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Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Eccoci a metà febbraio: si avvicina Carnevale e anche la festa di San Valentino, festa commerciale fin che si vuole, ma comunque auguri a tutti, a chi festeggia e a chi non festeggia, e buon divertimento per il giovedì grasso.
Grassa è anche la selezione di questo mese di SUSSURRI: nuove proposte interessanti come Matteo Vescovi, poesie, esperimenti letterari inediti come quello di Gabriele Roccheggiani, nomi noti e consolidati come Christian Del Monte, vi terranno compagnia per qualche ora, tra un "veglione danzante" e l’altro…o tra una serata davanti alla tivù e l’altra.
Due righe per consigliare a tutti la lettura de Il Foglio Letterario, questo bimestre dedicato alla letteratura fantastica, e naturalmente consiglio il nuovo lavoro di Gordiano Lupi, Il mistero di Incrujada – a scatola chiusa, ma dopo il bellissimo Sangue Tropicale penso di poterlo fare.
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Avevamo lasciato il mese scorso il giudice Monara alle prese con un complicato delitto, avvenuto in una grande industria durante il periodo delle feste di Natale – momento in cui, come acutamente osserva il protagonista, la solitudine ammazza e puo’ spingere forse alla follia. Non vi anticipo niente dell’ultimo capitolo dell’avvincente Omicidio in fabbrica, tranne che Joe Ferrara sta affinando sempre più il suo stile, la sua capacità di cogliere e descrivere atmosfere e caratteri.

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C’è un’aura molle e quasi decadente nella nuova lirica di Mariacarla Tarantola, dedicata al momento ispiratore per eccellenza, quella Sera in cui tutto si stempera in una languida stanchezza – dimenticando gli ultimi spasimi, le ultime angoscie.

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Prosegue il diario giovanilistico di Gabriele Prati, stavolta con la vivace descrizione di un venerdì sera in discoteca: pare quasi di vederli, i protagonisti di queste (autobiografiche?) vicende, tra una ricerca di aggancio e una bevuta, mentre subdola nel divertimento si insinua un’impalpabile noia. E’ venerdì sera: compleanno di Chicco è quel che si dice, in gergo giornalistico, uno spaccato del mondo giovanile; discutibile forse quell’insistenza compiaciuto- trasgressiva sulle meraviglie della cocaina.

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A Patrizia, di Myskin, si sofferma dolcemente su un volto di donna, pervaso da una "fragile forza", su un timido asciugarsi di lacrime.
Un gesto quasi impercettibile, che pure spalanca "quel nulla/ di impalpabile segreto" che era per Ungaretti la poesia: una parola scavata nel silenzio, un mistero fugace e irrisolto.

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In Vuoto a perdere, vuoto a rendere la grande letteratura non è più un ricordo, un momento nella formazione, un’ispirazione, ma diventa sostanza viva di pensiero, cardine di un originale – soprattutto per la nostra rubrica- e affascinante esperimento di "metaletteratura".
Abbiamo diviso in sequenze l’eclettico testo di Gabriele Roccheggiani, voce nuova e interessante, capace di fondere armonicamente riflessioni sulla vita quotidiana e excursus sulla cultura moderna.

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Lapidaria, immediata, carica di quell’attrattiva struggente che possono avere rime semplici, dirette, In segreto di Antonio Corradi svela in pochi tratti l’essenza di una nascita d’amore: qualcosa che si avvera, perdere i sensi nell’incanto.

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Un altro nome nuovo, un altro racconto fortemente evocativo, che si lascia ricordare come un segno oscuro e indelebile. L’angolo in fondo a sinistra, di Matteo Vescovi, richiama alla mente certi quadri gotici, con la Morte che attende un cavaliere errante: eppure l’ambiente descritto con sapienti pennellate è solo un bar, e non sappiamo veramente cosa si nasconde in quell’angolo poco illuminato, che il cameriere affannato spesso dimentica di servire…

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Un graditissimo ritorno è quello di Christian Del Monte, autore complesso, spesso choccante nelle sue metafore e nel linguaggio raffinato e crudo al tempo stesso; crudo è anche l’ambiente così ossessivo, alienante di Lasciarsi, prosa breve e intensa, che delinea nella descrizione dello squallore di oggetti alla rinfusa, di una vita quasi alla deriva, il significato di una presenza, di un corpo "arso che arso di luce" che tutto giustificava.

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Dopo il personaggio di Giuseppe Rimondi, uscito dal coma con uno straordinario potere, Alberto Angelici ci regala un’altra straordinaria figura, una ragazza slovena sfuggente e silenziosa, che vive in comunione con tutta la natura, anche con le pericolosissime api: si intitola infatti Marika, signora delle api l’intenso racconto di Angelici.
Il mondo del meraviglioso, ciò che esula dalla norma – e che ci fa sentire la nostra debolezza e ignoranza – sembrano essere la "cifra stilistica" di questo raffinato autore.

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E con quest’ultimo, intrigante scritto abbiamo proprio finito: non resta che immergersi nel grande e tiepido mare di Sussurri.
Vi ricordo che, se vi interessa collaborare, non dovete far altro che inviarci via mail i vostri scritti, se potete in formato Word e firmandovi sempre alla fine (per non creare confusione).
Sono anche ben accetti commenti, critiche, consigli e quant’altro, (tranne gli insulti!)
Arrivederci al prossimo mese

Lorenza Ceriati

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