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2005
25
Lug

Ucciderò Gianfranco Fini

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Ucciderò Gianfranco Fini

(Devil Buio – Edizioni Il Foglio)

 

 

   La delusione e il malcontento di molti giovani lavoratori per i sogni infranti, colpa di Alleanza nazionale, per le promesse non mantenute dall'On. Gianfranco Fini, nonché l'avversione dei sovversivi di sinistra contro il potere politico ed economico che prospera sulle ingiustizie sociali sono semicelati in un racconto simpaticissimo, un fantasy dalle sfumature tragicomiche che ci invoglia alla lettura, rendendoci via via più ansiosi di conoscere il finale.

  Tra una partita di calcio, le attività del collettivo Cuba Libre, il lavoro, le giovanili avventure amorose e qualche bicchiere di troppo, Danny, uno dei giovani "moschettieri" di Pistoia, si trova coinvolto nell'organizzazione di un attentato. Spinto dalle delusioni in amore, ma, soprattutto, dal desiderio di vendicare l'uccisione di Manolo e l'inganno di Lucio, riuscirà il nostro protagonista ad uccidere l'On. Gianfranco Fini? L'autore vuol forse indurci a capire se, incosciamente, siamo desiderosi che Gianfranco Fini venga ucciso al più presto?

   D'altro canto Devil Buio condanna, implicitamente, l'incombente, minacciosa e inquietante presenza del terrorismo che coinvolge e intrappola psicologicamente le menti immature di chi, per la giovane età, non conosce abbastanza la vita politica e reagisce istintivamente e con odio.

   E' un mondo animoso, caotico, sregolato, quello di Danny, Tartan, Max, etc; una realtà umana, ribelle ed esuberante, ma non priva di passioni e di tensione ideale e dominata da un forte senso dell'amicizia.

   Il titolo, già di per sé, è una vera e propria calamita e l'originalità della struttura balza immediatamente agli occhi; un'indicibile suspense, costruita con abilità fin dalle prime pagine, fa sì che il romanzo duri più a lungo; infine, le note biografiche dell'autore, a cura delle Edizioni Il Foglio, sembrano quasi prolungarne i toni enigmatici.

   La trama, nonostante il fitto intreccio di avvenimenti, è fluida, scattante, ritmica, ed è caratterizzata da uno svolgimento intelligente. Il linguaggio è scorrevole, familiare; di strada nei dialoghi, per dare vigore alle personalità dei ragazzi.

   I personaggi si muovono in un labirinto in cui si incontrano e si scontrano, in cui molto spazio è dato al caso. Di conseguenza, le sorprese e i colpi di scena si susseguono ad incalzante suon di tamburo e "Le coincidenze sono come le prugne che cadono dall'albero, se cadono tutte insieme vuole dire che qualcuno ha dato una scrollata al ramo".

      Una semplice filosofia di vita, facilmente condividibile fa da sottofondo alla storia: "Nella vita ci sono alcune verità…, tutti veniamo ingannati da un amico…, tutti veniamo fregati da una ragazza…, spesso queste due cose accadono in contemporanea"; una laudatio temporum antiquorum "…una vita semplice, fatta di piccole cose…, Nonostante la fatica del lavoro credi che i nostri nonni fossero meno sereni di noi? Anzi…, …con una ragazza semplice". 

Simonetta De Bartolo

 
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:: Simonetta De Bartolo
Simonetta De Bartolo, recensore ed intervistatrice, è conduttrice de “Lo Scaffale”, rubrica di recensioni letterarie di www.patriziopacioni.it autentico web-magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica, alla solidarietà e all’’attualità. Nata a Cosenza, si è laureata in Lettere moderne, sottoindirizzo artistico, all’Università della Calabria, e ha condotto ricerche in campo etnologico. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e, per alcuni anni, ha fatto parte delle redazioni de La Tela Nera e di Progetto Babele, dell’Associazione culturale “Il Foglio” e del comitato di lettura di «NetEditor», sito su cui ha pubblicato recensioni, racconti e poesie. Ha collaborato con “Il Foglio Magazine” e alla pubblicazione di un volume pensato dagli editori della rivista «Italian Culture», organo ufficiale dell’Aais (Associazione americana per gli studi di italianistica). Sulla rivista «Encuentro de la cultura cubana», ha pubblicato una recensione del volume di autori vari, curato da William Navarrete, Versi tra le sbarre, dato alle stampe nel 2006 dalle Edizioni Il Foglio di Piombino (Livorno). Su TERZA PAGINA WORLD, maggio 2009, ha pubblicato la recensione a “Seconda B”, di Patrizio Pacioni, romanzo edito nel 2009 dalla Melino Merella Edizioni. Collabora con le e-zine Progetto Babele, Segreti di Pulcinella, StradaNove e KULT Underground; con i siti Web La Tela Nera, che, nel 2004, le ha pubblicato alcune recensioni nell’e-book antologico “Sangue sui libri”, con Opera Narrativa, KULT Virtual Press. Fa parte dello Staff del portale culturale «L(‘)abile traccia». In questi ultimi anni si è segnalata e distinta anche nel settore delle interviste letterarie Per La Tela Nera, dopo aver recensito alcune importanti loro opere, ha dialogato con gli scrittori Davil Buio, Andrea Moneti e il caporedattore e fondatore di Progetto Babele, Marco R. Capelli; Per Progetto Babele con Francesco Gitto, Vittorio Bongiorno, Fabio Marangoni, Patrizio Pacioni. Infine, per www.patriziopacioni.it, Sacha Naspini e lo stesso Patrizio Pacioni.
 
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