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2010
14
Nov

Intervista con Camp Lion

media 3.08 dopo 124 voti
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Attitudine melodica, spensieratezza post-adolescenziale, una buona dose di ironia ed energia. Sono questi gli ingredienti della musica dei Camp Lion, band della provincia di Trento che arriva al primo full-length album, dopo alcune esperienze, un Ep autoprodotto con un'altra "ragione sociale" e la voglia di mettersi in gioco, con nuove sonorità, power-pop, senza dimenticarsi delle radici, dal brit pop al sound di band come Idlewild e Teenage Fanclub , il pensiero ai Jimmy Eat World  e una passione per eroi di casa nostra come i Tre Allegri Ragazzi Morti.
 
Cos'è "La Teoria di Romero"?
 
"I film di George Romero hanno un'idea di fondo, il consumismo che dilaga violentemente e che rimane impresso negli uomini, come un marchio. Quando questi poi, vengono trasformati in Zombie (per ragioni che non ci interessano) tendono a ripetere le stesse azioni e gli stessi comportamenti di quando erano umani. Il concetto nel disco viene applicato a situazioni di tutti i giorni toccando la sfera sentimentale e dell'amicizia. Esempio ecclatante fu "Zombi" ("Dawn Of The Dead", nell'originale) quando la popolazione zombie ritornava al centro commerciale come se l'abitudine malata fosse rimasta in loro anche dopo la trasformazione… un concetto piuttosto attuale!"
 
Tracklist:
1. Dimmi Cosa Ho Detto / 2. Lo Stesso Punto / 3. Lettera A M/  4. Etere / 5. Rattivik Parte 1/ 6. Rattivik Parte 2 / 7. Vuoti A Rendere/ 8. 45/ 9. Ombra/ 10. Deja Vu/ 11. Viale Mazzini/ 12. Meno Di Uno Zero/ 13. Clever
 
Formazione: Antonio Benedetti – Voce / Nicola Perina – Guitars / Leonardo Mengoni – Bass / Davide Cavrioli – Drums
 
Contatto per promozione:
Govind Khurana govindnmi@gmail.com
New Model Label

 
Davide
Ciao Camp Lion. Un disco rock di buon impatto, immediato e non superficiale. Se non sbaglio prima vi chiamavate Romero. Il nome di un gruppo dice sempre qualcosa, diciamo, di "programmatico". Qualcosa sull'origine e sui significati dei nomi "Romero", poi "Camp Lion"?
 
Camp Lion (NICOLA)
Ciao Davide, si Romero e Camp Lion sono entrambi legati alla cinematografia... siamo appassionati di film dell'orrore e dei capolavori "trash" italiani quindi ci piaceva prendere spunto da li. Romero chiaramente è l'omaggio al guru degli zombie-movies mentre il Camp Lion è la base militare dove si allenavano gli americani in Bomber (non siamo guerrafondai).
 
Davide
Ci raccontate la vostra storia in quel di Trento?
 
Camp Lion
Questa band è formata da persone che venivano da gruppi ed esperienze diverse, invece io e Davide suoniamo assieme da circa 7 anni e dopo l'esperienza con un precedente gruppo abbiamo formato i Romero, che da un anno a questa parte sono diventati stabilmente Camp Lion per un caso di omonimia. Musicalmente parlando siamo sempre stati degli adoratori della melodia, inziando con sonorità punk (vedi billie joe e soci) per passare poi a musiche con un timing minore e trame più ragionate.
 
Davide
Mi piace molto la vostra copertina. Perché quei palloncini, su cui sono abbozzate le fattezze di mostri famosi (lupo mannaro, vampiro, Frankenstein e mummia, giusto?), nascondono i vostri volti? Stanno per teste internamente piene d'aria, quindi vuote? Epperò hanno anche le fattezze di esseri, i mostri appunto, che si discostano dall'ordinario, che sono normalmente contrapposti al bello e al buono… Cosa volevate comunicare con quell'immagine?
 
Camp Lion
Decisamente teste vuote haha! No comunque i 4 mostri (lupo, vampiro, frankenstein, mummia) oltre ad essere un altro tributo alla cinematografia orrorifica classica ha anche dei significati più profondi come hai detto bene te. Con quella copertina abbiamo voluto rappresentare allegramente uno stato d'animo che molte volte viviamo, noi come altri giovani d'oggi che passano molto tempo a crescere i propri sogni e a suonare nelle sale prove con passione restando facilmente ai margini della società... tutto questo fa parte di noi e penso che sarà così per molto tempo.
 
Davide
Il vuoto, o meglio il senso di vuoto che ci circonda, e che cerca di invaderci e possederci in ogni momento, ricorre spesso nei vostri testi, più o meno direttamente evocato. Siamo ormai al grande paradosso di una vita immersa nel ventre grasso di una società opulenta occidentale, ma è sempre più difficile riempire il vuoto interiore e dare senso alla propria esistenza. Voi che senso date alla musica? O anche, viceversa, che senso dà la musica alla vostra vita?
 
