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2010
18
Giu

Intervista con Hellzapop

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Hellzapop è Davide Cappelletti. Crea musica e vive a Monza, nella provincia di Milano, in Italia. L'esigenza di esprimere emozioni e la passione per la musica lo portano a utilizzare la tecnologia per creare canzoni, per lo più strumentali, realizzate con suoni e ritmiche generate al computer con il supporto di chitarre acustiche. Le influenze delle sue composizioni vanno dai suoni del trip-hop inglese a quelli della nuova corrente elettronica tedesca. Le sue tracce, benchè strumentali, utilizzano spesso la struttura delle canzoni pop; un modo efficace per veicolare le sensazioni all'origine delle canzoni.
 


Discografia:
- Luglio 2006; il brano "Green Drop" è stato incluso nel cd "Summer Compilation", la prima release della net label americana Belladonna Records.
- Novembre 2006; è uscito il primo EP intitolato "Away", pubblicato sui principali portali di vendita online tramite l'etichetta svizzera Minuta Records.
- Febbraio 2007; il brano "Zapop" è stato incluso nella compilation "Invasioni" su etichetta Minuta Records mentre verso la fine dell'anno inizia la sua collaborazione con Luca Urbani (ex Soerba), con il quale nel 2008, inizia un tour suonando synth e laptop.
- Giugno 2008 remixa il brano Cuore Pallido di Amalia Grè che fa parte dell'album Minuta versus Amalia Grè edito da Emi.
- Novembre 2009 esce l'ep "Il Vuoto Germoglia" per l'etichetta Minuta Records.
- Maggio 2010: esce il suo primo CD "Finché la luce è accesa", che contiene brani nati in collaborazione con diversi artisti tra cui Luca Urbani, Garbo, Lele Battista, Mao.
 
 
È uscito il nuovo cd di Hellzapop "Finché la luce è accesa"! Il CD è frutto della collaborazione con dei grandi artisti che hanno trasformato tracce strumentali in canzoni preziose. È possibile acquistarlo nei migliori negozi di musica oppure nei principali store digitali. È un CD verde, come la speranza che ritrova (sempre) forza e vigore di fronte a una novità; come l'erba del vicino, che non è più verde, solo diversa. Il verde, colore fondamentale se abbinato alla natura, nella cromoterapia viene associato alla speranza, all'equilibrio, alla pace e al rinnovamento.
Quest'ultima parola è fondamentale per Hellzapop, ricercatore, collezionista di anomalie musicali, viaggiatore curioso attraverso lo sfaccettato mondo sonoro.  Siete in lotta con una musica che di giorno in giorno vi appare sempre più distante, incorporea quasi fosse solo un rumore di fondo? Tornando alla cromoterapia, viene suggerito il Verde, perché rilassa, favorisce la riflessione, la calma e la concentrazione... Perché fa bene al cuore e crea armonia... Per gli stessi motivi viene consigliato l'ascolto di Finché la luce è accesa, l'esordio discografico di Hellzapop che Discipline pubblica e Venus distribuisce da maggio 2010.
 
HELLZAPOP
Finché la luce è accesa (Discipline/Venus dischi 2010)
Tracce.
1.            Portami via
2.            Bevo sakè (feat. Aua)
3.            Non c'è odio (feat. Luca Urbani)
4.            Verdegoccia (feat. Masatomo)
5.            Amore su strade (feat. Garbo)
6.            La notte delle stelle di plastica (feat. Mao)
7.            Fiore di bacca
8.            Metallo pesante (feat. Sarah Stride)
9.            Trasparente (feat. Lele Battista)
10.         Finché la luce è accesa
 
 
Davide R.
Ciao Hellzapop. Hai fatto un ottimo disco, piacevole e riflessivo… musicalmente confortevole e sicuramente importante. Quali erano dapprincipio i tuoi obiettivi artistici al riguardo, quali sono ora le tue soddisfazioni e aspettative?
 
