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2012
29
Lug

Intervista con ‘O ROM

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BIOGRAFIA:  'o ROM
 
Gli 'o Rom nascono nel 2008 dall'incontro di tre musicisti napoletani con diverse esperienze nella world music e musicisti di strada rumeni di etnia rom. Nasce così un vero e proprio progetto di integrazione che prova ad attirare l’attenzione sul tema della discriminazione e dei pregiudizi nei confronti dei Rom attraverso la diffusione della loro cultura e tradizione musicale. Ne viene fuori una miscela di sonorità originale, dove alle suggestioni della musica balcanica e "zingara" si fondono i suoni e le melodie dell'Italia meridionale e del Mediterraneo in generale.
Lo stesso nome riassume questo mix, “o rom” in lingua romanes (o romanì) significa l’uomo “zingaro”, mentre l’uomo non rom viene chiamato “o gagò” (o “o gadjo”), ma anche in napoletano la lettera “o”, con l’aggiunta di un apostrofo, diventa un articolo, per cui ‘o rom si traduce lo zingaro (o il rom).
 
Gli 'o Rom sono:
 
Carmine D’Aniello: voce, chitarra e tamburi a cornice
Ha studiato tecnica vocale leggera e lirica col maestro Sabatino Raia, componente del gruppo PietrArsa e Mimmo Maglionico dal 2006 con i quali si è esibito in diversi contesti nazionali ed europei (Atene, Mosca, Zagabria… Premio Carosone, Festival di Piedigrotta, Negro Festival).  Vanta collaborazioni con Peppe Barra, M’Barka Ben Taleb, Patrizio Trampetti, Marcello Colasurdo, Mauro Di Domenico, Marzouk Meijiri, Triotarantae ed altri.
 
Carmine Guarracino: chitarre
Diplomato al conservatorio in chitarra classica e in musicoterapia all’ISFOM, chitarrista di formazione anche jazzistica con ventennale esperienza come di didatta e music coach, fonda negli anni ’90, con Adnan Hozic e Lello Di Fenza, i Balkanija e realizzando l'album omonino (1996, il Manifesto), disco che ha venduto migliaia di copie e segnato una tappa fondamentale per la musica etnica italiana, oltre ai dischi "Trasmigrazioni, voce di popoli migranti" (A.A.V.V. 1996, il Manifesto) e "Miracolo"(2004, il Manifesto); vanta collaborazioni con Daniele Sepe, Carlo Faiello, Gianluigi Di Franco, Alessandro Preziosi ed altri.
 
Ilie Pipica: violino
Nato a Rosori de Vede (Romania) impara a suonare il violino a 14 anni, suo padre era un mandolinista e suo nonno e suo zio violinisti. In Romania ha collaborato con artisti del calibro di Ilie Fondament, Leonard e Marian Ciuciu, Maria Ciobanu. In Italia vanta collaborazioni con Peppe Barra, Patrizio Trampetti, Paolo Del Vecchio, Massimo Ferrante e Lalla Esposito.
 
Ion Tiţa: fisarmonica
Noto nel suo paese col nome “Bobaru de la Buzau”, nato a Cindesti (Romania) praticamente con in braccio la fisarmonica, suo padre suonava il cembalo, ha suonato con Ionica Minune e nel film Ti lascio perché ti amo troppo con Alessandro Siani.
 
Amedeo Della Rocca: percussioni
Si avvicina molto presto alla musica grazie al padre batterista che lo sprona allo studio della batteria e del pianoforte. A 12 anni iniziano le prime esibizioni dal vivo, a 16 anni conosce Beniamino Esposito (orchestra italiana), grazie alla loro grande amicizia nasce una collaborazione musicale e di vita fondamentale per la sua crescita artistica. fondano insieme gli Stimoli Frivoli. Successivamente approfondisce la conoscenza della musica latina, in particolare la musica brasiliana suonando con Salvador Irmao, Bossa De Novo, Nada Mas, Maracatudo, A Casa De Nana.
 
