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2005
25
Dic

Brothers in Arms: Earned in Blood - Recensione XBOX

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Dopo solo otto mesi dall’uscita di Brothers in Arms: Road to Hill 30, Gearbox Software e Ubisoft immettono sul mercato il seguito di questo FPS tattico di guerra.

 Brothers in Arms: Earned in Blood 

 

Come molti di voi, il primo titolo di questa serie, introduceva i giocatori nello scenario della seconda guerra mondiale attraverso gli occhi del giovane sergente Matt Baker. La serie Brothers in Arms, si distingue dalle altre serie ispirate agli eventi della Seconda Guerra Mondiale per quell’aspetto tattico, che sapientemente infarcito con il classico incedere degli FPS bellici, rendono differente e più speziata quella che a prima vista potrebbe apparire a molti il solito minestrone. Culinaria a parte, ai comandi di una squadra di combattimento Gearbox vi torna ad offrire un’esperienza simile alla precedente con un’intelligenza artificiale migliorata e opzioni multiplayer un più curate. Ma basterà questa nuova ricetta per farvi ripiombare nell’inferno di fuoco della seconda Guerra Mondiale?

Nei panni di Joe “Red” Hartsock, uno delle migliaia di soldati dell’aviazione americana paracadutatesi la notte prima dello sbarco in Normandia dietro le linee tedesche, dovrete affrontare le missioni che seguirono quell’evento nelle due settimane successive nelle campagne francesi. Il nome non vi sarà del tutto nuovo se avete giocato già al primo episodio. Era, infatti, uno dei personaggi del primo gioco (addirittura era sullo stesso aereo del sergente Matt Baker, protagonista del primo episodio).

Paracadutatosi dallo stesso aereo, rimase impigliato a un albero e fu salvato appena in tempo… ma il resto lo scoprirete da voi. Ora Harsock è il protagonista principale di questo nuovo Brothers in Arms e, tramite una serie di flashback, sarete chiamati a impersonarne le gesta che si svolgeranno quindi nello stesso intervallo di tempo del primo titolo. Con l’artificio del flashback, Hartsock che racconta a un suo superiore cosa ha dovuto affrontare nelle settimane precedenti, il gioco inizia a dipanarsi lungo la campagna francese. Un motore di gioco più rifinito e dettagliato del precedente, un doppiaggio e un sonoro all’altezza dei titoli di prima produzione vi “paracaduteranno” nuovamente in quel di Normandia…  

 

L’interfaccia di gioco è rimasta pressoché invariata dal titolo precedente: avrete la possibilità di eseguire le solite azioni (camminare, mirare, sparare, accucciarvi, lanciare granate…) più la possibilità di comandare due gruppi di fuoco oppure un gruppo di fuoco e un carrarmato. Potrete fare in modo di convogliare queste forze dove più vi serviranno in modo da tenere impegnati le varie pattuglie nemiche – queste forze sono dotate di un’intelligenza ragguardevole e in grado di portare a termine i vostri ordini pensando comunque alla loro “pellaccia”! Questo si traduce quindi in una ricerca del punto migliore dal quale sparare all’avversario, possibilmente al riparo dai colpi pericolosi degli avversari. Sono quindi in grado d’autonomia, sollevando un po’ il vostro compito direttivo e rendendo l’esperienza più verosimigliante. Sempre però dall’intelligenza artificiale siamo rimasti stupiti, quando, occasionalmente, un nostro commilitone rimaneva impigliato in un pezzo di scenario, compenetrando un muro oppure non tentava di proteggersi dal fuoco nemico, segno questo che qualche magagna è rimasta dall’episodio precedente. Ma sono momenti isolati, per fortuna. Ancora non ci piace il fatto di non poter dare a ciascun uomo della nostra squadriglia degli ordini differenti, come invece capitava in altri titoli FPS.

Anche in questo nuovo episodio, a ogni modo, sarete chiamati a trovare il nemico, impegnarlo in un combattimento a lunga distanza tramite le vostre truppe, sorprenderlo alle spalle mentre impegnati e finirli. Sempre per quello che riguarda l’interfaccia, sopra i nemici apparirà il cerchio rosso e bianco che indicherà il grado di pericolosità (cerchio che si può sempre eliminare dalle opzioni, volendo rendere il gioco un po’ più realistico). Il concetto è quello di bersagliare queste truppe nemiche di fuoco in modo da renderle inoffensive (il cerchio diventerà grigio) e portare un attacco alle loro spalle per finirli.

La novità nel gioco sono da ricercarsi in una maggiore difficoltà di uccisione del nemico (in caso siano resi inoffensivi il nemico tenderà a ritirarsi oppure ad attaccarvi mentre tentate di sopprimerli definitivamente). Anche il fuoco di ritorno è comunque più preciso di quanto lo fosse nell’episodio precedente e questo rende il gioco ancora più realistico del precedente, soprattutto ai livelli di gioco più difficili.

Le missioni sono divise in capitoli e sarete chiamati ad affrontare una buona varietà di tipologie di ambienti della Francia: dalle fattorie alle foreste, passando per paesi e città. I livelli sono in genere abbastanza lineari e di lunghezza simile a quelli dell’episodio precedente. I progressi di gioco sono salvati grazie a un sistema di checkpoint e nei livelli di gioco più facili potrete ripristinare il grado di salute prima di ricaricare il gioco da un checkpoint.

Ci sono alcune novità per quello che riguarda il multiplayer – la modalità che vi permetterà di giocare il gioco single-player in cooperativa tramite split screen su una sola Xbox o tramite Xbox Live. Altre modalità sono quella che vi vedranno impiegati nella difesa contro ondate di nemici. Gli attacchi a tempo invece richiederanno di uccidere tutti i nemici in un tempo determinato. A ogni uccisione vi sarà dato del tempo bonus e il punteggio finale terrà conto anche di quanto tempo avrete risparmiato. Infine, la modalità nella quale dovrete affrontare cinque missioni consecutive con una sola vita e una sola squadra. O ancora, quella dove un massimo di quattro giocatori potrà sfidarsi nella “solita” guerra in una delle 20 mappe messe a disposizione dal team di Gearbox.

Come sempre, il gioco è ben curato nella presentazione degli eventi, nello svolgimento delle battaglie grazie al motore grafico del gioco e all’impianto audio che lo elevano sopra la media dei giochi dello stesso genere, nonostante abbiamo notato alcuni rallentamenti durante le scene più impegnative, niente comunque che possa infastidire o compromettere l’esperienza di gioco.

Consiglio infine questo gioco a chi si è trovato bene con il primo episodio o a chi volesse provare la miscela di FPS e strategia che manca ad altri giochi del genere.

 

 

 

 

Giovanni Strammiello

 
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:: Giovanni Strammiello
Giovanni Strammiello si occupa di fornire news sul mondo dei videogiochi e di recensirne i titoli più meritevoli di attenzione. Sempre attento a esplorare le nuove tecnologie non perde occasione di spingersi un po' più in là per informare i lettori di KULT Underground su cosa succederà nei prossimi mesi.
 
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