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Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Negli ultimi tempi mi è spesso capitato di essere "latitante" su queste pagine (a proposito grazie a Marco Giorgini che mi ha "sostituito" più che egregiamente, d’altra parte la rubrica Sussurri è nata con lui, agli albori di Kult).
Devo purtroppo prendere atto della realtà: da che ho cominciato un nuovo lavoro non ho più tempo…o comunque non ho più la testa per seguire le vostre storie, i vostri racconti, le vostre poesie, che ho tanto amato e che tuttora amo tantissimo.
Quindi, questo vuole essere un (maldestro) editoriale d’addio. Grazie per tutto quello che mi avete dato, per le vostre voci; alcuni di voi hanno pubblicato libri e me ne hanno inviato una copia, altri mi hanno scritto, mandato auguri, ed è stato bellissimo. Ho in mente tanti nomi che potrei citare, nomi che da anni ci tengono compagnia: Sussurri è diventata una serata in birreria con amici che si conoscono profondamente- tranne le facce!
Ma bando ai sentimentalismi, ovviamente "morto un papa se ne fa un altro", quindi non resterete soli con le vostre parole nel cassetto, ci siamo sempre noi!
Passiamo senza indugi alle opere; stavolta pochissima poesia (solo l’immenso Mario Pischedda, grazie di esistere) e tanti racconti, che vi faranno sognare, dal romanzo di Zanardi, sempre più avvincente, al racconto, molto struggente, di Simone Scataglini, alle emozioni "forti" di Radiodiable, fino alla fantascienza ironica di Cerone.

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Come di consueto partiamo da Alessandro Zanardi, che ci regala altri due capitoli dell’affascinante saga Terra Rossa; qui vediamo il personaggio di Filine che prende sempre più spazio, imbarcandosi in un viaggio difficile e irto d’imprevisti.

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Dopo tanta suspence, immergiamoci subito nella pace dei versi di Mario Pischedda, sempre più incisivo, sempre più sobriamente e lievemente ironico, sempre perfetto, con il suo Eracle in cucina– quasi un divertissement d’autore.

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Un sorriso fantascientifico ci viene da Giuseppe Cerone – spero tanto di vederlo arrivare al successo che meriterebbe!- con il suo L’ultima vanità, di cui non anticipo nulla, perchè è una storia tutta da godere fino in fondo.

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Ma non mancano le emozioni forti, violente: le ritroviamo in Disco Inferno, un viaggio allucinante, comico, tragico, stralunato, sesso e morte che si fondono, con una sorpresa agghicciante alla fine…Da una new entry: Radiodiable.

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Manteniamo alta la tensione con il bellissimo Lo spacciatore, di Simone Scataglini, un autore molto interessante che torna a collaborare con noi; anche in questo caso non posso anticipare nulla, si tratta di spaccio di una droga molto particolare, e l’atmosfera è data anche dalle citazioni iniziali, che vi consiglio di memorizzare…

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Siamo proprio proprio arrivati alla fine…sigh…mi mancherete! Tanti auguri a tutti, e comunque arrivederci: sicuramente ci risentiremo su queste pagine.

Lorenza Ceriati

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