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Intervista con Hellzapop

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Hellzapopè Davide Cappelletti. Crea musica e vive a Monza, nella provincia di Milano, inItalia. L’esigenza di esprimere emozioni e la passione per la musica lo portanoa utilizzare la tecnologia per creare canzoni, per lo più strumentali,realizzate con suoni e ritmiche generate al computer con il supporto dichitarre acustiche. Le influenze delle sue composizioni vanno dai suoni deltrip-hop inglese a quelli della nuova corrente elettronica tedesca. Le suetracce, benchè strumentali, utilizzano spesso la struttura delle canzoni pop;un modo efficace per veicolare le sensazioni all’origine delle canzoni.
 

Discografia:
– Luglio 2006; il brano “Green Drop” è stato incluso nel cd”Summer Compilation”, la prima release della net label americana BelladonnaRecords.
-Novembre 2006; è uscito il primo EP intitolato “Away”, pubblicato suiprincipali portali di vendita online tramite l’etichetta svizzera MinutaRecords.
-Febbraio 2007; il brano “Zapop” è stato incluso nella compilation “Invasioni”su etichetta Minuta Records mentre verso la fine dell’anno inizia la suacollaborazione con Luca Urbani (ex Soerba), con il quale nel 2008, inizia untour suonando synth e laptop.
-Giugno 2008 remixa il brano Cuore Pallido di Amalia Grè che fa parte dell’albumMinuta versus Amalia Grè edito da Emi.
-Novembre 2009 esce l’ep “Il Vuoto Germoglia” per l’etichetta MinutaRecords.
-Maggio 2010: esce il suo primo CD “Finché la luce è accesa”, che contiene braninati in collaborazione con diversi artisti tra cui Luca Urbani, Garbo, LeleBattista, Mao.
 
 
Èuscito il nuovo cd di Hellzapop “Finché la luce è accesa”! Il CD èfrutto della collaborazione con dei grandi artisti che hanno trasformato traccestrumentali in canzoni preziose. È possibile acquistarlo nei migliori negozi di musicaoppure nei principali store digitali. È un CD verde, come la speranza cheritrova (sempre) forza e vigore di fronte a una novità; come l’erba del vicino,che non è più verde, solo diversa. Il verde, colore fondamentale se abbinatoalla natura, nella cromoterapia viene associato alla speranza, all’equilibrio,alla pace e al rinnovamento.
Quest’ultima parola è fondamentale per Hellzapop, ricercatore, collezionista dianomalie musicali, viaggiatore curioso attraverso lo sfaccettato mondo sonoro. Siete in lotta con una musica che di giorno in giorno vi appare sempre piùdistante, incorporea quasi fosse solo un rumore di fondo? Tornando allacromoterapia, viene suggerito il Verde, perché rilassa, favorisce lariflessione, la calma e la concentrazione… Perché fa bene al cuore e creaarmonia… Per gli stessi motivi viene consigliato l’ascolto di Finché la luceè accesa, l’esordio discografico di Hellzapop che Discipline pubblica e Venusdistribuisce da maggio 2010.
 
HELLZAPOP
Finchéla luce è accesa (Discipline/Venus dischi 2010)
Tracce.
1.           Portami via
2.           Bevo sakè (feat. Aua)
3.           Non c’è odio (feat. Luca Urbani)
4.           Verdegoccia (feat. Masatomo)
5.           Amore su strade (feat. Garbo)
6.           La notte delle stelle di plastica (feat. Mao)
7.           Fiore di bacca
8.           Metallo pesante (feat. Sarah Stride)
9.           Trasparente (feat. Lele Battista)
10.        Finché la luce è accesa
 
 
DavideR.
Ciao Hellzapop. Hai fatto un ottimo disco,piacevole e riflessivo… musicalmente confortevole e sicuramente importante.Quali erano dapprincipio i tuoi obiettivi artistici al riguardo, quali sono orale tue soddisfazioni e aspettative?
 
