KULT Underground

una della più "antiche" e-zine italiane – attiva dal 1994

La Toga Sbiadita – Alessandro Mariotti

6 min read
Memorie di ungiudice
Prefazione di RenzoMontagnoli
Edizioni Agemina
Collana I libridella memoria
Pagg. 144
ISBN  9788895555362
Prezzo€ 13,00
 
 
 
Lacune e rimedi
 
 
 
In questo quadro si inserisce poi il desideriodi liberarsi di un potere autonomo quale quello giudiziario, per eroderne lebasi, sottometterlo e infine asservirlo alle proprie volontà, svilendonefunzioni e sistemi; ed ecco allora sorgere i progetti di legge per il processobreve, per la riforma dell’ordinamento giudiziario con la separazione dellecarriere, affinché in un futuro abbastanza prossimo campeggi nell’aula deitribunali la classica scritta, così modificata: “La giustizia è uguale solo pertutti i sudditi”.
Uno stato in cui si applica la giustiziacon imparzialità, equità e in tempi abbastanza brevi è uno stato civile, mapurtroppo da noi non c’è più civiltà e, a breve, forse non ci sarà più nemmenouno stato.
Questo libro, per la chiarezza con cuiviene illustrata l’attività del magistrato, per la lucidità e imparzialità conle quali vengono affrontati i problemi strutturali della giustizia, suggerendoanche le possibili e concretamente realizzabili soluzioni non solo merita diessere letto, ma sarà sicuramente condivisibile da chi ha ancora occhi pervedere e cervello per capire.
(Dalla prefazione)
 
 
 
Ci si potrà chiedere come mai io torni inargomento dopo aver scritto la prefazione di questo libro ed è la domanda chemi sono posto e la cui risposta mi ha indotto a stilare la presente.
I motivi sono essenzialmente due:
1) l’intervista successivamente da me fattaall’autore e dalla quale sono emersi ulteriori elementi di giudizio;
2) la possibilità di meglio puntualizzarealcune opinioni che nella prefazione, anche per ragioni di spazio, possonoapparire forse incomplete.
Che la giustizia italiana sia malata e nonfunzioni come dovrebbe in uno stato moderno e democratico mi sembra del tuttoinconfutabile. Ricorrere alle decisioni di un giudice è quasi sempre unpercorso lungo, tortuoso, incerto nei risultati come nei costi, sempre elevati.E parlo di giudizio civile, di una normale lite, e non certo di un processopenale, pure esso caratterizzato da insostenibili lungaggini e da pene chesovente non danno soddisfazione alla parte lesa. 
Chi ha più danno da queste storture èsempre il cittadino meno abbiente, non di rado vittima prima per la suacondizione economica, e non poche volte ancor di più dopo, stroncato nelle sueragioni dagli avvocati di controparte, spesso veri principi del foro, che lui,povero diavolo, non può permettersi.
In ogni caso proprio la lunghezza deiprocedimenti finisce per il favorire chi ha recato offesa, e non è infrequenteche liti si trascinino per così tanto tempo da vedere l’intervento degli eredi,in caso di premorienza dell’attore o del convenuto, o addirittura di entrambi.
Ad di fuori del sistema giudiziario icittadini brancolano nella nebbia, hanno un’idea indotta del procedimento e deimagistrati, o per sentito dire, oppure per intrusioni politiche non di certodisinteressate.
Com’è quindi che funziona, cos’è che nonva, come è possibile rimediare: di questo si parla in questo libro, dove,partendo dagli inizi di carriera di un giudice si arriva alla sua fine, attraversouna serie di episodi chiave di cui, per ovvi motivi, sono riportati nomifittizi delle parti in causa e delle località delle stesse. Non sono fattiinventati, sono fatti veri e proprio per questo riescono a dare un’idea deiconcreti problemi di questa importantissima struttura che ogni giorno che passasembra vacillare sempre di più.
E per dare un’idea esatta di come appaia intutta la sua crudezza il malanno è necessario precisare che Alessandro Mariottinon è stato né un magistrato eroe, né un magistrato lavativo, è statosemplicemente “il magistrato”, quella figura che in silenzio assolve al propriodovere perché si sente servitore dello stato, e quindi di tutti i cittadini.Certamente non si è comportato da burocrate ottuso, pur nel rispetto delleregole, né ha mai avuto manie di protagonismo, insomma quello che unimprenditore, se la giustizia fosse l’attività di un’azienda privata, potrebbedefinire un elemento valido su cui fare affidamento.
Come lui, per fortuna, ce ne sono tantialtri, anche se non mancano quelli che vivacchiano aspettando lo stipendio oaltri, pochi per fortuna, che cercano di trarre un profitto personale dallaloro attività.
La magistratura, come sancito dallaCostituzione, è autonoma, e questo a vantaggio di tutti; ciò non toglie che inun paese come il nostro, in cui il corporativismo sembra innato, si delinei unacasta dei magistrati, pur tuttavia lontana da situazioni, da arroganze e ancheda aspirazioni di potere da altre ben più agguerrite, come quella dei politici.
Dopo aver fornito esempi reali dei problemidella giustizia e dopo averli individuati, l’autore procede a stilare unventaglio di possibili provvedimenti per risolverli, soluzioni in veritàcondivise e propugnate da molti suoi colleghi, con la differenza che leproposizioni non solo vengono avanzate in termini accessibili ai più, maappaiono convincenti, realizzabili anche in tempi brevi, senza essere punitiveper i cittadini, che anzi ne trarrebbero benefici, e per le casse dello stato.
Nell’insieme quest’opera costituisce quindipiù di un motivo d’interesse, perché fa luce, e in modo chiaro, su problemi chetutti avvertiamo, ma la cui portata e la cui soluzione sono sovente mistificatida politici che più che avere a cuore la soluzione per il bene comune perseguonoinvece solo vantaggi particolari.
Non mi resta, quindi, che raccomandare lalettura de La toga sbiadita. 
 
