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2010
15
Lug

Intervista con Everglade

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Nome: Everglade
Anno di nascita: Agosto 2000
Provenienza: Rovigo
Genere: Alternative Rock / Grunge
 
Componenti:
"Bosca"Luca Boscarato
Batteria
"Siso" Maestri Silvio
Chitarra
"Barba" Matteo Panin
Voce
"Matt" Mattia Baratto
Basso
 
Biografia
Anno 2000 La band nasce come Etilika. L'intento di suonare per divertimento nel garage di casa porta presto il gruppo sul palco per una serie di serate in cui il repertorio era composto da cover (Ligabue, RHCP, Nirvana, Chuck Berry...) e brani originali in italiano, anche se in poco tempo i pezzi originali vengono scritti esclusivamente in inglese.
Anno 2001/2002 Col trascorrere del tempo si opera una scrematura del repertorio, e la band cominca a suonare in modo molto simile a Nirvana e affini (Seattle e dintorni), sia nei propri pezzi che nella scelta delle cover. Anche l'approccio alla composizione matura, e canzoni perlopiù costruite sul binomio strofa-ritornello lasciano spazio a brani più complessi, in cui le chitarre differenziano ed affinano i suoni, e basso e batteria crescono in dinamica dando sicuro sostegno alla melodia.
Anno 2003/2004 Nell'inverno 2003 avviene una nuova svolta, con la band che si impegna a costruire un repertorio di sole canzoni dei Pearl Jam (oltre ai propri pezzi) e con l'arrivo di un nuovo cantante, Matteo, dalla band underground rodigina "Rosenkroitz". È a questo punto che, col cambio di identità, gli Etilika si trasformano naturalmente in Everglade, che meglio si addice alle sonorità e alla provenienza della band. Everglade infatti è il termine che definisce le tipiche paludi della Florida; paludi che ricordano la provenienza della band, nata praticamente in una golena del Po. L'impatto sonoro dal vivo migliora ulteriormente, e suscita sempre una buona risposta di pubblico, che non conoscendo sempre i pezzi targati Everglade, se ne va a casa canticchiandoli.
Anno 2005 La storia continua con molti appuntamenti live. Grazie al lavoro in sala prove, i quattro "superstiti" riescono a riarrangiare in poco tempo la maggior parte dei brani e a comporne di nuovi. Testimonianza del grande lavoro in sala prove è la vittoria, in Settembre, del concorso "Vibrazioni Sonore IV". In seguito registrano il loro primo demo dal titolo "The october sessions" presso il New Frontiers Recording Studio di Rovigo, contenente 6 brani originali (Dirty World, Sometimes Sleeping, Slow, Dark Fire, Weak Voices e Friedshit).
Anno 2006 Con l'inizio la band viene contattata dall'etichetta Boomerang Records per partecipare con il brano "Dark Fire" alla compilation "Virus Alternativi"; l'uscita avviene in Marzo con distribuzione a livello nazionale. Nello stesso mese la band è di nuovo in pista dal vivo, partecipando tra le altre alla manifestazione "Rovigo Rock City" presso l'autodromo di Adria che presenta i migliori gruppi rock del panorama rodigino. Alcuni brani del loro demo vengono trasmessi alla radio. Nel mese di Novembre la band partecipa con il brano "Dirty World" alla compilation "Musicanti Emergenti" volume 1 stilata dai ragazzi di www.deliriocaneva.com
Anno 2007 Già sul finire dell'anno precedente il gruppo era stato contattato da una etichetta milanese con il desiderio di pubblicare un cd completo targato Everglade, perciò con l'inizio del 2007 i cinque entrano al New Frontiers Recording Studio per registrare una nuova demo con la formazione attuale. Da Marzo a Settembre infine il gruppo è impegnato in studio per le registrazioni vere e proprie dell'album.
Anno 2008 Con l'inizio del nuovo anno la band entra a far parte dell'agenzia di management Alkemist-Fanatix Europe. Nella prima metà dell'anno la band ha una intensa attività live, e da giugno in poi si dedica alla composizione di nuovo materiale. A Luglio il brano "Dirty World" esce su "Riot On Sunset vol. 12" compilation (www.272records.com): disco distribuito in rete su www.amazon.com e presso alcuni negozi di Los Angeles, nonché passato da ben 25 college radios californiane.
Anno 2009: Nell'anno 2009, grazie alla collaborazione con Alkemist-Fanatix Europe, la band sigla con la label inglese UK-Division un contratto per l'uscita dell'album dal titolo "Things to save", distribuito in Italia da Andromeda Dischi e nel resto del mondo da Code7 e Plastichead, nonché su Itunes e in altre piattaforme simili. A giugno vede inoltre la luce il film "Loro" del quale fanno parte come colonna sonora alcune tracce scritte dalla band, che a settembre realizza con il regista Stefano Bertelli (Caparezza, Marlene Kuntz, Nomadi ecc.) il videolclip del brano "Dirty World", poi trasmesso da molte web televisions e su alcuni canali satellitari. Le recensioni al disco uscite durante l'anno 2009 e nell'inizio del successivo sono tutte positive e possono essere lette in formato pdf all'indirizzo www.everglade.it/press.html .
Anno 2010: Nei primi mesi dell'anno escono recensioni positive dei "Things To Save" su molti siti musicali sia italiani che europei. Dal mese di aprile poi la band, in scrittura dall'inizio dell'anno, si mette a lavorare su alcuni brani per la colonna sonora del sequel del thriller "Loro".
 
