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2010
15
Lug

Intervista con Phaedra

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PTAH copertina.jpg
Opera rock

Musica composta, arrangiata ed eseguita dal gruppo musicale Phaedra.
 
Musiche di Claudio Bonvecchio e Stefano Gasperetti
Testi e libretto di Claudio Granatiero
 
"Ptah" è un'opera rock, uno spettacolo in cui musica, testo e interpretazione sono legati fra loro attraverso la storia che raccontano, una storia che vuole essere la storia dell'Uomo stesso, dalla sua nascita alla sua morte. Ptah è anche il nome del protagonista di questa opera, sotto i cui occhi si svolgerà un dramma di proporzioni colossali, raccontato attraverso i suoi sentimenti conflittuali e contrastati, le sue speranze e le sue paure, l'odio e l'amore. È una storia ambiziosa e disillusa, dal finale tragico e tutt'altro che rasserenante, con diverse chiavi di lettura, da quella immediata, fantastica a quella metaforica, del rapporto controverso tra padre e figlio. I brani cantati, ricchi di temi, sono alternati a momenti strumentali, più riflessivi, che non sono meri riempitivi ma sono necessari a creare la giusta atmosfera che permea l'intera opera. La musica infatti appoggia in ogni istante il racconto, sottolineando i vari momenti topici ed evidenziando i sentimenti dei protagonisti, grazie ad una attentissima - quasi maniacale- scelta di suoni, armonie, melodie e ritmiche.
 
PHAEDRA
 
Il gruppo musicale PHAEDRA nasce a Pergine (TN) nel gennaio del 1993. Il complesso in breve tempo allestisce un repertorio di cover di classici del genere rock progressivo (Genesis, Yes, Rush etc.) con il quale si esibisce in teatri e manifestazioni all'aperto.
Nel 1995 la band comincia anche a dare vita a brani di propria produzione che sono riuniti in un cd-demo autoprodotto. Le apparizioni più significative arrivano in eventi come Musikadine, Genesis tribute e diverse selezioni per concorsi nazionali; nel settembre 2000 PHAEDRA si propone con una nuova formazione con l'intento di comporre brani in italiano legati da un tema concettuale.
Nel 2002 il gruppo si presenta alla X edizione di Concentratissimo rock, rassegna musicale della provincia di Trento e vince come miglior gruppo originale proponendo un estratto  di brani dall'opera rock PTAH, che è stata presentata nella sua interezza nel corso degli ultimi quattro anni.
L'opera rock PTAH è stata spesso presentata in anteprima dal vivo e nel corso degli ultimi anni i Phaedra hanno autoprodotto cd dal vivo, vhs e Dvd con esecuzioni live di PTAH e brani inediti. Affidatisi alle cure dell'ingegnere del suono Marco Olivotto – titolare della LOL Productions – e fondata la casa discografica Phaedra Music, i Phaedra pubblicano ufficialmente il cd PTAH il 19 gennaio 2010, con un affollato showcase di presentazione a Pergine. Nell'evento di presentazione annunciano anche la loro partecipazione ad un imminente disco di tributo internazionale alla popolare progressive band svedese dei Flower Kings.
 
Info:
 
 
 
ATTUALE FORMAZIONE :
 
Claudio Granatiero - voce solista
Stefano Gasperetti – tastiere,chitarre, mandola e mandolino
Matteo Armellini - batteria
Claudio Bonvecchio - basso, chitarra 12 corde e voce
Fabrizio Crivellari - flauto traverso
Elisabetta Wolf - violino
Antonio Floris - violino
Davide Tabarelli – tastiere nello spettacolo dal vivo
 
 
INTERVISTA
 
Davide
I Phaedra esistono dal 1993, ma "Ptah", se non sbaglio, è il primo disco? Si può  quindi dire che ci sia stata una lunga e approfondita gestazione e maturazione?
 