DavideC.
Ciaoe grazie! In realtà non avevo un obiettivo specifico, ma la curiosità di vederecome si sarebbero trasformate le mie tracce strumentali venendo a contatto conil mondo della parola cantata. Sono molto soddisfatto del risultato e a brevedovrei iniziare a portare in concerto quest’esperienza.
 
DavideR.
PierreHenry, Mise en musique du corticalart de Roger Lafosse (1971)… uno deipionieri della musica elettronica e concreta (seminale anche rispetto a noise ecircuit bending)… In quest’opera c’è un brano intitolato “Hellzapop”. Tirichiamavi anche lui, oltre che agli omonimi racconti di fantascienza? Oppure aHellzapoppin’ e a tutti gli errori e le trasgressioni possibili alle regolebase del cinema o, nel tuo caso per trasposizione,  della musica pop (e nonsolo pop), anche se nella tua musica non vi colgo assurdità o non-sense, maanzi eleganza e linearità, senso… Dunque?
 
DavideC.
Urca…vedo che hai fatto una ricerca accurata sul mio pseudonimo! In realtà PierreHenry non lo conoscevo; il nome viene dalla raccolta di raccontifantascientifici “Il pianeta Hellzapoppin”, in cui veniva attribuito al termineHellzapoppin, un mix tra la parola “Hell” e la parola onomatopeica “zapop”, ilsignificato di  “incasinare la realtà costituita” , “mettere in discussione lostatus quo”. Mi è piaciuto il concetto e il  “suono” della parola e l’ho fattamia.
 
DavideR.
Qualè stato il primo disco che hai ascoltato e ti sei detto “voglio fare musica”? Equale artista ti ha fatto pensare che quello avresti potuto o voluto essere tu?
 
DavideC.
Domandadifficile, però visto che sono stato un chitarrista rock forse il primissimodisco  Appetite for Destruction  dei Guns n’ roses e quindi Slash, piùin là nel tempo un disco che mi ha avvicinato alla contaminazione con la musicaelettronica è Broken dei Nine Inch Nails e l’artista in questione era TrentReznor.
 
DavideR.
Lucedella ragione e dell’intelligenza? Luce della vita? Luce della speranza? Lucespirituale? Luce della verità (ma anche la verità acceca, come faceva notareAlbert Camus)… o un ammonimento ecologico, così come finché c’è verde c’èsperanza… (ahinoi, è anche banalmente vero che l’elettronica e l’artista”elettronico” dipendono dall’elettricità… finché ce n’è…) A cosa allude iltitolo “Finché la luce è accesa“?
 
DavideC.
L’emozioneche mi ha ispirato il titolo “Finché la luce è accesa” è la speranza.Forse se fossi un illuminato ti risponderei che è la luce della conoscenza, inrealtà credo che ognuno possa sostituire il termine “luce” con qualcosa dieffimero a cui tiene particolarmente.
 
DavideR.
Seè vero, perché vero, che non si disputa se c’è luce a mezzogiorno (come disseVoltaire), a che ora del giorno, della notte o del crepuscolo siamo giuntisecondo te in Italia?
 
DavideC.
Credosiano le 23.30. Insomma è buio pesto, credo che culturalmente siamo in unmomento molto basso se paragonato ad altri paesi occidentali. Mi sembra che lagente inizi a rendersene conto e di conseguenza si avverte del “movimento” neltessuto sociale, il cambiamento è lontano ma per lo meno ci si indigna. Ilrisultato di questo “buio” forse sarà una nuova consapevolezza degli italiani,quella di non aspettare che la politica cambi le cose ma che l’italia migliorase gli italiani nel loro piccolo migliorano.
 
DavideR.
Cisono molte belle voci ospiti nel tuo disco. Perché hai affidato a più voci le tuecanzoni invece che a una soltanto in particolare?
 