Ilie Zbanghiu: contrabbasso
Nato a Bucarest, proviene da una famiglia di grandi musicisti, suo zio, Grigore Ciuciu,  è stato il più grande contrabbassista di Romania, suo nonno, Iane Ciuciu,  è stato il maestro del più grande cembalista del mondo Toni Iordache.
 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao “’O Rom”. Un disco tutto di musiche tradizionali Rom, di Romania, Bosnia, Russia e dalla Grecia Salentina. Perché questa scelta?
 
‘O Rom
La scelta dei brani è partita sicuramente dalle precedenti esperienze con i Balkanija di Carmine Guarracino, per i brani Balcanici e di tradizione Rom si è cercato di effettuare scelte basate sulle reciproche conoscenze. Alcuni brani tradizionali Rom, come “Kerta mange daje” e “Caje Sukarije”, il brano Rom-Russo “Solnuska” e il brano bosniaco “Nocias mi srce pati”, sono già presenti nella discografia dei Balkanija, mentre la scelta di inserire nel disco il brano tradizionale Salentino in Grico “Kali Nifta” è stata dettata dal fatto che tale brano rappresenta un ponte tra l’Italia meridionale, i Balcani e il Mediterraneo.
 
Davide
Dice Goran Bregović: “Gli zingari rielaborano ogni tipo di musica infischiandosene dei diritti d’autore”… A parte questo, quali sono i tratti più salienti di una musica rom? Cosa vi interessa e cosa vi emoziona della musica e della cultura dei Rom?
 
‘O Rom
Nella musica degli “Zingari” è possibile ascoltare influenze musicali provenienti da tutti i paesi toccati e raggiunti dal viaggio che tale popolo ha fatto negli ultimi mille anni, partendo dal nord dell’India, passando per Medio Oriente, Egitto, Turchia, Balcani, fino ad arrivare in Francia, Spagna e Italia. Loro non rielaborano ma fanno tesoro delle tradizioni musicali dei luoghi che raggiungono, in Italia spesso sono gli unici o quasi a tramandare canzoni popolari, come succede per le Tarantelle Calabresi (Santi Cosma e Damiano) e Tammurriate Campane. Ci sentiamo di consigliare a tal proposito un bellissimo film del regista rom-rumeno Tony Gatlif “Latcho Drom” (buon viaggio), che racconta del  viaggio della musica “Zingara”. Quanto a Bregovic e ai diritti d’autore, molti suoi brani sono scritti sulla falsa riga di brani tradizionali come, ad esempio, il famoso brano “Kalashnikov” che riprende il tema del brano “Ciocarlia”, contenuto nel nostro disco, che in alcuni paesi è conosciuto come “Sheva”.
 
Davide
In quali valori vi siete riconosciuti e quali vorreste trasmettere attraverso di essa?
 
‘O Rom
I valori in cui ci riconosciamo sono soprattutto quelli della solidarietà e dell’integrazione e crediamo che attraverso la musica possiamo trasmettere ciò che accomuna il popolo napoletano al popolo rom, libertà, voglia di vivere ed umorismo.
 
Davide
Tre italiani e tre rumeni: come si incontrano e si fondono la musica, la cultura  e l’esperienza degli uni e degli altri in questo lavoro, in questi arrangiamenti, tra musica di strada e di festa e musica in (o di) studio e ricerca?
 
‘O Rom
La differente mentalità nel fare musica ha influenzato già in partenza la realizzazione del disco. Da una parte la cultura di musicisti di strada per la parte rumena e dall’altra quella di estrazione didattica per la parte italiana. Inevitabilmente abbiamo dovuto creare una comunicazione costituita da ascolto, istinto, sensazioni e non solo di linguaggio musicale. Per questo il disco ha in parte preso forma strada facendo. Gli arrangiamenti sono stati curati da Carmine Guarracino e Carmine D’Aniello, mentre Carlo Licenziato ha curato e prodotto il disco sotto il profilo tecnico, con l’aiuto e l’esperienza di quest’ultimo abbiamo cercato di realizzare un disco che nel suono e nell’intenzione non si distacchi dalle performance live.
 
Davide
Perché questo disco è stato dedicato alla memoria di Adnan Hozic, il cantastorie della Bosnia morto di recente?
 
