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Namibia – 2

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Namibia – 2

Mi scuso per l’assenza ma nel frattempo è nata Matilde ed ora, dopo un’inevitabile perdita di lucidità, vorrei riprendere da dove mi sono interrotto e continuare la descrizione di un possibile itinerario in Namibia.

In questo momento gli amici a cui ho organizzato il viaggio sono in Namibia e seguendo il programma dovrebbero essere sulla costa a Swakopmund.
E’ una città sul mare dove si possono mangiare ottime aragoste e dove l’impronta tedesca è quanto mai evidente: dall’architettura, alle panetterie tutto ci fa pensare alla Germania.
Molti tour si soffermano qualche giorno, io onestamente, consiglio di sfruttarla solo come meta di passaggio, se lo si desidera si possono visitare città tedesche molto più interessanti a poche ore di macchina dall’Italia.
Swakopmund può essere una buona base di partenza per le escursioni dirette al deserto del Namib ed alla Skeleton Coast.
A poche ore di macchina ci si può addentrare in uno dei deserti più aridi e con meno organismi viventi del mondo: il fondo è costituito per lo più da ghiaia e sassi, le precipitazioni sono inesistenti e l’unica fonte di umidità è fornita dal vento che soffiando dal mare, di tanto in tanto, durante la notte porta in dote la nebbia. Nonostante ciò la vita è presente in forme e varietà sorprendenti con alcuni endemismi davvero interessanti, primo fra tutti la Welwitschia Mirabilis. Percorrendo la pista denominata Welwitschia Trail si giunge ad un punto in cui si può vedere quella che viene considerata la pianta più vecchia del mondo! C’è chi dice che abbia 2500 anni e chi addirittura sostiene che ne abbia 5000! La cosa più sorprendente è che queste piante costituite da una parte centrale lignea e da due lunghe foglie attorcigliate sono imparentate con le conifere. Nella stessa zona si possono vedere gli eleganti orici, grandi erbivori con lunghissime corna che sono in grado di resistere parecchi giorni senza bere, qualche rara gazzella e diversi tipi di piante.
Un’altra delle forme di vita più caratteristiche sono i licheni che durante la notte ed alle prime luci dell’alba sono rigogliosi e man mano che il sole si alza ed il calore aumenta si ritirano fino a diventare una macchia colorata sulle rocce.
A chi visita deserti come questi bisogna raccomandare un grande rispetto ed attenzione, ancora di più dei deserti di sabbia, quelli costituiti da ghiaia e sassi sono estremamente delicati, l’esempio più eloquente è che è stato calcolato che all’ecosistema per cancellare naturalmente una ruotata al di fuori delle piste occorrono almeno 100 anni!!
Un altro luogo interessante di questa area del Namib è la Moon Valley, un nome più che mai eloquente ed azzeccato che esprime appieno l’atmosfera di questa affascinante seppur desolata valle modellata dal vento.
Procedendo da Swakopmund verso nord, seguendo la strada lungo il mare si arriva alla famigerata Skeleton Coast famosa per i grandi relitti disseminati lungo le spiagge, chi si aspetta tutto ciò rimarrà deluso: si possono vedere solo alcune ferraglie di un relitto mentre ciò che ci aspetteremmo di vedere è in un’area più a nord gestita privatamente da un’agenzia di Whindoek e che si può visitare solo partecipando a costosi safari.
Non per questo è una zona priva d’interesse, la colonia di otarie di Cape Cross ed i bellissimi paesaggi sono motivi più che validi per dedicarci parte della propria vacanza.

Partendo molto presto da Swakopmund si può assistere al sopra citato fenomeno delle nebbie generate dalla corrente fredda di Benguela che risalendo dal mare penetrano nel deserto e si possono vedere gli interessanti campi di licheni.
Il primo punto di interesse che si incontra è la colonia di Otarie di Cape Cross: fino a qualche anno fa si stimavano almeno 80.000 esemplari ora purtroppo, a causa dello sfruttamento intensivo della pesca e dell’inquinamento, sembrano in preoccupante diminuzione.

Un muretto a secco divide i visitatori dalle migliaia di otarie, in alcuni punti il muretto è crollato ed èd è consigliabile fare attenzione ad avvicinarsi troppo perché sono animali estremamente territoriali e l’imprudenza potrebbe avere conseguenze spiacevoli…..
E’ interessante osservare come nonostante siano praticamente attaccati l’una all’altra, ogni esemplare difende strenuamente il proprio territorio ed ogni volta che, un’otaria deve tornare dai propri cuccioli per nutrirli con i pesci pescati, lungo il percorso deve guardarsi dagli attacchi e dai morsi.
Spesso si possono notare alcuni sciacalli che aggirandosi all’interno della colonia cercano di approfittarsi di qualsiasi occasione propizia per cacciare.
Tutto è molto bello ed interessante, l’unica controindicazione è l’odore che soprattutto nei primi momenti sembra insopportabile. Un buon consiglio è quello di fornirsi di un fazzoletto con cui proteggersi il naso.

Vorrei concludere questa parte con un’ultima raccomandazione valida per chiunque vuole visitare la Namibia: è importante partire con indumenti che possano proteggere dal freddo.
Nelle aree desertiche e sulla costa l’escursione termica è piuttosto forte, la temperatura arriva spesso vicino allo zero ed alle prime luci dell’alba il freddo è più che pungente. Spesso si sottovaluta questo aspetto ma un abbigliamento adatto può risultare fondamentale ed a chi campeggia raccomanderei di portare sacchi a pelo pesanti.

Memy

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