Davide C.
Ciao e grazie! In realtà non avevo un obiettivo specifico, ma la curiosità di vedere come si sarebbero trasformate le mie tracce strumentali venendo a contatto con il mondo della parola cantata. Sono molto soddisfatto del risultato e a breve dovrei iniziare a portare in concerto quest'esperienza.
 
Davide R.
Pierre Henry, Mise en musique du corticalart de Roger Lafosse (1971)… uno dei pionieri della musica elettronica e concreta (seminale anche rispetto a noise e circuit bending)… In quest'opera c'è un brano intitolato "Hellzapop". Ti richiamavi anche lui, oltre che agli omonimi racconti di fantascienza? Oppure a Hellzapoppin' e a tutti gli errori e le trasgressioni possibili alle regole base del cinema o, nel tuo caso per trasposizione,  della musica pop (e non solo pop), anche se nella tua musica non vi colgo assurdità o non-sense, ma anzi eleganza e linearità, senso… Dunque?
 
Davide C.
Urca… vedo che hai fatto una ricerca accurata sul mio pseudonimo! In realtà Pierre Henry non lo conoscevo; il nome viene dalla raccolta di racconti fantascientifici "Il pianeta Hellzapoppin", in cui veniva attribuito al termine Hellzapoppin, un mix tra la parola "Hell" e la parola onomatopeica "zapop", il significato di  "incasinare la realtà costituita" , "mettere in discussione lo status quo". Mi è piaciuto il concetto e il  "suono" della parola e l'ho fatta mia.
 
Davide R.
Qual è stato il primo disco che hai ascoltato e ti sei detto "voglio fare musica"? E quale artista ti ha fatto pensare che quello avresti potuto o voluto essere tu?
 
Davide C.
Domanda difficile, però visto che sono stato un chitarrista rock forse il primissimo disco  Appetite for Destruction  dei Guns n' roses e quindi Slash, più in là nel tempo un disco che mi ha avvicinato alla contaminazione con la musica elettronica è Broken dei Nine Inch Nails e l'artista in questione era Trent Reznor.
 
Davide R.
Luce della ragione e dell'intelligenza? Luce della vita? Luce della speranza? Luce spirituale? Luce della verità (ma anche la verità acceca, come faceva notare Albert Camus)… o un ammonimento ecologico, così come finché c'è verde c'è speranza… (ahinoi, è anche banalmente vero che l'elettronica e l'artista "elettronico" dipendono dall'elettricità… finché ce n'è…) A cosa allude il titolo "Finché la luce è accesa"?
 
Davide C.
L'emozione che mi ha ispirato il titolo "Finché la luce è accesa" è la speranza. Forse se fossi un illuminato ti risponderei che è la luce della conoscenza, in realtà credo che ognuno possa sostituire il termine "luce" con qualcosa di effimero a cui tiene particolarmente.
 
Davide R.
Se è vero, perché vero, che non si disputa se c'è luce a mezzogiorno (come disse Voltaire), a che ora del giorno, della notte o del crepuscolo siamo giunti secondo te in Italia?
 
Davide C.
Credo siano le 23.30. Insomma è buio pesto, credo che culturalmente siamo in un momento molto basso se paragonato ad altri paesi occidentali. Mi sembra che la gente inizi a rendersene conto e di conseguenza si avverte del "movimento" nel tessuto sociale, il cambiamento è lontano ma per lo meno ci si indigna. Il risultato di questo "buio" forse sarà una nuova consapevolezza degli italiani, quella di non aspettare che la politica cambi le cose ma che l'italia migliora se gli italiani nel loro piccolo migliorano.
 
Davide R.
Ci sono molte belle voci ospiti nel tuo disco. Perché hai affidato a più voci le tue canzoni invece che a una soltanto in particolare?
 
