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2012
26
Apr

Intervista con Bradipos IV

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A metà Gennaio 2012 esce il nuovissimo lavoro discografico del gruppo Surf-Garage più importante d'Italia. I brani live immortalati nell'EP (con 9 tracce) sono stati registrati da Phil Dirt (vero guru della scena surf mondiale) durante lo show che i nostri eroi hanno tenuto alla Kfjc Radio di Los Altos Hill in California, US. titolo del disco: LIVE at KFJC !!
etichetta: FreakHouse/FullHeads distribuzione: Audioglobe/iTunes
 
Ad agosto 2011 i casertani volano in  California per il loro primo Tour americano, dieci date da S. Francisco a S. Diego.

Durante il tour vengono chiamati dalla KFJC (storica emittente californiana di Los Altos Hill) per uno showcase live, le cui registrazioni curate da Phil Dirt, uno dei più famosi deejay di musica Surf al mondo; saranno pubblicate in cd a novembre dalla FreakHouse records. Dopo quindici anni di attività i Bradipos IV sono considerati tra i principali esponenti della musica surf-garage in Italia ed Europa.
Dal 1996 ad oggi la band ha pubblicato due album di pezzi originali (Instromania e Surf Session su etichetta Teen Sound e Om Om Music) ed ha partecipato a svariate compilation con etichette indipendenti nazionali ed estere ricevendo ottime recensioni sulle riviste specializzate  italiane (Rumore, Rockerilla, Blow Up, Mucchio Selvaggio) ed internazionali (una per tutte Maximun Rock’n’Roll), oltre che suonare in tutta Italia con qualche breve puntata anche in Germania ed Olanda.
Hanno partecipato  alla colonna sonora del film L’imbalsamatore, di Matteo Garrone, e nel 2005 nell’ambito della IV edizione del Premio Toast per il MEI, hanno ricevuto una menzione speciale della giuria “per la notevole capacità di riaggiornare ad oggi certi parametri sonori sixties, percorso ben evidenziato dal brano A night on the Vesuvius".
I BRADIPOS IV hanno partecipato alla compilation “Surfin Rock” allegata a Tribe
Magazine, curata da Dj Ringo, con storiche band come Beach Boys, Ventures, Shadows, Smash Mouth etc.
La dimensione live è quella ottimale per apprezzare il suono e la grinta dei Bradipos IV  che nei loro infuocati show propongono pezzi originali e cover di oscure band strumentali dei primi anni sessanta alternate a classici del rock’n’ roll.
Attualmente i Bradipos IV sono programmati di diverse stazioni radio statunitensi (Radio Rumpus Room, Dead End Radio, Dragsville, The Wayback Machine Radio Show, Walk don't Run, KFJC).
 
01.          Everybody Up / Malaguena / Latin’ia
02.         Fistufull of Dollars
03.         Wray-Man
04.         Carmela
05.         Mysterion
06.         Reverb Gang
07.         A shot in the dark
08.         Gunsville
09.         L'inseguimento .
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Bradipos IV… Un nome curioso per una band che suona musica veloce come il surf…
 
Bradipos IV
In effetti, non sei il primo a farci notare questo apparente paradosso; apparente, perché in realtà la decisione di evocare il pigrissimo animale la prendemmo più in riferimento ad un modo comune di intendere la vita, che non per quanto riguarda la musica. Come dire, siamo per la leggerezza, la lentezza e la frivolezza e questo è più coerente con il rock&roll di quanto non si possa credere…”lenti” nella vita, furenti nella musica.
 
Davide
Perché vi siete appassionati per il surf, scegliendolo come esclusivo genere musicale al quale dedicarvi?
 
Bradipos IV
Quando iniziammo a suonare insieme, ormai un bel po’ di anni fa, eravamo dei ragazzini ed all’epoca si sperimentava un po’ di tutto; dal noise, al punk rock all’indie in genere, che in quegli anni imperversava. Ci chiudevamo in un sottotetto a casa di Enrico (batterista della band) e suonavamo dalle 3 del pomeriggio fino alle 11 di sera, mettendo in moto la più vasta gamma di suoni e rumori di cui eravamo capaci. È stato un periodo molto intenso e divertente, in cui si andava a musica, birra e varie, fino a quando non è giunta l’illuminazione: la voglia, il piacere e la convinta intenzione di andare alle radici, a quella musica che avevamo per vie traverse sempre apprezzato e rispettato, il surf rock, in nome di quella essenziale leggerezza e potenza che il surf stesso evoca. Da lì in poi e partita la ricerca;  ricerca di brani, di suoni, di strumenti, di atmosfere e quant’altro. Oggi il surf è una musica in cui ci rispecchiamo e ci ritroviamo a nostro agio; è la nostra musica.
 