Phaedra (Claudio Bonvecchio)
In effetti PTAH è il nostro primo disco ufficiale. Esistono tuttavia delle registrazioni di materiale (mai pubblicato ufficialmente) della vecchia line-up risalente al 1998 quando suonavamo con una formazione a 4 classica ed il nostro sound era molto più vicino a gruppi come Genesis, Yes. In realtà il lavoro di composizione su PTAH era  iniziato nel 2000 e 2 anni dopo già ci presentammo a Concentratissimo rock e vincemmo come miglior gruppo originale trentino; da allora in poi affinammo gli arrangiamenti fino a proporre l'intero concept dal vivo in diverse occasioni; il resto del tempo fino ad oggi è trascorso nel registrare e cercare una etichetta che forse interessata a noi; ma come forse sapete la ricerca è stata infruttuosa, così abbiamo deciso di pubblicare il nostro lavoro autonomamente.
 
Davide
Immagino che anche la formazione sia andata incontro a cambiamenti. Chi è rimasto e cosa è cambiato dalle origini di Phaedra a oggi?
 
Phaedra
Dal 1993 ad oggi ci sono stati innumerevoli avvicendamenti all'interno dell'ensemble e l'unico componente fondatore " sopravvissuto" sono io, Claudio Bonvecchio, bassista, chitarrista e compositore. Ma Stefano Gasperetti, l'altro responsabile delle musiche di PTAH, tastierista, chitarrista e compositore, è nella formazione dal 1994 quindi abbiamo un nucleo saldo. Tutti gli altri musicisti che si sono succeduti hanno dato il loro contributo nel corso degli anni e gliene sono grato. Per quanto concerne i cambiamenti devo dire che nei primi tempi avevamo una formazione molto vicina al suono prog classico però con l'inserimento successivo nel nostro organico di strumenti ad arco, flauto e mandolino gli arrangiamenti hanno acquisito maggiore versatilità e fluidità e conferito una matrice meno convenzionale nell'ambito del genere.
 
Davide
"Phaedra" è stato un disco dei Tangerine Dream… Fedra ha ispirato molta musica, classica soprattutto: Rameau, Pizzetti, Henze, Milhaud, Britten, ma anche Theodorakis e cantanti autori più attuali, tra coloro che mi vengono in mente. Perché Fedra e il suo sciagurato odio-amore, in particolare?
 
Phaedra
Effettivamente "Phaedra" era il titolo di uno dei  più bei dischi di un gruppo che ho amato e "strascoltato" in adolescenza: i TANGERINE DREAM. Ma pure la mia passione per la mitologia antica e la tragedia greca ha contribuito alla scelta del nome che nei primi anni '90 era in linea con la moda dei gruppi prog dell'epoca.
 
Davide
Affascinati dalla mitologia non solo greca… Anche il nome del protagonista del vostro disco ha un illustre omonimo nella mitologia egizia. Ptah è una divinità creatrice ctonia, patrono degli artigiani e degli architetti, dio del sapere e della conoscenza. Egli stesso fu ingegnere, muratore, fabbro, artista. Talvolta viene considerato il solo creatore non creato dell'intero universo, ed è anche ritenuto, a volte, una personificazione della materia primordiale. È a lui che vi siete ispirati nel costruire il personaggio Ptah, antico e occulto maestro sulla Terra di una remota e perduta civiltà?
 
Phaedra
Sei andato molto vicino all'idea! PTAH è a tutti gli effetti l nome di una divinità del pantheon egizio: era il patrono delle arti e delle professioni; inizialmente però il nome fu preso come un personaggio  simbolo e non specificatamente riferito alla cultura egizia; è il protagonista dell'opera ma incarna sostanzialmente il prototipo dell'UOMO, con i suoi timori, suoi conseguimenti, i suoi sentimenti conflittuali, le sue speranze, E' una storia ambiziosa e disillusa con diverse chiavi di lettura, da quella immediata, fantastica a quella metaforica. Volevamo raccontare qualcosa che potesse fare riflettere e la condizione dell'UOMO nelle sue varie sfaccettature ci sembrò una buona idea. Certo non diciamo nulla di nuovo; è stato fatto tante volte in passato  ma ognuno l'ha raccontato in maniera differente. In fin dei conti è la "nostra" storia, quella di tutti noi, l'Umanità.
 
