KULT Underground

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Intervista con Ochtopus

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Comunicatostampa di Synpress44
FrancescaGrispello & Donato Zoppo
OCHTOPUS:
Ricette,biografia e aneddoti vari…
 
Cibo,musica e divertimento, ci può essere accostamento più felice? Laricetta che vi stiamo per proporre si prepara con ingredientisemplici, tradizionali, utilizzando, oltre ai sapori classici, anchecondimenti popolari forse un po’ in disuso ma che, sapientementeamalgamati, possono portare a nuove sensazioni.
Percominciare, per ottenere un ottimo sformato bisogna mettere a cuocere unbel po’ di strumenti a fiato tagliati a piccoli spicchi, tra i quali ènecessario vi siano almeno un fagotto, un trombone e un sax;poi scolateli bene e metteteli a soffriggere con un tritato finissimo dichitarre. Condite con due cucchiaiate di flauto, qualche gocciadi percussioni e quando si sarà ben amalgamato aggiungete una presa diclarinetto. Ritiratelo dal fuoco e, quando sarà diaccio uniteci un poco di oboegrattato. Versate il composto in un capiente contenitore, cuocetelo abagnomaria e servitelo caldo.
Laricetta si chiama OCHTOPUS ed è stata anche premiata con il primo postoall’Onthe Road Festival 1997e 1999 di Pelago (Fi); si può consumare tranquillamente ascoltando il cd appenasfornato Nienteapparente…Buon appetito!
 
Natinel 1996 a Ravenna come gruppo di strada, gli Ochtopushanno preso parte a numerose manifestazioni di vario genere, tra lequali:
FERRARA BUSKERS;
ONTHE ROAD FESTIVAL di Pelago (FI)  (Primi classificati del concorsonelle edizioni ’97 e ‘99);
FESTIVALDELLA MULTIMEDIALITA’ – Festa Nazionale  De L’Unita’ di Firenze nel’97;
-Festival di PIAZZA SANTA CROCE di Firenze;
VENEZIAIN MUSICA.
 
Nel1998 gli Ochtopus pubblicano il disco d’esordio È la quintina chem’incasina, nei primi mesi del 2001 arriva il secondo cd Paraponzipò,entrambi per l’etichetta Musica in Campo della Materiali Sonori. I duealbum contengono brani originali della band ravennate e ottengono unottimo responso di pubblico e critica. Nel 1999 con un felicearrangiamento di Un bès in bicicletta di Casadei, gli Ochtopuspartecipano alla compilation Transromagna, presentata alla fieradella musica da ballo svoltasi a Faenza il 6 e 7 Febbraio 1999 e uscitaa fine giugno in occasione del Pida Tour 99.
 
Nel2002 la formazione compone la colonna sonora per un cortometraggio dellaregista Stefania Galeati (giovane artista di Bagnacavallo) e subisce un cambiamentoche la conduce, nel 2004, ad un nuovo lp dal titolo Calamares Pra Passejo(Calamari da passeggio): il disco esce con la Ethnoworld e segna la ripartenzaper il gruppo. A sei anni di distanza dal terzo album, arriva NienteApparente, ancora per Ethnoworld, con un nuovo cambio informazione.
 
Ilrepertorio dell’ensemble abbraccia pezzi travolgenti e raffinatiche spaziano dal jazz alla musica classica, toccando anche colonnesonore di film, fino ad arrivare a pezzi di propria composizionedall’aria a volte minimalista, a volte classica a volte blues.
 
Diconodi loro
Atmosferefelliniane suonate da un gruppo di sette ragazzi che mescolanole sonorità di strumenti classici con percussioni marocchine ebrasiliane. Oboe, clarinetto, corno e fagotto, insieme ad una chitarraclassica e ad una acustica, tutti incalzati dai ritmi del cajon,della darbuca, del pandero o delle nacchere, vicondurranno tra composizioni note (di autori del calibro di Astor Piazzolla,Paco De Lucia, Penguin Cafe Orchestra, Paul Desmond) e brani originali.
Gliarrangiamenti ripropongono e richiamano la tradizione jazz, quella popolare,la travolgente passionalità del tango, le melodie balcaniche, lagiocosità del musicista busker, il ritmo incalzante della rumba.
GliOchtopus esprimono la loro passione per la musica considerata come unflusso continuo di stimoli, sentimenti e contaminazioni reciproche,spesso reinventando il ruolo degli stessi singoli strumenti, ricercando così impastisonori differenti da quelli tipici di una formazione di fiaticimentandosi in composizioni minimaliste ed introspettive. Alcune diqueste sono state utilizzate come colonna sonora di un cortometraggio daltitolo Passeggiata in paradiso (2003) di Stefania Galeati, e deldocumentario Il Salinaro di Cervia, custode dell’oro bianco(2008) per le edizioni Dama Sognatrice.
 
