KULT Underground

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Intervista con Garbo

13 min read

 
Garbo: L’altra zona
 
Da Venerdì 29 Ottobre è disponibile, grazie a Discipline che pubblica e a Venus che distribuisce, GARBO > L’ALTRA ZONA.
Anticipato in radio dal singolo inedito Gira in Continuazione, verrà consegnato ai posteri un cofanetto extra deluxe o per meglio dire, uno scrigno che contiene un piccolo tesoro; arriverà nei negozi con lo scopo di celebrare i 30 anni di carriera di Garbo, un’artista che tanto ha dato e che generosamente continua ad elargire alla Musica Italiana!

 
Chi avrà la fortuna di avere tra le mani questo prezioso manufatto – realizzato in una tiratura limitata di 500 copie numerate ed autografate – siamo certi che vi si accosterà come se fosse di fronte ad un delicato forziere musicale.
Il cofanetto (25 x 14 cm) contiene:
 
1 Libretto di 28 pagine, con tutti i credits riferiti alle opere audio e video incluse arricchito da una folta schiera di foto, in buona parte inedite.
– 4 CD e 1 DVD
CD 1 – MACCHINE NEI FIORI (Rimasterizzato)
CD 2 – FUORI PER SEMPRE (Rimasterizzato)
CD 3 – UP THE LINE (Rimasterizzato)
CD 4 – Mp3 a 320 kbps di:
            BLU
            GIALLOELETTRICO
            COME IL VETRO
 
– Tutti i file dei testi di relativi agli album presenti nel cofanetto oltre a 3 splendidi brani inediti:
GIRA IN CONTINUAZIONE (di Luca Urbani e Garbo)
IN CONTROLUCE (di Curtis Jones & The Gossip Terrorists)
QUANDO CAMMINO (di Garbo e Linda Giacomello)
 
– 1 DVD della durata 1ora e 25 minuti contiene oltre a lunga intervista realizzata da Ernesto Assante nel 1991 a ridosso della pubblicazione di Garbo e il Presidente, 3 Video/Studio dell’epoca e l’inedito documento ” Garbo Prove & Backstage” durante il quale sono stati registrati live ed inclusi:
          NO
          CHI SEI
          UN BACIO FALSO
          VORREI REGNARE
          IL FIUME
          QUANTI ANNI HAI?
 – 7 VIDEOCLIP:
           UP THE LINE
           ONDAELETTRICA
           FORSE
           GRANDI GIORNI (seconda parte)
           VOGLIO MORIRE GIOVANE (Censured & Uncensured)
           QUANDO CAMMINO
           + Bonus Video
 
 Ufficio Stampa per Discipline: Manuela Longhi / BlaBlaBla
 
 
 
 
 

