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2010
26
Ott

Intervista con Bianconiglio

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BIANCONIGLIO
"Qualsiasi Ovunque Sia"
Il nuovo album dal 15 Settembre 2010 da CPSR Records – distribuzione Venus
A due anni dall'uscita del loro primogenito album "Lo Scatolino Sporco" (C.N.I. – Compagnia Nuove Indye), il Bianconiglio torna con un nuovo figlio, una nuova etichetta e, soprattutto nuove influenze. Alla loro (non poi così chiara) ispirazione nu-metal di una volta si aggiungono dilatazioni dub e momenti psichedelici, e una grande ricerca del suono, per un crossover totale, ad alto tasso di energia, in cui risaltano gli intrecci delle due voci di Clà e Macio, e le loro parole, a volte visionarie, a volte intimiste, a volte semplicemente ironiche e con espliciti riferimenti alla realtà di come sia diventato il nostro paese oggi.
Un altro aspetto interessante del Bianconiglio è l'approccio al live, un vero e proprio show con costumi di scena e visual live ad opera di Giovanni Tutti. Una sorta di cinema-concerto che svela ancora una volta l'insana passione per il crossover, e per l'arte dei miscugli in genere.
La band di Sermide, nella pianura mantovana, ha trascorso questo periodo tra concerti e la ricerca di un nuovo spazio, dopo lo sfratto da parte dell'Enel, che fosse qualcosa di più di una semplice sala prove ma un punto di incontro di energie creative. Risolto il problema, ristrutturando radicalmente una vecchia casetta, si sono dedicati alla scrittura di nuove canzoni e hanno registrato questo secondo album interamente nella nuova casa; Carlo Cantini, al lavoro anche sul disco di esordio, ha realizzato il mixaggio e il mastering finale presso il Digitube Recording Studio di Mantova. "Qualsiasi Ovunque Sia" è un titolo che non si riferisce solo alle vicende legate alla loro "casa" e alla voglia di proporre la propria musica e creatività, senza limiti di sorta, o del viaggio dell'anima in uno sfondo di continui cambiamenti ed adeguamenti; "Qualsiasi Ovunque Sia" è un disco che vorrebbe parlare di tutto, in un singolo istante del presente, come in una fotografia partendo da tanti piccoli dettagli si può arrivare all'immagine nella sua interezza e nitidezza.
Formazione:
Clà: voce, piano, tastiere
Macio: voce
K: chitarra, voce
Barça: basso
Faio: batteria, percussioni
Giovanni Tutti: multimediali
 
 
 
 
Davide
Ciao Bianconiglio…
Anzitutto perché vi siete dati il nome dell'alter ego anziano della Alice bambina di Lewis Carroll? C'entra anche un po' con il Bianconiglio di Matrix, quando Neo viene messo di fronte alla scelta di tornare alla monotona vita di sempre oppure di cominciare un risveglio che lo condurrà a "scoprire quant'è profonda la tana del Bianconiglio"?
 
Bianconiglio
Ciao Davide grazie per l'intervista. Il nome Bianconiglio è stato scelto perché un po' metafora dell'uomo moderno, un essere che vive nella perenne fretta, quella stessa fretta che gli fa pensare che il giorno migliore da vivere sia sempre domani e mai oggi.
 
Davide
A proposito di tana del Bianconiglio… "Qualunque ovunque sia" è stato registrato nella vostra nuova casa-sala prove… a lungo cercata, ristrutturata e attrezzata con le vostre mani… Una bella soddisfazione, direi. Parlateci un po' di questa avventura e di questo luogo.
 
Bianconiglio
La saletta vecchia l'abbiamo persa alla vigilia dell'uscita del primo album. Quella saletta era sul territorio della centrale enel e a seguito di un lungo braccio di ferro fra amministrazioni comunali e centrale alla fine ci siamo andati di mezzo noi che abbiamo dovuto cercarci un'altra sala prove. Fatto l'impianto elettrico (tutto noi) fognario, idraulico etc. Poi con i soldi del primo cd (delle date del primo cd, perché di vendere dei cd oggi non se ne parla proprio) ci siamo comprati tutto per l'home recording e abbiamo concepito e partorito il disco nella casetta di campagna sistemata. La storia per intero la si può trovare sul nostro myspace (myspace.com/bianconiglioband) in cui non ci siamo risparmiati nulla…
 
Davide
C'è una vostra foto di gruppo in cui appare un sette di fiori: è un sogno che si traduce in realtà… È la fortuna che premia l'impegno e la tenacia di chi ha creduto saldamente nelle proprie idee ed è riuscito a concretizzare le proprie speranze o a dar vita ad un desiderio?
 
