:: Home » Numeri » #184 » MUSICA » Intervista con No Strings Left
2010
24
Nov

Intervista con No Strings Left

media 3.41 dopo 181 voti
Commenti () - Page hits: 5150
 
Musica - in CD e digitale da Upton Records – marketed & promoted by New Model Label, qui puoi ascoltare il singolo "Get Me Out" in free-download
 
Un disco battagliero fin dal titolo, che si apre con una dichiarazione presa dal Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, contenente un invito ai giovani a prendere il potere e a "consumarlo", lezione che poi sarà fatta propria dal punk e che la band ha voluto fare propria, come rivolta all'immobilismo che contraddistingue il nostro paese.
Ed è proprio il punk la maggiore influenza dei No Strings Left, come genere musicale, come urgenza espressiva e con etica "Do It Yourself";
il disco infatti è stato interamente realizzato dalla band nel proprio project studio con registrazioni di getto per portare l'ascoltatore in una dimensione quasi "live" più vicina alla band e alcuni campionamenti vocali, quasi fossero dei dialoghi cinematografici, che si intervallano tra le composizioni oppure rumori di fondo provenienti da un campo di battaglia.
"La Prise De La Bastille" non è però un concept album, ma una raffica di canzoni ad alto tasso energetico, come l'iniziale "No Strings Left", brano che ha dato il nome alla band o "East Of The Sun" e "Get Me Out", che in meno di tre minuti rappresentano un concentrato dello stile dei No Strings Left. Nell'album c'è spazio anche per episodi più dilatati, come "Wastin' Time", con le sue drive psichedeliche ispirate a Jack Kerouac, oppure per l'imprevisto bubble-gum punk di "Little Song To Dance To" o l'aggressiva "The Eternal Promise Of Charm" che sfugge alle catalogazioni.
 
Line-Up:
Fabio Molli – guitar & vocals
Mario Vitale – guitar & vocals
Michelangelo Serpico – bass
Antonio "Moky" Di Sarno - drums
 
 
Contatto per promozione:
New Model Label – Govind Khurana
 
 
Intervista.
Davide
Ciao No Stings Left… L'urlo punk fu "No future"… Quello futurista, potremmo dire: "No past". Qual è il vostro?

No Strings Left
No time.

Davide
La presa della Bastiglia divenne l'icona dell'inizio della Rivoluzione francese. In quale rivoluzione sperate o quale per cui in un qualche modo operate; cosa vorreste radere al suolo, lentamente e sistematicamente? Cosa vi ricostruireste sopra?

No Strings Left 
Vogliamo disintegrare tutti quelli che ce la mettono tutta affinché in Italia ci sia sempre la merda a galla: le menti brillanti della nostra terra sono costrette ad andare via per non essere umiliate e una volta fuori dall'Italia magari vengono anche rimpiante. Cosa ci ricostruiremmo sopra? Una bastiglia meritocratica, fondata sul gusto per il "bello e sublime".

Davide
Dal momento che avete prodotto un disco di elevata qualità, l'aggettivo originario "punk" ("di scarsa qualità, da due soldi") proprio non si addice. Non pensate anche voi che, nel momento in cui il punk lo si è cominciato a pensare, suonare e registrare bene (almeno a cominciare dai Clash fino alle ricercatezze del cyberpunk) ha in fondo smesso di guadagnarsi quell'aggettivo? Che significato ha per voi oggi la parola punk e come, in cosa influisce ancora il punk nel 2010?

No Strings Left
Innanzitutto, fare un punk oggi che suonerebbe alla maniera del '77 sarebbe stupida nostalgia estetica: ogni periodo storico ha i propri impulsi che sfociano poi in uno stile, quindi imporre a un disco una sonorità legata a un periodo passato vuol dire ignorare l'attualità e imitare ciò che già c'è stato.
Noi ci definiamo punk per lo spirito insito nelle canzoni e le sonorità sono un risultato di tutti i nostri ascolti e non della voglia di suonare come qualcun' altro.
Ciò che fa fare punk ancora nel 2010 credo siano gli stessi motivi che c'erano nel '77, con l'unica differenza che non indossiamo spille da balia e maglie con la swastika.

Davide
Nati a Napoli nel 2008. Da quali precedenti esperienze venite? Come nasce la band? Qual è il vostro progetto?

