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Intervista con Gianluca Grasso

6 min read
Vortici di suoni e di stili, visioni contemporanee e battitisul futuro: il primo disco del giovane pianista campano spazia tra fusion, rocked elettronica 
VorteX: il caleidoscopio sonoro di Gianluca Grasso

Digital Distribution
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Believedigital
  10 brani, 45 minuti
 
 
Comunicato stampa diSynpress44
 
Vortex è il primo disco solistadi Gianluca Grasso: il compositore beneventano si cimenta in un lavorodenso di atmosfere metropolitane, sui futuri possibili e sul cambiamentodell’uomo. Appena pubblicato, VorteX è stato inserito tra le nominationdel prestigioso ProgAwards 2010 come Best Artworkgrazie alla copertina di Guido Salzano, che illustra l’album ed evocaimmediatamente le sue atmosfere futuribili.
Dopo le sue apparizioni con il progetto heavy-fusiondel duo Janguì e il rock-jazz dal sapore vintage del Koan Quartet,Grasso con le sue tastiere ha contribuito al successo di dueconcittadini come la nuova stella del jazz Luca Aquino e l’alfiere dellafusion mediterranea Gio Gentile. Interamente concepito e realizzatodall’artista, VorteX apre l’animo dell’ascoltatore grazie alla chiavedi lettura jazz, rock e fusion. Il progetto è concentrato sulle tastieree sui campionamenti, con un  particolare rilievo all’elettronicarisultando comunque caldo e grintoso.
I dieci brani di Gianluca spaziano trariferimenti sia funky che progressive, con un risultato ‘cinematografico’e uno sguardo verso le colonne sonore: la sua ispirazione guarda a maestri comeChick Corea e Keith Emerson, Herbie Hancock e JordanRudess. Suoni metropolitani e vertiginosi virtuosismi maifini a se stessi, in un caleidoscopio avvincente e ricco di colori eatmosfere. Un esordio solista ispirato al cambiamento e alla versatilità.Come suggerisce Donato Zoppo su MovimentiProg: “VorteXè un lavoro piacevole, che rivela ancora una volta la bravura del giovanetastierista”.

 
Informazioni:
Gianluca Grasso
 
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INTERVISTA
 
Davide
CiaoGianluca. Ho molto apprezzato il tuo lavoro, non solo tecnicamente, ma perchéla tecnica segue e valorizza le composizioni, senza mai travolgerle osoverchiarle. Un risultato non facile quando si esegue un genere che fa delvirtuosismo un proprio fulcro imprescindibile. È il tuo primo disco da solista:che sensazione provi ora ad aver completato questa esperienza sigillata con iltuo nome?
 
Gianluca
Una grande soddisfazione perché è un discoche mescola temi, improvvisazioni unitamente all’utilizzo di pads, effects,leads proprio come inizialmente avevo pensato. Un’idea non facile darealizzare, ma che comunque era presente nei miei pensieri: passo dopo passosono riuscito a completare un disco che riascoltandolo, mi trasmette emozioni.Questo  significa che sono riuscito a realizzare per me qualcosa di importante,di nuovo.
 
Davide
Seistato definito un “keyboard wizard”. Da professionista delle tastiere, cosa tifa riconoscere o acclamare il grande tastierista, quali sue qualità inparticolare?
 
Gianluca
Ogni tastierista dovrebbe sempre cercare diapprofondire le proprie conoscenze tecnologiche e suonare quanto più possibile,ma soprattutto deve ascoltare i tastieristi che hanno reso grande la storiadella musica come Keith Emerson, Richard Wright, Jordan Rudess, Rick Wakeman,Joe Zawinul e tanti altri.
 
Davide
Il virtuosismo ha precedenti o parentiillustri e si può dire che arriva ad accomunare la fusion e il metal (non lo sidirebbe mai, ma è davvero così) al belcanto e alla classica passando per ilconcertismo pianistico di epoca Biedermeier e le jam session jazzistiche. Qualè la tua idea personale di virtuosismo?
 
Gianluca
Il virtuosismo può crescere soltanto conuno studio costante dello strumento, passando dallo studio della tecnica, allostudio della classica, dal jazz all’approfondimento dell’improvvisazione, dalrag-time al prog passando per la musica latina. Insomma bisogna essereincuriositi dalla musica ed io per fortuna ne sono molto attratto. Per mequindi il virtuosismo è sinonimo di eclettismo.
 
Davide
Inquali generi o autori di riferimento si innerva la tua vena creativa?
 
