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2012
24
Lug

Intervista con VenaViola

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Dal 9 luglio in free download il nuovo Ep: il quartetto sannita sfodera tre brani inediti e tre pezzi registrati live in radio, tirando le fila di una carriera tra trip-hop, melodia e sperimentazione
A Cosy Morning Upside Down: il ritorno dei VenaViola
 
VenaViola
sono lieti di presentare:
 
 
A COSY MORNING UPSIDE DOWN
 
...il nuovo ep in free download...
 
VenaViola 2012
6 brani, 31 minuti
 
 
Lunedì 9 luglio 2012: i VenaViola pubblicano in free download il nuovo album A Cosy Morning Upside Down. Per la giovane formazione sannita, operante dal 2005 e sempre attiva tra mutamenti e nuovi progetti, A Cosy Morning Upside Down è un disco di "ripartenza", un album che funge daspartiacque e anticamera di un nuovo percorso: "Siamo arrivati al quinto lavoro ed abbiamo avvertito la necessità di tirare finalmente un solco con la nostra gavetta in giro per locali, palchi e “pavimenti” italiani. Il disco arriva in un momento importante del nostro percorso e possiede quellesonorità che stiamo cercando da tempo e che rappresentano al meglio quello che sono i VenaViola. Abbiamo cominciato con un demo senza cantato, siamo passati per Ep tipicamente trip-hop come360 Muse fino ad arrivare ad un assetto-base con Smash Up".

Veta (voce), Angelo Cusano (elettronica), Anna Salzano (piano e tastiere) e Gaetano Vessichelli (basso e chitarra) compongono il più recente organico dei VenaViola, quello più ambizioso e attivo dal 2011: dopo due lavori apprezzati come L'Ira di Gaia e Smash Up (prodotto da Gianni Blob dei Black Era),A Cosy Morning Upside Down rappresenta un passaggio di consegne verso una nuova direzione sonora e lirica, visto che i prossimi testi della band saranno in italiano. Il nuovo Ep fotografa i VenaViola in un momento di speciale affiatamento e ispirazione, racchiudendo nei tre pezzi inediti una sintesi delle varie anime del progetto: trip-hop canzone d'autore, elettronica contemporanea post-rock - con una vis immaginifica che deriva dai lavori con l'immagine, ireading e il teatro - fissano la personalità attuale del gruppo e lanciano un ponte verso il prossimo album, previsto per il 2013.
 
A Cosy Morning Upside Down contiene anche una chicca per i seguaci dei VenaViola: tre pezzi liveregistrati il 29 marzo 2012 in diretta radiofonica (durante la prima puntata del progetto RCB Live Series - Radio Città BN). Un risultato di cui il quartetto va fiero: "Il piacere di suonare live è dentro ogni musicista, impossibile sostenere il contrario. Abbiamo un punto cardine: suoniamo live sempre, anche in fase studio. L’impatto è stato favorevole e abbiamo preferito lasciare anche qualche“sporcizia” presa dai microfoni per rendere più vera la resa dei brani. L’ultimo pezzo del disco, Love is not your best weapon, lo abbiamo spogliato rispetto alla versione originale, lasciando spazio solo al piano ed alla voce". 

video dei tre pezzi live in radio saranno a breve disponibili sul sito ufficiale della band e su Youtube. A Cosy Morning Upside Down - inclusi copertina e libretto - è disponibile in free download al seguente link: http://www.venaviola.it/newsite/freedownload/VenaViola%20-%20A%20Cosy%20Morning%20UpSide%20Down%20[Ep%202012].zip
 
Info:
 
VenaViola:
http://www.venaviola.it
 
Ufficio Stampa Synpress44:
 
