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2010
30
Ott

Sotto la bottiglia - Filippo Kalomenìdis

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Boopen (Napoli, 2009)
pag. 129, euro 12.00
 
Chi sono i Borrachines? E i sardistani? Intanto: ho fatto molto bene a seguire il provvidenziale consiglio di Angelo Petrella: e leggere "Sotto la bottiglia" (romanzo d'esordio d'uno sceneggiatore e scrittore). Penna da cinema, dunque, quella del sassarese, traghettatosi in continente, Filippo Kalomenìdis. Una lingua tutta alcolizzata, rigata dalle scosse alcoliche dell'alcol degli alcolizzati. Con in mezzo il dolore, la desolazione. La marginalità, l'emarginazione e il dolore. La sofferenza cosparsa da quegli oceani di nettare alcolico che insozzano l'intera capitale, inventata?, dall'autore. E i Borrachines, appunto, sono i protagonisti d'una trauma trafficata da azioni a ripetizione. Sono Sole & Luna – magnifico nome che arriva direttamente dal passato sardo del disadattato ex ragazzo-bene sardo – , San Pietro e San Paolo. Quindi il soggetto principale delle vicende, insieme ai due sdentati, questa l'immagine anche non confermata dalle righe di nero inciso in pagina, amici e compà suoi. Che formano un trio dedito al gioco, lavoro, di svaligiare i possessori istituzionali d'alcol. Dai centri di smistamento ai negozi più diffusi, in forma di bottiglie da immettere nel circolo non vizioso ma viziato del consumo legato al mercato nero di questo pezzo dello sballo abitudinario e/o occasionale. Kalomenìdis, che si diverte tantissimo a imbrigliare le sfere delle conseguenze temporali dettati dalle date datate, fa innamorare il suo soggetto pulsante non solo delle sue bevute, mai del tutto amate, ma specialmente non d'una ma di due persone, in pratica. Anzi di due ragazzini. Una quindicenne, conosciuta prima. Poi il suo fidanzatino sedicenne. E se con la ragazza certamente in fiato di fisico va più in fondo, Sole & Luna idealmente – mentalmente – è legato a un sentimento pure / persino col giovinetto. Però, a parte il rapporto figliare, che il Sole & Luna è un sardistano, quindi venuto dalla Sardegna, d'oltre trent'anni, ai ragazzini il 'veliardo' vuole lasciare un altro regalo. Un dolore al futuro. Un patimento che si manifesterà col tempo. A snodare nel lascito del "padre" la vita prossima dei ragazzetti già scopati con petto, cuore, e pelle macchiata. Lo stordimento che riceviamo dalla lettura estremamente avvincente dello scrittore d'origine sarda, che non è lui stesso Borrachines (ovvero un ubriacone qualsiasi, nell'accezione negativa della ex d'uno dei due santi in terra), deriva dalla birra che ho ingerito ieri. Quindi sappiamo di che parla Filippo Kalomenìdis. In un certo senso, per certi aspetti, quello che racconta il romanzo. In un dispiegarsi che il linguaggio – a tratti volontariamente dotato di parole brutte per la norma e in special modo per l'etica o la civiltà – spreme tutte le stranezze d'essere al limite, anzi fuori, dalle leggi. Ma ugualmente nelle leggi della società. Un linguaggio acuminato, perché fornito di vivacità bella.  Quasi, dannatamente, appagante. Oppure sconveniente per certi. 
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
MAIL: nunzio8@msn.com
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