Bianconiglio
Può darsi… certo però che tutto oggi ti rema contro. Locali, etichette, i negozianti di musica. Se hai voglia di suonare oggi è meglio che te la fai passare… Se proprio non riesci a fartela passare allora vuol dire che ti piace proprio e non hai altra scelta che andare avanti. Riguardo al sette di fiori è una nostra amica che come altri ragazzi ruota attorno alla casa nuova una specie di famiglia allargata un po' hippy… ecco appunto, un giorno tutti noi insieme, abbiamo fatto un video di una delle tracce che probabilmente uscirà (dove, non lo sappiamo…forse uscirà dalla finestra..) e ci siamo "customizzati" per l'occasione, lei faceva la carta fortunata… Poi quelle immagini le abbiamo usate anche per il booklet. 
 
Davide
Poesia è pensier che manifesta / E stringe il Vero in simboli profondiAvete cantato dei testi pregevoli e… poetici. Paul Simon, sminuendosi un po' come fa ogni grande,  disse che "Le parole delle canzoni sono così banali che appena ci metti un pizzico di intelligenza ti chiamano poeta"… Nell'infinità di modi di creare una commistione fra significato e suono, qual è il vostro metodo per scrivere e per decidere quando una parola, un verso, un intero testo sono quelli giusti?
 
Bianconiglio
Il metodo con il quale si scrive una canzone l'ho sempre paragonato un po' al fare una torta… come una ricetta, in cui bisogna organizzare e dosare bene gli ingredienti nelle giuste proporzioni. I testi possono nascere in momenti di riflessione sulla propria vita nei luoghi e nei tempi più disparati: in macchina, di notte a letto qundo i pensieri ti assalgono, in sala prove, possono essere anche spunti di dialoghi di vita vissuta, in bagno. Ecco appunto il bagno è un luogo fortemente sottovalutato per la creazione e l'ispirazione artistica. Anche le musiche, i giri, i riff, le sequenze armoniche e melodiche nascono spesso in bagno, è un luogo magico in cui sei solo con le tue "cose". Ovviamente molta musica viene poi organizzata in modo più razionale e meno istintivo nel processo di assemblaggio del materiale che si ha a disposizione in sala prove. Anche la registrazione è molto importate per la creazione in cui si ha la possibilità di ricontrollare e valutare il tutto, come quando da bambini si trascriveva il temino dalla "brutta" alla bella copia. Tutto può ispirare una canzone, la vita, la poesia, la morte , l'amore, la vecchiaia, anche il nostro paese, di cosa sia diventato oggi. Nell'ultimo disco abbiamo provato a parlare di tutto senza porci dei freni in nessuna direzione.    
 
Davide
Una musica, la vostra, che prende energicamente a prestito materiale da vari generi musicali. Cosa rappresenta per voi il fare musica, canzoni?
 
Bianconiglio
Rappresenta la liberazione di qualcosa che sta dentro noi, una specie di parto.
 
Davide
… Chi è il Johnny, anzi il Jonny dei tanti sogni morti con lui?
 
Bianconiglio
Il jonny italianizzato alla "ueh jonny" è uno dei tanti possibili ragazzi di 33 di questo paese.  Una specie di giovane eterno che quasi come il caro buon vecchio Leopardi, si scorna ogni giorno con i propri sogni e come tutto questo porti ad un'inevitabile rottura con quello che invece è la realtà delle cose. Jonny decide di spararsi, ma a dire il vero anche questa è una metafora… Rappresenta un andare via. In fondo spararsi non è che la più drastica delle soluzioni per scomparire e mollare tutto, ma a pensarci bene ogni giorno si fa qualcosa di molto più piccolo di spararsi che comunque è legato all'andare via, all'evadere. Oggi a 33 anni, molte cose (personalmente) che si fanno rappresentano un andare via da, un fuggire… anche solo il caffè della mattina. Lo so che è imparagonabile a un suicidio, ma il movente scatenante mi sembra comunque molto simile. Fuggire da. 
 
