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2005
25
Lug

Gettin'away with murder - Papa Roach

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Gettin'away with murder - Papa Roach

 



Seguo i Papa Roach fin dal loro esordio ed ho trovato il loro crossover molto piacevole. Carico al punto giusto, voce aggressiva al vetriolo e rabbia estrema caratterizzano le produzioni di questa band americana, che marca su queste caratteristiche rischiando a volte la ripetitività.
Questo disco doveva essere una sorta di rilancio per la band visto il mezzo flop di Lovehatetragedy e per giocare sul sicuro i 4 membri della band hanno deciso di virare in direzione Linkin' Park, avvalendosi dell'aiuto di produttori come Howard Benson e Chris Lord-Alge (già con Blink-182, P.O.D., Hoobastank e Green Day). Ed abbiamo davanti un lavoro ambiguo, con tanti punti luminosi quanti d'ombra. La sensazione è che i Papa Roach stiano cercando di arrivare a diventare una band rock staccandosi da quell'hip hop metal che li lanciò con Infest (loro primo album) e che gia stavano allontanando in Lovehatetragedy. Qui abbiamo spesso la sensazione dell'ibrido, del lavoro che sa di poco, nè carne nè pesce. Mancano le idee davvero originali e sembra di trovarsi di fronte ad un album ottenuto riciclando piu che creando.


Però stiamo parlando di Papa Roach. Ed energia questo album ne emana e non poca! La forza e l'impatto vocale della band rimangono forti e qualche ascolto questo album lo merita sicuramente, nonostante non arrivi a bissare il bellissimo Infest. Si nota una parziale banalizzazione dei testi, gia dalla prima canzone dell'album (Blood) si ha la sensazione di qualcosa piu adatto a 50Cent, tematiche piu vicine all'hiphop nero piuttosto che al numetal. E' sicuramente un passo falso di poco conto ma, se teniamo presente come il mercato musicale americano si muova a "nicchie", potrebbe essere indice di un progressivo cambio di brand. Personalmente spero molto nel futuro di questa band e di conseguenza spero fortemente nel prossimo album. Dal vivo sono una forza della natura, un ciclone. Se riusciranno finalmente a mettere in studio la forza che hanno dal vivo faranno il vero, definitivo salto di qualità ma, per adesso, sembrano fuori carreggiata...
Rimandati!

Piccola nota di chiusura : è vergognoso che un cd duri 38 minuti. sconsiglierei l'acquisto solo per questo. Altrimenti vi raccomanderei un ascolto : è carico e duro. Ma non è all'altezza dei Papa Roach!


TRACKLIST:
1. Blood (Empty Promises)
2. Not Listening
3. Stop Looking/Start Seeing
4. Take Me
5. Getting Away With Murder
6. Be Free
7. Done With You
8. Scars
9. Sometimes
10. Blanket Of Fear
11. Tyranny Normality
12. Do or Die

Simone Bonetti

 
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:: Simone Bonetti
Nato nel lontano 5 maggio 1977, il prode Bonetti si destreggia tra le campagne di Spilamberto e le incursioni nella ''metropoli'' Modena. Si crea una cultura fumettistica già da bambino, quando legge quintali e quintali di Topolino ereditati dai genitori. Percorso che si evolve fino a portarlo a leggere Garth Ennis colo suo ''Punitore''. Appassionato di libri di ogni genere, si fa portabandiera del genere fantasy soprattutto dopo l'inizio della sua ormai quindicinale esperienza di giocatore diruolo, con la mitica edizione di ''Dungeons & Dragons'' della Editrice Giochi.

La sua vita ha sempre avuto una colonna sonora, se il primo walkman si distrusse passando pezzi di Battiato, il secondo andò in frantumi con AC DC e Iron Maiden . Ha cercato di avere una cultura musicale discretamente vasta e variegata, grazie soprattutto alla sua insaziabile curiosità, ad alcuni amici (Grazie Cesare! Grazie Stefano!) ed all'interesse per le manifestazioni che chiamano in causa gruppi locali. Recentemente ha partecipato all'iniziativa ''Fresh'' dell'Unione Terre di Castelli. Di professione è un chimico tecnico dell'ambiente e della sicurezza che lavora in ceramica. Grande appassionato di basket ed hockey.

 
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