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La mia Ste

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Martedì, 9 Settembre 1997

La mia Ste.



L’ho vista,
ed era come tutte le altre…

Le ho parlato,
ed una calda e inattesa atmosfera mi ha avvolto pian piano.

L’ho vista sbarazzina,
ed ho sorriso alla sua spontaneità.

L’ho vista arrossire per l’imbarazzo,
e mi sono sciolto a quella dolcezza.

Ho visto i suoi occhi
accendersi meravigliosamente,
alla vista di un semplice abito rosso vivo.
Li ho visti brillare di vita,
alla sola idea di poterlo indossare.

Ho visto la gioia di vivere
in quegli occhi lucenti,
quella gioia di vivere che è dentro di lei,
e di cui ho tanto bisogno…



Ho ascoltato le sue parole,
ed era come se fossi io a parlare.

Ho trovato anche in lei cose che io non ho,
ed ho scoperto di averne bisogno.

Ho fatto cose che piacciono solo a me,
ed ho scoperto che lei non aspettava altro.



Poi l’ho vista giocare
con la sua femminilità,
e risvegliare in me quello che mai così vivo si era acceso.

L’ho scoperta donna,
così donna,
da riempire completamente la mia vita.
Così donna,
da bastarmi così com’è.
Così donna,
da risvegliare con prepotenza l’uomo che c’è in me,
con la prepotenza inaudita di un uomo
che combatte con ogni mezzo
per legare a se la donna della sua vita…



L’ho vista,
ed era come tutte le altre.

L’ho sottovalutata,
e me ne sono innamorato.

Ora non posso fare a meno di lei,
perché lei è tutto quello che voglio e tutto ciò che mi serve.


…perché Lei è la mia Ste.


Fabrizio Cerfogli



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