Davide
Arroganti maiali governanti… cantate vent'anni dopo "Povera Patria"… no non cambierà, si che cambierà, vedrai che cambierà cantava scorato, poi più fiducioso Battiato; ma ancora nulla è cambiato in Italia… quanto meno  in meglio. O il problema vero è che non possono più cambiare i cittadini?
 
Bianconiglio
Per maiali governanti ci siamo rifatti ad Orwell e alla sua fattoria e di come i maiali (cantando i Pink Floyd se ne vanno spiccando il volo). La gente è sempre più strana in Italia, abbiamo oltrepassato già da molto l'orlo del tragicomico. Gli ultimi 20 anni di governo e di tv (perché ormai le 2 cose vanno di pari passo, tanto che ormai anche la politica ha assunto le sembianze di un talk show in cui nulla ormai sembra più reale) ci hanno cambiato il cervello; anche qui per citare Orwell siamo praticamente alle porte del controllo totale sull'individuo prospettato in 1984. La nostra testa sta diventando un enorme grande tv, questo è un po' anche il senso della copertina di "qualsiasi ovunque sia", in cui appunto per "qualsiasi ovunque sia" si allude anche a quel mondo in cui le immagini della guerra in Iraq e Walker Texas Ranger vengono messi paradossalmente sullo stesso piano e confuse e impastate insieme in una cosa unica triste e macabra.   
 
Davide
Cos'è per voi l'essere gruppo rock? Quali libertà, ma anche quali regole vi date in particolare? O come disse un poeta vissuto e morto tempo fa a Torino, Arturo Graf, «Chi in un'arte è diventato maestro, può senza danno scordarsi le regole»?
 
Bianconiglio
Forse il gioco sta proprio nel fatto che bisogna sempre scordarsi le regole a patto che poi una volta fatto, si abbia la voglia di ri-ricordarle… È tutto un "e se facessimo…" e un "però, in quel caso…". 
 
Davide
Se vi foste incontrati nel 1910 e nel 1810, quale altro tipo di gruppo avreste costituito e per fare cosa, per raggiungere quali obiettivi anche diversi dalla musica? E se doveste rivedervi nel 2110?
 
Bianconiglio
Nel 1810 avremmo sicuramente fatto i contadini, infatti anche nella casa nuova abbiamo un orto dove quest'anno abbiamo fatto i peperoni, i peperoncini, melanzane e così via. Nel 1910 mi piacerebbe pensare a noi come un gruppo molto acustico. Molto… Una specie di ZZ Top in ritorno al futuro. Nel 2110 (non lo so nemmeno scrivere duemilacentodieci) non so proprio cosa immaginare, forse non mi immagino nemmeno un mondo fatto come quello di oggi, quindi fatico a ipotizzare come saranno le persone. Al posto del computer di oggi per far musica (il cosiddetto "fate dell'elettronica?") si suonerà direttamente con la mente, semplicemente pensando ("fate della mental?"). No dell'heavy mental.
 
Davide
Com'è avvenuto l'incontro con la New Model Label? Per contro vi chiedo di raccontare le due più significative vicende, una nel bene, l'altra nel male, sullo stato dell'arte dei discografici italiani.
 
