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2012
9
Mar

Intervista con Roberto Scippa

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Vagando dentro
Il disco d'esordio di Roberto Scippa
 Selezionato tra i finalisti di Musicultura 2012, il giovane cantautore romano debutta con un album intenso ed emozionante. Tra canzone d'autore e West Coast un diario di viaggio di matrice acustica tra ricordi e speranze. Presentazione ufficiale dal vivo il 16 febbraio a Formello

RoberMusic
è lieta di presentare:

VAGANDO DENTRO

Il primo album di Roberto Scippa


RoberMusic
13 brani - 47 minuti
 
"Vagando Dentro è nato da un profondo e sincero bisogno di comunicare che col tempo ha preso la forma delle sue canzoni". Così Roberto Scippa presenta il suo disco d'esordio Vagando dentro: un diario di viaggio di matrice acustica tra sensazioni e pensieri rivolti al passato, al presente e al futuro. Roberto Scippa nasce a Frascati (Roma) nel 1980, i suoi ascolti sono precisi e immediati, fin dall'adolescenza: la canzone d'autore italiana e il folk-rock internazionaleDe André, De Gregori e Bennato da una parte, Dylan, Springsteen e Cohen dall'altra. Queste due anime si fondono in una prospettiva acustica che Scippa ha portato avanti fin dai suoi esordi: le prime affermazioni dal vivo arrivano nel 2005, seguono i primi premi in concorsi e le prime esibizioni in festival, infine l'intensa pausa creativa dalla quale hanno visto la luce i 13 brani di Vagando Dentro
Vagando Dentro è un'autentica sorpresa, che ha subito lasciato spiazzati alcuni addetti ai lavori. Secondo Massimo Sannella di Shiver "questo esordio ci lascia soddisfatti e pieni di voglia di essere altrove, è il buon responsabile di un qualcosa che ci rapisce immediatamente e che - una volta vaganti dentro queste tracce – sarebbe stupefacente non trovarne mai la via d'uscita. Stupendo”, mentre Ariel Bertoldo di Rockerilla considera i brani “tredici riflessioni agrodolci per un album d'esordio tra i più interessanti nel giovane panorama cantautoriale italiano"; Alessandro Basile di Caffè News ha scritto: "Vagando Dentro è un collage di grandi brani, che varrebbe ascoltare anche una sola volta per capire che non si esagera. E se ci scappa il brivido non c’è da stupirsi, vuol dire che siamo sulla buona strada". 
L'album è suonato interamente da Roberto Scippa, che in alcuni brani ha avuto l'apporto di validi musicisti come Dodo Versino, Alessandro Giraldi, Matteo Bultrini e altri, la cui presenza non ha alterato l'obiettivo principale dell'autore, ovvero trasmettere a chi ascolta un taglio sonoro essenziale, spesso crudo e tagliente, ma anche intimista ed emotivo. Con l'uscita del disco arriva una bella notizia: Roberto Scippa viene ammesso alla fase finale delle audizioni live del prestigioso premio Musicultura. Il primo appuntamento dal vivo per il cantautore romano è stato giovedì 16 febbraio all'Abbey Road di Formello (Roma), con un concerto di presentazione ufficiale di Vagando Dentro.
 
Comunicato Stampa
Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com
 
Informazioni:
Roberto Scippa su Facebook:
http://www.facebook.com/officialrobertoscippa

Roberto Scippa su Myspace:
http://www.myspace.com/robertoscippa

Intervista
 
Davide
Ciao Roberto. Ci racconti la tua storia? Quando hai iniziato a suonare e a capire che avresti voluto fare il cantautore e perchè?
 
