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Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Eccoci tornati al nostro consueto appuntamento con Sussurri; siamo ormai in dirittura del Carnevale, un ottimo momento per "mascherarsi" anche nelle parole, per lanciarsi in un’esperienza anche nuova come quella della scrittura.
Non sono tantissime le opere di questo mese, e sono quasi tutte liriche: ma non è possibile fare sempre il pienone!
Io spero di riuscire a portare avanti la rubrica, anche se è sempre un’impresa…
Intanto vi segnalo nuovamente la raccolta di poesie La persistenza delle cose, di Alessandro Hellmann, che tutti conosciamo per la raffinatezza e intensità dei suoi versi.
Ma immergiamoci nella lettura delle varie poesie e della saga targata Zanardi.

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E’ giunta alla quarta parte la saga Terra Rossa, di Alessandro Zanardi; si cominciano a tirare le fila della vicenda, con la bella Filine che decide di raggiungere l’amato, e un castello tenebroso di Cimaron. Ma non vi anticipo nulla.

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Ritroviamo il consueto appuntamento con la poetica di Mario Pischedda, la sua ritrosia a tuffarsi in grandi discorsi retorici: una poesia "minimale", essenziale e densa di significato, nella consapevolezza di So di dir niente.

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Una lirica di stampo più tradizionale, che ricorda i nostri grandi poeti ottocenteschi, è invece quella di Mariacarla Tarantola, qui con un sogno d’amore, delicato e passionale, A Paolo.

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Ma non vi preoccupate, appassionati di fantascienza, abbiamo pane anche per voi! Tiro fuori dal cappello una chicca, il racconto di Giuseppe Cerone Vietato pescare, ambientato in un’Africa futuribile e come sempre, verosimile e estremo al tempo stesso.

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Concludiamo la breve carrellata di questo mese immergendoci nella "follia controllata", nell’estrosità di Giancarlo Ferrigno, che propone un arzigogolo dal titolo Saggio generale.
Buona lettura!

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Non mi resta per adesso che salutarvi, sperando in un numero più "polposo" la prossima volta. Ma intanto, meglio poco ma buono…

Lorenza Ceriati

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