Bianconiglio
Ci siamo incontrati con Govind di New Model Label un po' per via della grande vicinanza, siamo entrambi praticamente di Ferrara; e un po' perché mandavamo in giro tantissime proposte di collaborazione e Govind ha avuto fin da subito voglia di lavorare con noi e una grande disponibilità, che è merce assai rara oggi. Davvero cosa rara.
Ci sono tante facce di una stessa medaglia che impera molto spesso: la superficialità. Da un lato i talent show (anche la politica in fondo è un po' un talent show anche se non c'entra) per 2 mesi di gloria quando va bene, da un lato la scena indipendente (che suona bene come parola anche se poi funziona nei grandi agglomerati urbani, di fatto in campagna molte realtà restano di fatto sconosciute ai più e i locali si prendono in programmazione la tribute band di Ligabue) che poi sarà indipendente per la produzione ma che di fatto poi di pluralista ha poco, da un altro ancora tutta la realtà emergente (almeno questa è molto variegata) ma che poi si scontra con molte cose, come ad esempio il fatto che molti concorsi per band emergenti non li puoi fare perchè non devi essere sotto contratto o non devi mai avere pubblicato nulla; come se chi, solo per aver pubblicato dei cd, sia implicito che viva solo di quello, mentre il più delle volte non è assolutamente così, di fatto è ancora un emergente e come tale ha bisogno ancora di tutta una serie di iniziative per venir fuori dal nulla. Sto parlando appunto di superficialità come dicevo all'inizio nel trattare la realtà del mondo musica in tutti i suoi aspetti. Poi il panorama musicale è fatto di tante altre cose anche, va dai negozianti di musica (una delle categorie più gentili del mondo del commercio), ai dirigenti delle etichette discografiche (che se li chiami al cellulare per cercarli spesso fai loro un dispetto..."ma questo mi cerca, ma che vuole?"), a molti musicisti in sé che molte volte pensano di essere dei premi nobel e poi al sabato in discoteca li trovi a fare il ballo del qua qua e a fare dei discorsi così qualunquisti che nemmeno dal parrucchiere trovi di peggio. Per non parlare del Bianconiglio che spesso se la tira anche lui un mucchio...   
 
Davide
Citazione da uno dei più grandi film di uno dei più grandi registi che amate: Ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine… No, mi creda, non abbia né nostalgia né rimorsi, distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie. E poi, c'è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere? …Siamo soffocati dalle parole, dalle immagini, dai suoni che non hanno ragione di vita, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto. A un artista, veramente degno di questo nome, non bisognerebbe chiedere che quest'atto di lealtà: educarsi al silenzio. Ricorda l'elogio di Mallarmé alla pagina bianca? e di Rimbaud? ...Se non si può avere il tutto, il nulla è la vera perfezione.
Un intellettuale in cerca di interpretare in modo organico le intuizioni di Guido Anselmi… e quindi vi chiedo come alternate il processo creativo a quello distruttivo, come cioè gestite entrambi nella  composizione?
 
Bianconiglio
Questa è difficile… anche se fai una pausa da 2/4 in mezzo alla battuta in una canzone è un processo distruttivo.. o è costruttivo? Mah…
Comunque il processo creativo e distruttivo devono essere complementari, entrambi devono esserci sempre, altrimenti muore la capacità critica e tutto si assottiglia solo a un banale "fare".
 
Davide
Come descrivereste il vostro "look" (parola diventata ormai stranamente desueta)… Che tipo di costumi usate per i vostri concerti e per comunicare cosa?
 
Bianconiglio
Ci vestiamo con dei frac, il disco prima avevamo delle tute da uomini radioattivi. Il frac ce l'avevamo in testa già da un po di tempo e alla fine ce li siamo fatti fare. Quello che comunica non si sa, però sta bene addosso… a volte anche solo l'estetica può dire qualcosa, o se proprio non la dice concretamente la lascia immaginare.
 
Davide
"È tardi, è tardi!"… esclamava il Bianconiglio… Per cosa ormai secondo voi è davvero troppo tardi nel mondo?
 
Bianconiglio
È tardi per la razza umana. Tardi per capire (o far capire) che si potrebbe vivere in modo diverso da questo. Non è tutta così la razza umana, ma ci sono alcuni esponenti (spesso i più potenti) che hanno la capacità di mandare tutto a puttane. E lo faranno, ne abbiamo ogni giorno la prova.
 
Davide
Prossimamente? Progetti?
 
Bianconiglio
Allora sicuro una vacanza a Malta di 3 giorni in ostello. Poi suoniamo a Fidenza (PR) al mitico Arcitaun che spero non chiuderanno come si dice (anche lì una storia di amministrazioni comunali e gente che manda a puttane cose) il 5 novembre con i nostri amici  36stanze e Deportivo LB. Poi una data a Sermide (MN) il 27 novembre al Minimo storico per celebrare i quasi 10 anni di vita del bianconiglio. Il prossimo figlio quasi sicuramente non sarà un album, ma un lungometraggio di Giovanni Luppi che avremo l'onore e l'opportunità di sonorizzare, come già abbiamo potuto sperimentare in passato al festival di videoarte di Ferrara. L'importante in fondo non è mai il prodotto. Ma il processo, è quello che fa crescere.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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