Nato a Empoli ( FI ) il 01/07/1940, Alessandro Mariotticonseguela laurea a pieni voti in Giurisprudenza nel 1966, presso l’Università di Firenze,conuna tesi di diritto costituzionale sulle Regioni. Si congeda dal serviziomilitare di leva con il grado di sottotenente di complemento e con l’abilitazioneall’insegnamento di Diritto, Scienza delle finanze e Statistica, ottenutamentre fa il militare. Svolge, come supplente, attività di insegnamento negliIstituti Tecnici e contemporaneamente espleta funzioni di vice-pretoreonorario. Nel dicembre 1969 partecipa a un concorso nazionale per tre posti diricercatore aggiunto del C.N.R. ed, ottenuta la nomina, presta servizio pressol’I.D.G. di Firenze del C.N.R., sezione di documentazione giuridica automatica,che utilizza i primi computers dell’I.B.M. Nel 1970 frequenta a Pisa, presso ilC.N.U.C.E. (Centro Nazionale Universitario di Calcolo mElettronico) un corso diformazione professionale per l’apprendimento del PL1, un linguaggio diprogrammazione per l’elaborazione informatica di dati alfanumerici, finalizzataall’analisi di testi giuridici condotta nel menzionato Istituto di ricerca.Vinto il concorso per la magistratura, nel 1972 si dimette dal C.N.R. e prendeservizio, come uditore giudiziario senza funzioni, per il tirocinio che dureràun anno. Avute le funzioni giurisdizionali, il Mariotti sceglie una Pretura delNord, ove viene addetto alle cause civili di locazione, per tre anni. Sitrasferisce poi in Toscana, dove lavora come giudice del lavoro e delle causeprevidenziali ed assistenziali, oltre che di locazione, per un intero decennio.Nel 1986, a sua richiesta assume, nella stessa sede, le funzioni di magistratodi sorveglianza, svolte per sedici anni. Dopo aver percorso tutte le tappedella carriera e,con la qualifica di consigliere di Cassazione idoneoall’esercizio delle funzioni direttive superiori, rassegna le dimissionivolontarie con decorrenza dal gennaio 2002. Pochi mesi dopo il Mariotti siiscrive all’albo degli avvocati per l’esercizio dell’attività forense, quasiesclusivamente nel settore dell’esecuzione penale sino all’agosto 2009.

Commenta

Il materiale presente, se originale e salvo diverse indicazioni, è rilasciato come CC BY 4.0 | Newsphere by AF themes.