DavideC.
L’ideadi affidare i miei brani a più artisti mi è stata suggerita da Luca Urbani dopoche avevamo già fatto l’esperimento con il primo brano Non c’è odio incui canta appunto Luca. Ho accettato subito il suggerimento, anche perchèl’occasione di collaborare con più artisti aggiunge colori differenti ad ognibrano rendendo l’album più interessante sebbene ci sia un filo conduttore chesono le musiche.
 
DavideR.
Soche tempo addietro hai curato le basi ritmiche del tour italiano di LucaUrbani, ex Soerba. Una collaborazione di tutto rilievo che dunque è continuata,così come di rilievo è quella inaugurata con Garbo e con la Discipline, societàeditoriale musicale da lui fondata con l’egregio intento di affrontareproduzioni più improntate alla musica di ricerca, svincolando anche se stessodalle major. Di solito, chi fa musica elettronica è ormai abituato a fare tuttoda sé, in quasi completa solitudine…  Cosa provi nell’aver fatto un esordio cosìimportante nelle collaborazioni e quanto queste hanno influito o ti hannoispirato durante il tuo lavoro?
 
DavideC.
Ilfatto che artisti importanti abbiano accettato di collaborare con me mi halusingato molto e nello stesso tempo mi ha fatto crescere dal punto di vistamusicale, soprattutto nella fase di arrangiamento dei pezzi in cui ho adattatole tracce strumentali per poter “accogliere” le parti vocali. Il risultato miha molto soddisfatto anche perché in ogni brano traspare la personalità di chivi ha collaborato.
 
DavideR.
Ho letto che tioccupi anche di informatica. La computerizzazione della musica si evolve e siaggiorna ormai per grandi passi, tra illimitate possibilità… Che studi haifatto riferiti all’informatica musicale e quali studi musicali veri e propri?Che limite poni dunque tu alle possibilità della computer music, cosa insommanon sono e non vuoi che siano l’informatica e l’elettronica nella tua musica?
 
Davide C.
I computer sonosempre stati una mia passione che ho unito alla passione per la musica. Non hofatto studi specifici di informatica musicale ma di informatica in generale. Ilmio approccio alla musica è infatti stato di tipo sperimentale da autodidatta enon didattico. Non pongo alcun limite all’utilizzo di software o hardware chepossano aggiungere creatività nella musica. Perché autolimitarsi quando sihanno infinite possibilità di sperimentazione?
 
Davide R
Inpassato era più facile riconoscere i pionieri e i guru del suono… Quali sono atuo parere invece i personaggi più determinanti nel mondo del suono oggi?
 
DavideC.
Nonso quali siano oggi ma posso dire quali sono stati per me gli artisti piùinnovativi: Trent Reznor dei NiN, Telefon Tel Aviv, Apparat, Massive Attack,Phantogram, Chemical Brothers, Prodigy, Portishead, Byetone, Minilogue, JonHopkins…
 
DavideR.
Daragazzo prima di addormentarmi immaginavo intere sinfonie e che sarebbe statobellissimo registrare quell’attività cerebrale per poterle riascoltare davverol’indomani sullo stereo. Qual è il tuo personale e futuristico strumentoelettronico dei sogni?
 
DavideC.
Wow…quello che immaginavi, oggi forse si potrebbe addirittura realizzare. Il miostrumento dei sogni sarebbe un generatore di bolle ed ogni bolla conterrebbe unsuono diverso determinato dal generatore. Nel momento in cui si fanno scoppiarele bolle il suono si propaga modificandosi dal modo in cui si scoppia la bolla.
 
DavideR.
Lecose vanno avanti, invece vanno indietro…”, tue parole cantate da  LeleBattista in “Trasparente“. Sicuramente non è il tuo caso. Cosa  faraiprossimamente per promuovere il disco. Hai già in mente il seguito, nuoviprogetti?
 
DavideC.
Prestodovrei iniziare a fare delle date dal vivo che implicano promozione live; dalpunto di vista di produzioni non so ancora in che direzione mi muoverò, masicuramente sarà avanti e non indietro.
 
 
 
Ungrazie a Manuela Longhi – Discipline/Venus.

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