Garbo è quell’artista che fa della contraddizione un segno tangibile di riconoscimento, tanto algido nell’aspetto quasi efebico, tanto caldo nella modulazione vocale. “A Berlino… Va bene“, l’album d’esordio, venne definito dalla critica un lavoro con l’esperienza del passato e la fantasia del futuro. Il disco racconta, con una lungimiranza a tratti inquietante, la nevrosi e l’indifferenza di quel periodo e vede l’evoluzione tecnologica come assoluta protagonista. E proprio grazie a questo che viene scelto da Franco Battiato per l’opening act del suo tour del 1981.
Il secondo capitolo discografico arriva nel 1982 sotto il titolo di “Scortati” ed include una serie di singoli che vivranno una lunga vita, quali “Generazione” e “Vorrei regnare“.
Nel 1983, sempre strizzando l’occhio a sonorità poco allineate al periodo in corso, viene dato alle stampe “Quanti anni hai?“, realizzato in collaborazione con la bellissima voce di Antonella Ruggiero, allora  Matia Bazar. L’anno successivo, arriva la consacrazione artistica di Garbo che con il brano “Radioclima“, tratto dall’album “Fotografie“, vince il premio della critica al Festival di Sanremo.
Tra il 1986 e il 1988 vengono pubblicati altri due importanti lavori: “Il fiume” e “Manifesti” che genereranno brani come l’omonimo “Il fiume” ed “Extragarbo”, dove i suoni futuristici abbracciano in modo passionale un suono più fisico.
Tra il 1990 e l’anno seguente, esce il progetto “1.6.2.” nel quale sono estremamente avvertibili il “classico” pop di Garbo affiancato alla ricerca di nuove sperimentazioni musicali e linguistiche, riconducibili anche al live “Garbo e il presidente – Live” uscito nel 1991.
Nel 1992 Garbo fonda assieme ad alcuni collaboratori l’etichetta discografica Discipline e già un anno dopo pubblica un doppio album che si compone di due differenti lavori: l’inedito “Macchine nei fiori” e “Cosa rimane… rivisitazioni (81-91)” nel quale “rilegge” una serie di brani già editi, ma indirizzati verso una ricerca musicale più intimista.
Tra il 1995 e il 1997 vengono realizzati “Fuori per sempre” (che include la splendida “Australia“, che col titolo di “Isola“, a distanza di 10 anni conosce nuova vita grazie alla bella versione curata da Andy dei Bluvertigo e Franco Battiato  ed interpretata dai Krisma) e “Up the line (the virtual sound, word and image)” lavoro estremamente ermetico che accoglie attorno a se – contemporanea mente alla fondazione del movimento del Nevroromanticismo – gli scrittori Isabella Santacroce, Tommaso Labranca, Tiziano Scarpa, Niccolò Ammaniti, Aldo Nove più altri “Cannibali” che intervengono sul libretto del CD componendo brevi racconti.
Siamo al 1998, l’anno dell’album “Grandi giorni che riporta l’artista alla mai sopita inquietudine abbinata alla decadenza che distingue anche “Blu“, il lavoro siglato dalla Mescal dopo una pausa di quattro anni nel 2002, la cui “Un Bacio Falso” raccoglie ottimi consensi come singolo.
Altri tre anni passano prima che Garbo omaggi il suo pubblico con “Gialloelettrico” che nel 2005 viene consegnato ai posteri attraverso due importanti tappe: la lavorazione realizzata dalla mai abbandonata totalmente Discipline ora in collaborazione con Venus ed il ritorno alla dimensione live che porta l’artista a proporre il proprio repertorio a destra e a manca per l’Italia con una lunga serie di date. 
Nel 2006 un folto gruppo d’artisti, tra i quali Soerba, Krisma, Lombroso, Delta V, N.A.M.B., Madaski e LeLe Battista omaggia Garbo ed i suoi 25 anni di carriera con la doppia raccolta di cover intitolata “Congarbo“.
Con Discipline, oggi rinnovata e rinfrescata anche grazie al sodalizio societario creato con Luca Urbani (già Soerba) e Alberto Styloo, che ricopre anche una parte importante di natura artistica – essendo il prezioso complice d’idee di Garbo in questa recente avventura – nasce “Come il vetro“.  A fianco di Discipline, ancora Venus e dopo sei anni anche Mescal; l’album è uscito il 5 Settembre 2008.
Il tempo che passa viene sfruttato al meglio tra selezionatissimi appuntamenti live e cura artistica nel dare alle stampe gli album che Discipline pubblica e Venus distribuisce:
Zerouno .2 (2009) – Alberto Styloo Infective (2009) – Elisabetta Fadini Desmodus (2009)
Stardog Oltre le nevi di Piazza Vetra (2009) – Curtis Jones & The Gossip Terrorist The Assassination of Alabama Whitman (2009) – Micol Martinez  Copenhagen (2010) – Hellzapop Finchè la Luce è Accesa (2010).
 