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Il progetto VenaViola nasce nell’autunno del 2005 grazie all’incontro musicale tra Angelo Cusano (dedicatosi all’elettronica già con il marchio Elettro Consumo Indispensabile) ed il bassista Gaetano Vessichelli (per sei anni con la band rock funk Maluenga, oltre a brevi periodi con formazioni post rock come Edelweisse e Tenia).
L'attività discografica dei VenaViola comincia nel dicembre del 2006 con la realizzazione del primo demo "Soundtrack, la Terra": si tratta di un autoprodotto di quattro brani che ha accompagnato la mostra audiovisiva dello scultore sannita Gianluca Russo. Si tratta di un lavoro dai suoni sperimentali, con il duo che trova l'ispirazione da Brian Eno, Fleishmann e dal trip-hop stile Portishead. Dopo questo primo assaggio, entrano a far parte del gruppo la cantante Michela Antonucci ed il chitarrista Carlo Zollo: con loro i VenaViola realizzano il primo ep, intitolato "360 Muse", nel marzo del 2007. Il tour di questo nuovo prodotto della band beneventana, viene presentato in molti "Music club" del centro Sud con una forte densità di live tra Campania, Lazio e Molise. "360 Muse" riesce a conquistarsi buone recensioni da parte degli addetti ai lavori e viene distribuito in più di 600 copie. Mentre la band porta avanti l'attività live, non mancano nuove collaborazioni con registi ed artisti: Maurizio Tomaciello, attore della "Silvio D'Amico" di Roma, realizza due reading con i VenaViola, contenuti nell'ep "360 Muse", mentre con il regista Umberto Rinaldi, la band realizza diverse colonne sonore per spot e cortometraggi: con uno di questi, ossia "Le Regole della Sicurezza", Rinaldi in collaborazione con i VenaViola, si aggiudica il prestigioso premio "Achille D'Oro" al festival di Sulmona. Anche il trombettista beneventano Luca Aquino (Italian Top Jazz 2010) si accorge dei VenaViola e li invita a partecipare alla manifestazione "Music for Abruzzo" per la raccolta fondi in favore delle popolazioni terremotate nell'aquilano: per l'occasione viene realizzato lo spettacolo "Polvere di Musica" con Luca Aquino e VenaViola, ed i reading di Maurizio Tomaciello ed Assunta Berruti.
Tra il marzo 2009 e il 2010 i VenaViola cambiano struttura: termina la collaborazione con Michela e Carlo, al loro posto la nuova vocalist è Veta (Teresa Viglione), mentre nella primavera del 2010 si aggiunge la pianista salernitana Anna Salzano.
Prima dell'entrata di Anna, i VenaViola realizzano nel febbraio 2010 il loro terzo lavoro discografico, il primo in italiano, "L'Ira di Gaia" con la collaborazione di Giulio Cestrone de "Il Cielo di Bagdad". In questo nuovo lavoro sono presenti anche le prime due cover della band, come "La canzone di Marinella" di Fabrizio De Andrè e "Quando passa lei" di Paolo Benvegnù: i due brani vengono inseriti e segnalati su "Creuza de Ma" e "Suggestionabili", ossia i maggiori portali dedicati ai due cantautori italiani. Con il brano omonimo, la band sannita partecipa alle selezioni finali di Sanremo Nuova Generazione edizione 2010: durante la promozione dell'ep in italiano, la band è invitata alla Giornata Mondiale dell'Acqua, dividendosi il palco con altri artisti che hanno sposato la causa, come Andrea Rivera o il Pozzo di S.Patrizio. Con l'entrata nella band di Anna Salzano, comincia la lunga pre-produzione di "Smash Up", quarto lavoro dei VenaViola, album che dà il via al nuovo sound dei VenaViola: nessun addio al trip-hop puro presente in "360 Muse", ma una maggiore attenzione alla forma canzone di matrice nordeuropea.
Il nuovo lavoro esce nel Maggio del 2011, concepito e realizzato nella nuova salaprove della band, con il missaggio di Gianni Blob (Blackchannel Studio) riscuotendo ottime recensioni sulle riviste specializzate. I VenaViola cominciano nel maggio del 2011 un lungo tour che li porta in diversi club del centro sud suonando ininterrottamente fino al maggio del 2012 e collezionando anche esibizioni alle regionali di "KeepOn 2011" e "Italia Wave 2012". Proprio durante il tour di Smash-Up, i VenaViola lavorano già a nuovi pezzi concepiti in occasione dei tanti live. Con la partecipazione ad "Rcb Live Series" arriva così l'idea del gruppo di realizzare il quinto Ep targato VenaViola, un mix tra nuove sonorità conquistate nei live, ed un mini-concerto unplugged: arriva così, il 9 Luglio 2012, "A Cosy Morning UpSide Down", un lavoro concepito "sul palco", che traccia una nuovo solco nel percorso della band.
 
Ufficio Stampa
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Intervista
 
Davide
Ciao. Il viola, un colore crepuscolare, che cromaticamente si crea dall’unione del rosso e del blu ed è una sintesi delle qualità simboliche di questi due colori. La passione del rosso incontra la tranquillità e la trascendenza del blu, generando la temperanza del viola, proprio come la vostra musica. Come nasce il nome del gruppo, VenaViola?
 
VenaViola
Era il 2005, avevamo intenzione di far nascere un progetto trip-hop ma abbiamo da subito bocciato un nome anglosassone. C'era poi da evitare un nome troppo legato al nostro territorio, la Campania, legandolo a qualche forma dialettale. Abbiamo scelto VenaViola, con le due V in maiuscolo, perchè per vena intendiamo l'estro, mentre il viola era il colore che maggiormente rispecchiava le nostre primissime sonorità. Ci piaceva poi, e questa è la cosa più importante, il suono del nome: ci siamo riconosciuti nel nome da subito.
 
Davide
Tre brani live version e tre brani realizzati invece in studio. "A Cosy Morning UpSide Down" è stato presentato come un lavoro concepito "sul palco", ossia?
 