 
1998:
L’operaprima LA QUINTINA CHE M’INCASINA fu veramente il primo passoverso la giungla discografica e il primo approccio con una sala di incisione emarchingegni strani (strani per noi…); infatti ci si trovano quelle defaillancese quelle ingenuità dovute alla poca maturità musicale e all’imbarazzo delmicrofono…
 
2001:
PARAPONZIPO’   segna un cambio ditendenza. Cambiata la formazione, e quindi anche le varie influenze musicali.L’aria che si respira, secondo noi, è più fedele alla nostra realtà dal vivofatta di strade, di festivals buskers ma anche di momenti piacevoli (più seridirebbe qualcuno) nel buio fumoso di club e circoli.
 
2002:
Altro rimpasto, la formazione si modificaancora restringendosi, mutando nell’aspetto ma soprattutto unendosi nello spirito e nelle idee, cosa ci ha permesso nel corso di un’estate di fare 5000km. per suonare ovunque ce ne fosse stata la possibilità (ma non certo laconvenienza… diciamocelo!).
 
2004 :
Siamo pronti per il nuovo anno con un gruppodi canzoni a cui abbiamo dato il titolo  CALAMARI DA PASSEGGIO.
 
2010….
NIENTEAPPARENTE, la vendetta!
Aparte le battute, possiamo dire che per arrivare a questo nuovo cd ci abbiamopensato tanto e a fondo; ci siamo fatti guidare da noi stessi in luoghi esensazioni che avevamo da tempo vissuto ma mai esternate in maniera cosiesplicita.
 
Formazione:
OBOE                              (BarbaraRossi)
SAX/FLAUTI                     (LauroRambelli)
CORNO                            (MariaAgostini)
FAGOTTO                         (FabioScalini)
PERCUSSIONI          (Christian Vistoli)
CHITARRACLASSICA (Fabrizio Sabia)
CHITARRAACUSTICA (Gianluca Gardelli)
 
 
                                         http://myspace.com/ochtopus
 
 
 
Davide
CiaoOchtopus… Un disco ricco di contenuti, suggestioni e rimandi, di cui sipotrebbe a lungo parlare. Per intanto, iniziamo… Tredici tracce tutta (gran)farina del vostro sacco tranne Pop Corno, A quai e Galeron.Ho riconosciuto solo “A quai” di Yann Tiersen, squisitamentereinterpretata… Forse Galeron, una vecchia danza colombiana? A parte lecosiddette “cover”, chi e cosa cercate nel comporre e suonare i vostri brani?
 
Ochtopus
Cerchiamoquello che non sappiamo, semplicemente perché ogni pezzo che facciamo nascerepuò condizionarci a cercarne altri nella sua scia, oppure risulta talmentescollegato dal repertorio che ci fa simpatia e lo incastriamo apposta. Lanostra è una “improvvisazione creativa” guidata dalle possibilità deglistrumenti, e soprattutto, da quello che ci va e ci piace, senza troppi “patemi”su cosa sia meglio o peggio fare. 
 
Davide
Holetto che siete nati come gruppo di musica da strada; non mi è chiara questadefinizione, soprattutto se certa musica da strada, come la vostra, seppureemotivamente e mentalmente immediata per chiunque “passi dalle vostre parti”, ècosì colta, ricca, raffinata… Cos’è la strada, cosa è la musica di o da stradasecondo voi?
 
Ochtopus
Lastrada è un palcoscenico dove semplicemente il palco è all’altezza delpubblico, ed è questo “abbassamento”, questo porsi appieno nel contesto, cheporta a sentire e suonare in modo più viscerale, meno manieristico. Non esisteuna musica da strada, esiste un palco che è la strada, sui cui puoi suonarequello che ti pare, ricordando però che il pubblico è a due passi e ti guardanegli occhi. Per cui, non esiste alcun contrasto fra un impegno a otteneremusica colta, o “raffinata” come dici tu, e la strada. Si può suonare Bach suun marciapiede, come una quadriglia alla Scala di Milano.
 
Davide
Comesi accordano la strada e lo studio?
 
Ochtopus
Stradae studio si accordano allo stesso modo in cui, da tanti anni ormai, accordiamoinsieme strumenti che provengono da tanti mondi diversi, l’orchestra, la banda,le sonorità di decine di percussioni. Strada e studio sono realtà che sono piùsimili di quel che si pensa, se si affrontano entrambe con il senso diimmediatezza, di sperimentazione continua, con cui noi Ochtopus ci poniamo.
 
Davide
Cos’èil niente apparente?
 