No Strings Left
Il cantante, Fabio, era il dj di una band crossover chiamata Joeblow; Mario e Antonio, rispettivamente chitarra e batteria, suonavano insieme in un gruppo hardcore-punk chiamati Blast'Em; infine Michelangelo, il bassista, ha suonato in varie band metal come chitarrista.
La band nasce da una telefonata ricevuta da Mario: a Napoli c'era una serata punk con un gruppo chiamato Masshysteri, serviva un gruppo spalla e un amico aveva pensasto ai Blast'em, ormai sciolti; in quel periodo suonavamo assieme senza nessuno scopo preciso ed ecco che i No Strings Left fanno la loro prima (disastrosa) entrata in scena! Hehe.

Davide
Napoli… La Napoli musicale di "Finiculì Finiculà" (ripresa anche da Alfredo Casella nel poema "Italia") e altre canzoni folcloriche napoletane, per la loro esuberanza, piacevano ai futuristi. Cos'è per voi, nella vostra esperienza, la Napoli musicale?

No Strings Left
La Napoli musicale è anima, sudore e voglia di esprimersi attraverso la musica che fa sognare. Ci sono tanti gruppi rock a Napoli come noi che si danno tanto da fare, ma la musica popolare qui è ben altra: i neomelodici vanno alla grande, ma a parer nostro non fanno altro che infangare la tradizione musicale che ha alle spalle questa città.

Davide
Il più bel disco "incompreso" e da riscoprire e valorizzare secondo voi nella storia della musica?

No Strings Left
Ce ne sono tanti, dirne uno ci risulta molto difficile, per cui faremo vari nomi: partirei da un italiano, Piero Piccioni, un grande compositore di colonne sonore che passa tutt'oggi un po' troppo inosservato: uno dei suoi più grandi lavori è sicuramente "Colpo rovente".
Poi tornando al punk, ci sono i New York Dolls che vengono fin troppo ignorati come fondatori di questo genere: da loro sono nati i Ramones, sono nati i Sex Pistols, è nato il filone glam e tante altre belle cose.

Davide
Il disco che merita in assoluto il più grande rispetto secondo voi?

No Strings Left
"London Calling" dei Clash, un disco completo.

Davide
Dopo circa quaranta vigorosi minuti di punkgaragepopindierock (chiaro che appartenere a un solo definito genere vi starebbe stretto, né è più possibile oggigiorno) il cd si conclude con una lungo outro di musique concrète, un collage al vecchio modo della cosiddetta Tape Music o alla Revolution # 9. Che materiali sonori avete usato e cosa esprime questa traccia a conclusione del vostro lavoro?

No Strings Left
I materiali sonori utilizzati sono demo casalinghe di pezzi acustici oppure demo in studio con la band intera; poi ci sono frammenti di Radio Londra, canzoni popolari francesi, un reading di Orson Welles.
La traccia esprime la parte conclusiva della battaglia intera che il disco sta a rappresentare.

Davide
Perché avete scelto di chiamarvi così? In che senso non è rimasto alcun legame od obbligo?

No Strings Left
Innanzitutto l'origine del nome non è proprio questa: il secondo pezzo del disco, intitolato appunto "No Strings Left" si apre con la frase <> ovvero <>: il nome deriva proprio da qui, e la frase a sua volta deriva dalla nostra cattiva abitudine di spezzare le corde durante i live o le prove.
Anche il significato che gli hai attribuito tu però ha un forte valore perchè noi non siamo legati a nessuno essendo totalmente indipendenti nella produzione dei nostri lavori.

Davide
«L'Italia, piú di qualunque altro paese, aveva un bisogno urgente di Futurismo, poiché moriva di passatismo»… Ed è ancora così?

No Strings Left
Certo, è ancora così anche dopo che il futurismo ha compiuto 100 anni. È ancora così perchè legata ancora alla tradizione in maniera nostalgica. È ancora così perchè non guarda mai avanti per paura di sbagliare e così facendo non rischia mai.
Solo quando si è certi di aver sbagliato tutto, quando si ha l'acqua ormai oltre la gola, in Italia, si lavora al cambiamento.

Davide
Su cosa vi state concentrando ora?

No Strings Left
Stiamo già lavorando a del nuovo materiale e contemporaneamente stiamo cercando di promuovere in giro il disco, anche se di questi tempi è abbastanza difficile.

Davide
Joe Strummer: Le riserve di petrolio dureranno ancora diecimila giorni. Giornalista: Vuoi dire che ci restano diecimila giorni per trovare una fonte d'energia alternativa? Joe Strummer: No, voglio dire che ci rimangono ancora diecimila giorni per fare rock and roll… Come vi immaginate da questa prospettiva futura o futuribile?

No Strings Left
Finchè c'è petrolio c'è rock n roll.
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 127 millisecondi