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2011
12
Ott

L'erba del diavolo - Jacopo Fo e Nina Karen

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Dario Flaccovio (Palermo, 2011)
pag. 168, euro 13.00
 
Non ne sapremo mai abbastanza. L'obiettivo dichiarato e raggiunto da Jacopo Fo e Nina Karen col saggio "L'erba del diavolo" era spiegare che: "vietare le droghe ingrassa la criminalità organizzata e fa aumentare i tossicodipendenti. Informare è meglio che reprimere". Fo, autore d'una cinquantina di libri, e l'esordiente Karen premettono infatti che "La nostra convinzione è che l'azione contro l'uso delle sostanze stupefacenti della maggioranza delle nazioni sia inefficace perché profondamente irrazionale". Dunque questa premessa è molto chiara. Perché, è gli autori citano il proibizionismo statunitense che fu, fece arricchire la malavita. E l'alcol, ancora, fa più morti che il resto delle droghe. Mentre, ancora, i divieti di Sirchia sul fumo nei locali pubblici, hanno prodotto meno, anzi il contrario, del calo di consumi che già si stava registrando quanto questi non c'erano in circolazione. E i divieti, poi, aumentano "Il piacere di abbrutirsi". Karen e Fo, ovviamente, non potevano che continuare descrivendo un'altra delle situazioni ormai normali che fanno parte della società, persino avvallata da una lunga e grossa serie di consigli medici; quindi il saggio fa capire come gli psicofarmaci, tra l'altro sempre appunto più diffusi anche in Italia, fanno molto male ma sono perfettamente legali. Leggendo, finalmente, si aggiungo altri elementi all'archivio buona a spaccare tanti luoghi comunici: dunque si sappia una volta per tutte che l'uso dell'eroina non è conseguenza di quello della canapa. Lo dicono i dati. Per non parlare della legge Fini-Giovanardi. Che insegna come chi fuma una canna sia da paragonare a uno spacciatore professionista d'eroina e cocaina ecc. Ma, è il titolo non poteva essere più adeguato, buona parte del testo è impiegata per sviluppare tutti gli aspetti dell'utilizzo della canapa e le sue proprietà, buone e cattive, passando per la storia e chiaramente continuando a tenere ferma la barra dello studio argomentato da rilevanze scientifiche. Tra le altre cose, si può aggiungere, l'opera contiene messaggi a favore dell'uso terapeutico della cannabis. Infine, che il saggio è davvero zeppo d'analisi interessanti e di ragionamenti che andrebbero ridetti in pubblico ogni giorno, sapendo che il libro è una chiara 'invocazione' alle legalizzazione delle droghe, uno dei capitoli della parte finale è sottotitolato "Piccola storia del proibizionismo". Dove, in questo caso, si parte dal dato storico che fino agli anni Trenta del Novecento, la cannabis fu tollerata e utilizzata, spesso per il tessile, la nautica, le cartiere. Fino alla messa al bando. Perché? Forse si dovrebbe parlare del petrolio?   
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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