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Everglade. Parliamo di stile ed influenze…  Insieme ormai da dieci anni. Siete nati come Etilika, band di cover (Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains in particolare), riferimenti che sono comunque rimasti anche in seguito, quando avete cominciato a comporre le vostre musiche originali fino a "Things to save". Cosa avete distillato da queste tre band non solo musicalmente? Per esempio, più della loro musica, per quanto mi riguarda, mi hanno ancor più colpito la onesta e intelligente gestione del successo e il continuo e grande impegno per il sociale dei Pearl Jam…
 
Everglade
Ciao Davide!
Dieci anni sono davvero volati, ma non li sentiamo affatto malgrado cambi di line-up, sfratti da sale prova e momenti difficili, cose che ogni band vive, a volte resistendo a volte capitolando.
Musicalmente le influenze di Seattle su "Things to save" si sentono: da un lato ne siamo contenti perché è rifacendo "Corduroy" o "Smells like teen spirit" che abbiamo imparato a suonare, dall'altro stiamo cercando la nostra originalità e ci auguriamo di trovarla presto.
Non sappiamo ancora come potremmo gestire un eventuale successo, non ci abbiamo mai pensato e anche alla notizia che avremo pubblicato un disco con una label inglese non ci siamo sentiti speciali ed abbiamo lavorato più di prima.
 
Davide
Come ricordate nel vostro profilo biografico, siete nati in una area golenale del Po… La golena viene inondata e sommersa dall'acqua del fiume e riceve gran parte del suo materiale limoso. Questo è all'origine della elevata fertilità di questi spazi compresi tra la riva e l'argine dei fiumi. Cosa c'è all'origine della vostra creatività?
 
Everglade
Non ti sappiamo rispondere: la creatività non è qualcosa di tangibile, ed è pure discontinua! Ti possiamo però dire cosa sentiamo all'origine della nostra musica: amicizia, voglia di fare, necessità di espressione, sfogo.
 
Davide
A proposito di cose da salvare… Le Everglades della Florida sono state sfruttate da sempre per la coltivazione e solo in questi anni si è deciso di fare qualcosa per ridurre l'inquinamento dato dal fosforo dei fertilizzanti con l'Everglades Forever Act, 2003. Quali sono le vostre cose da salvare?
 
Everglade
Povere Everglades, è un ecosistema molto delicato.
Noi ci siamo ispirati per il nostro nome a quei luoghi perché simili al nostro delta del Po ma allo stesso tempo lontanissimi da noi: un nome americano con dentro tanto della nostra terra.
Le cose da salvare? Sicuramente il nostro approccio alla composizione, fatto di umiltà e passione per quello che suoniamo.
 
Davide
Le Everglades furono abitate dai Seminole… A loro appartiene la catena degli Hard Rock Cafè… Se poteste, quali più illustri oggetti e di chi vorreste possedere uno per ciascuno?
 
