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2010
14
Nov

I piaceri a Roma - Jean-Noël Robert

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Odoya (Bologna, 2010)
pag. 304, euro18.00
 
Stranamente, ma forse non del tutto perché l'autore è francese, il saggio adesso proposto in Italia dalll'attentissima e bolognese Odoya col titolo "I piaceri a Roma" è uscito prima, e addirittura diversi anni fa, in Francia. L'autore dello studio, Jean-Noël Robert, classe 1952, di mestiere fa il latinista, e lo storico specializzato nell'antica Roma; docente presso la Faculté Libre di Parigi, Robert dunque è uno dei più colti analisti della materia che esistano. Tanto per cominciare. E, dettaglio tutt'altro che trascurabile, ha condotto ricerche d'etruscologia e didattica del latino per diversi anni. Più molto altro ancora. Ma "I piaceri di Roma", in sostanza, è una ricostruzione sul vero e proprio godimento degli antichi romani. Anzi, più esattamente, soprattutto nei momenti di massima forza dell'Impero di Roma. Senza barriere: mangiare, scopare, viaggiare ecc. E con quella che non è una partentesi della storia, o dei tempi, ovvero la tanto rinomata arte circense. Che, per dire sottolineando, diviene in certi momenti persino qualcosa che va di molto oltre lo sfogo del popolo e la follia di certi sovrani. Il materiale è provato, d'altronde, dalle testimonianze che di nome fanno Orazio e Catullo, Virgilio e Lucrezio. Una piccolezza? Assolutamente no. Per non accennare a importanti ma meno studiati altri e diversi autori latini. Tanto che, per giunta, un'iscrizione funeraria recita esattamente e proprio le seguenti testuali paroline d'ordine e disordine, (in traduzione): "le terme, il vino, le donne: questa è la vita". E specialmente prima il dannato arrivo del Cristianesimo dei veti, dei vincoli. Delle costrizioni per la fortificazione dello spirito. A membra non più aperte alla stregua d'allargamenti d'un tempo. Il potente e ricco insegue soprattutto la moda e l'arredo costosissimo. Il cittadino che potremmo dire medio cerca di stare il più possibile al foro. Il più povero, persino il miserabile dell'epoca, vuole applaudire al sangue vero che scorre durante i giochi e all'eccesso d'un certo esotismo. In poche parole tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C., lungo arco momentaneo che è ricordato quale 'epoca dorata', il passaggio fra la Repubblica romana e l'Impero romano, gli antichi volessero, senza ipocrite maschere, far capire e realizzare il massimo del godere possibile. Il saggio di J.N. Robert, molto documentato, non solo per l'apparo bibliografico e cartaceo che denuncia, quanto sostanzialmente per la rintracciabilità di tante opere a noi giunte, è creato costruito modellato per fermentare riflessioni e far fermentare indagini che pensano su pezzi di storia non proprio riconsiderati.
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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