Davide
Dieci date del tour in California coronate da queste registrazioni alla storica emittente radiofonica KFJC con Phil Dirt. Siete partiti per il tour sapendo che Phil Dirt vi avrebbe registrato o è successo tutto imprevedibilmente durante il tour?
 
Bradipos IV
Tutto è accaduto per puro caso. Alla fine della nostra esibizione al Forbidden Island, uno tra i concerti che ci ha regalato le emozioni più belle del tour, ci si avvicina un signore di mezza età, sperticandosi in entusiastici e smisurati  complimenti al nostro indirizzo. Al momento ne restiamo ovviamente ben contenti, considerando il personaggio uno tra i tanti estimatori di quella giornata; ancora non avevamo capito chi fosse. Inutile dire che quando un attimo dopo si è presentato, proponendoci di esibirci di lì a due ore in uno show case live alla sua radio a Los Altos Hills, non ci sembrava vero. Ovvio che non ce lo siamo fatto dire due volte. In pochi secondi, abbiamo buttato le camice sudate, caricato le chitarre, messo in moto il van ed eccoci in viaggio per KFJC radio. Il resto è stato una specie di sogno.
 
Davide
Quali sono stati i momenti più belli ed emozionanti?
 
Bradipos IV
Certamente l’episodio della radio è stato uno di questi; solo trovare le testimonianze di altre band che si erano esibite in quegli stessi studi (da Iggy Pop ai Calexico) sarebbe bastato a folgorarci. Ma non si è scherzato nemmeno quando Dick Dale in persona, the king of surf (per intenderci, l’autore di misirlou, brano d’apertura di Pulp Fiction) è venuto a stringerci la mano e a complimentarsi con noi, dopo un concerto. E comunque di momenti ce ne sono stati davvero tanti; anche semplicemente svegliarsi vicino all’oceano e buttarsi in un bar per un bell’american breakfast con il mal di testa della sera prima, in attesa della sera dopo, ha rappresentato davvero un bel pezzo di vita; in definitiva, le storie e le emozioni di un tour sono davvero tante, piccole e grandi, e ci vorrebbero troppe pagine per ricordarle tutte. Basti dire che ne è valsa la pena.
 
Davide
Quali incontri avete fatto in viaggio, sui palchi e nei locali della California?
 
Bradipos IV
Anche qui apriamo un capitolo che potrebbe non finire mai. Abbiamo incontrato davvero tanta gente: musicisti di altre band, tour promoter, artisti di vario tipo e genere, ma soprattutto persone che per una ragione o per l’altra hanno incrociato il nostro cammino. Con alcuni abbiamo stretto amicizie, come quei ragazzi appassionati si surf rock ad Huntington beach, con cui abbiamo mangiato insieme dopo il concerto, o quella artista concettuale e scultrice di Los Angeles che ci ha promesso di spedirci un tiki di due metri realizzato da lei (temiamo il momento in cui il postino se lo ritroverà tra le consegne), o ancora Bob, un signore di 50 anni che, dopo averci visto in una delle prime date del tour, ha deciso di seguire tutta la nostra tourné e così ce lo siamo ritrovato ad ogni concerto. Insomma, tante tante persone, un sacco di bella gente che ricordiamo davvero con grande piacere e nostalgia.
 
Davide
Siete stati all’International Surfing Museum di Huntington? Quali memorabilia vi hanno più emozionato?
 
Bradipos IV
Purtroppo, a causa dei tempi stretti determinati dagli impegni legati al tour non ci siamo stati. E se è successo non me lo ricordo… forse ero troppo ubriaco o troppo stanco. In ogni caso, ogni angolo di Huntington parla del Surf e della cultura Surf; è un posto entusiasmante, leggero e spensierato, come piace a noi.
 
Davide
Curiosità… Praticate il surf, non solo quello musicale?
 
Bradipos IV
Guarda, non sarebbe affatto una cattiva idea, il problema è che essendo nati e  cresciuti a Caserta, terra di colline, cinghialini e vini rossi, ci è riuscito un po’ difficile cimentarci con la cosa. L’unico surfin’ che abbiamo praticato, oltre quello musicale, era con gli skate sulla discesa del parco della reggia da ragazzini o nella birra la sera al pub J.
 
Davide
Ma torniamo alla musica. Usate una strumentazione vintage? Avete ricevuto una menzione speciale al MEI per per la notevole capacità di riaggiornare ad oggi certi parametri sonori sixties”. Cosa c’è per voi nel suono degli anni ’60?
 