Gianluca
Diversigeneri: inizialmente ero attratto dal jazz ed in particolare dall’hard bop,dalla fusion, dal jazz-rock –  si pensi a Keith Jarrett, Chick Corea, BillEvans, i Weather Report, Yellow Jackets, lo stesso Miles Davis -,  ultimamenteha iniziato ad affascinarmi la musica prog-rock come i Dream Theater, iPorcupine Tree: una sorta di legame con il  passato quando da piccolo ascoltavoi Pink Floyd, i Doors, i Dire Straits…
 
Davide
Conil titolo “VorteX” (davvero complimenti per la fantascientifica copertina)intendevi il pianeta battuto da venti perenni dove dimorano i pacifici alienivolanti Vor nella saga di Star Wars? C’è qualche riferimento del disegno incopertina alla Cattedrale dei Venti di VorteX i cui cristalli suonano, grazieai venti, affascinanti melodie uniche e irripetibili?
 
Gianluca
Ti ringrazio per gli accostamenti. Lacopertina rappresenta una città futuristica in cui ognuno può vederci, ciò dacui vorrebbe fuggire o quel che vorrebbe trovare. Lascio ai fans liberainterpretazione.
 
Davide
Trale note di copertina hai scritto una storia con i titoli del tuo disco:
“Cisono momenti nella vita dove vuoi cambiare, magari non sai precisamente cosacambiare, ma tutto ciò diventa necessario e questo dipende da te, soltanto date, ma volendo o nolendo ci sarà sempre un change of season in ognuno dinoi, in questa metropolicity sempre più progredita dove tutti silamentano e nessuno si accontenta, e vorrebbe andare via, fuggire, magari runningaway da qui, ognuno con la sua syndrome cercando un solid grounddove trovare first yourself, attorniato da un vortex di emozioninecessarie affinché le proprie obscure visions volino via come eye-fly,ma ancora una volta è un change of season“.
Miha ricordato Dee D. Jackson: sul retro dell’album “Cosmic curves” fece lastessa cosa, costruì cioè una storia, una sorta di concept, usando i titoliappunto delle canzoni contenute nel long playing. A parte questo… Il tuo disco,da quel che si legge in questo gioco con i tuoi titoli, si può considerare unelogio della fuga? Henri Laborit scrisse che “…perseguire un obiettivoche cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l’unico rimedioall’abitudine, all’indifferenza, alla sazietà. È tipico della condizione umanaed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. È l’elogiodell’immaginazione mai attuata e mai soddisfacente”.
 
Gianluca
La fuga è una strada necessaria daperseguire perché alimenta la fantasia, l’immaginazione per un artista. Lavoglia di fuggire è qualcosa che nei più svariati momenti della vita appartienea tutti noi. Anche se spesso sogniamo una fuga, ma questa poi resta soloun’utopia, una meta non raggiunta, tuttavia il desiderio di raggiungerla ci hamesso in movimento, ci ha permesso quindi di compiere un percorso, uncambiamento.
 
Davide
Incopertina mancano i credits relativi ad altri musicisti. Hai suonato eregistrato tutto da solo?
 
Gianluca
Si,ho svolto un lavoro arduo, una sorta di sfida personale, eseguendosingolarmente le parti dei vari strumenti, sfruttando le ultime tecnologie delsettore musicale, tipo “Cubase” della Steinberg, svariati v.s.t. di varie caseproduttrici, ed utilizzando “Kore” – l’interfaccia audio/midi della NativeInstruments – unitamente alle master keyboards Cme e Yamaha e alla Korg trinityplus

Davide
KevinMoore, Derek Sherinian o Jordan Rudess?
 
Gianluca
 Jordan Rudess per il suo gusto, la suatecnica  e la sua  svariata creatività, sia nei Dream Theater che nei suoiAlbum da solista. Tra l’altro nel disco “The Road Home” sviluppa in modopersonale un vecchio brano di Keith Emerson, Tarkus, una sfida a dir pocoambiziosa.
 
Davide
KeithEmerson, Rick Wakeman, Mike Ratledge, Joe Zawinul o… BrianEno?
 
Gianluca
JoeZawinul per aver ascoltato a 15 anni i suoi dischi con i Weather Report tipo”Heavy Weather”, “Sportin Life”, “Black Market” che non dimenticherò mai
 
Davide
Checonsiglio daresti a chi vorrebbe arrivare a suonare le tastiere ai tuoi livellidi tecnica e bravura?
 
Gianluca
Unagrande passione per l’informatica musicale, una buona conoscenza  diarrangiamento e di armonia ed inoltre lasciar crescere nel tempo le propie ideemusicali, senza fretta .”Keep your time” come dice il grande sassofonista JerryBergonzi.
 
Davide
Cosa c’è nel nucleo delvortice?
 
Gianluca
Tenacia, perseveranza… eun po’ di follia!!
 
Davide
Prossime attività?
 
Gianluca
Concertia maggio con diverse band, tra cui ci sarà anche un “Vortex –live” (a Beneventoil 29 maggio), ma per qualsiasi info e aggiornamenti basta visitare il mio sitowww.myspace.com/gianlucagrasso.Ultimamente sono anche impegnato nella realizzazione di musiche per undocumentario, e spero prossimamente anche per qualche videogame.

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