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2006
24
Apr

Artic Monkeys - Whatever People Say I Am, That's What I'm Not

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Artic Monkey è una band inglese venuta alla ribalta per come il tamtam mediatico li abbia portati al successo senza bisogno di pubblicità o di passare per le majors discografiche.
Ora che hanno pubblicato il loro album per Domino arrivano con questo Whatever People Say I Am, That's What I'm Not che divide la critica in maniera netta.
Personalmente trovo che sia un buon disco, commercialmente ben pensato e con un paio di canzoni davvero lodevoli.
Il sound dei gruppi inglesi sta andando verso un conformismo che ha dello straordinario: voci graffianti, chitarre distorte, costruzioni semplici, qualche cambio di ritmo... Artic Monkeys, Babyshambles, Strokes... sono tanti i gruppi che decidono di seguire questo trend.
AM di fatto forniscono una loro interpretazione che lascia trasparire in maniera molto forte la loro giovane età, portantandoli a creare pezzi energetici, di impatto, al limite del punk in alcuni momenti.
La prima canzone dell'album è sicuramente tra le piu belle: The View From Afternoon è caratterizzata da buoni cambi di ritmo e dalla verve giusta per un pezzo di apertura, sapendo così tenere alta l'attenzione dell'ascoltatore.
Che viene portata a I Bet You Look Good On The Dancefloor e quindi a Fake Tales Of San Francisco. Canzoni a dire il vero non troppo diverse tra di loro, le prime 3, ma che risultano comunque molto godibili. L'album va avanti, con l'inserimento di un paio di lenti che stridono col resto del lavoro.
Forse la traccia riuscita meglio dell'album è la n. 8, Red Lights Indicates Doors Are Secured. Struttura piuttosto simile ad altri lavori gia sentiti ma comunque energica e ipnotica nei suoi riff.

Menzione particolare al batterista, capace e divertente. Come tutto l'album: leggero, divertente, non è adatto a chi cerca musica impegnata ma è una divertente colonna sonora che pecca sicuramente nella poca varietà di costruzione dei pezzi ma è uno dei migliori esordi che abbia sentito negli ultimi anni.

La speranza è che non facciano un secondo album seguendo il trend dei colleghi Darkness...

Tracklist

01. The View From The Afternoon
02. I Bet You Look Good On The Dancefloor
03. Fake Tales Of San Francisco
04. Dancing Shoes
05. You Probably Couldn't See For The Lights But You Were Looking Straight At Me
06. Still Take You Home
07. Riot Van
08. Red Light Indicates Doors Are Secured
09. Mardy Bum
10. Perhaps Vampires Is A Bit Strong But...
11. When The Sun Goes Down
12. From The Ritz To The Rubble
13. A Certain Romance

 
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:: Simone Bonetti
Nato nel lontano 5 maggio 1977, il prode Bonetti si destreggia tra le campagne di Spilamberto e le incursioni nella ''metropoli'' Modena. Si crea una cultura fumettistica già da bambino, quando legge quintali e quintali di Topolino ereditati dai genitori. Percorso che si evolve fino a portarlo a leggere Garth Ennis colo suo ''Punitore''. Appassionato di libri di ogni genere, si fa portabandiera del genere fantasy soprattutto dopo l'inizio della sua ormai quindicinale esperienza di giocatore diruolo, con la mitica edizione di ''Dungeons & Dragons'' della Editrice Giochi.

La sua vita ha sempre avuto una colonna sonora, se il primo walkman si distrusse passando pezzi di Battiato, il secondo andò in frantumi con AC DC e Iron Maiden . Ha cercato di avere una cultura musicale discretamente vasta e variegata, grazie soprattutto alla sua insaziabile curiosità, ad alcuni amici (Grazie Cesare! Grazie Stefano!) ed all'interesse per le manifestazioni che chiamano in causa gruppi locali. Recentemente ha partecipato all'iniziativa ''Fresh'' dell'Unione Terre di Castelli. Di professione è un chimico tecnico dell'ambiente e della sicurezza che lavora in ceramica. Grande appassionato di basket ed hockey.

 
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