‘O Rom
Adnan Hozic è stato cantante, chitarrista e compositore dei Balkanjia, ma soprattutto un Artista con la A maiuscola. Promotore della musica Balcanica in Italia ancor prima di Bregovic negli anni ’90, da lui il gruppo trae ispirazione e raccoglie la sua esperienza. Quello che la parte napoletana del gruppo sa della musica balcanica e zingara, lo deve a lui.
 
Davide
Carmine D’Aniello canta in romanì o anche detto romanes?
 
‘O Rom
Romanì e Romanes sono praticamente sinonimi, è la lingua parlata da rom e sinti, Carmine D’Aniello ha curato la ricerca legata ai testi dei brani studiandone la pronuncia con l’aiuto di Andrea Stevic (abitante del campo Rom di Scampia), che si è occupato anche delle traduzioni in italiano per il disco.
 
Davide
Terre in Moto è una etichetta discografica che si occupa di musica di tradizione orale e di musica popolare d’autore, sposando per altro la causa del commercio equo e solidale. Come è nata questa cooperazione e quali sono i principi ispiratori che condividete con Terre in Moto?
 
‘O Rom
La partnership con Terre in Moto nasce grazie all’incontro con il manager Antonio Acocella, fondatore del Centro di Cultura Pololare e dell’associazione Loro di Napoli, il quale è un convinto sostenitore delle tradizioni popolari. Tra i nomi di artisti che hanno realizzato dischi per Terre in Moto si ricordano Triotarantae, Le Assurd, ‘E Zezi, Piccola Orchestra La Viola, Olga Balan e Rom Draculas, Intillimani e Quilapayun.
Insieme ad Antonio e Loro di Napoli nasce anche il progetto dell’Orchestra Rom Europea “BALVALA’CHE CIAVA’”, che ha come nucleo di partenza gli ‘O Rom, e che si esibirà l’8 Aprile 2013, giornata internazionale dei Rom, a Bruxelles.
 
Davide
Cosa sono e cosa si prefiggono il Centro di Cultura Popolare e l’associazione Loro di Napoli?
 
‘O Rom
Loro di Napoli è un associazione, fondata da Antonio Acocella, che si occupa di management, produzioni ed eventi. intorno a questo marchio si aggregano numerosi artisti. Tra le produzioni di Loro di Napoli c'è il Centro di Cultura Popolare con i suoi laboratori musicali, di danze popolari e teatro, nonchè produzioni discografiche e il festival di Arti popolari TERRE IN MOTO. Il CCP nasce a Napoli nel 2003 con un preciso intento: la salvaguardia, la rivalutazione e la promozione della cultura popolare del bacino del Mediterraneo.
 
Davide
Il popolo Rom è sempre stato soggetto a persecuzione, schiavitù, deportazione fino al tentativo di sterminio e genocidio sistematico perpetrato dal Nazismo, il Porrajmos, il Grande Divoramento. In Italia non dura a morire ancora oggi una consistente discriminazione razzista fatta anzitutto di pregiudizi e stereotipi, quando non siano i roghi negli accampamenti abusivi o i “raid” come l’ultimo scorso a dicembre a Torino. Quale desiderio o volontà di integrazione tra Rom e “Gagò” perseguite attraverso il vostro progetto musicale?
 
‘O Rom
Attraverso la nostra musica cerchiamo di avvicinare le persone alla cultura rom e sinti e dimostrare la sua ricchezza e la sua complessità espressiva. Noi stessi rappresentiamo l’integrazione tra Gagò (persone non Rom) e Rom, la band è infatti composta da 3 napoletani e 3 rumeni di etnia rom (4 nel disco). Riguardo agli episodi di razzismo scaturiti dai pregiudizi noi crediamo che ci sia una grossa responsabilità della politica nazionale!
 
Davide
De Andrè ha una volta affermato che il popolo Rom dovrebbe essere insignito del Nobel per la pace per il solo fatto di aver girato il mondo da più di 2000 anni senza armi. Ogni altra nazione intesa invece principalmente come luogo geografico ha comportato una storia ben diversa di conquista, guerre, morte, ingiustizie… Cosa  sono per voi minoranza e libertà?
 