Camp Lion
Come si intuisce dalla risposta precedente penso che la musica completa il senso della nostra vita... o meglio rende ancora più bello e piacevole vivere, lo scrivere una canzone per quanto mi riguarda, come ascoltarla e sentire che riesce a smuoverti... a me per esempio è capitato qualche volta di assistere ad un concerto che mi ha colpito particolarmente, e dopo di questo vedevo le cose con occhi decisamente diversi nel senso più positivo possibile; si chiama felicità, e la musica riesce a trasmetterla in un modo incredibilmente diretto e immediato.
 
Davide
Veniamo dunque agli zombi. Si parla sempre di zombi e così ci si dimentica dei veri colpevoli di sempre: i bokor. Sono in fondo loro che rubano i nostri piccoli angeli guardiani… E ci riducono ad automi obbedienti. Il miglior film di George A. Romero secondo voi e perché?
 
Camp Lion
Vado pazzo per  "La notte dei morti viventi", l'originale del '68 e anche il remake di Tom Savini del '90 anche se è stato snobbato dai critici. Le atmosfere del film e l'adrenalina che provo tutt'ora nel guardarlo non le ho più sentite in questa maniera nei successivi film suoi (anche se Zombi con Dario Argento è un capolavoro). Adoro la trama, il gruppo di persone che si barrica nella casa con le loro liti interne e la consapevolezza che si è con le spalle al muro; tutto ciò crea un terrore e una suspance notevole.
 
Davide
Perché avete intitolato un brano Rattvik, come la cittadina svedese? Avete mai suonato all'estero? Qual è la vostra città ideale?
 
Camp Lion
Semplicemente perchè ci sono stato e mi è rimasta nel cuore... luogo incantevole e unico che mi ha ispirato moltissimo e per chiudere il cerchio ho voluto prendere il nome come titolo di una canzone che parla di libertà e gioa di vivere. Chiaramente la mia città ideale è Rattvik ehehe. Ahimè non abbiamo mai suonato all'estero.
 
Davide
Le vostre sensazioni sul palco e dopo il concerto? Quali sono state le cose più importanti che avete imparato durante i vostri concerti?
 
Camp Lion
Io personalmente interagisco poco quindi mi chiudo facilmente nel mio mondo, ma nell'insieme c'è una bella carica e sento una gran voglia di sfogarsi quando si sta assieme sul palco, dopo il concerto come molti siamo autocritici e maledettamente stanchi. Andando avanti con il tempo abbiamo notato che c'è molta gente a cui non frega nulla del gruppo che suona e del concerto, ed è loro diritto che sia così... quindi la lezione è suona prima di tutto per la tua felicità interiore e nelle situazioni che ti si addicono di più.
 
Davide
Il termine power pop venne utilizzato per la prima volta nel 1967 da Pete Townshend. Quello degli Who era un mix di melodicismo alla Beatles e groove R&B. Il primo power-pop cosiddetto si ritiene invece esser stato quello dei Badfinger, un sound dei primi Beatles e un alto impatto commerciale (elemento chiave quest'ultimo). Poi nel tempo le cose si sono un po' più complicate con elementi sempre più vari presi da generi derivati e correlati. Quali sono i principali ingredienti power-pop che caratterizzano i Camp Lion?
 
Camp Lion
I melodicismi prendono spesso il sopravvento, ci piace fare canzoni che non annoiano e che hanno un loro filo logico. In questo disco non c'è mai la canzone troppo lenta e mai quella troppo veloce, e sono accompagnate da un comune denominatore che è l'energia melodica... quindi penso che il nostro power-pop sta proprio nell'unione di questi due elementi, energia e melodia. Un caso a parte è "Clever" l'ultima traccia del disco in cui abbiamo voluto divagare un po' con sonorità post-rock, ma sempre melodiche!
 
Davide
I TARM hanno cantato versioni italiane di canzoni come Ask degli Smiths, altre di dEUS o degli Art Brut. Con quale canzone non italiana vi piacerebbe misurarvi, tutti d'accordo, per un remake con testo in italiano?
 
Camp Lion
In sala prove tentammo proprio un pezzo degli Smiths che è Please, Please, Please, Let me get what I want, e guarda il caso anche Occhi bassi dei TARM. A me piacerebbe suonare un pezzo della vecchia scuola emo anni 90 tipo Forgive and Forget dei Get Up Kids oppure Song About an Angel dei Sunny Day Real Estate. Sul testo italiano mi trovi d'accordo, infatti mi piace un sacco "Soli come si fa" dei defunti MP2, remake di "About a boy" di Badly Drawn Boy, ma non penso che con noi accada mai perchè Davide è contrario a questo tipo di remake.
 
Davide
Cosa c'è in futuro?
 
Camp Lion
Cercare di suonare il più possibile e promuovere al meglio questo album. Abbiamo speso tutte le nostre forze e gran parte dei nostri soldi per la sua riuscita quindi intanto avanti così... ad ogni modo ho già abbozzato una decina di canzoni che nel tempo libero stiamo approfondendo assieme in vista di un secondo disco più in là nel tempo.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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