Arriviamo così all’Autunno del 2010, momento di cambiamento naturale ed evento da festeggiare: sono 30 gli anni di carriera di Garbo e vanno sottolineati con il dovuto rispetto grazie alla pubblicazione del monumentale cofanetto antologico intitolato L’Altra Zona che oltre ad includere  1 Libretto di 28 pagine (ricco di credits e di foto in parte inedite), racchiude 4 CD e 1 DVD:
MACCHINE NEI FIORI (Rimasterizzato) + FUORI PER SEMPRE (Rimasterizzato) + UP THE LINE  (Rimasterizzato) + CD Mp3 a 320 kbps della trilogia cromatica: BLU / GIALLOELETTRICO / COME IL VETRO.  Sempre nel Box Extra Lux, tutti i file dei testi relativi ai brani contenuti nel cofanetto oltre a 3 splendidi brani inediti: GIRA IN CONTINUAZIONE (di Luca Urbani e Garbo), IN CONTROLUCE (di Curtis Jones & The Gossip Terrorists) e QUANDO CAMMINO (di Garbo e Linda Giacomello).
Il DVD della durata 1ora e 25 minuti contiene oltre a lunga intervista realizzata da Ernesto Assante nel 1991, a ridosso della pubblicazione di Garbo e il Presidente, 3 Video/Studio dell’epoca e l’inedito documento “Garbo Prove & Backstage” durante il quale sono stati registrati live ed inclusi NO /  CHI SEI / UN BACIO FALSO / VORREI REGNARE / IL FIUME / QUANTI ANNI HAI? oltre a 7 VIDEOCLIP: UP THE LINE / ONDAELETTRICA / FORSE / GRANDI GIORNI (seconda parte) / VOGLIO MORIRE GIOVANE (Censured & Uncensured) / QUANDO CAMMINO / + Bonus Video.
Album
·                     1981 A Berlino… Va Bene — EMI (ristampato nel 2004)
·                     1982 Scortati — EMI (ristampato nel 2004)
·                     1984 Fotografie — EMI (ristampato nel 2004)
·                     1986 Il Fiume — Polygram (ristampato nel 2007)
·                     1988 Manifesti — Polygram (ristampato nel 2007)
·                     1990 1.6.2 — KinderGarten
·                     1991 Garbo E Il Presidente Live — KinderGarten
·                     1993 Macchine Nei Fiori / Cosa Rimane… Rivisitazioni (81-91) — Discipline
·                     1995 Fuori Per Sempre — Discipline
·                     1997 Up The Line — Discipline
·                     1998 Grandi Giorni – FRI
·                     2002 Blu (Garbo)|Blu — Mescal/Sony
·                     2005Gialloelettrico — Discipline/Venus
·                     2006 ConGarbo — Photographic/Venus (tribute album)
·                     2008 Come Il Vetro — Discipline/Venus
·                     2010 L’Altra Zona – Discipine/Venus

 

A cura di Manuela Longhi – Discipline
 
 
 
 
 
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Renato. L’Altra Zona, uno prezioso scrigno in 500 copie per celebrare i tuoi trent’anni di musica, soprattutto quella che a un certo punto hai reso indipendente dall’industria dei numeri del disco e più libera di essere. Il successo degli anni ’80 non ti ha fatto perdere il senso della realtà, né della più pura creatività, né allora, né mai finora. Qual è stato il tuo segreto?
 
Garbo
Semplicemente rimanendo me stesso, dando ascolto alle mie esigenze creative e comunicative al di là di mode o territori omologati.
 
Davide
Dagli anni ’80 agli anni Duemila: nessuna arte tradizionale come la musica è stata così sconvolta, nella sua natura e nei mezzi di applicazione e di comunicazione, dalla comparsa dei nuovi media e delle tecnologie di registrazione privata e di trasmissione via internet. Più o meno così inizia un libretto interessante, Musica, media e tecnologie del compositore e musicografo Michel Chion. Continuo chiedendoti se tutto ciò profana e svalorizza la musica relegandola al ruolo di mero, continuo e distratto accompagnamento della vita quotidiana (e mi chiedo se sia la stessa cosa che volevi sottolineare tu con “Giallo elettrico”, dove le canzoni sono intervallate dai rumori del quotidiano) o se le attribuisce o restituisce invece funzioni perdute o nuove?
 
Garbo
Credo che l’evoluzione tecnologica in ambito musicale si sia sempre espressa anche in passati meno recenti e questo è positivo, aiuta l’artista in fase creativa, produttiva e divulgativa. L’importante è però tener sempre presente che siamo noi ad usare gli strumenti che abbiamo a disposizione e non il contrario. Se oggi per spostarmi utilizzerò un’auto anziché una carrozza trainata da cavalli, arriverò prima, ma sarò sempre io a decidere dove andare, non certo l’auto.
 