Everglade
Siamo convinti che i Seminole avrebbero preferito tenersi le loro terre piuttosto che possedere una catena di locali. Una magra consolazione, insomma.
Pensiamo che più che cimeli illustri ci piacerebbe "possedere" del tempo da trascorrere con i nostri idoli, con gli artisti che ci hanno ispirato: certo per alcuni di loro non sarebbe comunque più possibile…
 
Davide
Come sta andando il vostro disco in Italia e fuori dall'Italia?
 
Everglade
A dire il vero non abbiamo sott'occhio la situazione vendite, ma quello che vediamo è una buona risposta da parte di fanzine e siti specializzati che in linea di massima hanno apprezzato il nostro primo lavoro: sono giunte recensioni da Italia, Germania, Polonia ed Olanda, quasi tutte positive. Diciamo che nel nostro piccolo abbiamo visto che le copie arrivate al negozio di dischi storico della nostra città sono andate via velocemente.
 
Davide
Alcune parole sono ricorenti nei vostri testi, in particolare wounds, ferite, e tears, lacrime. Parliamo allora di lacrime, quelle emozionali… Un biochimico dell'Università del Minnesota ha dichiarato che la gente si sente meglio dopo il pianto, poiché ha con esso eliminato degli ormoni adrenocorticotropi  associati allo stress. Il rock è ancora una valvola di sfogo? E nel vostro caso, sfogo o catarsi nei confronti di cosa?
 
Everglade
Nei testi è vero che trovi molte lacrime e ferite, ma non devi pensare di parlare con dei tizi depressi e piagnoni, le canzoni ci servono per buttare fuori le tossine.
Il pianto (di gioia o di dolore) è liberatorio ed il rock spesso è la stessa cosa. Ti fai male e allora canalizzi la rabbia ed il dolore sul tuo strumento, su di un testo. Molto meglio di una pillola, te lo assicuriamo!
 
Davide
Sono d'accordo. Avete scelto un genere musicale statunitense, cantato in inglese… Esiste una italianità secondo voi? Come la manifestate attraverso la vostra musica di matrice americana?
 
Everglade
All'inizio i nostri brani originali (Etilika) erano cantati in italiano, ma col tempo abbiamo iniziato in modo graduale e naturale a scrivere in inglese, forse anche per le cover che suonavamo.
Noi ci sentiamo italiani, qualche volta magari meno, ma abbiamo trovato nella lingua d'albione quella immediatezza che manca all'italiano e che bene si sposa con il genere che suoniamo: la nostra lingua è bellissima e ben più ricca dell'inglese, ma per la metrica del rock è una limitazione.
Insomma, per rispondere alla tua domanda, l'italianità ce la portiamo dentro ed esce nei live, quando tra un brano e l'altro ci piace scherzare con il pubblico col quale a volte si creano situazioni davvero comiche…
 
Davide
Che significato ha per voi l'abusato termine "emergenti"? L'importante, soprattutto nel rock, non è fare musica qui e ora?
 
Everglade
Come dici tu nel rock la cosa importante è l'immediatezza, o come dicono quelli bravi l'urgenza; non a caso anche le nostre canzoni nascono spesso dall'improvvisazione in sala prove.
In Italia gli emergenti (purtroppo) rimangono tali per molto tempo, a volte anche nonostante importanti traguardi raggiunti. Pensiamo agli Afterhours ad esempio, definiti tuttora underground quando hanno fatto tour europeo e americano molto prima che Vasco arrivasse a suonare a Londra, e collaborato con artisti lontani dal loro modo di fare musica (Mina su tutti).
 
Davide
Una cosa che non vi hanno mai chiesto?
 
Everglade
Ad essere sinceri molte delle tue domande non ce le aveva mai poste nessuno. Importante che nessuno ci chieda di farci una domanda e darci una risposta tutto da soli, sarebbe troppo difficile.
 
Davide
No, certo. E poi quella è una esclusiva che spetta solo a Marzullo. Cosa state facendo ora e cosa farete prossimamente?
 
Everglade
Ora stiamo lavorando a nuovi brani, alcuni dei quali finiranno sulla colonna sonora del sequel del thriller-movie "Loro", al quale avevamo prestato alcune canzoni di "Things to save" per il primo episodio.
Per i concerti basta solo tenere d'occhio www.everglade.it oppure il myspace.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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