Roberto
Ciao Davide. Ti racconto brevemente chi sono e com'è nato il mio percorso d'autore. Ho 31 anni, sono nato a Frascati, in provincia di Roma, ma ho vissuto sempre nei dintorni della capitale. Fin da piccolo la mia passione è sempre stata quella di scrivere (per capirci avete presente i “temini” a scuola? Ecco, in quelle 2-3 ore seduto al banco, nonostante la scuola,  me la godevo alla grande…). Poi a casa mia si è sempre ascoltata molta musica dato che mio padre suonava, e suona tuttora, la chitarra (principalmente blues) e mi ha in qualche modo “iniziato”, senza però forzarmi mai ad imbracciare lo strumento. E poi nello stereo e nel vecchio giradischi di casa per fortuna giravano spesso (anche per merito di mia madre..) i grandi cantautori italiani e stranieri, alcuni dei quali mi hanno come dire “folgorato”…  A 13 anni così, senza pensarci troppo, ho preso in mano una delle varie chitarre che avevo intorno (un'acustica Ibanez modello Concord degli anni '70) ed è iniziata l'avventura musicale che mi ha portato a cercare di riprodurre più fedelmente possibile quei riff e quei giri rock-blues ormai entrati nella storia. Praticamente da subito ho sentito però anche la voglia di suonare e cantare insieme, come quei vari De Gregori, De Andrè, Dylan, Bennato che più di tutti mi emozionavano e ai quali mi sentivo così affine. Così con molta pazienza ho allenato dita e cervello fino a che, senza ricordare bene come, intorno ai 14 anni ho scritto la mia prima canzone, la prima di una lunga serie. Col tempo tutto è diventato più semplice, naturale, e allo stesso tempo gratificante perché avevo compreso che il godimento più grande stava nel riuscire a concentrare in poche frasi pensieri ed emozioni e a farli risuonare dentro una musica che attraverso la melodia si unisse perfettamente alle parole: insomma far incontrare questi due diversi linguaggi nel modo più magico possibile è diventata da allora la mia “sfida” più grande.
 
Davide
E cos’hai fatto prima di arrivare a questo tuo esordio?
 
Roberto
Ho suonato tantissimo, soprattutto da solo nella mia stanza… il luogo dove sono nate la maggior parte delle canzoni che ho scritto. Nel corso degli ultimi anni poi l’esperienza dal vivo come “cantautore”, tra concerti e concorsi, mi ha spinto a credere sempre di più nella realizzazione di questo progetto musicale e nel desiderio di farlo conoscere. Così sono arrivato all'esordio  discografico.
 
Davide
Cos’hai trovato “vagando dentro”?
 
Roberto
(Bella domanda) ho trovato tante parti di me, più o meno nascoste.. ma non tutte altrimenti non avrei già scritto tante altre canzoni che saranno sicuramente nel mio secondo disco.
 
Davide
Cos’ è o chi è un cantautore oggi?
 
Roberto
Credo che sia quello che è sempre stato: un artigiano che fabbrica “oggetti non sempre ben identificati” mischiando le parole con le note utilizzando il proprio marchio d'autore. Esprimere se stessi per esprimere qualcos'altro..
 
Davide
Disse Joe Strummer: scrivo canzoni di protesta, quindi sono un cantante folk. Un cantante folk con chitarra elettrica. Ma non è detto che folk e protesta siano questo binomio inscindibile… Oppure: folk, musica scritta con il linguaggio del popolo e pensata per il popolo… Detto semplicemente così verrebbe da pensare che anche un pezzo da discoteca o di musica leggera può essere scritto con il linguaggio del popolo per il popolo… Ci vuole qualcosa da ricordare e rivivere nelle origini di quello stesso popolo. Cos’è per te il folk e cosa sono, quali sono le tue radici?
 
Roberto
Il folk è per me la dimensione dove rivivono le memorie, le esperienze e le aspettative della gente, comune e meno comune; è come un contenitore musicale di tutte le tracce che in qualche modo tendono naturalmente ad innalzare la dignità di ogni uomo; per questo la semplicità, che non fa rima con banalità, e la poesia dell'essenziale, che sono patrimonio per e di tutti, diventano il collante di tutte queste tracce.  E, aggiungo, è per lo stesso motivo che un prodotto costruito solo per vendere di più, come succede ad esempio per la maggior parte dei brani “da discoteca o di “quelle parti”, non può essere considerato “folk”, in quanto rappresenta, più che la profonda bellezza della semplicità,  la stagnante pochezza di un uomo interessato solo a consumare nell'immediato: per me questa non è “musica per il popolo” ma è “musica contro il popolo”.. Le mie radici, come dire, si perdono nella notte dei tempi.. come in fondo credo sia per ognuno di noi.  
 
Davide
Il fine dell’arte, secondo Hegel, non è l’imitazione della natura né il tentativo di accendere sentimenti e purificare le passioni, né ancora un ammaestramento morale; è invece il “rivelare la verità sotto forma di configurazione artistica sensibile”.  Nell’arte si ha la manifestazione sensibile della verità e dell’idea, la rivelazione concreta e individuale dell’universalità dello spirito, la mediazione e la conciliazione tra spirito e materia, tra universale e particolare, tra infinito e finito, tra pensiero e sensibilità. Cos’è per te?
 
