primo Zucchero, oggi la scena black italiana appare orfana di esponenti di rilievo. Perché, secondo te?
 
Gianni
Io credo che sia Daniele che Zucchero abbiano dato in modi totalmente differenti un connotato al blues, al funky e al soul che prima, in Italia, non esisteva. Al giorno d’oggi trovare la chiave giusta per poter aggiungere qualcosa di nuovo e fruibile per il nostro pubblico è molto difficile e in più il momento storico che stiamo attraversando pone l’arte e la musica all’ultimo posto quindi gli artisti fanno tutti decisamente molta più fatica ad emergere adesso di quanta ne potessero fare allora. Per dire, non credo che nei talent show troveremo mai un nuovo Tenco ammesso che esista perché non è più questa la funzione dei format televisivi moderni e se le poche major discografiche rimaste sono schiave di questi meccanismi, se non hanno voce in capitolo per suggerire delle alternative valide vuol dire probabilmente che qualcosa non girava per il verso giusto già da prima della crisi. Hanno perso progressivamente il loro potere e hanno dato la colpa di tutto a internet, ma non è così. Il problema è che non erano pronti all’evoluzione e infatti hanno fatto la stessa fine dei dinosauri con l’era glaciale.
 
Davide
La donna scimmia mi ha ricordato… La pelle nera (conosciuta anche come Vorrei la pelle nera), una canzone di successo del 1967 di Nino Ferrer… Perché ti sei tinto  di nero la pelle per la copertina del tuo disco?
 
Gianni
Nino Ferrer è stato un altro mito che fin da bambino mi ha molto colpito per la sua voce e il suo modo istrionico e sincero di stare in scena, mi è poi sempre piaciuto questo messaggio stupendo antiraziale che esprime il testo del suo brano ma non è stato lui a suggerirmi l’idea della copertina del disco, io volevo semplicemente una cover che si lasciasse guardare e che ti spiegasse subito tutto. La scelta di dipingermi di nero, pur nella sua semplicità, coglie entrambi gli obbiettivi mi pare.
Per quanto riguarda invece il brano, nel canto mi sono ispirato un po’ a Rocky Roberts e un po’ a Ferrer e mi fa piacere che tu l’abbia notato ma in realtà la canzone prende spunto innanzitutto dall’opera di un altro artista quasi suo omonimo, mi riferisco a Marco Ferreri che pochi anni prima, nel ’64, diresse uno dei suoi primissimi capolavori “La donna scimmia” appunto, con Tognazzi e la Girardot. 
 
Davide
In che senso il brano Discorocksupersexypowerfunky è un po’ la tua Prisencolinensinainciusol?
 
Gianni
Discorocksupersexypowerfunky così come Prisencolinensinainciusol rappresenta per me il tentativo di evitare le definizioni sempliciotte, le convenzioni e le etichette che spesso vengono facilmente elargite in questo paese ma i punti in comune finiscono qui, perché nel caso di Prinsen stiamo parlando di una vera opera d’arte.
La domanda che mi hai posto però mi da l’occasione di raccontarti un aneddoto.
Mi trovavo in uno studio di registrazione a Milano era Giugno o Luglio di quattro anni fa forse, passeggiavo per il corridoio e a un certo punto da una porta sbuca Adriano Celentano. Lo guardo bene: sì, era lui. Finimmo per parlare una mezz’oretta in una zona all’aperto, una veranda. Parlavamo con il tono di voce che si usa di solito durante una conversazione ma in quel momento mi ero del tutto scordato che anche a basso volume la voce di Adriano, non è una voce qualsiasi.. ed infatti è successa una cosa fuori dal comune.
La gente sentendo Adriano parlare cominciò a uscire dalle case circostanti, in un attimo i palazzi si erano animati di persone che lo chiamavano, che lo applaudivano sorridenti e a un certo punto da un terrazzo sopra di noi uno gli fa:
“Adriano! Ho visto il tuo concerto all’arena di Milano nel ‘62 hai fatto 2 pezzi e te ne sei andato! Grandissimo!!!”. …Bhe questa è magia, no?
 
Davide
Dopo quasi vent’anni di significative esperienze, perché consideri questo il tuo primo vero debutto?
 
