KULT Underground

una della più "antiche" e-zine italiane – attiva dal 1994

Intervista con Salvo Ruolo

6 min read
VIVERE CI STANCA”
DISPONIBILE IN TUTTI GLI STORE DIGITALI
da CONTRORECORDS/ NEW MODEL LABEL
 
 
Salvo Ruolo è un songwriter nato in Sicilia in provincia di Messina, ed il suo esordio da solista “Vivere Ci Stanca” arriva dopo un paio di progetti – Noybas e Formelese – , ed una intensa attività live che gli ha consentito di dividere il palco con artisti del calibro di Chris Cacavas ed Antonio Righetti, Diego Sapignoli ed Antonio Gramentieri, Bachi da Pietra ed Avion Travel.
La musica è un folk-rock dalle venature americane – acustico nelle impalcature ma crepitante di rugginosa elettricità negli arrangiamenti – che i testi in italiano completano in modo assolutamente personale.
Ad accompagnarlo in studio – e spesso anche in concerto – alcuni dei migliori musicisti della scena italiana, da Antonio Gramentieri e Diego Sapignoli, artefici di molti progetti e collaboratori di artisti come Hugo Race e Steve Wynn, ad Antonio “Rigo” Righetti, personaggio chiave della scena roots italiana, a partire dai Rocking Chairs, prima di arrivare alla popolarità come bassista storico di Ligabue.
Salvo Ruolo vive e lavora in provincia di Padova e a breve sarà in tour per promuovere “ Vivere ci Stanca”.
Tracklist: 1. Spreco Di Spazio / 2. Depurazione / 3. Bangkok Blues / 4. Memorie Underground / 5. Forme Lese / 6. Annullami / 7. Capovolti / 8. Gelo Di Gola / 9. Notte D'Inganni / 10. Parlami Del Mare / 11. Dogville / 12. Forme Lese (Reprise) – bonus track digitale
 
Salvo Ruolo – vocals, acoustic and electric guitar.
Antonio Gramentieri – electric, acoustic and baritone guitar, lap steel, bass, melodica, banjo.
Diego Sapignoli – percussions, glockenspiel and brushes.
Rigo Righetti – bass.
Franco Beat Naddei – vox and pad.
Massimo Sbaragli – double bass.
Denis Valentini – drums, percussion and vocals.
Michele Truglio – spanish guitar.
 
http://www.myspace.com/formelese
controrecords.wordpress.com
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Salvo. “Vivere ci stanca”… Un titolo che, anche non volendo, rimanda un po’ a Pavese…
 
Salvo
Dici bene invece del rimando a Pavese. Nel senso che il collegamento cosciente, voluto, quasi cercato è con J.C. Izzo ed uno dei suoi ultimi libri “Vivere Stanca”. Quello con Pavese è più inconscio ma della stessa natura. In entrambi i casi la consapevolezza che comunque vadano le cose, siamo destinati a perdere. 
 
Davide
Tutto iniziò con “Born to run” ma quale altra canzone o album ti mise il desiderio di voler fare musica?
 
Salvo
Il disco arrivò in casa mia non so come. E da quell’ascolto, fulminato sulla via di Damasco, lasciai gli studi classici che a 12 anni iniziai grazie ad uno zio maestro di musica. Tra l’altro questa bellissima Telecaster “indossata” da Springsteen in copertina, ha fatto il resto.
E’ stato poi un susseguirsi di ascolti, dai grandissimi come Dylan e Young fino ai Thin White Rope passando per Barrett e Nick Drake. Insomma sarebbe una lista impossibile e lunghissima.
 
Davide
Se dessi qualche coordinata di riferimento per  la tua musica tipo Calexico, Massimo Bubola, Tom Waits, Cesare Basile… Le riconosci o quali sei solito dare a chi ti chieda che musica fai?
 
Salvo
Certo quelli che hai citato stanno tra i miei ascolti, ed anche fra i miei preferiti. Ed immagino che qualunque cosa si assimili alla fine si mischi con il tuo dna, ma in questo processo e’ coinvolta la letteratura ed il cinema ovviamente.
Certi musicisti tendono a dire – parlando della loro scrittura –  “la mia musica bla bla bla, ha una sua specificità bla bla bla.. con risvolti  di 3 centimetri al gusto di cioccolato bla bla bla”. Preferisco lasciare a chi ascolta questo tipo di analisi. Anche se mi rendo conto che sono coordinate che facilitano la comunicazione.
 