‘O Rom
Libertà significa anche e soprattutto conservare con tenacia la propria identità nonostante un genocidio infinito ed una persecuzione, ancora in atto, che con il Parrajmos ha vissuto solo una delle sue fasi. La diffusa disinformazione non fa altro che alimentare ostilità e pregiudizi, ecco che gli errori di pochi diventano responsabilità di tutti, i Rom sono criminali perchè rubano mentre chi bombarda e ammazza civili compresi i bambini sta facendo una missione di “Pace”.
 
Davide
Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Macedonia, Romania, Serbia, Montenegro e Slovacchia si sono impegnati a risolvere i problemi di povertà ed emarginazione in cui molti Rom ancora si trovano. In Italia invece si continua a “ragionare” in termini di campi nomadi, i quali continuano a perpetuare isolamento e segregazione. Cosa ne pensate del decennio di integrazione dei Rom promossa nel 2005 per migliorare la qualità della vita e l'integrazione delle minoranze Rom e perché, secondo voi, in Italia si continua a marginalizzare, a rendere invisibile il problema di una integrazione vera e responsabile con la comunità Rom?
 
‘O Rom
Di recente ci siamo esibiti, insieme alla cantante rumena Olga  Balan, a Catania per l’apertura della Campagna “Dosta!” (“Basta” in lingua romanì), iniziativa promossa dal Consiglio d'Europa e coordinata e finanziata dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) del Ministero per le Pari Opportunità. È un’iniziativa di sensibilizzazione per combattere i pregiudizi e gli stereotipi nei confronti dei Rom e Sinti che si propone, fra l’altro, di monitorare quanto gli Italiani conoscano effettivamente della Popolazione Romanì in quanto sovente la cattiva informazione si trasforma in disinformazione, reiterando immagini e cliché stereotipati che certamente non favoriscono il dialogo, ma al contrario, pregiudizi e atteggiamenti di ostilità. Durante la conferenza stampa di presentazione della campagna Carmine D’Aniello ha dichiarato: «L’integrazione passa attraverso il diritto all’alloggio per tutti». I campi Rom fanno comodo alla mafia ed ai sui traffici di rifiuti pericolosi ed alla mala-politica per giustificare le proprie inadempienze!
 
Davide
La comunità Rom italiana più antica è proprio quella insediatasi anticamente nelle regioni del sud, dalla Campania alla Puglia, alla Calabria. Avete, durante le vostre ricerche musicali, scoperto delle similitudini o delle derivazioni – compenetrazioni  tra la musica tradizionale campana e quella Rom?
 
‘O Rom
Il punto in comune tra i due mondi è sicuramente la scala orientale (scala minore armonica e scala napoletana che hanno entrambe questa suggestione orientale). Le differenze sono nei ritmi anche se hanno come similitudine la densità di scansione. L’armonia è molto simile mentre il canto è differente nell’esecuzione degli abbellimenti e nel timbro.
 
Davide
Vacanze Romanes… Perché, oltre a una scherzosa assonanza, nel titolo c’è un richiamo al film di William Wyler?
 
‘O Rom
Abbiamo parafrasato il titolo del film Vacanze romane, così abbiamo voluto affrontare in modo sarcastico il tema degli stereotipi e dei luoghi comuni legati ai rom. Alcuni di essi vivono nei campi da oltre 20 anni non per scelta o perché amanti della vita da campeggio ma nella speranza di avere un’abitazione e una vita dignitose.
 
Davide
Quali sono stati i momenti finora più appaganti intorno a questo progetto?
 
‘O Rom
È appagante quando mentre ti esibisci il pubblico balla e canta le tue canzoni, e questo si verifica sempre più spesso durante i nostri concerti. È piacevole anche osservare che “Vacanze Romanes” sta ricevendo numerosi apprezzamenti dalla stampa specializzata e che il seguito ai nostri concerti è sempre più numeroso.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
‘O Rom
Noi speriamo innanzi tutto numerosi concerti e poi altri dischi perché abbiamo ancora tanto da dare!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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