Davide C.
L'idea di affidare i miei brani a più artisti mi è stata suggerita da Luca Urbani dopo che avevamo già fatto l'esperimento con il primo brano Non c'è odio in cui canta appunto Luca. Ho accettato subito il suggerimento, anche perchè l'occasione di collaborare con più artisti aggiunge colori differenti ad ogni brano rendendo l'album più interessante sebbene ci sia un filo conduttore che sono le musiche.
 
Davide R.
So che tempo addietro hai curato le basi ritmiche del tour italiano di Luca Urbani, ex Soerba. Una collaborazione di tutto rilievo che dunque è continuata, così come di rilievo è quella inaugurata con Garbo e con la Discipline, società editoriale musicale da lui fondata con l'egregio intento di affrontare produzioni più improntate alla musica di ricerca, svincolando anche se stesso dalle major. Di solito, chi fa musica elettronica è ormai abituato a fare tutto da sé, in quasi completa solitudine…  Cosa provi nell'aver fatto un esordio così importante nelle collaborazioni e quanto queste hanno influito o ti hanno ispirato durante il tuo lavoro?
 
Davide C.
Il fatto che artisti importanti abbiano accettato di collaborare con me mi ha lusingato molto e nello stesso tempo mi ha fatto crescere dal punto di vista musicale, soprattutto nella fase di arrangiamento dei pezzi in cui ho adattato le tracce strumentali per poter "accogliere" le parti vocali. Il risultato mi ha molto soddisfatto anche perché in ogni brano traspare la personalità di chi vi ha collaborato.
 
Davide R.
Ho letto che ti occupi anche di informatica. La computerizzazione della musica si evolve e si aggiorna ormai per grandi passi, tra illimitate possibilità… Che studi hai fatto riferiti all'informatica musicale e quali studi musicali veri e propri? Che limite poni dunque tu alle possibilità della computer music, cosa insomma non sono e non vuoi che siano l'informatica e l'elettronica nella tua musica?
 
Davide C.
I computer sono sempre stati una mia passione che ho unito alla passione per la musica. Non ho fatto studi specifici di informatica musicale ma di informatica in generale. Il mio approccio alla musica è infatti stato di tipo sperimentale da autodidatta e non didattico. Non pongo alcun limite all'utilizzo di software o hardware che possano aggiungere creatività nella musica. Perché autolimitarsi quando si hanno infinite possibilità di sperimentazione?
 
Davide R
In passato era più facile riconoscere i pionieri e i guru del suono… Quali sono a tuo parere invece i personaggi più determinanti nel mondo del suono oggi?
 
Davide C.
Non so quali siano oggi ma posso dire quali sono stati per me gli artisti più innovativi: Trent Reznor dei NiN, Telefon Tel Aviv, Apparat, Massive Attack, Phantogram, Chemical Brothers, Prodigy, Portishead, Byetone, Minilogue, Jon Hopkins...
 
Davide R.
Da ragazzo prima di addormentarmi immaginavo intere sinfonie e che sarebbe stato bellissimo registrare quell'attività cerebrale per poterle riascoltare davvero l'indomani sullo stereo. Qual è il tuo personale e futuristico strumento elettronico dei sogni?
 
Davide C.
Wow… quello che immaginavi, oggi forse si potrebbe addirittura realizzare. Il mio strumento dei sogni sarebbe un generatore di bolle ed ogni bolla conterrebbe un suono diverso determinato dal generatore. Nel momento in cui si fanno scoppiare le bolle il suono si propaga modificandosi dal modo in cui si scoppia la bolla.
 
Davide R.
"Le cose vanno avanti, invece vanno indietro…", tue parole cantate da  Lele Battista in "Trasparente". Sicuramente non è il tuo caso. Cosa  farai prossimamente per promuovere il disco. Hai già in mente il seguito, nuovi progetti?
 
Davide C.
Presto dovrei iniziare a fare delle date dal vivo che implicano promozione live; dal punto di vista di produzioni non so ancora in che direzione mi muoverò, ma sicuramente sarà avanti e non indietro.
 
 
 
Un grazie a Manuela Longhi – Discipline/Venus.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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