Gianni
Prima di questo album ne ho inciso un altro a cui sono tutt’ora molto affezionato, l’avevo scritto però una decina d’anni fa. All’epoca per esempio non avevo ancora capito che un disco non deve essere soltanto una raccolta di canzoni.
Mi rappresentava certo e molto anche! Ma adesso, dopo 10 lunghissimi anni di silenzio ritorno in studio, salgo nuovamente su un palco, rivedo un pubblico… Come ti sentiresti tu? A me sembra praticamente di vivere un debutto. In questo senso è come se fosse il primo.
 
Davide
L’album è masterizzato a Los Angeles da Brian "Big Bass" Gardner. Che differenza ha fatto il suo contributo?
 
Gianni
Sostanziale direi. Volevo cercare di avvicinarmi il più possibile alle sonorità a cui mi sono ispirato e ho chiesto a Brian, che ha masterizzato dischi di Michael Jackson, Donna Summer, George Clinton. Santana e moltissimi altri, di dare il suo tocco magico. In Italia ci sono bravissimi tecnici di masterizzazione ovviamente ma io ho cercato di fare una scelta di coerenza stilistica per questo nuovo inizio.
 
Davide
Veniamo al video di Discorocksupersexypowerfunky. Perché un “action clip”, o meglio, perché tu e Claudio Cecconi vi siete ispirati al genere “film d’azione”?
 
Gianni
Con Discorocksupersexypowerfunky sapevo già dal primo momento che avrei dovuto scrivere un video d’azione dato che tutti gli action/spy movie da 007 a Mission Impossibile, hanno sempre avuto colonne sonore molto black e sono perciò perfettamente coerenti con il genere musicale che propongo.
Prima di contattare il regista avevo già cominciato ad allenarmi per 2 mesi da solo e successivamente per altri 4 mesi con Garcia Amadori ( l’uomo che nel video ha la cicatrice ) che è un atleta pluripremiato e grande coach di discipline di lotta moderne. Poi è arrivato Claudio che a mio parere ha fatto un gran lavoro con la regia, insomma ci siamo tutti impegnati molto per realizzarlo e alla fine spero davvero che la gente lo apprezzi. 
 
Davide
Nel 2006 hai prodotto, scritto e diretto la tua prima opera teatrale dal titolo Viaggi galattici e cose dell'altro mondo, commedia comica, ispirata a Douglas Adams e al suo best seller Guida galattica per gli autostoppisti. Qual è la tua frase preferita da  questo geniale romanzo? Ci sono o ci saranno inoltre cd o, ancora meglio, dvd di questa tua opera teatrale?
 
Gianni
Non sono previsti né cd né dvd di quello spettacolo perchè fa tutto parte del periodo in cui sperimentavo e cercavo di imparare cose nuove, anche se la gavetta sembra non avere fine.
Di citazioni dal primo libro ne scelgo due, una è quella dei Vogon alieni burocrati e piuttosto noiosi che amavano ripetere come fosse un motto, la frase:
“Resistere è inutile”.
L’altra è la scritta che compare a grandi lettere sulla copertina della Guida Galattica:
“DON’T PANIC”.
 
Davide
Cosa succederà all’Italia e come ti immagini il 2013? Come stai vivendo questa lunga (e parrebbe quasi interminabile) crisi?
 
Gianni
In questo disco c’è una canzone che s’intitola Occhio ai movimenti, il testo dice:
“Vorresti partire, però chi lo sa se lasciare agli altri il paese è la soluzione”.
Ecco, cos’è meglio fare? Abbiamo ancora fiducia in questo paese oppure no?
Io ho il timore che tutto questo distacco, questa enorme differenza che c’è tra chi governa e chi è governato porti prima o poi come è già successo in passato all’esasperazione e la rabbia.
Se penso a questo ti dico che il peggio deve ancora venire ma se ci prepariamo al peggio, forse, potremo evitarlo.
 
Davide
Battiato assessore, ma non vuole essere chiamato assessore, alla cultura in Sicilia. Cosa ne pensi?
 
Gianni
Assessore o meno, contadino o astronauta quel che conta davvero in questo momento è essere utili. Nel ’72 lo stesso Battiato in Pollution domandava: “Ti sei mai chiesto quale funzione hai?” ecco, penso che sia questa la domanda che dobbiamo porci perché è ormai chiaro che la nazione è sul baratro e prima o poi a ognuno di noi toccherà decidere se salvarla, o se darle una spinta.
 
Davide
Ho letto del Bontempi con la ventola; pensa che è stato anche il mio primo strumento musicale da bambino.  Ma quando e come nasce la tua passione per la musica, come hai scoperto il tuo desiderio di farne a tua volta?
 