Davide
Hai anche dei riferimenti letterari?
 
Salvo
Oltre al già citato e purtroppo morto J.C.Izzo, ci sono Cormac McCarthy, Don DeLillo, Pasolini e molti altri.
 
Davide
La musica deve far sprizzare il fuoco dallo spirito degli uomini, annotò Beethoven. Cosa invece per te? Cos’è il blues per Salvo Ruolo?
 
Salvo
Il blues è un atteggiamento dell’anima per quanto mi riguarda. Non serve farlo vedere a tutti costi, rimane comunque sottotraccia quando è genuino. Non ha bisogno di palcoscenici, tant’è che moltissimi artisti straordinari sono anche molto sconosciuti.
 
Davide
 “Pianura padana d’America” è stata una definizione coniata per la musica di Ligabue. Si parla anche di blues padano e qualcuno ha scritto che c’è una strana affinità tra la Pianura Padana e gli Stati Uniti d’America, tra le terre basse che accompagnano al loro delta le acque del Po e del Mississippi; luoghi geograficamente così remoti eppure accomunati, nelle loro brume umide e nelle loro estati torride, da una specie di ‘mood’ esistenziale, da un destino condiviso. Un destino ‘blues’… Cosa ne pensi?
 
Salvo
Che la geografia unisce tanto quanto può dividere. Che l’atteggiamento può unire anche a dispetto di luoghi fisicamente diversi. Più scavo nelle radici musicali di un determinato luogo – anche se morfologicamente opposto ad un altro – meno senso ha il significato di confine o barriera. Quindi penso che il delta di un fiume abbia il suo peso, ma anche la lettura che se ne fà. 
 
Davide
Ci presenti gli ottimi musicisti che ti accompagnano in questo disco?
 
Salvo
Abbiamo registrato il disco in quattro giorni praticamente e ci siamo divertiti come dei vitellini da latte che bevono dalla tetta della loro madre. Questo perché oltre che ottimi musicisti come hai detto te, sono umanamente il massimo. Antonio Gramentieri che ha anche prodotto “Vivere Ci Stanca”, Diego Sapignoli, Rigo Righetti, Denis Valentini e lo stesso Franco Beat che oltre ad essere il tecnico del suono ci ha anche suonato.
 
Davide
Alcuni testi di “Vivere ci stanca” si ispirano a fatti realmente accaduti? Perché in “Forme Lese” hai sentito il bisogno di ispirarti alla storia di Erika e Omar?
 
Salvo
Si. Ho osservato quello che succedeva – spesso anche molto vicino al sottoscritto – e l’ho raccontato a modo mio. Della storia di Erika ed Omar mi ha colpito invece la singolarità dello sgozzamento del fratellino. Come a voler cancellare dalla propria vita ciò che non potrà mai essere cancellato. Di ammazzamenti di madri per mano di figli se ne erano visti molti, quasi mai invece – a mia memoria – di un fratello e  madre insieme. Questo mi ha colpito profondamente. Come tutti d’altronde.
 
Davide
Perché l’undicesima canzone inizia dopo due minuti di silenzio ed è rimasta senza titolo come una ghost-track?
 
Salvo
Come ti dicevo ci siamo divertiti molto a suonare “Vivere Ci Stanca”. Dogville – è il titolo della ghost – è un episodio di puro divertimento che non è proprio uniforme al resto della scaletta. E siccome ci piaceva molto l’ho inserito come traccia nascosta.
 
Davide
La copertina di “Vivere ci stanca” riassume in qualche modo i contenuti del disco?
 
Salvo
Sono tutte riflessioni espresse dopo una session di prove e materializzate nelle foto che vedi. Puro random mentale che riflettono il mood del disco.
 
Davide
Paul Eluard: il passato è un uovo rotto, il futuro è un uovo da covare. Tu cosa stai covando per il futuro?
 
Salvo
Covo covo… come le galline padovane, che è la provincia in cui vivo attualmente. In cantiere c’è un disco di radici… siciliane. Con un grande artista siciliano che è Cesare Basile.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Salvo
Grazie a te Davide e luminosi giorni.

 

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