VenaViola
Il palco è sempre stato il nostro miglior banco di prova. I tre brani in versione live sono stati registrati in un contesto live in diretta streaming durante la presentazione dell'Ep su Radio Città Benevento: lì eravamo soli ma allo stesso tempo eravamo circondati da decine di ascoltatori che ci seguivano, è stato un live a tutti gli effetti, avvolgente e quasi familiare. Per quanto riguarda i tre brani inediti, questi sono nati in studio e poi sono stati subito portati e “sperimentati” sui palchi, con successo anche. Quindi per noi è stato un approccio più diretto e più emotivo con il pubblico, ed è questo che ci ha sostenuto nella lunga gestazione di “A cosy morning upside down”: molto è stato nuovamente affinato e lavorato anche nella pre-produzione dell'ep, ma eravamo già forti dell'impatto che avevano avuto durante i live.
 
Davide
… e che traccia una nuovo solco nel percorso della band. In che modo?
 
VenaViola
Nuovo solco perchè con "A cosy morning..." siamo arrivati senza averlo prefissato ad un giro di boa del nostro progetto. Abbiamo alle spalle già quattro ep oltre a questo, abbiamo fatto le nostre esperienze confrontandoci con altri gruppi e non rifiutando mai nuovi approcci. Ora però abbiamo un assetto stabile, siamo più sicuri specialmente in fase di produzione dei singoli brani. Ci va di tracciare questo solco e  i sei brani racchiusi nel disco ne sono la dimostrazione tangibile: tre inediti diversi nel contenuto sonoro dalla produzione precedente ma anche tre brani live che ci tengono legati a quello che abbiamo fatto fin qui.
 
Davide
Qual è la formazione attuale e chi altri hanno collaborato a realizzare "A Cosy Morning UpSide Down"?
 
VenaViola
“Ci ricolleghiamo alla domanda precedente. Con la line-up attuale abbiamo raggiunto l'armonia giusta per andare avanti: Veta è al terzo lavoro con noi, Anna al secondo, oltre a noi due, Gaetano e Angelo, che abbiamo fondato il progetto nel 2005. Abbiamo sempre amato collaborare con altri artisti, non solo musicalmente parlando, per il concepimento dei nostri lavori, ma stavolta abbiamo deciso di fare tutto da soli, dall'ideazione dei brani al mastering, passando per pre-produzione, registrazione e missaggio. Anche il progetto grafico è "Made in VenaViola" così come lo sarà il videclip di "Ljomi" dove siamo stati parte attiva assieme al regista Giovanni Bocchino. Il brano lancio del disco sarà pronto a breve”.
 
Davide
I dieci migliori dischi di sempre secondo voi?
 
VenaViola
….....il “di sempre” è complicato!! Siamo quattro persone che vengono da percorsi diversissimi ed abbiamo ascoltato veramente di tutto. Senza farci prendere troppo dal cuore te ne diciamo una rosa più o meno omogenea:
“Linea gotica” e "Tabula rasa elettrificata" dei CSI, “Agaetis byrjun”  e "Takk" dei Sigur Ròs, "Neon Golden" The Notwist,  Stateless "Stateless", "Mezzanine" Massive Attack, "Without you I'm nothing" Placebo, "Sketches for My Sweetheart the Drunk" Jeff Buckley ma sopratutto "Indiano" di Fabrizio De Andrè!
 
Davide
"Abbiamo imparato più da un disco di tre minuti che da tutto quello che abbiamo studiato a scuola" [Bruce Springsteen, No Surrender]. Esiste una canzone o un disco così importante anche per voi (e quale)?
 
VenaViola
"Impossibile risponderti, rischiamo di litigare!".
 
Davide
Siete nati come band ispirata al trip-hop. In Italia, nonostante il successo di varie band europee, non c’è mai stato quasi nessuno che abbia proposto-riproposto questo genere in chiave italiana. Ricordo poche band come Black Era, U-topia, No Domo, Ezra, Lowpitch… comunque tutti rimasti di fatto sconosciuti o per lo più. Perché secondo voi il trip-hop non è mai diventato un fenomeno anche italiano?
 
VenaViola
Il mondo musicale delle “macchine” non ha avuto particolare successo in paesi come l'Italia, più legati alla forma canzone e all'aspetto strumentale tradizionale. A ben vedere, se ne possono capire le motivazioni, che sono soprattutto e anche di aspetto “ambientale”: molteplici fattori influenzano la percezione di un senso musicale più intimo; non si potrebbe pensare, per esempio, che possa nascere qui un genere come quello dei Sigur Ròs che trovano il loro terreno nella glaciale Islanda. Noi pensiamo che sia una questione di sensibilità e di “intimità”, e anche di coraggio: non si può copiare un genere, ma lo si può riadattare, personalizzare, modellare, reinterpretare in un terreno diverso da quello di origine. Il trip-hop è stata la forza di alcuni gruppi italiani (ormai purtroppo dimenticati) perchè hanno saputo rianimare un genere non italiano e avvicinare una buona fetta di pubblico all'approccio con suoni non suonati alla maniera tradizionale. La musica è evoluzione, e questo per noi è un punto cardine.
 