Davide
Quale opera rock del passato ritenete sia l'assoluto capolavoro e perchè?
 
Phaedra
Qui dovremmo sentire i vari componenti. Mi è difficile rispondere; vedo in S.F.Sorrow dei Pretty Things gli albori, in "The lamb" dei Genesis la surrealità con diverse chiavi di lettura; ma come dimenticare Tommy degli Who o "The wall" dei Pink Floyd ?  Ognuno di questi lavori ha un suo significato ed una sua valenza. Tuttavia per quanto mi riguarda considero "Tales from Topographic oceans" degli Yes un autentico capolavoro non solo dal punto di viste della musiche ma anche per le liriche arcane ed esoteriche pregne di  significati da ricercare.
 
Davide
A fronte dell'usa e getta odierno della canzone e dell'artista e delle compilation nell'iPod, proporre un'intera opera rock è sicuramente una sfida. Come sta andando? Insomma, scontri e riscontri…?
 
Phaedra
Il disco è lungo, forse troppo al giorno d'oggi; la gente non ha più tempo di ascoltare 75 minuti di musica e per di più in sequenza continua o quasi; sicuramente alcune fasce di ascoltatori saranno più proclivi rispetto ad altri per la loro abitudine al genere prog ma noi saremmo molto contenti se riuscissimo ad avvicinare anche persone solitamente avvezze all'ascolto di generi più immediati e meno elaborati forse negli arrangiamenti. Al momento, a nemmeno un mese dalla pubblicazione, abbiamo avuto dei riscontri molto positivi non solo dagli appassionati del genere.
 
Davide
La storia del vostro disco narra di un antico popolo extraterrestre, assai progredito, che infine giunge in parte sulla Terra e aiuta l'evoluzione della scimmia-uomo. Una vicenda spesso creduta vera dalla cosiddetta paleoastronautica (da Erich Von Däniken in poi). Cosa credete voi davvero al riguardo? Esiste, è esistito per voi un aiuto occulto alla evoluzione, alla storia dell'uomo?
 
Phaedra
La storia è stata concepita dal nostro cantante e autore dei testi Claudio Granatiero, grande amante di fantascienza come me del resto. Sono al corrente delle teorie di Von Däniken da tanti anni ma non pensavamo a lui nel momento della stesura del concept. Non escludo la possibilità molto teorica che ciò possa essere avvenuto: l'idea mi affascina molto del resto ma ritengo che la nostra storia può essere "interpretata" da diversi punti di vista se vediamo in PTAH il simbolo dell'Umanità con le sue cadute e rinascite sempre alla ricerca di un equilibrio sociale ed ecologico e della felicità. Quindi il valore di fondo del concept può essere più escatologico che fantascientifico.
 
Davide
Nel mondo perfetto e futuribile che descrivete nella vostra opera, non più violento, quindi pacifico e altamente progredito, ma forse anche un po' "anemotivo e anaffettivo"… (e qui si aprono però le voragini di distopie esemplari tutt'altro che progredite e pacifiche, come 1984, Il Mondo Nuovo, Fahrenheit 451, Equilibrium…) parlate di un popolo spinto dalla grande ambizione di sapere tutto, di conoscere ogni cosa a lasciare il proprio mondo. Non c'era mistero che li piegasse, nessuna via di conoscenza che non venisse perseguita. Alcuni di loro erano disposti, nella loro frenesia di conoscenza, a sacrificare tutto quello che erano riusciti a conquistare fino a quel momento. Avevano bisogno di tornare a conoscere il male? Non si può cioè conoscere tutto senza conoscere il cuore di tenebra delle cose? Una visione pessimistica della conoscenza, tuttavia inevitabile… O forse più semplicemente una visione realistica? Cosa volevate dire esattamente al riguardo?
 
