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1999
25
Mar

Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

La fretta, che tante volte ha assalito l'animo di chi come me deve attendere che le luci siano spente per cominciare il suo lavoro di recensione, sta sempre più andando in conflitto con la qualità del lavoro che gradiremmo ottenere. Mi scuso quindi questo mese per l'eventuale brevità dei commenti di alcuni lavori, e per lo spostare ancora avanti di un po' il giusto tributo alle riviste che consideriamo in qualche modo "sorelle" come Racconti e Letteratura o dad@mag, delle quali gradirei poter riportare le principali iniziative e novità, numero dopo numero.
Purtroppo il tempo, anche sulla rete, sa essere tiranno.

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Apre anche questo mese la rubrica SUSSURRI il consueto Centosessanta, lo spazio cioè pensato e realizzato da Enrico Miglino (del quale, ripeto anche questo mese, a breve, uscirà Francesco in edizione E-PaperBack). Vi ricordo che questo spazio raccoglie poesie che possono essere inviate in giro attraverso SMS2, poesie quindi lunghe al massimo centosessanta caratteri, ma non per questo meno belle, suggestive e definite di altre, anzi. Quanto Enrico propone è infatti, come vi accorgerete continuando a seguirci, un ottimo compromesso tra dimensione e musicalità: si passa dall'immagine, alla poesia cento per cento suono, alla dolcezza fatta parole.
So che Enrico ha avuto qualche commento negativo sul suo lavoro... spero solo che questo non lo scoraggi facendo cessare il suo contributo in quelle che possiamo considerare le prime poesie pensate per essere elettroniche (a livello squisitamente low-tech no multimedia) che io conosca.

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Tra le persone che hanno deciso di unirsi al nostro "carrozzone" abbiamo il piacere di includere anche Barbara7 Burgio7, che starà con noi qualche mese con alcune poesie ed alcuni racconti. Il primo suo testo Ho visto Dio è un surreale e forte brano a cavallo dei due generi. Le immagini proposte in queste poche righe sono dirette ed efficaci e il ritmo, forzato da gradevoli assonanze, rende il tutto interessante e suggestivo, immergendo il lettore un ambientazione misticheggiante che difficilmente lascerà senza opinioni.

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Questo è in qualche modo un numero dedicato al poliedrico Enrico Miglino. Infatti dopo Centosessanta proponiamo un testo in spagnolo8 dal titolo di Passato Imperfècto che a mio modesto parere assume un valore anche prima di avvicinarci al preciso significato del brano: la musicalità del pezzo, l'accortezza della forma, da sempre molto curata nelle opere di questo autore, suggella questo "canto" ai ricordi, al dialogo con la persona amata, al "tempo" in quanto luogo in cui si agisce.

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Di tutt'altro genere rispetto al calore di Passato Imperfècto è Naja di Fabrizio Cerfogli, poesia che l'autore come consueto ha reso multimediale, creando uno sfondo ad hoc, e ritoccandone il layout in modo da amplificarne i passaggi di ritmo con la dimensione e la forma dei caratteri. Il testo, in qualche modo narrativo riflette sulla condizione di vita "limitata" di chi si trova ad affrontare il periodo di leva, e riesce, con un altalenarsi di sensazioni e di pensieri a creare una sorta di vuoto, di buio, che si chiude sull'idea dell'anima di chi non può disporre di se stesso liberamente. Un buon testo, reso vivo con abilità, che fra l'altro (per chi lo legge all'interno della versione stand alone PC) mostra come il nuovo motore multimediale sia ancora in grado di visualizzare testi studiati per essere come quelli degli altri mesi.

