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2001
25
Nov

Considerazioni sulla moneta

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Considerazioni sulla moneta

Un aspetto alquanto trascurato nelle sessioni di gioco di ruolo è quello della moneta, o del denaro che dir si voglia. Beninteso, ogni giocatore non disdegnerà affatto il possedere un discreto gruzzolo, anzi, alcuni faranno dell'accumulo di ricchezza l'unica ragion d'essere (sic) del loro personaggio. Con questo articolo intendo fare un po' di luce sugli aspetti della gestione del denaro nei giochi di ruolo,aspetti che spesso vengono trascurati pur essendo di grande importanza.
A seconda del genere di ambientazione che utilizza, il denaro può presentarsi nelle forme più differenti. Nel Fantasy classico il denaro è quasi sempre presente sottoforma di moneta metallica più o meno preziosa. Per amore di semplicità di calcolo, si adottano solitamente sistemi monetari semplificati che ricalcano questo modello (o uno molto simile):

1 moneta di bronzo (o di rame) = circa 10.000 lire;
1 moneta d'argento = 10 monete di bronzo = circa 100.000 lire;
1 moneta d'oro = 10 monete d'argento = circa 1.000.000 di lire.

Pur nella sua semplicità, questo modello ha due pregi: consente facili calcoli per il cambio dei tagli delle monete, e col suo controvalore simbolico in lire (mai usato nel gioco vero e proprio) consente di effettuare rapide stime di costo di qualunque oggetto partendo dalla nostra realtà quotidiana. Questo naturalmente può non essere sempre vero, in quanto le leggi di mercato di oggi danno origine a prezzi per certi oggetti che in società diverse dalla nostra contemporanea sarebbero differenti (ad esempio un coltello che oggi si fabbrica in serie costa meno dell'equivalente fabbricato a mano da un armaiolo).
Il compromesso si accetta per favorire la giocabilità (obiettivo questo da non perdere mai di vista!).
Vediamo ora alcuni problemi che si possono presentare invece a livello di gioco, e quindi suscettibili di essere integrati nella narrazione come reali problemi dei personaggi giocanti.
In una ambientazione Fantasy dotata di una discreta profondità, il mondo di gioco sarà sovente suddiviso in diversi stati, forse anche popolati da razze radicalmente diverse tra loro; alcune zone saranno ancora allo stato barbarico. La moneta quindi ben difficilmente sarà unica, ma ogni stato o razza avrà le proprie; a seconda delle relazioni politiche più o meno buone tra i vari stati, le monete dell'uno potranno o meno essere accettate presso l'altro e viceversa. In zone non civilizzate, la moneta non sarà in uso e non avrà pertanto alcun valore per i nativi, che utilizzeranno altre forme di pagamento (ad esempio il baratto).
Un secondo problema, tipico di un'economia basata unicamente sulla moneta metallica, è quello del peso e del trasporto. Durante le loro avventure i personaggi tenderanno ad accumulare enormi ricchezze, e non è inusuale per un Master leggere sulle schede personaggio dei propri giocatori che il tal personaggio porta con sè, ad esempio, "1235 monete d'oro, 744 monete d'argento, 235 monete di bronzo". Ora, ipotizzando una dimensione standard di moneta con un diametro di 3cm e uno spessore di 2mm avremo all'incirca un peso di 27g per una moneta d'oro, 14g per una moneta d'argento e 12g per una di bronzo. Fatti i debiti calcoli il personaggio di cui sopra si porta nella borsa un totale di circa 46,5 Kg di monete!! A parte l'impossibilità pratica di trasportare in una borsa alla cintura o in uno zaino un simile peso, anche con un numero inferiore di monete il peso (per non parlare poi dell'ingombro) è da prendere in seria considerazione. Una sacca piena di monete è poi fonte di rumore, tintinnando ad ogni passo (ricordatevene quando i personaggi vorranno muoversi in silenzio assoluto...).
Una soluzione per i personaggi potrebbe essere quella di investire i propri capitali in qualche oggetto prezioso e dalle dimensioni contenute, tipicamente una o più pietre preziose; naturalmente questo comporta tutta una serie di ulteriori problematiche. Occorrerà infatti saper valutare una gemma per evitare di essere imbrogliati, inoltre tali oggetti preziosi non saranno certo disponibili ovunque; nel caso poi si rendesse necessaria una riconversione in moneta, occorrerà trovare un acquirente disposto a sborsare quantomeno la cifra pagata dal personaggio per l'acquisto...
Certo, si può sempre ricorrere al buon vecchio baule chiuso da una robusta serratura, ma poi occorrerà avere un posto sicuro dove tenerlo!

In mondi di gioco più evoluti il problema viene risolto con l'invenzione della carta moneta. Dato che in questa categoria ricade anche il mondo reale in cui viviamo, non mi dilungherò nel descriverne i meccanismi; basterà dire che i problemi di cambio di valuta restano validi (è solo più comodo effettuare i cambi) e volendo si può introdurre nel gioco l'elemento del denaro contraffatto.
In mondi estremamente evoluti il denaro esiste solo come informazione all'interno delle memorie di computer. In questo caso i problemi del trasporto e del cambio non esistono più, ma si aprono molte altre questioni, prima fra tutte quella relativa alla sicurezza delle transazioni. Più il denaro è "virtuale" e più si rendono possibili manipolazioni illecite di ogni tipo, ovviamente possibili solo a chi possiede gli strumenti e le conoscenze informatiche appropriate.

Meditate, gente, meditate... E ricordatevi di non dare niente per scontato se volete dare quel pizzico di realismo in più alla vostra campagna, il che non guasta mai!

Massimo Borri
 
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:: Massimo Borri
Massimo Borri, nato il 6 marzo 1971, diplomato alla Scuola di Informatica dell’Università di Modena, attualmente lavora come referente informatico per la stessa università, presso il Dipartimento di Chirurgia della facoltà di Medicina. Si occupa principalmente di fotografia, video editing e grafica 2D e 3D (con Blender 3D), oltre che di consulenza informatica a tutto campo. Innamorato profondamente del Giappone e di tutti gli aspetti della sua cultura, ha come hobby lo studio della lingua giapponese. Adora il gioco del Go con cui cimenta regolarmente assieme agli amici del Go Club del Tortellino. Ama il blues e il rock anni ’70, leggere e disegnare fumetti, il cinema e la letteratura di fantascienza, i giochi di ruolo. Ha scoperto nei libri di Thich Nhat Hanh il volto umano del buddhismo. Si interessa di filosofie orientali, arti marziali (ha praticato karate, taijiquan, kali) e in generale di tutto ciò che porta equilibrio e serenità. Per KULT ha curato in passato le sezioni dedicate a fumetti e animazione giapponesi e alla lingua del sol levante; attualmente scrive recensioni di applicazioni per Ipad.
 
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