Davide
http://www.myspace.com/regarbo Bello quel “regarbo”… eppure tutto è la tua musica, tranne che un revival, un rewind, insomma un “re” o “ri” prefisso di verbi che esprima mera ripetizione, duplicazione o ritorno a fasi anteriori…
Gran parte degli artisti emersi negli anni ’80 sono ormai spariti, ogni tanto ritornano riproponendo un revival di successo dell’epoca e di se stessi. Tu no, e la tua continuità è stata in un senso vero e coerente, evolutivo e innovativo e talvolta  sperimentale paragonabile a pochi in Italia. Però in tutto questo mi sento di pensarti più un “figlio” del seme degli anni ’70 che non dell’intera decade degli anni ‘80… Perché in Italia non cambia mai nulla di sostanzioso da almeno vent’anni? O meglio, in Italia sembra che molti invochino o cerchino il nuovo senza sapersi però rinnovare… Cosa significa per te la parola (o l’inno) Changes…?
 
Garbo
Per quanto riguarda il prefisso “re” ti può consolare il fatto che non è altro che l’abbreviazione di Renato (il mio nome) e non il desiderio di staticità e grandezza. È vero, io sono un figlio degli anni ’70 e semmai un costruttore degli ’80. Ho sempre cercato la mia evoluzione o metamorfosi e questo per mia volontà, ma anche per mia natura istintiva. Detesto sentirmi paludato e ripetitivo. Una volta scrivevo: “Vorrei regnare sulle cose che cambiano”… quindi amo Changes.
 
Davide
Dopo capolavori (secondo me) come “Blu” e “Giallo elettrico” (2002 e 2005), ma anche altro, cosa provi ad essere spesso associato ai soli anni ’80?
 
Garbo
Tutto questo mi annoia abbastanza. Mi rendo però conto che dischi e alcune hit dell’epoca hanno marchiato inevitabilmente il mio esordio e “successo” e quindi molta gente mi associa alla fase mia più esposta e popolare. Del resto sappiamo che oggi la popolarità è frutto di molta esposizione televisiva che, per quanto mi riguarda, oggi vivo meno anche per scelte personali.
 
Davide
Parlaci della tua (bellissima) trilogia cromatica, presente per intero e rimasterizzata nel cofanetto. Dal Blu (“Yin”… e anche un po’ “in” e quindi “inside”) al Giallo elettrico (Yang, ma anche “young”) alla trasparenza Come il vetro… Notte-interiorità a cui segue contrapposto il giorno-socialità (scusa la semplificazione) a cui segue…? Forse l’etere, eterno, immutabile, senza peso e trasparente, di un qualcosa a seguire dopo la vita o le prime stagioni della vita? O cosa?
 
Garbo
Intanto hai già fotografato tu, nella domanda, parte della risposta. Ovviamente Blu sta per profondità e vissuto notturno, Gialloelettrico per diurno urbano, mentre il Vetro è trasparente, è fragile, taglia, si appanna, riflette, e permette di guardare oltre. Questo, in sintesi, è il senso di momenti del mio vissuto personale e di ciò che mi circonda.
 
Davide
Lo pseudonimo Garbo è nato all’ufficio anagrafico. Un giorno vi notasti quel cognome, tipicamente veneto… Ma sono certo che non l’avresti scelto senza la divina Greta Lovisa Gustafsson e il suo fascino misterioso. Cosa ti evocò Garbo di affine a te, alla tua arte?
 
Garbo
Potresti non crederci, ma non è affatto così. Confermo che è vero che spesso la gente ha associato l’idea dell’attrice alla mia scelta, ma a me interessava veramente solo il suono di quel cognome, e che fosse italiano come ciò che ho sempre scritto.
 
Davide
Nel 1997 teorizzasti il Nevroromanticismo, un movimento filosofico-letterario per esprimere l’inquietudine dell’esistenza. ll progetto, corroborato dall’adesione di scrittori come Aldo Nove, Tiziano Scarpa, Isabella Santacroce, Niccolò Ammaniti e Tommaso Labranca, voleva fondere musica e letteratura, a partire dal tuo disco Up the line. Chi era, cos’era un nevroromantico e cosa è ancora o cosa è diventato oggi?
 
Garbo
In realtà è nato tra me e gli artisti che hai citato come un gioco intellettuale, che però definiva le nostre affinità creative e culturali. Si condivideva una certa atmosfera stilistica e formale rispetto al linguaggio che usavamo nella scrittura e per questi scrittori anche un’attitudine musicale. Soprattutto ci accomunava una visione dell’esistenza vissuta in modo romantico, nel senso letterario del termine, unitamente a un approccio teso e “nervoso” nei confronti della vita.
 