Gianni
Molti ragazzi e ragazze se sono timidi, si mettono a scrivere. Io ero molto timido. C’è chi riempie diari, chi butta giù poesie, io suonavo, scrivevo e inventavo storie sin da bambino. Avevo anche un amico immaginario se è per questo, insomma non mi facevo mancare nulla, stavo nel mio mondo perché probabilmente avevo già intuito che là fuori il mondo vero, avrebbe concesso meno di quel che prometteva.
 
Davide
Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso... [John Coltrane]. Qual è, a musicista, la cosa più importante per te?
 
Gianni
Io in realtà non mi sono mai visto come un musicista, ma molto più semplicemente come un ragazzo che quando si mette a scrivere o sale su un palco ha sempre vent’anni.
Cerco di trasmettere quell’energia lì, in modo sincero usando il linguaggio che si adopera nella vita di tutti i giorni perché credo che sia fondamentale parlare chiaro.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Gianni
Il prossimo album è già pronto, ha già un titolo ma sinceramente non so cosa succederà. Posso prevedere il futuro soltanto fino a 5 secondi più in là.
Sento infatti che l’intervista è finita. Ci ho preso?
Ringrazio allora te per le domande interessanti che mi hai posto e saluto tutti! Ciaooooo!!!!!!
 
Davide
Grazie a te e à suivre…
 
 
 
Note biografiche da Wikipedia
 
Gianni Resta (Milano, 7 febbraio 1974) è un cantautore italiano.
Inizio carriera
Inizia a suonare a 8 anni con il Bontempi a ventola regalatogli per il suo compleanno dai genitori.
A 16 anni decide di frequentare l'istituto di grafica pubblicitaria e contemporaneamente studia pianoforte, teoria, solfeggio, storia della musica, canto corale polifonico e canto solista presso i corsi regionali e privati fino a ottenere intorno ai 22 anni la qualifica di arrangiatore e direttore d'orchestra in studio rilasciata dal Fondo Sociale Europeo, presso il Cpm di Milano.
A 17 anni inizia ad esibirsi, insieme ad altri musicisti, nei locali di Milano proponendo brani di sua composizione. Nel 1993. fondato un nuovo gruppo (i Majora), si dedica ad un'intensa attività live, che passa per tutto il nord Italia tra rock club, centri sociali, manifestazioni a scopo benefico (LILA, Amnesty International), esibendosi come spalla a gruppi come Tiromancino, Bluvertigo, Bandabardò.
Nel 1997 vince il concorso nazionale per talenti emergenti "Rock Targato Italia", incidendo un brano per una raccolta della Polygram insieme ad artisti come Carmen Consoli, C.S.I., Afterhours.
Dal 2001 a oggi
Decide di proporre le sue canzoni esibendosi accompagnato dalla band in numerosi concerti e partecipa a vari laboratori teatrali e musicali, contribuendo attivamente al gruppo di lavoro degli artisti del Caravanserraglio, fulcro della nuova scena cantautorale milanese.
Nel luglio 2002 apre il concerto di Eugenio Finardi al Palamazda di Milano.
Nel 2003 registra il suo primo album dal titolo Vinco e Torno (prodotto da V2, distribuito da Sony Music ) che viene pubblicato nel gennaio 2004 e che sarà supportato da due videoclip, La visione del gioco di quelli del bar e Non è Domenica, al quale partecipa in un cameo l'attore comico Natalino Balasso e che verrà premiato al M.E.I..
Sempre nel 2004, con la collaborazione di altri tre artisti del Caravanserraglio, crea uno spettacolo-tributo in memoria di Beppe Viola che verrà rappresentato in teatri e circoli culturali. Inoltre, Gianni Resta firma le liriche e le melodie dell'album di debutto dei Lombroso (duo rock del violinista degli Afterhours, Dario Ciffo), pubblicato dalla Mescal.
Nel 2005 Vinco e torno, supera le iniziali previsioni di vendita e viene ristampato e distribuito dalla Edel su tutto il territorio nazionale. Nel 2006 Resta produce, scrive e dirige la sua prima opera teatrale dal titolo Viaggi galattici e cose dell'altro mondo, commedia comica, ispirata a Douglas Adams e al suo best seller Guida galattica per gli autostoppisti, rappresentata nei teatri del nord Italia. Sul palco recita affiancato dagli attori Angelo Ciccognani e Rafael Didoni e dal chitarrista Pietro Formis.
 

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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