Ochtopus
èun gioco di parole, che nasconde un gioco di significati. Il “niente apparente”è l’inganno che non ci sia nulla, e quindi il tutto, che rappresenta la nostraeterogeneità. Ma significa anche la mancanza di sostanza, l’impoverimento dellapratica a favore della mera estetica, dell’apparenza, pratiche tanto di moda inquesti tempi, e a cui noi non ci adeguiamo, appassionati come siamo di”manuale”, di elaborato, di materico.
 
Davide
Che bella “Texas”! Unvostro ricordo di Simon Jeffes?
 
Ochtopus
Unpo’ tutta la nostra musica è un grosso tributo a Simon Jeffes; nel nostrolavoro precedente lo avevamo apertamente dichiarato realizzando la cover di”Music for a found harmonium” e riarrangiandola su un ritmo sudamericano. Ilsuo fondere la musica da camera con tutti i ritmi meno “nobili” è un po’ allabase di tutta la nostra produzione musicale.
 
Davide
Michiudo in mi“… Per poi aprirsi in dò? Lo disse per primo  D’Annunzio… Ioho solo quel che ho donato. Qual è il vostro rapporto-bilancio tra ilricevere e il dare ad oggi?
 
Ochtopus
Noipensiamo che quando si fa musica il primo stimolo, la prima spinta sia quelladi dare indiscriminatamente, senza pregiudizi o calcoli.
Dopoquesti anni di lento, ma continuo girovagare, ancora non ci siamo posti ilquesito di tracciare una linea per fare un bilancio. I conti li facciamo ognigiorno con noi stessi, ogni volta che suoniamo o che ci proponiamo al pubblico.Lo sguardo della gente è il nostro vero tornaconto, ed è nel profondo di quegliocchi che ogni volta sentiamo l’importanza di quello che stiamo ricevendo.
 
Davide
Tantova la Piovra al lardo che finisce nel Brodino…Meglio quindi che se ne vada e se ne stia al largo? Da cosa vi tenete allalarga, di cosa invece non fareste mai a meno?
 
Ochtopus 
Quellafrase è colpa del nostro Fagottista, nonché ideatore della grafica dell’album.È uno scherzo, un “easter egg” per i più attenti. Comunque, non ci teniamo allalarga da niente, abbiamo fatto del rimescolamento continuo il nostro stile, percui ogni “impulso” è sempre guardato prima con l’occhio di chi si chiede comequell’ingrediente starebbe insieme agli altri. E come è chiaro, non faremmo maia meno di trovare altri impulsi, un po’ ovunque.
 
Davide
Perchédefinite la vostra musica tentacolare? Una questione prensile, tattile olocomotrice? Cosa vi piace tastare e poi tentare? Cosa vi avvince e da cosavorreste che gli ascoltatori fossero avvinti?
 
Ochtopus
Tentacolare,nel senso che ogni tentacolo è uno stile, collegato al “corpo”, alla creazione,come ogni tentacolo è anche uno di noi, uno strumento, una sonorità diversa. Decisamente prensile e tattile. È questo che vorremmo colpisse l’ascoltatore, enon smetteremo di provare ad “acchiapparli” con i nostri tentacoli cosìdiversi.
 
Davide
Main fondo, i Balcani, stanno quasi dalle stesse parti dell’Italia… separatisiamo solo da una striscia di mare…
 
Ochtopus 
Seè per questo, anche il Marocco è un po’ dalle stesse parti dell’Italia, e anchela Libia, l’Egitto, la Grecia, la Spagna, e chissà quali ci dimentichiamo…separati tutti, noi e loro, solo da una striscia di mare, che oggi come untempo più che separare, ci unisce tutti.
 
Davide
Mai Balcani sono anche un crogiuolo di popoli, etnie, religioni, lingue… musiche…dalla storia sempre burrascosa… Vi sentite così?
 
Ochtopus
Ognimusica di ogni popolo riflette le “burrasche”. Noi siamo in tanti, e siamodiversi, e ognuno ha la propria storia, felice quanto travagliata. Per cui sì,siamo un po’ balcanici nel nostro far convergere tutte queste “burrasche”, maci sentiamo anche altro, di tanti altri posti e altre sonorità.
 
Davide
Cosapossiamo seguire da questo momento a venire?
 
Ochtopus
Ilprogetto Ochtopus continua. Sarà un battello, una carovana, un vecchio biplanonella tempesta o una canoa lungo un placido fiume, … di certo per ora è uncastello di amicizie, un condominio con le sue bizzarre convivenze. L’unicovero motivo che ci muove è il desiderio di sorprendervi all’angolo di unastrada per rubarvi un passo di ballo, o infondervi un’emozione che vi lucidigli occhi. 

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