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Salina. La sabbia che resta

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Giacomo Cacciatore,Raffaella Catalano, Gery Palazzotto
Dario Flaccovio
(Palermo, 2010)
pag. 240, euro14.00
 
Un divertente giallo. “Salina”, ovviamente,è vissuta dallo stesso insegnamento “la sabbia che resta”. Ovvero che alla finela verità vien fuori. Gli autori Giacomo Cacciatore, Raffaella Catalano e GeryPalazzotto, hanno creato un’opera a metà fra Vitali e Camilleri. Insomma, setogliamo il lago di Como e  mettiamo Salina, il ricorso all’ambiente comemotore vitale del romanzo è molto simile fra i tre nostri e il nordico Vitali.Come, inoltre, se togliamo gli accenti dialettali del Camilleri nazionale emettiamo lo scorrere dei mezzi espressivi di servizio ai personaggi, troviamofra “Salina” e qualche romanzo con Montalbano abbastanza somiglianti. Maquesto, ovviamente, e di questi tempi bisogna specificarlo, non vuol dire cheCacciatore – Catalano – Palazzotto abbiano voluto copiate/scimmiottare altristili. Solo che possiamo incontrare stesse volontà autoriali. Però ricomincianodalla, ricordo divertente, trama. Precisando, comunque, che dei tre autori ciera noto solamente il talento della Catalano. Siamo, allora, nel caldo isolanodi Salina. Dove, innanzitutto si stampa, per ventura d’un giornalista localeche è pure tipografo, il foglio quotidiano Il vento delle Eolie. Dove,comunque, serenità vacanziera a parte è trovato stecchito il magistrato OttavioLodato. Nella sua villa, nella sua villa già usa a rifugio amoroso d’unacoppietta in cerca di brividi. I carabinieri della locale stazione, dunque,devono mettersi in mezzo, per risolvere il rebus, a una questione che maiavevano avuto il piacere d’incontare. E nel frattempo il giornalista Torta inquesto mare piccolo e interno ci sguazza. E’ proprio vero, parallelamente, chese lasciassimo qualcuno in alto mare forse questo imparerebbe a nuotare oalmeno cercherebbe. Quindi i carabinieri devono mettere da parte i cazzi loro.Quindi il Nino Torta impara ‘sul campo’ a non fare troppi orrori di grammaticae lanciare il suo giornale privo di sciatterie. Le Eolie, nel loro cuoricinoSalina, scoprono che ci sono tante questioni diverse dall’ozio e dallanormalità. Che c’è persino l’omicidio. Oltre ai fatti privati e personalid’ognuna e/o ognuno. Il giallo “La sabbia che resta”  è retto da una scritturaincisa nel ventre della caccia all’ovvio. E che si libera dalla pochezza cheavrebbe potuto ingannare le mani. Soprattutto le sei mani. Ogni personaggio, sepur giustamente non troppo caratterizzato, sorride e s’intristisce nell’opera.Di certo il più bello di tutti è il giornalista Nino Torta. Una macchietta. Unbel disegno degli autori. Sicuramente lettrici e lettori troveranno nel romanzo”Salina” lunghi attimi di goduria. 

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