Davide
A proposito di “Up the line“, bellissimo… un disco quasi interamente  strumentale … Colpiscono da una parte la sensibilità e la capacità musicali che rievocano Sakamoto, Penguin Cafè Orchestra, “Trieste” (out-take bello, scomparso e introvabile da “Low”) o “Warszawa” e altre simili delizie, ma anche l’uso preciso che hai fatto dei suoni sintetici. Cioè, archi e fiati ormai si potevano riprodurre con estrema fedeltà attraverso l’elettronica più aggiornata, mentre tu hai volutamente usato dei suoni sinteticamente riconoscibili come tali, come da computer. Un modo classico di fare musica e insieme di discostarsene… O il viceversa. Tradizione e innovazione? Vero e imitato? Passato e moderno-futuro? Solipsismo tecnologico (assai “nevroromantico”) e socialità virtuale… Insomma, perché la scelta di questi suoni in un contesto strumentalmente classico?
 
Garbo
Anche qui hai già risposto attraverso la tua domanda. Evidentemente se avessi voluto realisticamente quel tipo di assetto sonoro avrei chiamato degli orchestrali. In realtà la sfida era proprio quella di evocare certe emozioni (romantiche, ma anche sperimentali) attraverso la mia solitudine creativa e i mezzi che avevo a disposizione e che mi servivano. D’altra parte, credo sia uno dei primi esperimenti in questa direzione, per lo meno nel nostro paese.
 
Hai fondato “Discipline”, con la quale hai già prodotto anche notevoli, eccellenti dischi di Curtis Jones and the Gossip Terrorists, Micol Martinez, Hellzapop, Luca Urbani, Stardog, Alberto Styloo… http://www.myspace.com/disciplinemusica  Come si manifestano i tuoi giudizi e le tue scelte al riguardo?
 
Garbo
Discipline, nata nel 1991 per supportare il mio desiderio anarchico di artista indipendente, è poi diventata, man mano, per volere mio e dei miei soci, un’etichetta di carattere editoriale e discografico per artisti meno omologati rispetto alle esigenze delle major, le quali peraltro sono in fase decadente e critica. Naturalmente le scelte sono avvallate dai gusti miei e dei miei soci.
 
Davide
Tu hai suonato con tutti coloro che più amavi o ti erano consimili in Italia e ancora è così. Chi hai conosciuto dei tuoi più beneamati artisti inglesi o americani? Qual è stato il più bell’incontro, cosa ti ha lasciato?
 
Garbo
In realtà sono stati tutti incontri interessanti e importanti per il mio divenire. Da David Bowie a Dave Gilmour, da Freddie Mercury e i Queen a Mark Hollis e i Talk Talk, da Richie Havens a Holly Johnson e i Frankie Goes to Hollywood, e tanti altri ancora. Sai, in trent’anni…
 
Davide
“Congarbo”… cosa si prova ad ascoltare un tributo così ricco alla propria musica?
 
Garbo
Gratificazione, stupore, e un sommesso compiacimento… 🙂
 
Davide
Cos’è il futuro, che significato ha per te?
 
Garbo
Ho provato molte cose nella vita, anche quella di sentirmi dire ‘guarda che te ne stai andando’, quindi il futuro è: domani mattina. Poi vediamo cosa fare eventualmente.
 
Davide
L’Altra Zona” o per parafrasare “The twilight zone“… Anche la musica, come quella “quinta dimensione” è senza limiti come l’infinito, e senza tempo come l’eternità: è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione dell’immaginazione, una regione che si trova ai confini della realtà…? Cosa è e cosa è stata per e la musica?
 
Garbo.
È azzardo, è l’eternità, il superamento del mio domani mattina. Se così non fosse, chi la propone e la segue non è un artista. Non è degno di comunicare niente a nessuno. A tal proposito ti invito ad ascoltare qualcosa che qui non hai citato: ‘Desmodus’, di Elisabetta Fadini. Trattasi di un album sperimentale (Discipline) che esprime il concetto di superamento del limite temporale attraverso l’arte come
aspirazione all’eternità e di cui sono autore e compositore, ove Elisabetta è notevole interprete.  
 
Davide
Lo ascolterò con molta attenzione. Grazie e… à suivre.
 
 

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