Davide
Questo vostro quinto lavoro è free download; perché?
 
VenaViola
Fondamentalmente perchè un Ep di tre pezzi inediti e tre brani del precedente disco in versione live non ci sembrava molto pretenzioso. È più un mini-Ep in cui siamo cresciuti tutti, sia nelle sonorità sia nell'aspetto più affettuoso che ci lega. La nuova formazione si è amalgamata da poco più di un anno e solo adesso abbiamo maturato un obiettivo che ci vede molto uniti e determinati: diciamo una sorta di disco di “chiusura” della prima fase. Per noi è un punto di rilancio positivo per il futuro, e il free download è stato il modo più diretto per comunicare questa volontà a quante più persone.
 
Davide
Cos’è per voi il piacere della musica?
 
VenaViola
Il piacere di stare bene, dentro e fuori. Che sembra una cosa banale ma in realtà racchiude un mondo di energia e di passione. Siamo in quattro e tutti veniamo da un diverso passato musicale (...forse, diversissimo!), ma stiamo bene insieme proprio perchè tutte le nostre esperienze si sono sommate in un mix di intenti comuni e di sonorità da noi amate. Ascoltiamo ogni tipo di musica con la curiosità di un bambino, la suoniamo sui palchi con allegria, leggerezza, malinconia, e la suoniamo nel chiuso della nostra saletta con lo stesso spirito: il punto è stare bene e far stare bene tutti. In quel momento diventiamo un micro-mondo di interessi, complicità, condivisione: ci sentiamo una famiglia, né più né meno, e il nostro pubblico entra a far parte piacevolmente di questo sistema.
 
Davide
“Veta”… Una vocalità molto personale. Quali sono le cantanti che più hanno influenzato il tuo canto, che hanno fatto nascere in te il desiderio di cantare?
 
VenaViola
"Forse non ci crederai, ma canto da quando ero bimba perchè lo faceva mio padre. Ho ascoltato di tutto, mi ha ispirato tanto ma non ti mento se ti dico che spesso ascoltavo voci che mi colpivano ingnorando che stessi ascoltando! Ho avuto sempre la percezione di essere libera da input predefiniti, poi è chiaro che ho avuto le mie preferenze ma non è giusto elencarle, preferisco così. Nel gruppo si è creata una buona armonia e questo mi aiuta a cantare seguendo le sensazioni di Gaetano, Anna ed Angelo".
 
Davide
In questi anni c’è un certo fermento, interessantissimo per altro, dalle parte del Sannio, Beneventano e Irpinia… Il che non ricordo esserci mai stato prima. Cosa sta cambiando?
 
VenaViola
"Cambiano le esigenze, cambiano certe mentalità. Benevento e Avellino, sono sempre state viste come "l'altra Campania", quella lontana dal movimento delle "posse" degli anni Novanta a Napoli, quella dove è molto più forte l'eco della pizzica pugliese e della musica popolare dell'entroterra anche per una questione puramente geografica. Siamo sempre stato il territorio dei briganti, figurati un po' che passeggiata è stata fare un gruppo trip-hop! Al di là di questo è vero che Benevento ha acquisito un approccio diverso specialmente in quella che la stampa chiama "Musica Indipendente". La città lo deve specialmente ad alcuni spazi sociali autogestiti in primis ma poi alla nascita di music club che sono diventati veri e propri punti di riferimento e non solo per i musicisti beneventani. Ma il fermento ha radici lontane e così tanti gruppi e tanti musicisti stanno finalmente avendo la possibilità di esprimersi lontano da casa, guadagnandosi i primi riconoscimenti".
 
Davide
Qualcuno ha detto che il miglior modo di predire il futuro è inventarlo… Cosa potete dunque “predire” per il vostro futuro, cosa state preparando?
 
VenaViola
Dalla prossima stagione cominceremo a lavorare ad un nuovo disco, abbiamo tirato le somme di un percorso da cui vogliamo ripartire più maturi. Abbiamo riflettutto a lungo sull'aspetto linguistico dei testi e abbiamo deciso di scriverli non più in inglese, bensì in italiano. Per certi versi è una piccola scommessa, ma lo faremo con l'umiltà di sempre. Sicuramente abbandoneremo la tematica sociale e impegnata e ci rivolgeremo ad aspetti più “interiori”, in un certo qual modo. Di che si tratta, questo rimarrà un segreto per ora ;)
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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