Phaedra
Credo che si tratti di una visione realistica dell'essenza umana. Non necessariamente negativa. La conoscenza del Bene e dell'obiettivo finale passa attraverso anche la conoscenza del Male o comunque di quegli atti e pensieri che vengono considerati eticamente non corretti dal consorzio umano. Nell'affanno del volere conoscere tutto ad ogni costo c'è l'"indole" umana da sempre… la spinta propulsiva che lo conduce ai traguardi anche inevitabilmente passando  da possibili disastri. Con ciò non ritengo l'Uomo, infallibile o indistruttibile, tutt'altro !
 
Davide
La storia di Ptah si conclude con una ennesima guerra, questa volta totale, e la fuga di Ptah dalla follia umana, che non accetta per orgoglio di conoscere la rivelazione della verità circa le sue origini e la sua storia. Cosa pensate che succederebbe se si avverasse un contatto di questo genere con una o più civiltà aliene, così come spesso si vuole e si suole preconizzare di questi tempi? E voi, come reagireste?
 
Phaedra
L'uomo (terrestre) sicuramente soffre da sempre un possibile confronto con ipotetici altri esseri intelligenti; questo suo timore lo porta spesso a volere ad ogni costo dimostrare l'esistenza di esseri provenienti da altri sistemi solari. Questo timore deriva precipuamente dalla generale visione antropocentrica che governa il nostro mondo. E questa visione viene riversata come un transfert su altri alieni al punto che nella letteratura  appaiono come molto evoluti se non di più degli umani stessi. Difficilmente vengono rappresentanti come esseri elementari; sarebbe una negazione dell'immagine stessa dell'Uomo! Ciò per descrivere ancora una volta l'Alieno, comunemente inteso, come una  trasposizione dell'Archetipo umano.
 
Davide
Ho notato negli anni che la musica progressive è uno dei generi più amati, ripresi e suonati nel Nord Est italiano. Può esserci qualche nesso, qualche motivo particolare secondo voi?
 
Phaedra
Mah…i motivi posso essere molteplici. Forse la conformazione geografica, la cultura atavica e vicina a quella nordica, densa di leggende; il Trentino, pur essendo minuscolo e poco abitato, ha "prodotto" diversi gruppi prog: Men of lake, Runaway Totem, Universal Totem Orchestra, Aviolinee Utopia, Mad puppet solo per citare i più "famosi". La presenza delle montagne può essere un elemento scatenante: la forza di riflessione si acuisce nell'anelamento di "scavalcare" l'ostacolo orografico !
 
Davide
Dopo anni e anni dalla fine del mondo, dell'umanità, viene ritrovato il vostro disco, ma non si legge più la data di produzione. Qualcuno che ancora serbi memoria e sapere musicali, nonchè altri reperti del passato, prova a datarlo. In che anno collocherebbe "Ptah" dei Phaedra e perché? 1972? 2010? 2048?
 
Phaedra
Questa tua ipotesi mi ricorda molto 2112 dei Rush!!  Il racconto di quel disco prevede una società futura governata e controllata dai Priori. Potrebbe essere quella la data? difficile rispondere…in effetti il nostro disco è un po' fuori dal tempo… sembriamo arrivati " in ritardo", quindi 1972?
 
Davide
Oggi i costruttori di motori hanno limitato il ricorso al rodaggio su strada (on the road, appunto), poiché si provvede a farlo al banco. Avete suonato molto dal vivo il vostro disco, prima di inciderlo… un po' il contrario di quanto avviene normalmente. Ora avete modo di sfruttare di più il "motore" (anche motivazionale) di Phaedra, con tutte le sue parti ben assestate fra di loro? Siete il gruppo molto affiatato che si intuisce dal risultato?  E quanto ha influito suonare prima dal vivo in termini di arrangiamenti e cambiamenti nella stesura definitiva dell'opera, reazioni del pubblico incluse?
 