Roberto
Direi intanto che sono molto vicino a questa visione dell' “arte” da parte di Hegel. Anche io sento profondamente che tutto ciò che merita di essere chiamato “arte” ha a che fare sempre con l'intuizione e l'espressione di una “Verità”. Credo che il “miracolo” sia proprio in questo: dare la forma vivente a qualcosa di universale, assoluto che ci accomuna tutti e che spesso rimane inespresso. L'arte ha il compito di rivelare qualcosa che “c'è già” per così dire.. in questo senso nessuno inventa niente. L'artista per me non è che un sublime traduttore del linguaggio dell'esistenza e dell'universo  presente sotto varie forme nella realtà. C'è quindi qualcosa di più importante dell' “arte”? No. 
 
Davide
Verrà un giorno nel quale tuo padre morente / Ti chiamerà a sé: “Figlio, ti avrei preferito diverso… / Figlio, ti avrei preferito diverso da me!” (Un Re).
I tuoi testi mi piacciono molto (questo in particolare): semplici, diretti, efficaci, attuali, mai banali. Come hai affinato le tue qualità poetiche? C’è un poeta sopra tutti gli altri che nella vita ti sia stato come da guida?
 
Roberto
Guarda Davide, come ti dicevo prima, scrivere e giocare con le parole è stata la mia prima passione, nata quando ero praticamente un bambino. 
Diciamo  che non c' è stato un nome solo che mi sento di considerare come guida prediletta. Ci sono stati tanti poeti, scrittori che in qualche modo mi hanno guidato e influenzato. Dai classici della tradizione letteraria italiana e internazionale come Leopardi, Montale, Ungaretti, Pirandello, Baudelaire, Shakespeare, Goethe, Herman Hesse, Gibran, ai “poeti cantautori” come Dylan, Cohen, De Gregori, De Andrè.
 
Davide
Ci presenti i musicisti che hanno partecipato al disco?
 
Roberto
Ti presento brevemente i “compagni di viaggio” che mi hanno seguito nella realizzazione di questo primo lavoro discografico: il giovanissimo e promettente Matteo Bultrini alla batteria, i “vecchi amici” Fabio Ponta al basso e Dodo Versino al piano e tastiere; poi  Alessandro Gilardi al violino acustico, Matteo Portelli che ha registrato una bellissima Chordette sul brano “Al Rogo dei Perché”; Giada Arcangeli che è la voce femminile che mi accompagna nei brani “Mistero nel profondo” e “Una stella danzante” e infine l'amico Paolo Di Orazio, batterista dei “Latte e i suoi Derivati” , che ha suonato l'“esplosione ritmica” sul finale della canzone “Un re”.
 
Davide
Di quali dischi non farai mai più a meno?
 
Roberto
Harvest di Neil Young, Nebraska di Springsteen, Non al Denaro, non all'Amore né al Cielo di De Andrè, Titanic di De Gregori, Il mio canto libero di Battisti, Sticky Fingers degli Stones, il White Album dei Beatles, Bringing it all back home di Dylan, No code dei Pearl Jam e tanti altri…
 
Davide
Noi avevamo la chitarra ed eravamo in qualche modo costretti a socializzare. Oggi invece ci sono iphone, ipod, ipad e compagnia bella… Ha detto l’ex cestista Dino Meneghin. Cosa ne pensi?
 
Roberto
Io non sono per così dire un uomo “ipertecnologico”.. quindi la chitarra rimane il mio strumento preferito per socializzare. Sicuramente la comunicazione è cambiata moltissimo negli ultimi tempi, ma guardandomi intorno vedo, per fortuna, ancora tanta gente che preferisce conoscersi seduta su un divano insieme a qualche amico che prima o poi nel corso della serata tira fuori una chitarra dalla sua custodia. Si cambia e cambiare fa bene, ma per quanto riguarda certe cose in fondo non si cambia poi così tanto.. comunque il tema è immenso e meriterebbe molto più tempo per essere sviscerato, non vorrei banalizzarlo. 
 
Davide
Il lavoro è un lavoro che fai su di te / per cercare il buono dove non c’è… (Canzone al lavoro). Qual è il lavoro che fai su dite quando componi, suoni e canti le tue canzoni?
 
Roberto
È un lavoro d'introspezione e di analisi che mi porta a raggiungere dentro delle grandi profondità da dove a volte ritornano in superficie immagini, melodie e frasi che poi sento vale la pena di condividere. 
 
Davide
Cosa farai nel 2012?
 
Roberto
Suonerò e scriverò tante canzoni, quello che ho sempre fatto da quando ho 14 anni…  diciamo che di sicuro suonerò di più dal vivo, anche perché ho molta voglia di far ascoltare le canzoni dell'album.
 
Davide
Gandhi: la semplicità è l’essenza dell’universallità?
 
Roberto
La sofferenza è la distanza dalla verità?
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Roberto
Grazie a te per la stimolante intervista e alla prossima!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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