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2005
25
Set

Le radici del male

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Le radici del male

(Alda Teodorani – Addictions)

 

 

   Sembra davvero di precipitare Giù, nel delirio (titolo della prima storia) insieme ai personaggi di questa trilogia, le cui vicende sono calate in una crudele realtà e trasformate spietatamente in un incubo senza fine dalla fantasia acuta e intelligente della scrittrice.

   La narrazione sorprende, trascina, confonde, sconvolge, inorridisce. Ci immedesimiamo, senza volerlo, tanto è accurata ed efficace la descrizione degli stati d'animo, nel fotografo dell'orrore, nel killer su commissione, per il quale uccidere è, soprattutto, un divertimento, e persino in una delle vittime: "E' il crollo di tutte le certezze. Specialmente quella di vivere in eterno". Più difficile è entrare nel mondo di Grazia, "la pittrice degli incubi"; la sua presenza, spesso dietro le quinte, quasi filo conduttore di tre storie a sé stanti, è piuttosto vaga e indefinita, tanto da indurci a ritenerla frutto delle allucinazioni di Antonio Giordani in Giù, nel delirio. Citata per caso in Specchi di sangue, solo in Soluzione finale si concretizza a tutto tondo.

   La psiche turbata disumanizza completamente il protagonista, per es. Mac Ewan che uccide senza nessuna pietà, ma si dispera e piange per la morte delle alghe nel suo acquario, "E l'omicidio diviene un atto di liberazione, un modo di sgravarsi di quel peso sopportato così a lungo.

La mente umana è fragile. Basta un niente a distruggerla, è come se fosse vetro".

   Gli omicidi plurimi di donne e bambini insistono su visioni deplorevolmente brutali, raccapriccianti, stomachevoli; orrendi spettacoli i cui spettatori sono armati di sconcertante impassibilità

   Un mondo disincantato, denudato nella sua bestiale crudeltà, in cui l'uomo è rapace predatore, autore di violenze sessuali e mercante di donne e bambini; vittima delle follie di una mente sofferente e malata, alimenta lo squallore della prostituzione, della droga, della morte, il piacere perverso del sadismo. Un mondo di cui l'autrice rappresenta, con abilità e straordinari effetti sul lettore, la visione deformata della realtà, lo sconvolgimento della vita, l'impossibilità di un barlume di redenzione, il fatale non ritorno per chi ha oltrepassato i limiti e rinunciato alla libertà morale. Solo a volte, di tutto ciò, c'è un'esplicita condanna; altre volte avviene implicitamente, attraverso, per es., il desiderio di Grazia di un sentimento vero.

   Se, come la stessa Teodorani afferma nella prefazione, i suoi Maestri sono stati Alfred Hitchcock, per le spettrali atmosfere, e Dario Argento, per l'atrocità dei delitti, l'autrice evidenzia da subito il suo stile personale e nuovo, chiaro e sintetico, schietto e mordace nel linguaggio. Originale è la struttura dei racconti, con effetti splatter.

   Ci ritroviamo, così, a riflettere sulla "trilogia del male" e a fare le nostre considerazioni. Era inevitabile. Ma "La realtà oltrepassa in cattiveria il più crudele ed efferato dei romanzi".

 

Simonetta De Bartolo

 

 

 
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:: Simonetta De Bartolo
Simonetta De Bartolo, recensore ed intervistatrice, è conduttrice de “Lo Scaffale”, rubrica di recensioni letterarie di www.patriziopacioni.it autentico web-magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica, alla solidarietà e all’’attualità. Nata a Cosenza, si è laureata in Lettere moderne, sottoindirizzo artistico, all’Università della Calabria, e ha condotto ricerche in campo etnologico. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e, per alcuni anni, ha fatto parte delle redazioni de La Tela Nera e di Progetto Babele, dell’Associazione culturale “Il Foglio” e del comitato di lettura di «NetEditor», sito su cui ha pubblicato recensioni, racconti e poesie. Ha collaborato con “Il Foglio Magazine” e alla pubblicazione di un volume pensato dagli editori della rivista «Italian Culture», organo ufficiale dell’Aais (Associazione americana per gli studi di italianistica). Sulla rivista «Encuentro de la cultura cubana», ha pubblicato una recensione del volume di autori vari, curato da William Navarrete, Versi tra le sbarre, dato alle stampe nel 2006 dalle Edizioni Il Foglio di Piombino (Livorno). Su TERZA PAGINA WORLD, maggio 2009, ha pubblicato la recensione a “Seconda B”, di Patrizio Pacioni, romanzo edito nel 2009 dalla Melino Merella Edizioni. Collabora con le e-zine Progetto Babele, Segreti di Pulcinella, StradaNove e KULT Underground; con i siti Web La Tela Nera, che, nel 2004, le ha pubblicato alcune recensioni nell’e-book antologico “Sangue sui libri”, con Opera Narrativa, KULT Virtual Press. Fa parte dello Staff del portale culturale «L(‘)abile traccia». In questi ultimi anni si è segnalata e distinta anche nel settore delle interviste letterarie Per La Tela Nera, dopo aver recensito alcune importanti loro opere, ha dialogato con gli scrittori Davil Buio, Andrea Moneti e il caporedattore e fondatore di Progetto Babele, Marco R. Capelli; Per Progetto Babele con Francesco Gitto, Vittorio Bongiorno, Fabio Marangoni, Patrizio Pacioni. Infine, per www.patriziopacioni.it, Sacha Naspini e lo stesso Patrizio Pacioni.
 
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