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2010
1
Set

Costruirsi un Totem - Stefano Rossini

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Capire e sentire il proprio valore
 
Il "totem" di per sé è un bastone decorato, tipico di alcune tribù dell'area del Nord America e dell'Australia, ma diffuso anche in culture di altri continenti come Africa, Asia etc.
In realtà, gli studi antropologici, primi fra tutti in ordine di importanza quelli di antropologi del calibro di Durkheim e di Levi Strauss, hanno dimostrato la grande valenza sociale e culturale di questi oggetti di culto, in cui il gruppo riconosce un segno tangibile dei propri valori fondanti e della propria identità:: tra le pieghe delle decorazioni del Totem si possono ritrovare gli elementi fondamentali della cultura di un gruppo, le proprie credenze fondamentali, i modi di pensare il cosmo, nonché l'appartenenza a una determinata famiglia e a un particolare antenato.
Il testo di Stefano Rossini, docente di educazione fisica in diversi ordini di scuola, studioso di filosofia, in particolare di filosofia teoretica ed estetica e formatore, riprende l'immagine del Totem, descrivendo un progetto didattico rivolto ai nidi, alle scuole di infanzia e alle scuole primarie.
 Questo progetto prevede appunto l'uso di questi "bastoni decorati" come strumenti su cui i bambini, insieme alle figure adulte degli educatori e dei genitori, trascrivono con le loro incisioni di diverso tipo i loro cambiamenti e i loro successi nella loro crescita; i segni che vengono fatti sul totem infatti registrano per esempio la crescita fisica dei bambini (ad esempio il cambiamento in altezza, la modifica dell'ampiezza dell'apertura delle braccia), ma soprattutto registrano periodicamente i successi che vengono raggiunti nella scoperta delle proprie capacità, dei propri miglioramenti nelle relazioni con gli altri e negli obiettivi raggiunti.
Si capisce bene come un segno inciso sul bastone ha il significato per il piccolo di vedere in modo tangibile i propri miglioramenti e farne memoria, acquisendo sempre meglio consapevolezza e stima di sé. Il totem inoltre può essere anche un oggetto con cui fare anche esercizi psicomotori, che permettono di prendere confidenza con esso, in una dimensione ludica che permette di sentirlo come una parte di sé, su cui proiettare le proprie conquiste.
In effetti, questa proposta didattica appare molto interessante e viene presentata dall'autore, corredandola con una spiegazione generale iniziale e con esemplificazioni di un percorso rivolto ai genitori e ai bambini sia della scuola di infanzia, sia di quella primaria. Il percorso didattico è presentato con dovizia di particolari, approfondimenti, proposte operative da utilizzare con i genitori, schede, giochi da fare con i bambini e il totem, storie e foto di quella che è stata l'esperienza portata avanti nelle scuole dove è stato usato questo strumento.
Tutte questi dettagli operativi possono essere "spesi sul campo" e possono quindi risultare interessanti agli insegnanti e agli educatori dei bambini dei nidi, delle scuole di infanzia e della scuola primaria, che possono trovare idee operative per impostare un lavoro simile con le proprie classi.
Il libro, comunque, non si esaurisce in questa proposta didattica.
In modo molto originale esso è stampato in un duplice verso: se capovolto ci si accorge che la parte finale del libro in realtà è a sua volta un ulteriore sezione del libro stesso, che può essere girata e letta dal verso contrario.
Questa seconda sezione abbandona la descrizione di una metodologia didattica per riflettere comunque sempre sullo stesso tema: l'importanza di impostare una corretta stima di sé per una crescita armonica della propria personalità.
Questo tema è sviluppato in due modi anche in questo caso abbastanza originali: il primo è la presentazione di 33 brevi storie osservate in ambito scolastico e approfondite da analisi dettagliate, che spesso si aprano a una riflessione filosofica. Il tema di queste storie è, come dicevamo, sempre quello dell'importanza nei bambini di stimolare la creatività, farli sentire unici e capaci, per educarli a sentire il proprio valore.
La seconda parte di questa seconda sezione riporta invece direttamente tredici lezioni che Rossini ha tenuto nell'anno scolastico 2007/2008  ai suoi alunni del Liceo di Faenza dove ha lavorato come insegnante di Educazione Fisica. Anche questa è un'esperienza didattica interessante, perché il professore si dava un tempo di due minuti, cronometrati dall'occhio severo di un proprio alunno, per passare alcune "pillole" di riflessione sempre sulla scoperta del proprio valore a partire dal proprio corpo e dalle proprie esperienze mentali. Il totem su cui registrare i propri successi non è più dunque il bastone decorato dei bambini, ma il proprio "sé" su cui memorizzare il proprio valore anche in un rapporto più adeguato con il proprio corpo.
In generale il libro di Rossini si presenta dunque come un interessante testo in cui la tematica del rapporto fra stima di sé ed educazione è sviscerata da diversi punti di vista, alcuni in effetti molto originali. 
Se è vero che la prima parte del libro è interessante soprattutto per gli insegnanti del nido, della scuola di infanzia e della primaria, per l'ampio spazio che è riservato al "progetto totem", la seconda parte apre però a un pubblico più vasto di quanti vogliono farsi un'idea dei molteplici aspetti attraverso i quali influiamo come educatori nella costruzione di una sana stima di sé nel rapporto educativo.
Lo stile, a tratti molto profondo e specialistico, rende infine il testo adatto a un pubblico anche di livello medio – alto, quanto a competenze pedagogiche e filosofiche.
 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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