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Il primo spazio, tra i racconti di questo mese, è riservato alla prima parte di Benaresyama di Federico Mori, autore che pochi avranno dimenticato come ottimo partecipante sia del primo Holden, sia del concorso interno di questa rubrica. Questa opera, che si preannuncia frizzante ed intrigante, è forse difficilmente classificabile. Richiama infatti in più parti un po' ogni elemento culturale di massa: in esso è infatti possibile trovare elementi chiaramente ispirati ai fumetti giapponesi9, ai film d'azione, e soprattutto alla religione, a detta dello stesso autore, fondamentale nel progredire di questo racconto. Fantascienza d'azione, concreta e diretta, che prende al volo e lascia con il fiato sospeso in attesa del prossimo numero...

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Continuiamo con un testo di tutt'altro genere, più delicato ed introspettivo, dell'ottimo autore Mario Pavoni. Amore di mamma, che tra l'altro da il titolo al tascabile a lui dedicato, ricorda per molti aspetti Born of Man and Woman di Richard Matheson, arricchendo e sfumando il difficile tema della diversità e della visione del mondo che chi non è considerato "essere umano al cento per cento" può avere. Un racconto splendido (fra l'altro, se non ricordo male, già premiato con la pubblicazione anche su un quotidiano) che colpirà al cuore facendo riflettere, e lasciando quell'amaro in bocca che fa crescere anche chi è già adulto.

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Il terzo intervento di Enrico Miglino in questo numero quasi a tema è lo splendido Max. Pensato per essere la trama di un fumetto (e una delle tavole in nostro possesso è quella che fa da corredo al testo stesso) questo ottimo pezzo di fantascienza racchiude in poche righe (si parla di un paio di pagine) tutta la forza prorompente che è la base delle visioni (ad esempio) di Dick: la realtà che percepiamo è "vera"? O è frutto di una qualche alterazione compiuta per ragioni che non riusciamo a ricordare?
Il protagonista, dopo un inizio sereno che nulla fa sospettare, viene catapultato in una vicenda complessa, che si dipana davanti agli occhi sempre più increduli del lettore per poi crescere ancora nelle ultime, ottime e inquietanti righe.
Peccato solo che il fumetto sia rimasto incompleto...

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Chiude la sezione dedicata alla narrativa un testo strano e complesso insieme: Come ti va? di Monica Orsini. Verrebbe da definirlo un racconto di donne scritto da una donna, ma in realtà la poesia dura e aspra in cui si compone il dialogo tra le protagoniste è probabilmente più universale. La vita si richiude su se stessa, intrappolando i sogni in una realtà che spesso non ha neppure una voce. Nessun mistero, conclude Monica. Solo fumo. Solo quel fumo in cui le cose si intravedono, e si danno per scontate. Una visione triste e disillusa della vita, comune alla maggior parte delle opere di questa autrice, che sa, come sempre, dove colpire.

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Rinnovo l'invito, già espresso nel numero scorso: se vi interessa vedere pubblicati i vostri testi, inviateli. Siamo sempre interessati a nuovi racconti o poesie. O a scritti di altra natura.
Pensateci, e, intanto, buona lettura...

Marco Giorgini

1
http://www.geocities.com/soho/cafè/2209/letteratura.htm

2
Short Message System, ovvero "sistema di messaggi brevi"... termine che chi di voi ha familiarità con i telefoni cellulari non dovrebbe faticare ad interpretare...

3
vincitrice del concorso di Holden dello scorso anno, nella sezione testi - giovani

4
...comunque mandare degli SMS è MOLTO meno costoso che telefonare...

5
...perchè diciassette e non undici o dodici, chiederete? semplice: all'inizio la rivista era quindicinale...

6
penso che troverete il link nella sezione degli amici della rivista... purtroppo il materiale mi è stato passato senza un riferimento preciso ed il tempo stringe... al peggio vedrò di rimediare il mese prossimo...

7
che mi dicono abbia partecipato ai corsi di scrittura creativa di Baricco...

8
...devo ringraziare anche Cinzia per aver sopperito alle mie globali carenze in quella splendida e musicale lingua che è lo spagnolo...

9
come ad esempio Spriggam o Babil Junior

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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