Bradipos IV
Si, usiamo una strumentazione vintage faticosamente e con grande impegno ricercata e messa a punto negli anni; il suono per noi è tutto e, in effetti, credo debba esserlo sempre; di qualunque genere musicale si tratti, la ricerca e la costruzione del proprio  suono rappresentano la prerogativa di base per chiunque voglia dire qualcosa  con la musica in modo serio.
Il tuo suono sei tu, è la tua identità. Ed un suono, per arrivare alla gente, deve essere un suono che spacca, che si impone, che infrange l’indifferenza, che ha carattere.
Nel suono degli anni ’60 in particolare c’è quella autenticità e quell’immediatezza che arrivano dritti al bersaglio. Il calore delle valvole che avvolge e taglia l’aria rappresenta una esperienza sonora irripetibile, che mai nessun simulatore potrà mai emulare. Del resto su quei suoni ancora oggi si studiano e si  costruiscono gli arrangiamenti dell’80 % delle produzioni musicali del pianeta. In effetti,  si può dire che il sixties sound in realtà non abbia mai smesso di esercitare la sua influenza all’interno del panorama musicale mondiale; in quegli anni sono state scritte le regole del suono rock, regole tutt’ora valide. La differenza per quanto ci riguarda, è che noi ci atteniamo a quelle regole forse più di altri, in maniera filologica e costante, ci  atteniamo ai fondamenti, ai “testi sacri” e restiamo lì.
 
Davide
Quali band italiane di surf music vi piacciono?
 
Bradipos IV
Negli ultimi anni il numero di band italiane che fanno surf si è alquanto ridotto rispetto ai tempi in cui il Festival Beat di Piacenza raccoglieva ancora tutta la scena italiana del genere. Nel passare del tempo ne abbiamo viste tante di surf band nascere e morire. Al momento tra i nostri preferiti ci sono certamente Surfer Joe and the Boss Combo, i Jaguar & the Savanas, Wet Tones. Inoltre, da poco abbiamo scoperto i Surfadelics un gruppo di ragazzi di Roma che dal vivo esprime una buona carica.
 
Davide
Lorenzo Valdambrini di Surfer Joe Music ha detto che i Beach Boys non hanno mai veramente suonato surf music. “I Beach Boys fanno parte di una sorta di sottogenere. Sono stati la prima ‘boy band’ della storia ed il primo gruppo pop, ma la surf music non ha nulla a che fare con la voce. La surf music è strumentale e basta”. Come la vostra. Pensate così anche voi? E perché dev’essere solo strumentale?
 
Bradipos IV
Difatti, nella tradizione il surf rock è puramente strumentale e chi intende fare questa musica dovrebbe attenersi a questa prerogativa. Tuttavia, va anche detto che così come esistono i classici, esistono anche le sperimentazioni e le variazioni sul tema, per cui alla fine diventa una questione di scelte. Noi stessi, in alcuni contesti live decidiamo a volte di inserire alcuni rock&roll classici cantati, poiché ci sembra giusto ed anche interessante, sul piano della sfida, adeguare i nostri show alle caratteristiche dei contesti in cui ci esibiamo: è cosa molto diversa suonare in california al Forbidden Island, il tempio del surf, piuttosto che in un festival di genere, piuttosto ancora che all’inaugurazione di un pub.
Questo discorso vale ovviamente per quanto riguarda i live, che rappresentano sempre un momento dinamico e particolare.
Per quanto riguarda la nostra produzione di brani originali, invece, non si scappa: solo e rigorosamente pezzi strumentali; per i posteri, siamo un gruppo surf.
 
Davide
“Surf” può essere considerato anche uno stile di vita e in cosa consiste?
 
Bradipos IV
Certamente lo è e soprattutto lo è stato. Basti pensare a che cosa era la California del Surf negli anni ’60, mito di spensieratezza, di emancipazione, di voglia e forza di essere giovani. Tuttavia, questa è storia. Per quanto ci riguarda, come in qualche modo ti  dicevamo prima, quando ti parlavo di lentezza e leggerezza, noi ne abbiamo costruito una nostra versione. Per noi, suonare la nostra musica, il nostro surf, e soprattutto farlo nel modo in cui lo facciamo, ci racconta chi siamo, cosa vogliamo essere e come vogliamo  esserlo e questo ci basta.
 
Davide
Cosa avete in programma per il 2012?
 
Bradipos Iv
A parte una grossa serie di concerti in via di pianificazione in giro per l’Italia, stiamo rispondendo ad una serie di notevoli sollecitazioni che ci vengono dagli USA per l’organizzazione di un altro TOUR da quelle parti che, se tutto va bene, dovrebbe realizzarsi l’anno prossimo. Tolto questo, stiamo lavorando ad un nuovo album di brani originali al quale teniamo moltissimo; in questo nuovo album vorremmo provare a  mettere a punto tutta l’esperienza di  questi ultimi anni, per dire ancora una volta la nostra.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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