Phaedra
Preciso che il concept nel 2002, quando vincemmo il concorso Concentratissimo Rock, era ancora "in fieri" e non era stato presentato per intero e  parte del lavoro di arrangiamento e affinamento è proseguita anche dopo. I brani sono stati provati decine e decine di volte in sala prove e gli arrangiamenti che ascoltate sono senza dubbio il risultato derivante anche dai concerti esterni. Secondo noi il testare i brani presso il pubblico è fondamentale. Lo abbiamo sempre fatto anche in passato con il vecchio repertorio. Ti rendi conto se i brani "girano", per così dire, o se ci sono delle lungaggini o temi non consoni. Quando registravamo avevamo ben chiaro in testa lo "score" dell'intera opera. Credo che siamo affiatati anche per la presenza di musicisti di estrazione classica che affiancano la loro esperienza a quella mia e di altri componenti  di matrice più rock.
 
Davide
A proposito di esperienze "al banco"… Un regista del suono prezioso, Marco Olivotto. Come descrivereste il suo contributo?
 
Phaedra
Il contributo di Marco Olivotto è stato fondamentale ed irrinunciabile. Personalmente conosco Marco da innumerevoli anni e abbiamo voluto fortemente che fosse lui a missare e masterizzare il nostro lavoro. La sua esperienza nel campo è sconfinata ed è anche un musicista quindi in grado di dare consigli nella fase finale della produzione che è quella più delicata e decisiva. Bisogna posizionare gli strumenti registrati, dare loro una significanza e lui in questo è un maestro.
 
Davide
State registrando un brano per un tributo della Colossus Project agli svedesi Flowers Kings di Roine Stolt, poco noti da noi, sebbene Roine sia uno dei personaggi più attivi del panorama prog mondiale. Se un giorno si dovesse combinare un bel tributo ai Phaedra, chi vi piacerebbe ascoltare alle prese con i vostri brani?
 
Phaedra
Ti ringraziamo per questa lusinghiera ipotesi fantascientifica ! Se veramente dovesse accadere ci saranno di sicuro nuovi gruppi di ragazzi che potrebbero cimentarsi con le cover nostre e sarei veramente curioso di vedere come le arrangerebbero !
 
Davide
Se fare un tributo comporta diversità di arrangiamenti, come procede il remake di un brano progressive? Voglio dire, nel rifare brani particolarmente caratteristici nella loro "esatta" complessità e varietà di forma e di tempi, come Firth of Fifth, Tarkus o Roundabout, giusto per dire due titoli, non è facile portarsi molto lontani dagli originali… Per non parlare dei suoni, che gli amanti del progressive continuano a preferire originali anch'essi. Come affrontate voi questo problema? Le vostre cover del progressive classico sono esatte o cercate delle innovazioni e in che modo?
 
Phaedra
Nel nostro primo periodo di esistenza, negli anni '90, cercavamo di riprodurre le cover dei Genesis, dei Rush e degli Yes in maniera più aderente alla versione originaria. Poi da quando abbiamo cambiato formazione inserendo gli strumenti acustici come i violini, il flauto e la mandola il nostro sound è cambiato moltissimo: meno consuetudine e assoli e più spazio alla composizione nella sua forma. Ora cerchiamo di individuare i temi principali di un brano ed elaborarli evitando le ridondanze ma sfruttando i vari range di frequenze degli strumenti; è un approccio differente.
 
Davide
Cosa farete ora?
 
Phaedra
Dopo la realizzazione del brano "Calling home", abbiamo in animo di riprendere il discorso compositivo per un prossimo lavoro, mantenendo nel contempo gli occhi aperti sull'evolversi della diffusione di PTAH.. Un grazie a voi per l'ospitalità !!!!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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